Pronto il successore di Youth in Action, si chiamerà Yes Europe

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di Mario Mormile

Sembra ormai definitivo, secondo gli ultimi avvenimenti al Parlamento Europeo, la possibilità che il successore del programma “Youth in Action” si chiamerà “YES Europe”, al posto della proposta precedente prevista ovvero “Erasmus for all”. Il progetto che si svilupperà nel periodo 2014-2020 sarà finanziato con 18 miliardi di euro, tuttavia teniamo il condizionale perché nuovi sviluppi potrebbero arrivare ad inizio del prossimo anno, quando secondo i tempi istituzionali, il progetto sarà nuovamente discusso prima di essere definitivamente approvato.

Il nuovo programma scaturisce da una controproposta al comitato Cultura e Istruzione da parte della camera degli europarlamentari che ha emendato la prima alternativa, molto probabilmente la volontà da parte dei legiferanti, in un contesto dove la riduzione di budget accorpa vari programmi, è stata quella di non spostare tutta l’attenzione delle attività esclusivamente sul progetto Erasmus, che di sicuro raccoglie la maggior parte dei finanziamenti, ma che avrebbe molto probabilmente, messo in ombra tutti gli altri progetti del programma. Anche se a giudicare dai bilanci la voce più grossa di spesa viene destinata ai progetti LLP (Lifelong Learning Program) di cui l’Erasmus fa parte; essendo diminuiti i soldi si è preferito apportare dei tagli sull’educazione non-formale in favore di quella formale.

Ricordiamo che lo Yourh in Action si è sviluppato per circa 6 anni dal 2007 fino ad oggi e concluderà il suo ciclio l’anno prossimo nel 2013, quando come sembra, subentrerà YES Europe acronimo di Youth, Education and training, e Sport, mentre per quanto riguarda gli altri progetti i nomi dovrebbero restare invariati, dato che ormai rappresentano delle forme consolidate, tra questi infatti, ritroviamo ancora il “Comenius” per  l’educazione nelle scuole per insegnanti, il “Leonardo Da Vinci” per i tirocini all’estero e Grundtvig per l’insegnamento degli adulti.

Secondo Doris Pack, presidente del comitato Cultura e Istruzione, questo nuovo tipo di programma punta a ridurre la frammentazione e la segmentazione, ottenendo anche una maggiore efficienza alla luce del taglio di fondi previsto, al centro vi sono 3 aree chiave: apprendimento durante la mobilità, cooperazione per l’innovazione ed infine migliori pratiche per supportare le politiche di riforma, anche in previsione delle strategie di crescita per “Europa 2020”.

Sempre secondo la presidente, la nuova struttura dovrebbe essere snellita e garantire maggiore semplicità nella richiesta di finanziamenti, mentre per quanto riguarda la gestione delle risorse un 83% dovrebbe essere destinato per certo a progetti educativi lasciando un restante 17% per utilizzi flessibili, ovvero da definire nel corso del tempo.

L’onorevole Pack aggiunge anche che per generare maggiore forza lavoro, dotata delle necessarie competenze per affrontare il mercato del futuro, è necessario porre maggiori attenzioni sul lato dello sviluppo personale dei giovani individui e della loro inclusione nella società che li circonda, quello che comunemente viene definito come cittadinanza attiva.

Tra le novità principali anche nuove opportunità di prestito per gli studenti in fase di mobilità europea e la possibilità da parte degli stati partecipanti di dotarsi di più agenzie nazionali per la mobilità all’estero. Proprio l’agenzia nazionale in Italia ha provato a battersi, pur essendo in posizione minoritaria, per evitare l’accorpamento previsto, al fine di mantenere le peculiarità di ogni singolo progetto e continuare la strada nel solco dell’esperienza accumulata fino ad oggi con i vari programmi.

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