Ong, “GSI Italia”: intervista al presidente sul progetto “Adotta un consigliere”

di Elena Angiargiu

GSI ITALIA – Gruppi di solidarietà internazionale è una ONG di cooperazione internazionale e di solidarietà territoriale nata a Spoleto nel 1997, attiva in diversi Paesi del Sud del Mondo e operativa in Italia, in particolare sul territorio regionale umbro, con progetti di formazione e di sensibilizzazione sui temi dello sviluppo e del sottosviluppo, finalizzati alla tutela dei diritti umani e al sostegno alla popolazione immigrata. Da sempre impegnata su temi sociali e umanitari, GSI ITALIA promuove da anni percorsi di cittadinanza attiva, con programmi rivolti in particolare ai giovani, in collaborazione con le istituzioni locali e la società civile.

GSI ITALIA è, insieme alla Regione Umbria, promotrice del progetto “Adotta un consigliere” che, grazie ad un finanziamento europeo, vedrà impegnati nei prossimi mesi 300 giovani studenti umbri in un percorso di crescita civica volto a coniugare il tema della cittadinanza con quello del volontariato e della partecipazione giovanile. A presentarci il progetto e le iniziative dell’associazione è il presidente di GSI ITALIA, Antonio Loiacono.

Dott. Loiacono, da “Città solidale” a “Adotta un consigliere”, progetto recentemente approvato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG) nell’ambito del programma europeo “Youth in Action. Quali linee guida lo hanno ispirato e qual è il suo valore aggiunto rispetto ai progetti precedenti?

Nata con una vocazione sociale e politica, l’associazione GSI ITALIA è stata l’artefice della formulazione della Legge Regionale 26/1999 sulla cooperazione internazionale. Successivamente all’approvazione della legge, per la quale mi ero impegnato in prima persona, mi sono reso conto che la realtà delle città umbre era così parcellizzata da impedire una qualsiasi buona volontà di fare cooperazione da parte degli Enti locali. È nata allora, ancora su mio impulso, una Federazione di Comuni, Città Solidale: 18 Enti locali umbri federati insieme nel Comune di Sellano in Valnerina, completamente distrutto dal terremoto. La Federazione è stata beneficiaria di numerosi progetti europei nel solco della cittadinanza, mentre a livello regionale, insieme alla ONG, si è impegnata per la promozione di strumenti a favore dell’integrazione della popolazione immigrata.

“Adotta un consigliere” è il perfezionamento di un itinerario già avviato con la costituzione dei “Consigli Comunali dei Giovani” e rappresenta la prosecuzione del progetto “Giovani amministratori crescono”, finanziato dall’ANG nel 2010. Rispetto alle iniziative precedenti, “Adotta un consigliere” ha una visione strategica, squisitamente politica, per la volontà dell’associazione di porsi come stakeholder, con l’intento di diffondere la buona pratica della cittadinanza attiva tra i giovani e di aiutare la politica a misurarsi con il controllo della propria attività da parte della società civile. La Giunta e il Consiglio regionale dell’Umbria hanno ritenuto, sul piano teorico, utile ed innovativo questo progetto, che vuole far avvicinare i giovani alla politica mettendola sotto una lette di ingrandimento.

Quali sono gli obiettivi del progetto, a chi si rivolge e in quali fasi è articolato?

Il progetto punta ad innescare un “cortocircuito” nella dinamica di allontanamento tra politica e questioni giovanili, dando ai giovani l’opportunità di partecipare concretamente alla vita del loro territorio e della comunità regionale attraverso un modello innovativo di relazione e dialogo con i decisori politici. Saranno coinvolti 30 Istituti umbri delle scuole secondarie di secondo grado che, con la costituzione di 30 redazioni giornalistiche, “adotteranno” un consigliere – probabilmente estratto a sorte per garantire l’assenza di riferimenti territoriali o di partito – monitorando in forme diverse la sua attività istituzionale.

Dal punto di vista operativo, il progetto partirà a maggio. Fin d’ora siamo impegnati, con gli Uffici della Regione, ad identificare gli Istituti che daranno la propria disponibilità. Tra maggio e settembre lavoreremo alla produzione dei materiali che serviranno per la fase di formazione degli studenti, che prenderà il via tra settembre e ottobre. Ciascun Istituto, in accordo con i dirigenti scolastici, si darà delle “regole del gioco” per rendere quanto più omogenei i contenuti che troveranno spazio nel sito www.youthcrumbria.eu.

Dal 2011 “Anno europeo del Volontariato” al 2013 “Anno europeo dei cittadini”, temi chiave delle azioni comunitarie ed elementi cardine della vostra associazione. Quali progetti avete concluso e quali avete in programma in questi ambiti?

A proposito dell’Anno europeo del Volontariato vorrei citare “Una piattaforma di supporto per il volontariato”, progetto che ha coinvolto Francia, Germania, Macedonia e Italia. GSI ITALIA ha preso parte a quest’iniziativa con l’obiettivo di dare risonanza al volontariato internazionale attraverso la diffusione di materiali e la partecipazione a conferenze e incontri a livello territoriale. Dato che il 2012 è dedicato all’ “Anno europeo dell’invecchiamento attivo” merita di essere ricordato il progetto europeo “Over 55”, nato a Spoleto qualche anno fa, con l’obiettivo di incoraggiare la mobilità europea degli anziani.

La cittadinanza è parte integrante della nostra attività. Da adesso in poi questo tema arricchirà il nostro laboratorio ideativo per affrontare il 2013 con una proposta di qualità. Per noi, i giovani restano un gruppo bersaglio di fondamentale importanza perché occorre coniugare cittadinanza e gioventù per il futuro di un’Europa a misura di cittadino.

Di fronte alla crescente sfiducia nella politica soprattutto tra le nuove generazioni, come incoraggiare la partecipazione giovanile e quali risorse mettere in campo per favorire una maggiore interazione tra sfera politica e sociale?

I giovani si stanno allontanando sempre di più dalla politica: il dialogo con gli amministratori locali e con le istituzioni sembra una battaglia persa. Di fronte a questi segnali di sfiducia il nostro progetto è realmente una scommessa, quella di utilizzare al meglio le risorse che la Commissione europea e la ANG mette a disposizione. C’è la possibilità di creare un “cortocircuito” tra politica e gioventù e spetterà alle istituzioni dimostrare concretamente la volontà di raccogliere questa sfida passando dalla disponibilità teorica alla pratica.

È difficile catturare l’attenzione dei ragazzi su temi apparentemente distanti dai loro interessi, come la politica. Noi abbiamo ritenuto che il modo più proficuo fosse quello di incentivare il loro protagonismo diretto. I giovani coinvolti nel progetto potranno accrescere le proprie esperienze grazie ad un’attività di tipo non formale che si aggiunge a quella della scuola, avendo a disposizione risorse e strumenti per mettere sotto osservazione la politica regionale.

Ai ragazzi, inoltre, la responsabilità di far parte di un progetto pilota che, se avrà successo, potrà essere preso in considerazione a livello nazionale come prototipo di un modello da trasferire e attuare altrove in futuro.


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