Francia: un mese di governo Hollande

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di Alessandra Vitullo

Mentre i francesi si preparano per tornare alle urne per le elezioni legislative del prossimo 10 e 17 giugno, il governo Hollande compie il suo primo mese di vita. Ha sorpreso tutti, il neopresidente, che appena salito all’Eliseo ha cominciato a mettere in atto alcuni punti del suo programma elettorale. Primo tra tutti la composizione di un governo paritario: 17 ministri uomini e 17 donne, ai quali come promesso ha ridotto lo stipendio del 30%, riduzione applicata anche al salario del Presidente della Repubblica.

Altre importanti riforme sono state messe in cantiere, in attesa dell’elezione dell’Assemblea del prossimo 29 giugno. Nel dettaglio: l’imposizione dei tetti salariali per i dirigenti del settore pubblico, ovvero un presidente o amministratore delegato di un’azienda pubblica non potrà guadagnare più di venti volte del suo dipendente meno pagato; abbassamento dell’età pensionabile dai 62 a 60 anni; aumento del 25% dei finanziamenti alle famiglie con basso reddito e aventi figli tra i 6 e i 18 anni; congelamento dei prezzi dei carburanti per tre mesi.

Hollande sorprende ancora, cambiando completamente rotta anche in politica europea. Sembra, infatti, che il connubio tra Francia e Germania sia giunto a termine: nel meeting tenutosi a Bruxelles lo scorso 23 maggio, si è aperta una vera spaccatura tra le posizioni di Hollande, che puntano a dare un maggiore respiro all’economia, con nuovi incentivi alla crescita, e quelle di Angela Merkel, ferma sulla parola d’ordine austerity.

Lo scontro tra i due paesi riguarda in particolare sulla proposta di Hollande di emettere degli Eurobond, obbligazioni comuni a tutti i Paesi dell’eurozona, che permettano di condividere in maniera collettiva il debito pubblico. «No» secco da parte della Germania, che concettualmente si oppone anche ai Project bond, altra proposta del Presidente francese che consiste nel salvaguardare con una garanzia dell’Unione europea i grandi progetti infrastrutturali lanciati da privati.

L’accordo con Berlino potrebbe essere raggiunto per quanto riguarda gli incentivi ai fondi della Bce che passerebbero da 10 miliardi a 60, da utilizzare per l’emissione di bond nei prossimi tre anni. Tale cifra permetterebbe la realizzazione di progetti con un valore complessivo compreso tra i 180 e i 200 miliardi.

Tra le altre proposte del neo-presidente ci sono la nuova organizzazione dei fondi strutturale europei da impiegare soprattutto nei settori delle piccole e medie imprese e nella formazione giovanile; recuperare dalla tassazione sulle transizioni finanziarie i soldi per la crescita.

Dopo la formazione della nuova Assemblea, il parlamento francese si riunirà in sessione straordinaria dal 3 luglio al 2 agosto. In calendario due punti cruciali: la nuova super tassa per i ricchi, ossia l’introduzione di un’aliquota del 75% sui redditi superiori a 1 milione di euro e la creazione di una parte dei 60 mila posti di lavoro nel settore dell’istruzione pubblica. Se il cammino delle riforme di Hollande sarà in discesa o meno dipenderà esclusivamente dal numero di seggi che la sinistra sarà in grado di assicurarsi in Parlamento alle prossime legislative.

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