Inquinamento Taranto, inizia storico processo ai vertici Ilva

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di Pierfrancesco Demilito

Più volte in passato la nostra testata si è occupata del problema dell’inquinamento vissuto dalla città di Taranto. Il capoluogo pugliese, infatti, convive da anni con il più grande centro siderurgico d’Europa. Un problema che ha attirato anche l’attenzione della magistratura: il prossimo 17 febbraio, presso il Tribunale di Taranto, inizierà il processo per gli indagati Emilio Riva, proprietario dello stabilimento, suo figlio Nicola, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento di Taranto, e Angelo Cavallo, responsabile del reparto Agglomerato 2. L’accusa, per tutti e quattro gli imputati, è disastro ambientale colposo e doloso per le emissioni di diossina da parte dello stabilimento Ilva di Taranto, avvelenamento colposo di sostanze alimentari omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico.

Nei giorni scorsi il Gip Patrizia Todisco ha consegnato una maxiperizia di 554 pagine, in cui è spiegata la relazione tra la condizione ambientale che vive la città e lo stabilimento Ilva. Dai documenti della Todisco emergerebbe che le emissioni di gas, polveri e altre sostanze tossiche provenienti dallo stabilimento siderurgico incidono pesantemente e in maniera diretta sull’ambiente e sulla salute dei tarantini.

Il processo, che inizierà il prossimo venerdì, assume ancora maggior rilievo alla luce della recentissima e già storica sentenza sul processo Eternit di Torino, che, riconoscendo il disastro doloso e l’omissione dolosa di controlli antinfortunistici, per la prima volta, in Italia, ha condannato i massimi esponenti di una multinazionale per aver consapevolmente causato un disastro ambientale.

Di questo è convinto anche Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione Pacelink, che in un recente comunicato stampa parla di una “una sentenza che adesso solleva attesa e attenzione per quanto accadrà a Taranto, dove l’acciaieria ha inquinato pesantemente con sostanze cancerogene come la diossina, i PCB e il benzo(a)pirene”.

Taranto, dunque, attende un processo storico che potrebbe rendere giustizia, dopo anni di inquinamento, ad una città maltrattata dalla grande industria. Il giorno dell’udienza, in molti si raduneranno nei pressi del Tribunale di via Marche. Nell’intenzione degli organizzatori quella di venerdì sarà una manifestazione silenziosa, voluta sia per rendere evidente l’attenzione dei cittadini alla questione, sia per esprimere gratitudine nei confronti del Gip Todisco e del pool di esperti che ha portato in tribunale questa battaglia.

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