Siria, dopo un anno continuano le proteste

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di Laura Guadalupi

Sono trascorsi dodici mesi dall’inizio delle rivolte in Siria. Un anno da quel marzo 2011 in cui nella città di Deraa la gente scese in strada per chiedere il rilascio di quindici studenti.

Da allora è stato un susseguirsi di cortei, scontri, bollettini di guerra e morte trasmessi quotidianamente dai media di tutto il mondo. Le violenze hanno interessato diverse zone del Paese, dalle periferie di Damasco alla città di Homs, bombardata, fino alla regione settentrionale di Idlib.

Sabato scorso intanto è arrivato a Damasco l’inviato speciale della Lega Araba e dell’Onu Kofi Annan. Come riporta l’agenzia di stampa Reuters, Annan aveva già dichiarato dopo i colloqui con il ministro degli Esteri egiziano al Cairo che in occasione della sua visita di due giorni in Siria avrebbe fatto il possibile per chiedere la fine delle ostilità e delle violenze. Nel frattempo le Nazioni Unite starebbero preparando scorte di cibo per un milione e mezzo di persone, nell’ambito di un piano di emergenza di tre mesi per aiutare i civili. Ottenere un più ampio accesso per le agenzie di aiuti umanitari è un’altra delle richieste dell’inviato speciale.

Alla vigilia della partenza di Annan per la missione, il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon aveva affermato che la priorità di Annan sarebbe stata quella di cercare di ottenere un cessate il fuoco negli scontri fra ribelli e forze del regime.

Stando a quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani prima dell’arrivo a Damasco  dell’ex segretario generale dell’Onu l’esercito ha aperto il fuoco sulla città di Idlib. Intanto, LaPresse riferisce che secondo l’agenzia di stampa statale Sana il primo dei colloqui tra Annan e il presidente siriano Bashar al-Assad è stato “positivo”. Stando alla BBC sabato Assad avrebbe respinto qualsiasi ipotesi di dialogo politico con quelli che ha definito “gruppi armati di terroristi”.

Terminata domenica anche la seconda fase degli incontri tra i due, Annan si recherà nei Paesi vicini e, secondo fonti diplomatiche riportate sempre dall’emittente britannica, la prima tappa del viaggio dovrebbe essere la Turchia.

Fonte foto: http://anticapitalistes.net/spip.php?article2748

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