Youth in Action, l’Europa dei ragazzi in movimento

Da questo Settembre su Mediapolitika nasce un nuovo progetto che si pone come obiettivo quello di raccontare un pezzo importante della società italiana ed europea; abbiamo scelto di dedicare uno spazio settimanale ai progetti europei di scambio internazionale giovanile che verranno illustrati man mano da chi li vive personalmente.

Essere cittadini europei non significa soltanto votare per il parlamento a Bruxelles, ma soprattutto essere in grado di sfruttare le occasioni che la grande conquista del trattato di Schengen offre. Youth in action è un viaggio nella storia e nel futuro dell’Europa attraverso le parole di chi la vive; una risorsa preziosa ed un’opportunità di crescita culturale differente dalla didattica convenzionale.

di Mario Mormile

Per Aristotele “Ciò che dobbiamo imparare, lo si impara facendo” un’idea che poi si sarebbe evoluta nel corso dei secoli in quello che noi oggi chiamiamo “educazione non-formale” che è alla base di numerose attività promosse dall’Unione Europea in favore dei giovani.

Sono passati ormai sei anni da quando il Parlamento Europeo ha approvato il programma di “Youth in Action” finanziato con circa 885 milioni di euro per il periodo 2007-2013, interessando numerosi soggetti associativi, agenzie nazionali ed organizzazioni di vario tipo su tutto il territorio italiano.

Sviluppare il senso di coesione sociale, la solidarietà tra i popoli, promuovere la cittadinanza attiva, combattere il razzismo sono tra gli obiettivi alla base delle attività promosse dalla Comunità Europea attuate attraverso una serie di azioni di natura differente.
I progetti si rivolgono principalmente ai giovani dai 18-26 anni e partecipare è molto semplice: dal punto di vista economico ogni progetto comprende vitto e alloggio e il rimborso di buona parte del viaggio, al fine di rimuovere le barriere di natura economica e consentire l’accesso a tutti. Per scegliere il progetto più adatto alle proprie caratteristiche è necessario fare affidamento ad associazioni specializzate; si possono trovare informazioni di facile consultazione sui siti di YAP Italia (Youth Action for Peace), SCI (Servizio Civile Internazionale) oppure Lunaria e YouthNetworks.eu, un database dei progetti con posizioni aperte per i volontari.
Tra le varie Azioni previste figurano attività come il Servizio di Volontariato Europeo (SVE) che permette di realizzare esperienze all’estero di alcuni mesi simili a stage, imparando una lingua nuova e lanciandosi alla scoperta di nuovi territori, sapori e storie; attività a breve termine come gli Scambi Giovanili dove ragazzi di tutta Europa possono cimentarsi in attività non formali su argomenti ben precisi al fine di incrementare gli obiettivi sopra indicati, per finire poi con i progetti per coordinatori come i Training di formazione per migliorare le tecniche della cooperazione e della comunicazione.

“Fatta l’Europa facciamo gli europei?” Potrebbe pensare qualcuno parafrasando D’Azeglio, di sicuro gli attuali strumenti della Comunità Europea sono più efficaci di quelli utilizzati in passato e costituiscono, con il programma “Youth in Action” una delle migliori opportunità a costi ridotti per i giovani europei di vivere un percorso di scoperta e formazione costantemente aggiornato nei contenuti, un viaggio che ci si costruisce su misura, dal Portogallo alla Russia, da nord a sud.

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