Previsioni Istat per il 2013: ripresa economica ancora lontana

di Valentina Verdini

Secondo i dati riportati dall’Istat relativi alle prospettive dell’economia italiana, il 2013 sarà un anno critico. Le previsioni dell’andamento economico nazionale mostrano un quadro in deterioramento che si colloca in uno scenario internazionale contrassegnato da difficoltà di ripresa.

Prodotto interno lordo- Per l’anno 2012 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari al 2,3%, mentre per il 2013 la variazione media annua resterebbe leggermente negativa (-0,5%). Rispetto al 2009 dove il Pil aveva raggiunto il -5,5%, il 2013 mostra sì un miglioramento, ma tale dato non è ugualmente confortante e si allinea alle dinamiche europee. Se negli Stati Uniti, il tasso di crescita del Pil del 2013 (+2,1%) rimarrebbe in linea con quello del 2012 (+2,3%), l’area dell’euro, invece, registrerebbe una contrazione del prodotto per l’anno in corso (-0,5%), seguita da un lieve aumento nel 2013 (+0,1%).

Risparmio e consumo delle famiglie- La politica fiscale restrittiva (attuata mediante l’innalzamento delle tasse) del governo Monti, finalizzata al risanamento dei conti pubblici ha contribuito alla riduzione del reddito disponibile delle famiglie italiane, con conseguenze negative sul tasso di risparmio e sul consumo. La spesa privata per consumi registrerebbe nell’anno in corso una contrazione del 3,2% e anche nel 2013 la spesa risulterebbe in calo (-0,7%), a seguito delle persistenti difficoltà sul mercato del lavoro e della debolezza del reddito.

Investimenti- La significativa riduzione del consumo causa del deterioramento della domanda, il peggioramento delle condizioni di finanziamento e la riduzione dei margini di profitto delle imprese, inciderebbero negativamente sulle spese per investimenti per l’anno in corso. Nel 2012, gli investimenti fissi lordi diminuirebbero del 7,2% per effetto di una forte riduzione della spesa delle imprese (in particolare, in mezzi di trasporto e macchinari) e delle amministrazioni pubbliche. Nel 2013, le prospettive di una ripresa del ciclo produttivo determinerebbero un deciso rallentamento della caduta (-0,9% in media d’anno).

Saldo delle partite correnti- Nel 2012, le importazioni complessive si ridurrebbero in misura significativa (-7,9%), causa della riduzione dei consumi privati e degli investimenti. Nel 2013, gli acquisti all’estero mostrerebbero un moderato recupero (+0,9%), attivato dalla ripresa delle esportazioni e dal miglioramento della spesa per investimenti in beni strumentali. Alla luce di tali andamenti, il saldo positivo delle partite correnti si attesterebbe, nella media del 2012, a circa l’1% del Pil e poi salire all’1,5% nel 2013, a sintesi di un surplus della bilancia commerciale e di un disavanzo di quella dei servizi.

Lavoro- Andamento negativo anche per il mercato del lavoro. La crescita delle persone in cerca di lavoro iniziata alla fine del 2011, è alla base del rilevante incremento del tasso di disoccupazione previsto per quest’anno (10,6%). Per il 2013, il tasso di disoccupazione continuerebbe ad aumentare (11,4%) sia a causa del contrarsi dell’occupazione, sia per l’aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata.

In conclusione, le previsioni sull’andamento economico nazionale non mostrano segnali incoraggianti. Le politiche di austerity se non accompagnate a investimenti di lungo periodo in settori strategici, quali quelli del lavoro, della sanità, della cultura, dell’energia alternativa, contribuiscono solo al peggioramento della fase di recessione in cui il paese si trova, determinando un circolo vizioso dal quale è difficile venir fuori.

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