Violenza, omicidi e sicurezza: riflettori puntati su Roma

di Carlo Di Giandomenico

Quando una notizia di cronaca locale balza all’attenzione della cronaca nazionale, solo allora il problema esiste, diventa reale e deve necessariamente essere affrontato e possibilmente risolto tempestivamente, pubblicamente e  platealmente. Questo è quanto sta accadendo a Roma, negli ultimi giorni non si parla d’altro che di emergenza sicurezza, omicidi, violenza, da quando Zhou Zheng, un padre di origine cinese è stato ucciso da due uomini, attualmente ricercati, insieme alla figlia di nove mesi, che teneva in braccio, di fronte agli occhi della madre.

I MEDIA– Tutti i mezzi d’informazione locale, rispolverano vecchi articoli di omicidi, rapine, aggressioni, riportano classifiche, rapporti e polemiche sull’aumento della violenza nella capitale negli ultimi anni rispetto alle altre capitali europee, si seguono passo dopo passo le operazioni che vedono impegnate le forze dell’ordine nella ricerca dei due presunti assassini responsabili dell’ultimo fattaccio di cronaca nera, vengono pubblicate le immagini vuote di una serranda piena di fiori. Ma i fiori appassiscono come i ricordi e le notizie scadono e l’errore sarebbe quello di tornare a parlare troppo in fretta di altro.

LE FORZE DELL’ORDINE– Polizia e carabinieri, sono da giorni ormai impegnati in ogni angolo della città, perquisiscono bische, locali, abitazioni, attività commerciali, mezzi pubblici, fanno sentire la massiccia presenza dello Stato. Presenza che dovrebbe essere garantita e percepita dalla cittadinanza sempre e dovunque, anche nelle periferie più estreme della città. Perchè la criminalità sa bene che quando accade qualcosa di grosso bisogna stare buoni per un po, aspettare che passi la bufera, perchè  tanto poi ritorna tutto come prima.

IL SINDACO– Dal canto suo il Sindaco Alemanno ha espresso il suo cordoglio alla famiglia, ha richiesto l’intervento dello Stato, annunciato l’arrivo nella capitale di 400 nuove unità operative entro fine mese, sono partiti gli incontri con la comunità cinese, autorizzate manifestazioni di solidarietà e per la sicurezza, invitati i cittadini romani a partecipare al capodanno cinese di  Piazza del Popolo, annunciata la possibile titolazione di una strada, una piazza o un giardino nel ricordo delle due vittime innocenti.

Ma la realtà è che a Roma da qualche anno si consumano omicidi per le strade (35 nel 2011), circolano armi, si spaccia  droga sotto ai palazzi, si acutizza uno scontro politico tra i giovani di destra e di sinistra che fa ormai parte del passato, si tornano a rubare le autoradio, le gomme delle automobili, il rame, a strappare le catenine, a scippare i pensionati e tutto questo avviene sotto gli occhi di tutti i cittadini romani e degli extracomunitari per bene che, lo si accetti o meno, fanno orami parte del tessuto sociale della città.

Una cosa è certa, nessuno potrà restituire alla giovane madre il marito e la piccola Joy, ma la speranza e che la loro morte possa essere realmente motivo di riflessione per tutti, di impegno da parte dei cittadini, dei media e delle autorità e di continua perseveranza nell’obbiettivo di restituire alla città di Roma una vivibilità degna della sua importanza, anche quando si abbasserano i riflettori sulla tragica vicenda avvenuta a Torpignattara.

Fonte foto: bolognanotizie.com

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