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	<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 12:30:08 +0000</pubDate>
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		<title>CORTE DI GIUSTIZIA UE: SANZIONE ALL’ITALIA PER I RIFIUTI IN CAMPANIA</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 00:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

		<category><![CDATA[campania]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cristiano Checchi
La Commissione europea aveva presentato ricorso alla Corte di giustizia di Lussemburgo nel luglio del 2008 e alla fine è arrivata la condanna [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6116" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/http-_aurora86ilcannocchialeit.jpg"><img class="size-medium wp-image-6116" title="http-_aurora86ilcannocchialeit" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/http-_aurora86ilcannocchialeit-300x225.jpg" alt="http://aurora86.ilcannocchiale.it" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">http://aurora86.ilcannocchiale.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Cristiano Checchi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione europea aveva presentato ricorso alla Corte di giustizia di Lussemburgo nel luglio del 2008 e alla fine è arrivata la condanna riguardante lo spinoso caso dell’emergenza rifiuti che colpì la Campania nel 2007 (Governo Prodi). La Corte ha così condannato l’Italia per “non aver creato una rete integrata d’impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti nelle vicinanze del luogo di produzione”, confermando così l’accusa. La Corte ha inoltre spiegato che il nostro paese “è venuto meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva rifiuti”. La Commissione ha quindi criticato la mancata costruzione di “una rete adeguata d’impianti atta a garantire l&#8217;autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti sulla base del criterio della prossimità geografica”, aggiungendo poi che tale situazione sarebbe stato un pericolo per la salute e l’ambente. (Fonte: Corriere.it)</p>
<p style="text-align: justify;">Sono così congelati i 500 milioni di euro di fondi comunitari stanziati per la Campania. Di questi 500 milioni 300 sono stati bloccati dalla programmazione 2007-2013, gli altri 200 furono già bloccati nel 2007. L’argomento dei fondi, come riporta il Corriere della Sera, è stato ripreso anche in riunione della commissione petizioni del Parlamento europeo. In riunione è stata aperta una porticina all’Italia in merito allo scongelamento dei fondi. Pia Bucella, direttrice alla dg Ambiente della Commissione, ha infatti fatto presente che: “Siamo pronti a riconsiderare la decisione quando la situazione sarà cambiata, di fronte a risultati”. L’Italia deve arrivare alla definizione di una solida programmazione attraverso un piano di gestione dei rifiuti, con annessa una rete ben strutturata d’infrastrutture per lo smaltimento, settori dove l’Italia non offre garanzie.</p>
<p style="text-align: justify;">Raimondo Santacroce per la Campania e Ettore Figliolia per il Governo hanno rappresentato in Commissione la voce italiana. Santacroce ha assicurato che è pronto un piano per il ritorno alla normalità assicurando un aumento della raccolta differenziata che si attesta intorno al 22%. Figliolia ha parlato di “obiettivi raggiunti” citando il termovalorizzatore di Acerra che sarà in grado di assorbire il 40% della produzione di rifiuti della Regione. “Siamo pronti a documentare quello che diciamo” hanno precisato i rappresentanti italiani. (Fonte: Corriere.it)</p>
<p style="text-align: justify;">Non del tutto convinti sono apparsi un&#8217;eurodeputata inglese del gruppo socialista e una danese dei Verdi. Per il bene dell’Italia e per riacquistare credibilità a livello europeo si spera che si riesca a tornare alla tanto agognata normalità, unico modo per sbloccare i fondi.</p>
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		<title>ROMA, A SCUOLA DISTRIBUTORI DI PRESERVATIVI. E&#8217; POLEMICA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

		<category><![CDATA[preservativi]]></category>

		<category><![CDATA[roma]]></category>

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http://futureupdate.files.wordpress.com

