Tennis, Master a Londra: i primi otto al mondo si sfidano

di Cristiano Checchi

Al via il Barclays Atp World Tour Finals – Con l’inizio del Master di Londra, domenica 20 novembre, la stagione tennistica 2011 è arrivata alla sua ultima settimana agonistica. I primi otto del ranking Atp scenderanno in campo per dare vita all’ultimo grande evento dell’anno che si concluderà il 27 novembre. A differenza di tutti gli altri tornei, il Master finale non è strutturato con i soliti incontri a eliminazione diretta: i magnifici otto sono divisi in due gruppi, di cui i primi due che passeranno i rispettivi gironi si andranno ad incrociare in semifinale. Campione in carica è il cinque volte “Maestro  dei Maestri” Federer. Il sorteggio ha stabilito che nel gruppo A se la vedranno: Djokovic, Murray, Berdych e Ferrer, mentre nel gruppo B a cercare l’accesso alla semifinale, oltre gli eterni rivali Federer e Nadal, ci saranno Tsonga e Fish. Ad aprire le danze saranno Federer e Tsonga (domenica alle 12:15) in un remake della finale di Parigi di domenica scorsa.

I Big in crisi- Una cosa è certa: non sarà l’esito di questo torneo, per quanto sia comunque uno dei più importanti, a cambiare di molto i giudizi su questo 2011. La stagione ha già dato i suoi verdetti e il dominatore assoluto è solo uno: Novak Djokovic. Il Master di Londra in compenso rischia di non essere uno dei più memorabili, vuoi perché non tutti i partecipanti arrivano nel pieno delle condizioni fisiche, vuoi perché a fine anno a fare da padrone sono gli echi degli sforzi della stagione ormai in conclusione più che gli stimoli per giocarsi l’ultimo titolo. Se si aggiunge a tutto questo il fatto che a non essere al top non sono due qualunque, ma il numero 1 e il numero 2 del mondo si capisce come il torneo rischia di non soddisfare le attese, per dispiacere di appassionati e organizzatori.

Il 2011 dei Fab Four- In forma in questo scorcio finale d’anno c’è sicuramente Federer, fresco vincitore del Master 1000 di Parigi Bercy. La settimana prima di Parigi lo svizzero aveva vinto anche, per la quinta volta, l’Atp series 500 di Basilea, a casa sua e non poteva fare altrimenti, in una stagione che l’ha già visto scendere dalla posizione numero 2 alla 4 del mondo. Le vittorie di Parigi e Basilea si sono aggiunte all’unica altra vittoria nel 2011, quella nell’Atp series 250 di gennaio a Dubai. È senza dubbio la stagione più magra per l’ex numero uno del mondo. Lo scozzese Murray segue in quanto a condizione fisica e psicologica lo svizzero. Con Djokovic a riposo lo scozzese ha portato a casa i Master 1000 di Cincinnati e di Shanghai, l’Atp series 500 di Tokyo e i 250 di Bangkok e di Londra. In quanto a condizione fisica non vale lo stesso discorso per Novak Djokovic e per Rafael Nadal. Il dominatore assoluto del circuito sta ancora pagando lo scotto fisico di una stagione da sogno: già vincitore acciaccato, per colpa della schiena, a Flushing Meadows, nella finale dello Us Open, nella semifinale di Coppa Davis, contro l’Argentina, la schiena è crollata definitivamente. Lo stop è stato di quattro settimane ma il Djokovic tornato dall’infortunio non è l’imbattibile che aveva dominato l’anno, non è lo stesso che ha trionfato in tutti i tornei giocati, esclusi Roland Garros, dove a batterlo fu il miglior Federer stagionale e Cincinnati dove si ritirò nella finalissima contro Murray. Quello di oggi è un Djokovic umano, che per colpa della spalla è costretto a ritirarsi anche da Parigi. Un Novak che se lo sì osserva bene non è fluido nei movimenti neanche quando gioca a racchettoni (eano padelle a onor del vero) con Fiorello in prima tv Rai. Il mancino di Maiorca è l’altro acciaccato che arriva a Londra con non pochi dubbi. La stagione dello spagnolo non è stata condita da molte vittorie ma in compenso sono molte le finali giocate: ben sei, tutte contro l’imbattibile Djokovic. Segno di una condizione che se anche non sempre costante gli ha permesso di arrivare a giocarsi sei titoli all’atto conclusivo, più quelli vinti: Master 1000 di Montecarlo, l’Atp series 500 di Barcellona e il suo sesto Roland Garros. A Parigi Bercy, il torneo che fa da termometro per stabilire i più in forma in questo finale stagionale, Nadal però non è neanche andato; in un comunicato, lo spagnolo ha spiegato che per poter tornare ai suoi livelli necessitava di riposo e di non poter giocare tutti i tornei, non è più il cannibale che si conosceva in passato. Lo sforzo fisico che fa da due anni a questa parte è più evidente, specie se paragonato alla macchina che era fino all’Australian Open del 2009, dopo quella vittoria non giocò quasi mai e da quando è tornato a vincere, dal 2010, non è più apparso il giocatore schiacciasassi che era. Esclusi gli extraterrestri in grande condizione ci sono Tsonga e Berdych, autori entrambi di ottimi risultati in questo 2011. Il francese, capace di battere Re Roger a Wimbledon sotto di 2 set a 0, ha sicuramente ottime possibilità di infastidire Nadal e Federer nel passaggio del turno.  Sembra tagliato fuori dai giochi già in partenza l’americano Fish, il quale al pari dei primi 2 del mondo è arrivato a Londra non in ottime condizioni fisiche. Ferrer, l’outsider del gruppo di Djokovic e Murray, giocherà sicuramente il suo solito torneo di cuore e di grinta, ma difficilmente avrà possibilità di insediare il serbo e lo scozzese. Insomma che le semifinali siano ancora una volta discorso tra i fantastici quattro non è un ipotesi così lontana, questa si che sarebbe gioia per gli organizzatori.

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