Settimana europea delle PMI: alla ricerca di politiche di rilancio contro la crisi

di Valentina Verdini

Il 15 ottobre, presso il Campidoglio di Roma, si è aperta con un discorso del  Vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, la Settimana delle PMI e del Mercato unico. In occasione del ventesimo anniversario, in tutta l’Unione europea, si sono tenute una serie di conferenze, mostre e workshop tematici, ribadendo il ruolo centrale dell’azione a favore di imprese e mercato unico per rilanciare la crescita.

Inaugurando le celebrazioni, il Vicepresidente Tajani ha dichiarato: <<Per uscire dalla crisi e ridare speranza, l’Europa sta portando avanti una strategia per fermare il declino industriale e fare tornare tutta l’Unione un luogo favorevole all’impresa e agli investimenti industriali. Uno dei pilastri di questa strategia è il completamento del Mercato europeo affinché possa esprimere tutto il suo potenziale per la crescita e per la creazione di nuovo lavoro>>.  

Secondo l’analisi condotta dal nuovo Osservatorio nazionale sul credito delle PMI, di Rete Imprese Italia e Artigiancassa sulla base dei dati Format Research, Bankitalia, Abi, InfoCamere e Istat, le PMI italiane manifestano trend negativi in termini di ricavi ed occupazione.

Nel secondo trimestre, le PMI, in particolare quelle artigiane, hanno registrato ricavi in peggioramento, anche se insieme alle aziende del Nord Ovest e del Mezzogiorno, vedono prospettive di miglioramento. Il giudizio sull’andamento dell’economia è negativo, con la fiducia più bassa nei settori del commercio, dei servizi alle imprese e nelle regioni del Sud. Stessa preoccupazione anche per l’occupazione, fatti salvi segnali di ripresa al Nord e in alcuni settori (costruzioni, manifattura, artigianato).

Il secondo trimestre vede ancora in calo la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario: in sofferenza sono soprattutto le imprese di costruzione, dei servizi alle persone e le aziende nelle regioni del Centro che si avvicinano in misura preoccupante a quelle del Mezzogiorno. In sensibile miglioramento invece, le imprese del Nord Ovest.

Per quanto riguarda le dinamiche del credito, lo studio ne registra un aumento della domanda: sono circa il 21,7% le PMI che si sono rivolte alle banche per accedere a diverse forme di finanziamento.  Tuttavia è diminuita (dal 38,2% al 36,5%) la percentuale di imprese che ha ottenuto un finanziamento pari o superiore a quanto richiesto mentre è aumentato (dal 31,5% al 42%) il numero di aziende che, viceversa, ha ottenuto meno di quanto chiesto.

<<Il 10 ottobre la Commissione ha approvato la nuova strategia di politica industriale che considera il miglioramento dell’accesso ai mercati tra le condizioni chiave per rafforzare la competitività e invertire il processo di de-industrializzazione – afferma il Vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani – Va posto fine all’illusione per cui l’economia poteva basarsi essenzialmente su finanza e servizi. Senza industria si perdono i servizi, lavoro, export e capacità d’innovare: l’80% dell’innovazione e il 75% dell’export Ue viene dall’industria; e per ogni posto nel manifatturiero se ne creano due nei servizi>>.

<<Perché tutta l’Europa – conclude Tajani – torni ad essere un luogo favorevole all’industria è necessario attuare una strategia, che si basa su quattro pilastri: accesso ai capitali, accesso ai mercati, educazione e formazione, più risorse per  l’innovazione industriale>>.

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