di Sabrina Ferri
È il primo liceo di Roma ad ospitare distributori automatici di preservativi e assorbenti, rendendo effettiva la mozione votata nel giugno scorso dalla [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong></strong></div>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_6110" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/condom.jpg"><strong><img class="size-medium wp-image-6110" title="F_317522_c6KHZ1f7HreolYV5FYUQNSGhVw1gLn" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/condom-300x199.jpg" alt="http://futureupdate.files.wordpress.com" width="300" height="199" /></strong></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">http://futureupdate.files.wordpress.com</dd>
</dl>
<p><strong>di Sabrina Ferri</strong></div>
<p style="text-align: justify;">È il primo liceo di Roma ad ospitare distributori automatici di preservativi e assorbenti, rendendo effettiva la mozione votata nel giugno scorso dalla Provincia di Roma, che si è impegnata a sostenere la diffusione dei profilattici nelle scuole superiori.</p>
<p>Così, all’istituto scientifico Keplero, per la prima volta: “la scuola diventa fonte di tutela di noi studenti a 360 gradi. I distributori di sicurezza sono il mezzo più semplice per ovviare ai problemi legati al sentimento di vergogna e all’elevato costo dei prodotti anticoncezionali”, sostiene uno studente ne Ilgiornale.it. Ridotto, infatti, anche il prezzo dei condom rispetto ai prezzi commerciali. </p>
<p>Un’iniziativa del tutto innovativa, dunque, che oltre all’installazione dei distributori prevede anche un seminario di formazione della Lega Italiana per la lotta all’Aids sulla prevenzione dell’HIV.</p>
<p>“Rivendichiamo completamente questa iniziativa. Il Keplero è una scuola pilota e invito le altre scuole a non spaventarsi e a fare altrettanto” ed “ è una scelta che va nella direzione di una maggiore democrazia, formazione e sicurezza nel rispetto di tutti”, si difende così il preside della scuola, Antonio Panaccione, dall’ondata di polemiche mosse soprattutto dal Vaticano che parla di: “banalizzazione della sessualità” e diseducazione in Repubblica.it.</p>
<p>Si dichiara contrario all’iniziativa anche il Movimento Italiano dei Genitori il quale, parlando per bocca del presidente Maria Rita Munizzi, sostiene che: “la scuola non è il luogo adatto alla vendita dei profilattici” perché ciò significa “mettere le strutture scolastiche sullo stesso piano di farmacie e supermercati, luoghi in cui i condom sono già facilmente accessibili”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, novità sul fronte giungono anche dall’estero. Washington sarà la prima città degli Usa a distribuire gratuitamente preservativi femminili in scuole e saloni di bellezza situati in quartieri con alta percentuale di contagio HIV.</p>
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		<title>ROMA, LISTA PDL FORSE FUORI. BERLUSCONI: &#8220;IN PIAZZA&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 17:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>

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		<category><![CDATA[pdl]]></category>

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		<description><![CDATA[di Barbara Maura
Andare alle regionali senza uno dei partiti più importanti del Paese? Impedire agli elettori del Popolo della Libertà di sentirsi rappresentati a Roma [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Barbara Maura</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Andare alle regionali senza uno dei partiti più importanti del Paese? Impedire agli elettori del Popolo della Libertà di sentirsi rappresentati a Roma e provincia? Ammettere le liste del Pdl nel Lazio in barba a chi ha rispettato le procedure di consegna? Nonostante i decreti, le sentenze e il parere del Colle, le perplessità rispetto la vicenda restano, soprattutto per l’opinione pubblica. Nessun dubbio, invece, per l&#8217;Ufficio elettorale circoscrizionale del Tribunale di Roma che martedì non ha accettato l&#8217;iscrizione della lista del Pdl per il collegio provinciale di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Dello stesso parere anche il Tar del Lazio, che ha bocciato il ricorso presentato dal partito contro l’esclusione della lista, presentata fuori tempo massimo. A nulla è servito il decreto “salvaliste” dell’esecutivo visto che nel Lazio ci si basa su una legge regionale “che fa un rinvio meramente materiale alla competenza legislativa statale, la quale non può trovare applicazione nell’ambito delle competenze regionali e pertanto non può trovare applicazione nella sede del presente giudizio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi giorno il Pdl attende le decisioni del Consiglio di Stato (contro la sentenza del Tar) e dell&#8217;Ufficio centrale della Corte d&#8217;Appello della Capitale sugli altri ricorsi presentati contro l&#8217;esclusione della sua lista nella provincia di Roma. Intanto il premier Silvio Berlusconi non accetta le critiche ai dirigenti e ai funzionari del suo partito, accusando i radicali e i magistrati di essere gli unici responsabili dell’accaduto e annuncia una manifestazione per la prossima settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">In Lombardia, invece, il Tar ha riammesso il listino del governatore Roberto Formigoni, senza dover ricorrere al decreto interpretativo del governo. I problemi iniziali erano dovute alle presunte irregolarità su circa 300 firme a sostegno della presentazione. Lo sfidante del centrosinistra Filippo Penati, però, non è d’accordo con la decisione del tribunale amministrativo regionale e dichiara di voler fare ricorso al Consiglio di Stato. </p>
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		<title>AMMINISTRATIVE, L&#8217;ESTREMA DESTRA TRIONFA IN OLANDA</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

		<category><![CDATA[destra]]></category>

		<category><![CDATA[napolitano]]></category>

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Il leader di estrema destra Wilder

