Naufragio Costa Concordia: i risvolti della tragedia

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di Vincenza Nacucchi

Non si placano le polemiche dopo il tragico naufragio della Concordia, la nave da crociera della compagnia Costa, dello scorso 13 Gennaio. A distanza di dieci giorni il bilancio delle vittime continua a salire, ad oggi quindici i morti accertati.

L’EVENTO – Alle 21.40 di venerdì 13 Gennaio la nave da Crociera Concordia si schianta contro uno scoglio, nei pressi dell’Isola del Giglio, con a bordo più di 4.000 persone, compreso l’equipaggio. La nave, che da Civitavecchia era diretta a Savona, avrebbe dovuto navigare lungo il Mediterraneo. Dopo l’impatto si è piegata su un fianco causando un vero e proprio naufragio. Le colpe dell’incidente pesano sul comandante Francesco Schettino, accusato di omicidio plurimo e abbandono della nave. Schettino, oltre a essere responsabile della manovra azzardata che ha portato al naufragio, è anche accusato di non aver subito avvertito chi di dovere, ritardando così le operazioni di soccorso.

LE POLEMICHE – Tante le polemiche sull’organizzazione dei soccorsi. Dalle testimonianze di alcuni passeggeri è emerso che per più di un’ora dopo l’impatto, sulla nave ha regnato il panico. L’equipaggio li ha assistiti, ma in maniera molto disordinata. Intanto la procura di Grosseto indaga sul perché la nave si trovasse così vicina all’isola. La risposta, che prima era solamente ipotizzata e detta a mezza bocca dagli abitanti dell’isola, ora è stata ufficializzata dalla deposizione rilasciata dal comandante Schettino durante l’interrogatorio: quella manovra azzardata che è poi risultata fatale faceva parte di una “prassi” della compagnia, una forma di inchino e saluto alle isole a scopi commerciali. Schettino ha dichiarato che l’inchino era già stato pianificato prima della partenza e che la compagnia Costa è a conoscenza di questa prassi che avviene in tutto il mondo. Ma a che scopo affrontare una manovra pericolosa per farsi pubblicità, di notte nei pressi di un’isola semi deserta d’inverno? Sono tanti ancora i punti da chiarire, quello che è certo è che sul comandante, oltre alle responsabilità penali, pesano fortemente le responsabilità etiche che sarà costretto ad affrontare.

L’IMPATTO AMBIENTALE – Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile nominato commissario per l’emergenza all’Isola del Giglio, ha inizialmente dato l’allarme inquinamento. Le preoccupazioni iniziale riguardavano i prodotti dei passeggeri altamente inquinanti, come shampoo e detersivi, che si erano riversati in mare e il rischio di dispersione del carburante. La contaminazione è avvenuta ma la situazione è continuamente monitorata. Dagli ultimi test effettuati la situazione non appare critica, sebbene siano stati rilevati agenti inquinanti, ma non carburante.

L’IMPATTO MEDIATICO – Il naufragio della Concordia ha avuto un impatto mediatico molto forte. Non sono mancati i curiosi che si sono diretti sul luogo della tragedia per scattare foto ricordo, non senza una certa morbosità. L’isola toscana è stata preda di numerosi turisti, ha denunciato la presidente della Pro Loco, in un periodo in cui solitamente è deserta. Ancora una volta assistiamo al “turismo del dolore”, come a Cogne o ad Avetrana.

L’EQUIPAGGIO C’É – I dipendenti Costa hanno manifestato ieri in piazza a Genova, per esprimere solidarietà ai colleghi che viaggiavano sulla Concordia, oltre ai passeggeri coinvolti nella tragedia e alle famiglie delle vittime. L’iniziativa, lanciata su una pagina facebook, ha visto coinvolte centinaia di persone che hanno ribadito il senso di appartenenza alla compagnia. Durante la manifestazione c’è chi ha difeso il comandante Schettino, dimenticando forse le sue responsabilità evidenti in questa tragedia.

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3 thoughts on “Naufragio Costa Concordia: i risvolti della tragedia

  1. è stata davvero una tragedia nn si può vivere così x questo io odio le crociere xkè tu nn sai mai cosa può accadere

  2. Trovo indegno e vergognoso che dopo 15 giorni dall’accaduto, non sia ancora chiaro quanti morti ci sono stati, non si sanno i nomi, la nave è ancora lì come il giorno dopo il naufragio….solo in un Paese disorganizzato come l’Italia può esserci una tale confusione. Costa Crociere ci ha palesemente dimostrato di aver pensato sempre solo al risvolto economico di tutti i suoi gesti, di essere totalmente disorganizzata e merita davvero di chiudere i battenti.

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