Green Blood, il sangue verde della natura in mostra a Roma

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di Lucia Varasano

Si snodano lungo le pareti di velluto rosso della Dorothy Circus Gallery, collocate in un’atmosfera onirica tra toys d’ autore e cornici veneziane, le ventisei opere della collettiva internazionale “Green Blood” il sangue verde della natura. Siamo in Via dei Pettinari 76, nel cuore di Roma a due passi da Ponte Sisto, nella galleria d’arte di riferimento per il Pop Surrealismo in Europa. È qui che la pittura rinnova il patto di sangue tra l’uomo e la natura, un sangue che differisce per un solo atomo- il magnesio al posto del ferro- ed un patto suggellato nell’immagine dell’albero come simbolo della vita. Diverse mitologie ruotano attorno alla figura dell’ albero (dall’Eden di tradizione ebraica alla favolosa età dell’oro di origine greca, dai culti dionisiaci, alle amadriadi, alla stessa mitologia legata al dio Pan) così come le dottrine mistiche riguardanti l’aspetto segreto del creato. L’ “Albero della Vita” è la “scala di Giacobbe” (vedi Genesi 28), la cui base è appoggiata sulla terra, e la cui cima tocca il cielo. Nella Cabalà è il programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mondi, ma è anche il sentiero di risalita attraverso cui l’intero creato può ritornare all’unità del “grembo del Creatore”.

«L’idea della mostra nasce dall’esigenza di unire il mio lavoro di gallerista ad un discorso di etica personale oltre che da alcune considerazioni sulla composizione chimica del nostro sangue e della linfa delle piante» ci spiega la gallerista Alexandra Mazzanti che ha curato la mostra assieme all’artista newyorkese Tara McPherson. L’ albero, come custode del tempo, come sentinella ambientale e come ammortizzatore delle catastrofi ambientali diventa l’ interlocutore migliore per parlare di ecologia. Alle creature dal sangue verde si ispirano gli artisti della mostra Green Blood, a cui hanno aderito esponenti della corrente Neo Surrealista internazionale: Tara McPherson, Jeff Soto, Martin Wittfooth, Travis Louie, Lola, Brandi Milne, Leila Ataya, Nicoletta Ceccoli, Roland Tamayo, Ana Bagayan, Scott Musgrove, Yosuke Ueno, Sergio Mora, Dave Cooper, Paolo Guido, Afan, Alessia Iannetti, Anastasia Kurakina, Kathie Olivas, Brandt Peters, Chris Ryniak, Ixie Darkonn, Amanda Spayd, Mr Klevra e Corine Perier.

Le loro opere inedite, composte appositamente sul tema, resteranno fino al 20 luglio e il 50% del ricavato delle vendite sarà devoluto all’ Associazione Greenpeace e Oceania. 

foto di Lucia Varasano

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