di Alessandra Vitullo
È l’ennesimo successo per l’estrema destra olandese, quello registrato alle elezioni amministrative dello scorso 3 marzo. Il  PVV, [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_6097" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/wilders01g.jpg"><strong><img class="size-medium wp-image-6097" title="wilders01g" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/wilders01g.jpg" alt="Il leader di estrema destra Wilder" width="300" height="230" /></strong></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Il leader di estrema destra Wilder</dd>
</dl>
<p><strong>di Alessandra Vitullo</strong></div>
<p style="text-align: justify;">È l’ennesimo successo per l’estrema destra olandese, quello registrato alle elezioni amministrative dello scorso 3 marzo. Il  PVV, Partij Voor Vrijheid (Partito della Libertà), capeggiato dal ultra-nazionalista antieuropeista, anti-islamico Geert Wilders, vince le amministrative nella cittadina di Almere, a pochi chilometri da Amsterdam, e si afferma come seconda forza all’Aja. Importante passo indietro per il partito cristiano-democratico del premier Jan Peter Balkenende, e dell’altro grande partito laburista Pdva, alleato al governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un trionfo che ha seguito quello delle passate elezioni europee, nel giugno 2009, quando il partito di Wilders si posizionò secondo, con il 16,7% dei voti, seguendo il partito di governo dei cristiano-democratici. Risultato che stupisce ancora di più se si pensa che il partito è nato solo nel 2006. <br />
Il tutto a meno di tre mesi delle elezioni nazionali e in un Paese con 16 milioni di abitanti, 3 milioni di nazionalità straniera, di cui un milione composto da turchi e marocchini di religione musulmana.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 2008 Wilders aveva presentato il suo biglietto da visita: un video di 18 minuti ‘Fitna’, non diffuso dal governo che aveva appena placato le polemiche sulle vignette su Maometto, nel quale spiega la sua teoria che eguaglia il Mein Kampf di Hitler al Corano. Documentario per il quale è stato anche premiato a Roma, nel 2009, dall’associazione “Una via per Oriana”, evento presieduto dall’onorevole Marco Borghezio.</p>
<p style="text-align: justify;">“Smettiamola di essere politicamente corretti. Il problema è questo islam fascista, questa ideologia di Allah e Mohammed immortalata nel Mein Kampf islamico che ha per nome: Corano- affermava Wilders- mi vergogno dei politici olandesi  che si battono ingenuamente per un utopico islam moderato che porterà l’Olanda alla dannazione. Che si rifiutano di darsi da fare per fermare questa invasione. Mi vergogno della politica vigliacca che accetta e non ha risposte per fermare la criminalità. Basta immigrati islamici. Basta Allah e Mohammed” (<a href="http://www.mirorenzaglia.org">www.mirorenzaglia.org</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente tra i punti del suo programma elettorale si legge la proposta di una moratoria per l’immigrazione da paesi non europei e l’abolizione del voto alle municipali riconosciuto, in Olanda, anche agli immigrati, oltre, naturalmente, alle più propagandistiche e scontate proposte di vietare la costruzione di moschee o mettere fuori legge il Corano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Wilders, non ama essere definito un nazionalista, lo testimoniano le sue forti simpatie per Israele, dove ha vissuto dai 17 ai 19 anni, Paese al quale ha dedicato alcune delle frasi più celebri della sua carriera politica: “I genitori olandesi possono dormire tranquilli grazie ai genitori israeliani che mandano i loro figli al fronte”; “Gerusalemme è nei geni di tutti noi”</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo segno dei tempi? Non la pensa così il nostro capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che all’indomani della vittoria del PVV afferma: “Sono tendenze fuori dalla storia e fuori dalla realtà- prosegue- si pensa di tornare al passato, ma è una pericolosissima e anacronistica illusione”. Sul giornale di Feltri, Libero, Wilders risponderà: “purtroppo il vostro Presidente si sbaglia di grosso.<br />
Siamo un partito pienamente democratico, che vuole preservare la nostra cultura, che è fondata sul cristianesimo e il giudaismo e perciò vuole meno islam. E gli elettori ci hanno dato ragione.”</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, come contestare i numeri? Il non esiguo elettorato di Geert Wilders  proviene proprio da quell’Olanda laboratorio della politica europea, da una classe media che sta abbandonando quei classici e moderati schieramenti politici, a cui ha sempre appartenuto, poiché trova sempre più difficile la convivenza con un numero continuamente in crescita di immigrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse senza troppi allarmismi, senza gridare ‘al lupo al lupo’ arrivano i nuovi nazionalismi, sarebbe più utile che politiche europee o nazionali, che hanno sempre avuto come cavallo di battaglia il tema dell’integrazione, facessero un autodafé e trovassero che cosa non ha funzionato. È sempre Napolitano a ricordarlo: “E se queste illusioni prendono piede è perché le forze politiche tradizionalmente orientate all’europeismo non si battono in modo persuasivo per l’affermazione di una visione corretta e lungimirante del ruolo dell’Europa.” (<a href="http://www.lastampa.it">www.lastampa.it</a>)</p>
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		<title>IRAQ, BBC DENUNCIA: A FALLUJA NASCONO BIMBI MALFORMATI</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 16:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

