Il ritorno di Zeman: a “Più libri più liberi” la presentazione del libro sul Boemo

di Cristiano Checchi

Il ritorno di Zeman, non è solo il titolo del libro di Giuseppe Sansonna, ma è quello che in Italia e in Europa si sta vivendo: il Pescara in serie B e il Barcellona a dominare in Spagna e nel Mondo. No, non è una bestemmia calcistica paragonare Zeman al Barça, perché è proprio la squadra di Guardiola che rimette in pratica, con interpreti diversi, quel gioco già espresso e ammirato nel “Foggia dei miracoli” che nel 1991 vinceva la serie B e a giugno del 1992 festeggiava una tranquilla salvezza nella massima serie. A guidare l’attacco dell’ormai conosciuto 4-3-3 non c’erano i Messi, i Villa e i Pedro, ma Signori, Rambaudi e Baiano. Interpreti diversi, di altissimo livello anche quelli foggiani s’intende (basta vedere la carriera e i gol fatti dai tre), per un gioco speculare: attaccare per difendersi. A guidare quella macchina perfetta dalla panchina non poteva esserci altri che Zeman.

IL LIBRO – Non è solo questo ritorno alle cronache sportive con il Pescara, dopo la lenta ma inesorabile emarginazione subita a seguito delle famose denuncie di doping e frode sportiva verso la Juventus nel 1998, ad aver spinto Sansonna a scrivere questo libro e a realizzare due documentari su Zema: lo spunto è partito dal ritorno del Boemo a Foggia, avvenuto nel luglio del 2010, proprio lì dove tutto era iniziato. Un’occasione grande che l’appassionato scrittore, come ha raccontato lui stesso alla presentazione del libro il 7 dicembre alla fiera di Roma “Più libri più liberi”, non si è fatto sfuggire; seguendo, nel secondo dei due documentari, il “Maestro Zeman” durante l’intero anno di ritorno a Foggia: una sorta di “pedinamento” discreto. Lo scrittore ha avuto così modo di far riscoprire al grande pubblico lo Zeman uomo prima ancora che lo Zeman allenatore. Molti gli aneddoti raccontanti dagli ospiti alla presentazione, quelli di Di Biagio e Rambaudi in primis, loro che hanno vissuto in prima persona tutte le sfaccettature di Zeman. Entrambi divertiti nel raccontare e nel ricordare di come con un silenzio del loro mister capivano, senza bisogno di troppe parole, quello che c’era da capire e da fare in campo. I racconti non hanno fatto altro che confermare quello che è Zdeněk Zeman: grande uomo con un grande carisma, che andava, anzi che con il suo Pescara va, dritto per la sua strada.

IL RICORDO DI DI BIAGIO – Significative, una volta di più, le parole spese da Gigi Di Biagio, ex di Foggia, Roma e Inter, e attuale allenatore dell’Italia Under 20, che proprio a Zeman deve il lancio nel calcio che conta. Prima della conferenza di presentazione l’ex di Foggia e Roma ha espresso quello che ha rappresentato per lui Zeman: «una persona che mi ha dato molto. Mi ha dato l’occasione di giocare nel grande calcio. Mi ha insegnato tante cose, sia dal punto di vista calcistico che dal punto di vista morale e dell’etica del mondo del calcio. L’affetto che ho nei suoi confronti sarà per questo sempre altissimo». In merito alla persona Zeman, Di Biagio ha poi elogiato la sua caratteristica primaria: quella della coerenza. «Gli ho sempre detto che con tutti i suoi difetti è una della persone più coerenti che ho incontrato nella mia vita; la coerenza, la professionalità, la serietà e la preparazione che ha questa persona evidentemente non sono uguali a quelle di tante altre persone».

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