Satira politica: torna “Il Male” firmato Vauro e Vincino

di Lucia Grazia Varasano

Fu Pino Zac – nome d’arte di Giuseppe Zaccaria – a dare inizio nel 1977 alla feroce avventura de Il Male, sulle orme della tradizione satirica francese de Le Canard enchaîné, assieme ad una manciata di coraggiosi disegnatori. Una delle più importanti riviste satiriche italiane, ebbe una vita breve e brillante segnata da vignette, giochi di parole, articoli che oggi sarebbero impubblicabili, sequestri e processi come quello che portò uno dei direttori, Calogero Venezia (detto Lillascu), a scontare due anni e sei mesi senza condizionale per vilipendio a capo di stato straniero e alla religione di stato.

Un ritorno, quello de “Il Male” non proprio in punta di piedi, come lasciava presagire il piano promozionale escatologico lanciato nel 2010, quando Vauro e Vincino invocavano la riesumazione della rivista satirica girando tra le strade di Roma truccati da morti viventi. Sono loro a ricoprire i ruoli di direttore e di editorialista, quest’ultimo assieme a Francesco Aliberti e Cinzia Monteverdi (azionisti del Fatto Quotidiano). E poi ci sono i vecchi amici da Lillascu, ancora una volta direttore responsabile, Roberto Perini, Jacopo Fo e un manipolo di giovani talentuosi.

Pagine e pagine di cattivissima satira tornano a far danni ricalcando la scena delle nostre edicole. Tornano i racconti a puntate divertenti, tanto cattivi quanto irreali con politici reali di destra e sinistra, “Berlusconi che progettava la prima bomba atomica italiana assieme a Gheddafi nel laboratorio segreto di Villa Certosa”, prima di ritrovarsi in guerra con la Libia per uno strano scherzo del destino ed i pronti e impreparati “compagni e amici del Pd, Idv e Sel” con a capo Bersani che incita all’ora X del riscatto politico, rinviata di una settimana a causa della mancanza di una linea d’azione comune. E poi c’è Pierferdinando Casini, il “fucilato della settimana” e la pagina dedicata al capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “grazie al cazzo Presidente”. E tra colori, penne e pennelli, sfilano le Olgettine, in realtà delle plurilaureate che “conoscono la meccanica quantistica come le loro tasche ma – per via del Bunga Bunga, il programma segreto di cui hanno preso parte e che punta alla realizzazione del primo reattore nucleare italiano a scopo militare – hanno dovuto nascondere la loro reale identità facendosi passare per escort e soubrette della televisione”. Non mancano le campagne sociali, come: “Adotta una mignotta” e l’allarme terrorismo delle brigate di Confindustria.

Una pagina sulla libertà d’espressione è dedicata ad Ali Farzat, uno tra i più noti disegnatori siriani a cui hanno spezzato le mani a causa delle sue vignette che attaccano il regime di Assad. Vi sono poi le inchieste come quella sulle “25 Locomotive assassinate”, costruite 20 anni fa e mai utilizzate, perchè progettate per essere alimentate a corrente alternata monofase a 25 Kv e mai utilizzate in quanto la linea ferroviaria italiana era, e lo è ancora, elettrificata a 3 Kv in corrente continua. Ora giacciono a Foligno in attesa di essere rottamate, uno spreco di 82 milioni di euro. E poi ancora lo sfottò alla Padania con le puntate sulle “autointercettazioni: come prepararsi alla secessione con la cartina alla mano”, il tutto visibile sul canale youtube.

Rispuntano le versioni rivedute e corrette di noti inserti pubblicitari, come Arbre Magique che diventa “”Arbre catholique” con lo slogan: “purificate l’aria”. Mancano invece le prime pagine fasulle dei quotidiani più importanti che tanto divertirono quanto destarono scompiglio fra i lettori, tra cui ricordiamo la celeberrima notizia riportata su falsi di Paese SeraIl Giorno e La Stampa“Arrestato Ugo Tognazzi, è il capo delle Brigate Rosse”.

Tra i riesumati del Male, mancano coloro che hanno dato un apporto fondamentale alla rivista, tra cui Vincenzo Sparagna, ex direttore che abbandonò il giornale nel 1980, anno in cui fondò il mensile Frigidaire. Due anni dopoIl Male si estinse. Adesso che la meteora aspira a riprendersi l’aggettivo di astro rinascente, rischia di vedersi rubata la scena dall’offensiva di Sparagna che lancia Il nuovo Male inserendolo come supplemento indipendente a Frigidaire.

Sulle pagine di frigolandia Sparagna marca le distinzioni tra i due Mali e definendo quello di Vauro e Vincino come “una penosa furbata editoriale dalle nuove star della satira da salotto televisivo e – continua – che usano il marchio male per accreditarsi”. Vauro a Il Fatto Quotidiano replica così: “Sparagna si lamenta perché non lo abbiamo coinvolto? Non capisco. Della vecchia redazione mancano in tanti. Non ci sono, per esempio, quelli che sono morti. Non ci sono i morti. E non c’è Sparagna”.

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