		<category><![CDATA[BBC]]></category>

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		<description><![CDATA[di Eloisa De Felice
Inchiesta shock della BBC: presso l’ospedale di Falluja nascerebbero ogni giorno diversi bambini malformati. I problemi dei neonati sarebbero, soprattutto, di tipo [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6086" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/13932_179234747381_71253357381_3462463_1618310_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-6086" title="13932_179234747381_71253357381_3462463_1618310_n" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/13932_179234747381_71253357381_3462463_1618310_n.jpg" alt="www.hphotos-snc3.fbcdn.net" width="400" height="266" /></a><p class="wp-caption-text">http://hphotos-snc3.fbcdn.net</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Eloisa De Felice</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Inchiesta shock della BBC: presso l’ospedale di Falluja nascerebbero ogni giorno diversi bambini malformati. I problemi dei neonati sarebbero, soprattutto, di tipo cardiaco e/o tumorale. Un pediatra, che ha voluto restare anonimo, ha detto, all’emittente britannica, di vedere 2 o 3 casi di malformazioni al giorno. Questo dato, se verificato, porterebbe il computo totale a circa 1.000 casi l’anno: un valore ben 13 volte più alto che in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">“Stiamo vedendo un aumento molto significativo delle anomalie del sistema nervoso centrale”, dice il dr. Ayman Qais, direttore dell’Ospedale generale di Falluja. “Prima del 2003, le malformazioni nei neonati che vedevamo erano sporadiche. Adesso la loro frequenza è aumentata in modo sorprendente”. E continua ad aumentare, a detta del medico iracheno: da 2 ricoveri ogni 15 giorni di un anno fa, si è passati agli attuali 2 al giorno. Qais dice che la maggior parte di queste malformazioni riguardano la testa e il midollo spinale, ma ce ne sono anche molte degli arti inferiori. “Inoltre, c’è un aumento molto marcato nel numero dei casi di tumore cerebrale in bambini di età inferiore ai 2 anni”.</p>
<p style="text-align: justify;">La città irachena è stata segnata nel 2004 da durissimi combattimenti tra truppe USA e insorti. Falluja è stata anche sotto l’attacco di bombe al fosforo. Michael Kilpatrick, responsabile sanitario dell’Esercito Usa, ha dichiarato: “Non ci sono elementi che confermino una relazione tra ambiente e specifiche patologie”. Mentre i militari statunitensi sostengono che il presunto incremento delle malformazioni non è ancora stato verificato da resoconti ufficiali, la BBC evidenzia che la popolazione locale addita questo aumento al tipo di armi utilizzate nei combattimenti di 6 anni fa. Il primario del reparto pediatrico dell’ospedale, dr. Bassam Allah, ha, persino, chiesto che esperti internazionali prelevino campioni di terreno nelle varie zone di Falluja e che ci sia una indagine condotta da scienziati per stabilire le cause di quanto sta accadendo.</p>
<p style="text-align: justify;">La BBC ha, inoltre, visitato una famiglia con 3 bambini, tutti affetti da paralisi e danni mentali. Un genitore ha, persino, condotto gli inviati dell’emittente nella propria casa: voleva far vedere le condizioni in cui versa sua figlia che, oltre ad avere 6 dita sia alle mani che ai piedi, è anche affetta da gravi patologie. La BBC riferisce che molti dottori si rifiutano di affrontare questo argomento perché il governo di Bagdad non vuole, assolutamente, “creare problemi agli americani”.</p>
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		<title>TELECOM ITALIA E LE NUOVE TECNOLOGIE &#8220;GREEN&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

		<category><![CDATA[ecologia]]></category>

		<category><![CDATA[telecom]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Laura Guadalupi
L’iniziativa Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato sta portando in giro per le città italiane il sistema Green@Home. Questo sistema rende [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato sta portando in giro per le città italiane il sistema <a href="mailto:Green@Home">Green@Home</a>. Questo sistema rende l’utente consapevole dei propri consumi energetici domestici. Grazie alle prese elettriche cosiddette intelligenti, le “smartplug”, questa soluzione comunica via radio i dati di consumo dell&#8217;elettrodomestico a cui è collegato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mailto:Green@Home">Green@Home</a> è in grado di dialogare con gli elettrodomestici più innovativi e, oltre a segnalare i consumi correnti, può indicare altre informazioni come il costo e la durata del programma selezionato. Grazie all’interfaccia Web accessibile da smartphone, l’utente può verificare i consumi elettrici complessivi o del singolo elettrodomestico, rendendosi consapevole di eventuali sprechi di energia. Sarà così possibile gestire da remoto l’accensione temporizzata degli elettrodomestici, riducendo l’impatto ambientale e il costo del ciclo selezionato. Con <a href="mailto:Green@Home">Green@Home</a> è inoltre possibile attivare lo spegnimento automatico degli apparati nello stato di standby, con un risparmio energetico significativo.  </p>
<p style="text-align: justify;">Telecom Italia, come molte altre aziende negli ultimi anni, ha significativamente aumentato la propria attenzione ai temi ambientali e <a href="mailto:Green@Home">Green@Home</a> ne è un esempio concreto. Affinchè soluzioni come questa possano affermarsi su larga scala è però necessario che ogni ente e azienda porti il proprio contributo: <a href="mailto:Green@Home">Green@Home</a> dimostra che questa collaborazione è già iniziata.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il primo sistema si applica al mercato domestico, sul lato aziendale è stato elaborato Kaleidos, una soluzione di monitoraggio e controllo di consumi ed efficienza energetica adatto a siti industriali o aree ufficio. Il sistema utilizza una rete di sensori wireless in tecnologia ZigBee che misurano i consumi elettrici degli apparati e le condizioni ambientali delle sale (temperatura, livello di umidità, luminosità, ecc.) e – dove necessario – permettono di comandare a distanza l’accensione e la configurazione dei sistemi elettrici. Una piattaforma web registra i dati in tempo reale e, correlando i dati acquisiti, crea modelli di funzionamento e indicatori statistici che permettono di monitorare nel tempo l’efficienza energetica dei siti. Una console web permette di controllare tutti i parametri misurati e di rilevare prontamente situazioni di consumi anomali o di scarsa efficienza energetica.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, parliamo di ECO, il telefono cordless di Telecom Italia nato da un progetto “pilota” per la sperimentazione di una serie di soluzioni, applicabili in tutto e in parte ad altri terminali di rete domestica, che ne ottimizzano la prestazione ambientale su tutto il ciclo di vita rispetto alle generazioni precedenti di prodotto. Particolare attenzione è stata posta nelle attività di progettazione focalizzate alla scelta di materiali ecocompatibili, alla minimizzazione dei consumi energetici e alla facilità di disassemblaggio. La scheda elettronica è “halogen free” e la scocca è prodotta con bioplastiche di origine vegetale biodegradabili. Inoltre la componente elettronica del cordless può essere separata facilmente dalla struttura esterna per consentire lo smaltimento separato di entrambe. Per la parte di efficienza energetica, l’alimentatore è stato scelto in conformità ai requisiti Energy Star e a quelli del Codice di Condotta Europeo per l’efficienza energetica. L’apparecchio telefonico così realizzato consente la riduzione del consumo energetico medio di circa il 40% rispetto ad un cordless tradizionale.</p>
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		<title>Palestina come Pandora: avatar in rivolta</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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WPvideo 1.10


