Nativi digitali, più consapevoli grazie al progetto News&You

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di Eloisa De Felice

L’anno scorso in Portogallo a Lisbona, quest’anno in Italia a Milano, è sbarcato l’ambizioso progetto News&You http://www.news-you.eu/ . Grazie al sostegno finanziario della Comunità Europea, all’interno del programma Youth in Action, http://eacea.ec.europa.eu/youth/index_en.php, giovani provenienti da Slovenia, Polonia, Germania, Gran Bretagna, Portogallo, Brasile ed Italia, si sono ritrovati per confrontarsi su qualità dell’informazione e mass media. Ma non solo: l’uso responsabile dei mezzi di comunicazione è possibile? Come superare la sudditanza psicologica, soprattutto, da parte di chi nel mondo dei media è da sempre immerso, come i cosiddetti nativi digitali, rendendoli pienamente consapevoli del mondo, reale e virtuale, in cui vivono?

Il leitmotiv dell’iniziativa è perciò parso: “da un grande potere nasce una grande responsabilità”, come diceva Ben Parker, lo zio dell’uomo ragno. Il problema dal quale si è partiti, infatti, sembra essere proprio questo: rendere i giovani coscienti delle implicazioni che il “quarto potere” ha nella propria vita e ancor più di come rispondere, colpo su colpo. Perché reagire è possibile, soprattutto, oggi, grazie ai social media ed ad un uso cross-mediale dei media stessi. È come voler levare la sete con il prosciutto, è vero! Ma nel farlo si è cercato di fornire un’alfabetizzazione mediatica che conduca il singolo alla sua emancipazione, tramite la conoscenza. Non a caso nell’antichità l’ignorante era proprio colui che “non conosce” e non solo la persona maleducata, come nella riduzionistica accezione moderna del termine.

Appropriarsi, quindi, del mezzo tecnico, tramite il suo studio, pratico e teorico, per, poi, utilizzarlo, a scopi positivi, per se stessi e per gli altri. Il media viene così elevato a modalità di avvicinamento tra le persone, come hanno raccontato i ragazzi di Liverpool, Inghilterra, che hanno coinvolto nella realizzazione di un sito internet ragazzi/e tendenti all’asocialità. Il media può essere anche un modo per conoscere e capire la complessità economica e politica del mondo in cui si vive, come hanno ben compreso i giovani tedeschi che hanno creato Talk im Turm, http://www.starkmacher.eu/index.php?id=104, ovvero un format TV dove i giovani hanno potuto intervistare, in un talk show, i loro politici.

Perciò, Media education per bambini, per ragazzi e per cittadini, anche se, in realtà, ci si è resi conto che sarebbe utile a tutte le età. Senza
tralasciare nessuna delle diverse accezioni con la quale può essere declinata: media e partecipazione politica, media e promozione sociale, media e sviluppo. Il tutto, certamente, tramite l’uso dei vari linguaggio specifici che non vanno trascurati, quali ad esempio quello giornalistico, quello della pubblicità, quello dei video e quello della fotografia. In conclusione: nativi digitali, oggi, si nasce, ma pienamente consapevoli, si può e si deve diventare!

 

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