Hawaii, un “Paradiso amaro” di flebo e sacche di plasma nel nuovo film di Alexander Payne.

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di Lucia Grazia Varasano

Il 17 febbraio è in arrivo nelle sale italiane, distribuito dalla 20th Century Fox, “Paradiso amaro” uno dei film più acclamati della award season 2011-2012 nonché ultima fatica del regista Alexander Payne, con George Clooney, Shailene Woodley, Amara Miller, Nick Krause e Beau Bridges. Vincitore di 2 Golden Globe 2012 e candidato a 5 premi Oscar, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore protagonista, sicuramente anche in Italia non passerà inosservato. Il perché è semplice e su di esso ruota tutta la trama, Elizabeth ha avuto un’incidente in mare, è in coma irreversibile e non resta che esaudire le sue ultime volontà: staccare la spina.

Le tematiche dunque sono quanto mai scottanti ed attuali nella nostra penisola, dove da tempo è acceso il dibattito sul testamento biologico e l’ eutanasia. Dall’epoca del suo esordio alla regia nel 1996, con “La storia di Ruth- donna americana”, film sul tema dell’aborto, siamo abituati certo ad un Payne fuori dagli schemi, che riesce a riprodurre sulla pellicola tutte le contraddizioni della società americana e le debolezze dell’ animo umano, trattate con un mix di leggerezza e sarcasmo rimanendo sempre in bilico tra il dramma e la commedia. Payne riesce ancora una volta a portare alla luce un “Paradiso amaro” (tratto dall’omonimo romanzo di Kaui Hart Hemmings “The Descendants” ), e già dal titolo possiamo pregustare tutto il sapore agrodolce di cui è intrisa la vicenda. Un microcosmo di problemi vissuti sullo sfondo di uno scenario dissonante.

Hawaii, un paradiso sì, ma di “flebo e sacche di plasma”. Comincia così l’avventura di Matt King, legato a Elizabeth dal vincolo del matrimonio, marito e padre assente, che vive con le spalle al muro ora che la vita di sua moglie è legata ai macchinari. Adesso è pronto a parlare, a ripartire da zero, ma sarà troppo tardi, lo era ormai anche per la moglie, che scoprirà innamorata di un altro uomo conosciuto ad un party per il superball.

Matt è un uomo che rimpiange di non aver dato, diviso tra sensi di colpa, rabbia, frustrazione, a cui non resta che perdonare, rimboccarsi le maniche e riconquistare la fiducia delle sue figlie. Lui, amministratore fiduciario con 25mila acri di terra hawaiana da vendere al migliore offerente, da sempre rimasto estraneo all’educazione delle figlie, si renderà presto conto di essere davanti ad un’ardua impresa. Scotty, la più piccola vuole fare la fotografa e immortala la mamma sul letto di morte; Alexandra ragazza difficile vive in un collegio tra i fumi dell’alcool.

Alla fine Matt riuscirà a diventare il perno su cui ruoterà il nuovo nucleo familiare? Vi lasciamo il piacere di scoprirlo nelle sale. Buona visione.

 

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