Download!

di Mauro Barone
Il villaggio di Bi&#8217;lin, circondato da ben cinque colonie o insediamenti (per usare una parola political correctly rispetto la pratica di occupazione [...]                  ]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong>di Mauro Barone</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il villaggio di Bi&#8217;lin, circondato da ben cinque colonie o insediamenti (per usare una parola political correctly rispetto la pratica di occupazione israeliana), tre a oriente, verso il cuore della Cisgiordania e due a occidente, verso il mar mediterraneo è una società incontaminata, tra oliveti e terra che sta perdendo parte del proprio territorio che verrà annesso ad Israele, dunque, un&#8217; occupazione ulteriore rispetto quella denunciata dalle Nazioni Unite dopo la guerra del 1967.</p>
<p style="text-align: justify;">La comunità palestinese rischia l&#8217;isolamento, un isolamento forzato dal muro che annetterebbe di fatto le colonie di Modi&#8217;in Ilit e Lapid Menora.Un muro alto nove metri che sottrae ulteriore terra, un muro d&#8217;apartheid che strozza l&#8217;economia palestinese fino ad asfissiarla, rendendola dipendente dalla sola economia israeliana.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio nel villaggio di Bi&#8217;lin, dal 2005, i cittadini hanno dato vita ad un comitato popolare. Ogni venerdì, uomini, donne, bambini e internazionali(La presenza di internazionali serve a garantire l&#8217;incolumità anche dei palestinesi,così  che l&#8217;esercito israeliano ha qualche remora in più rispetto lo sparare per uccidere) manifestano davanti alla porta del muro che separa i 1.700 abitanti dalla loro terra e dal resto della Palestina. Una resistenza pacifica che spesso ha innervosito l&#8217;esercito di Tel Aviv che in diverse occasioni ha occupato il villaggio. Pacifista come il messaggio del film Avatar, mai arrivato in quelle zone ma che alcuni abitanti sono riusciti a vedere grazie a delle copie pirata. Il Paragone  che è saltato in mente agli attivisti è presto fatto i Palestinesi come gli indigeni Nav&#8217;i, pronti alla morte per difendere la propria terra, i propri cari e le proprie tradizioni ed Israele nella parte ben interpretata degli spietati ed arroganti conquistadores.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio da qui, è nata l&#8217;ultima protesta, gli attivisti mascherati da finti avatar si sono recati davanti al muro per la loro protesta pacifica ma i soldati iasraeliani non hanno gradito questa interpretazione da parte dei palestinesi e subito  hanno aperto il fuoco, disperdendo cosi la folla. Questa è solo una delle innumerevoli proteste che avvengono in palestina per tutelare il loro diritti di vivere nella loro terra. Ora che il film Avatar è uscito dalle sale italiane, continuiamo a tenere i riflettori accesi sulla Palestina.</p>
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		<title>IN TEMPI DI PAR CONDICIO TV, LA RETE OSPITA I TALK SHOW</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>

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di Pietro Battistella
Il genere del talk show politico, sospeso in televisione per tutta la durata della campagna elettorale a seguito delle norme sulla par condicio, [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/03/10/mentana-B1--180x140.jpg" alt="" width="216" height="168" /></p>
<p><strong>di Pietro Battistella</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il genere del talk show politico, sospeso in televisione per tutta la durata della campagna elettorale a seguito delle norme sulla par condicio, sopravvive sulla Rete. L&#8217;iniziativa, una vera e propria convergenza tra diverse piattaforme (TV e WEB), è del Corriere della Sera.</p>
<p style="text-align: justify;">La trasmissione, dal titolo &#8220;Mentana condicio - Vietati in tv, liberi sul web&#8221;, darà luogo ad una serie di confronti pre-elettorali con i principali leader politici e sarà condotta da un volto noto della televisione, l&#8217;ex-anchorman di Matrix, Enrico Mentana.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo incontro è previsto per oggi, giovedì 11 marzo, alle 15,30. Sarà visibile sul sito del <a href="http://videoelezioni.corriere.it/mentana-condicio-01_6832a5de-2cf6-11df-a00c-00144f02aabe.shtml">Corriere</a>. Ospiti di Mentana saranno Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ed Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico. Si parlerà del caos liste elettorali e delle manifestazioni dei due opposti schieramenti. Presenti anche i giornalisti del Corriere, Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo incontro è previsto per domani, venerdì 12 marzo. L&#8217;ultimo incontro sarà il 29 marzo, con i commenti dei risultati elettorali.</p>
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		<title>SONDAGGIO MANNEHIMER: UNO SU QUATTRO SI VERGOGNA DI ESSERE &#8220;ITALIANO&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Luigi Mazza
“Io non mi  sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”, cantava Giorgio Gaber. E lo stesso vale per un italiano su [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6053" class="wp-caption alignnone" style="width: 276px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/italia-in-crisi.jpg"><img class="size-medium wp-image-6053" title="italia-in-crisi" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/italia-in-crisi-266x300.jpg" alt="www.storace.it" width="266" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">www.storace.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Luigi Mazza</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Io non mi  sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”, cantava Giorgio Gaber. E lo stesso vale per un italiano su quattro, che secondo un sondaggio dell’ ISPO di Renato Mannehimer, si vergogna di appartenere al nostro Paese. Il sondaggio, svolto su un campione di 800 persone e realizzato in vista  della rassegna “La storia in piazza” che si terrà a Genova dal 15 al 18 aprile, rivela che “il sentimento di identità nazionale è diffuso ma moderato”. Infatti alla domanda su quale sia la dimensione territoriale in cui ci si riconosce di più, il  46% risponde lo Stato, il 26 % il comune e il 13% l’Europa; l&#8217;8 e il 5 % rispondono rispettivamente regione e provincia.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli italiani secondo Mannehimer si sentono “tante cose contemporaneamente”, ma il senso di appartenenza all’Italia rivela che se un 69% degli intervistati prova per lo Stato italiano “un sentimento di orgoglio e di appartenenza”, un altro non sottovalutabile 33 % avverte lo Stato come una “cosa lontana” e che non lo riguarda nemmeno. Il 25 % di questi ultimi infine arriva a dichiarare di provare vergogna di far parte del proprio Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i motivi di imbarazzo più ricorrenti per gli intervistati: i politici italiani e la mentalità. Più che popolo pluri-identitario, quello che emerge sembra un popolo senza nazione, o un popolo con una nazione appiccatagli addosso. E certo non occorrono i sondaggi di Mannehimer per constatarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia si appresta a festeggiare il centocinquantesimo anniversario di un Unità che sembra solo geografica, e nonostante le divisioni secolari, una “questione merdidionale” mai risolta, il mito della Padania diventato programma di governo per la Lega Nord, e nuovi miti da creare e reinventare per plasmare sempre nuove identità in cui riconoscersi. La ricorrenza del 150esimo anno dall&#8217;Unità d&#8217;Italia è entrato addirittura tra i “Grandi eventi” che la Protezione civile si era incaricata di gestire, con le annesse opache vicende che sono emerse. Ma questa è un’altra storia!</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni si sprecano le parole e gli esempi usati per descrivere il malcontento dei cittadini italiani. Tra crisi e disoccupazione galoppante indigna scoprire sempre nuovi scandali e nuovi “assaggi” di Tangentopoli. Ferisce scoprire che qualcuno la notte del 6 aprile 2009, responsabilità penali a parte, ridesse nel letto pensando già alla ricostruzione dell&#8217;Abruzzo e agli appalti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">I cittadini rispondono manifestando con carriole e pale con cui raccolgono le macerie sotto lo slogan “io quella notte non ridevo”. Fa rabbia scoprire di avere un senatore forse fu eletto con i voti della &#8216;Ndrangheta, mentre la società civile prova a liberarsi del cancro infinito della mafia. Fa anche senso poi, vivendo in una società fatta di regole, a volte anche assurde, vedere che le regole valgono solo per alcuni: perché lo studente che paga la tassa universitaria un minuto dopo la scadenza, si ritrova una mora, nessun decreto urgente per lui. Perché chi fa la fila in un ospedale per una visita prenotata mesi e mesi prima, non si sognerebbe mai di uscire e perdere il posto per farsi un panino.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse queste cose vengono sottovalutate, e a chi le ricorda piovono addosso accuse di antitalianità, di populismo, di antipolitica. Questi sono solo alcuni dei segnali di una società paradossale: non stupisca quindi se qualcuno non si senta italiano.</p>
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		<title>PROTEZIONE CIVILE, VOLONTARI DAL PAPA. TESTIMONIANZA DI UNA NOSTRA REDATTRICE</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

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		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>

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www.adnkronos.com

di Laura Guadalupi
Sabato 6 marzo si è tenuta l’udienza Pontificia Speciale di Papa Benedetto XVI per i volontari della Protezione Civile. In Sala Nervi c’erano [...]                  ]]></description>
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<div><strong></strong></div>
<p> </p>
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_6041" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/papa-berto.jpg"><strong><img class="size-medium wp-image-6041" title="papa-berto" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/papa-berto-300x225.jpg" alt="www.adnkronos.com" width="300" height="225" /></strong></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"><strong>www.adnkronos.com</strong></dd>
</dl>
<p><strong>di Laura Guadalupi</strong></div>
<p style="text-align: justify;">Sabato 6 marzo si è tenuta l’udienza Pontificia Speciale di Papa Benedetto XVI per i volontari della Protezione Civile. In Sala Nervi c’erano oltre settemila volontari provenienti da tutta Italia, ed erano presenti anche il Capo Dipartimento Guido Bertolaso e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Istituzione Sinfonica Abruzzese ha regalato alla cornice della spettacolare sala una raffinata colonna sonora: dalla sinfonia n.40 di Mozart, che ha aperto l’evento, le note di musica classica hanno accompagnato i momenti precedenti l’incontro con il Santo Padre. Momenti di riflessione, di preghiera con il Cardinale Angelo Comastri, e di ricordo. Sono stati infatti ripercorsi con video e testimonianze dirette alcuni degli interventi della Protezione Civile nel corso degli ultimi dieci anni: dal terremoto di San Giuliano in Puglia (2002) allo Tsunami (2004), e ancora dalla Giornata Mondiale della Gioventù (Roma 2000), di cui è arrivata la croce in legno, fino al terremoto in Abruzzo, a undici mesi esatti dalla tragedia.</p>
<p style="text-align: justify;">All’arrivo del Pontefice, è stato un tripudio di applausi. Nel suo discorso Benedetto XVI ha elogiato “la duplice dimensione della protezione, che si esprime sia durante l’emergenza che dopo”. Il Papa afferma che “l’amore del prossimo non può essere delegato. Lo stato e la politica, pur con le necessarie premure per il welfare, non possono sostituirlo”.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura del volontario è stata paragonata a quella del Buon Samaritano, tratta dal Vangelo di S. Luca. Così come il personaggio evangelico, mosso da carità e coraggio, presta soccorso al bisognoso e va “oltre l’emergenza”, per predisporre “il rientro nella normalità”, allo stesso modo fanno i volontari: “persone che veramente contribuiscono a delineare il volto umano e cristiano della società”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel sostenere il prezioso servizio dei volontari di protezione civile, il Papa augura: “Oltre che custodi del territorio, siate sempre più icone viventi del Buon Samaritano, conferendo attenzione al prossimo, ricordando la dignità dell’uomo e suscitando speranza”.</p>
<p style="text-align: justify;">Conclusa l’udienza, la giornata è proseguita con la visita alle Grotte Vaticane, l’omaggio alla tomba di Papa Giovanni Paolo II e la Messa officiata nel pomeriggio dal Cardinal Angelo Comastri presso la Basilica di San Pietro.</p>
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		<title>RAPPORTO &#8220;CRIMINALITÀ IN AGRICOLTURA&#8221;: CANCRO MAFIA A SUD E A NORD</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archives/6025</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[comunicazione politica]]></category>

		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[di Lucia Grazia Varasano
Consiste in poco meno di un terzo dell’economia illegale nel nostro Paese, all&#8217;incirca 50 miliardi di euro, il fatturato dell&#8217;azienda “Mafie S.p.a”, [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6027" class="wp-caption alignnone" style="width: 250px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/catene.gif"><img class="size-medium wp-image-6027" title="catene" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/catene.gif" alt="www.static.blogo.it" width="240" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">www.static.blogo.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Lucia Grazia Varasano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Consiste in poco meno di un terzo dell’economia illegale nel nostro Paese, all&#8217;incirca 50 miliardi di euro, il fatturato dell&#8217;azienda “Mafie S.p.a”, che accanto ai settori tradizionali in cui agisce, si è via via allargato al mondo dell&#8217;agricoltura, già imperversato da una profonda crisi. Più di 150 reati al giorno, sei ogni ora, un agricoltore su tre colpito da furti, racket, usura, pizzo e aggressioni. E&#8217; questa la denuncia della Cia, Confederazione italiana agricoltori, che in occasione della sua V Assemblea elettiva nazionale, ha presentato il terzo rapporto sulla “Criminalità in agricoltura”. Gli effetti della criminalità organizzata si allargano a macchia d&#8217;olio, attanagliano sia nord che sud, in generale tutti i segmenti meno industrializzati, impedendo lo sviluppo e la crescita di un settore competitivo e dalle grandi potenzialità d&#8217;esportazione, quello del “made in Italy” .</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Il rapporto della Cia, presenta tutti gli elementi che si ritrovano in diversi “dossier”, fra i quali quelli della Direzione nazionale antimafia, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Confesercenti “Sos Imprese”.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Al primo posto, per numero, fra i reati troviamo i furti di attrezzature e di mezzi agricoli, seguono il racket e l’abigeato, cioè il furto di animali, di cui la gran parte, è destinata alla macellazione clandestina, con danni alla salute pubblica, in quanto i prodotti arrivano sulle nostre tavole.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">L&#8217;adulterazione e la contraffazione dei prodotti alimentari, è qualcosa che avevamo conosciuto in casi eclatanti, come quello della mozzarella di bufala campana, ma è qualcosa che riguarda altri prodotti made in Italy, di grande esportazione, come il Parmigiano Reggiano, o il Prosciutto di Parma. La malavita interviene in tutti i passaggi, dalla produzione in poi, condizionalndo l&#8217;intera filiera agroalimentare, alterando oltre alla qualità dei prodotti, anche la libera concorrenza e il mercato del lavoro.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Poco meno frequenti dell&#8217;abigeato, sono i furti di prodotti agricoli, e vengono segnalati altri reati quali: il danneggiamento alle colture e le aggressioni nei confronti delle persone, tipici dell&#8217;avvertimento mafioso. Seguono ancora, l&#8217;usura, il pascolo abusivo, e il “caporalato”, con lo sfruttamento da parte della criminalità organizzata soprattutto degli extracomunitari, spesso irregolari, un fenomeno antico, balzato alla cronaca nazionale solo in seguito alla vicenda di Rosarno.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Perchè la criminalità organizzata allunga le mani sulle campagne? Attraverso le campagne è possibile esercitare il controllo del territorio per utilizzarlo come base logistica, oppure come punto di partenza per ulteriori sviluppi imprenditoriali. I mercati illeciti hanno bisogno sia di nuovi introiti che di nuove basi, meglio se legate tra loro, per assicurarsi una copertura sull&#8217;intero territorio nazionale. Ad attrarre la malavita, sono gli appetibili fondi erogati ogni anno per il settore agroalimentare da parte della Comunità Europea. Soldi utili a finalizzare attività illecite, e che possono entrare in modo “pulito”, con meno rischi rispetto ai tipici reati.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Ciò avviene mediante estorsioni al fine di acquisire, non sempre la completa proprietà, ma anche il semplice controllo della produzione, fino alle frodi alla comunità europea, producendo false dichiarazioni, e confidando nel silenzio dei ricattati. Perché la criminalità nelle campagne si nutre della solitudine dell&#8217;agricoltore, delle sue paure, della sua insicurezza, perché sono distanti dai punti di riferimento dei centri urbani, ed è così che finisce per scendere a patti.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Meno frequenti, ma presenti, sono i furti di centraline per l’irrigazione, allacciamenti abusivi ed estrazione dell’acqua da pozzi non regolari. E ancora, abusivismo edilizio, saccheggio del patrimonio boschivo, discariche abusive, traffico illecito di rifiuti. In particolare su questo punto, il rapporto, sottolinea come il fenomeno, riscontrato in quasi tutte le regioni, sia sempre più in espansione, assumendo dimensioni nazionali e transnazionali.</div>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.cei.it">www.cei.it</a></div>
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		<title>THYSSEN A OPERAI: &#8220;CASSA INTEGRAZIONE, MA VOI NO PARTE CIVILE IN PROCESSO&#8221;</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archives/6008</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 09:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

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		<description><![CDATA[di Tiziano Aceti
Una proposta che ha tutto il sapore di un ricatto quella effettuata dall’azienda ThyssenKrupp, stabilimento dove nel 2007 un gravissimo incidente causò la [...]                  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6013" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/thyssenkrupp-blues-01.jpg"><img class="size-medium wp-image-6013" title="thyssenkrupp-blues-01" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/thyssenkrupp-blues-01-300x200.jpg" alt="www.aisoitalia.it" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">www.aisoitalia.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Tiziano Aceti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una proposta che ha tutto il sapore di un ricatto quella effettuata dall’azienda ThyssenKrupp, stabilimento dove nel 2007 un gravissimo incidente causò la morte di alcuni operai. L’azienda ha proposto ai sindacati la cassa integrazione in deroga per gli ultimi trenta dipendenti, chiedendo in cambio agli operai di non presentarsi come parte civile nel processo.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta dei sindacati è stata veemente, e opponendosi alla proposta della Thyssen questi ultimi hanno chiesto, dal canto loro, un prolungamento della cassa integrazione in deroga per otto mesi, in modo da dare la possibilità ai dipendenti di trovarsi un altro lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capogruppo Pd in Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano, parla di una proposta inaccettabile, unendosi cosi di fatto alla voce dei sindacati, andati su tutte le furie per la proposta dell’azienda Thyssen.</p>
<p style="text-align: justify;">I legali che difendono la Thyssen nel processo riguardante la tragica morte di sette operai, non sono entrati nella trattativa tra la Thyssen e i sindacati, ma spiegano che la proposta dell’azienda di chiedere il ritiro degli operai che si costituiscono come parte civile al processo, fa parte di una serie di accordi che altri ex operai avevano già accettato, e la firma dell’accordo stava a significare il non pretendere più nulla dall’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla vicenda che vede coinvolta la Thyssen e i propri dipendenti. Il ministro ha definito la proposta dell’azienda come “disdicevole”, aggiungendo:  “non staremo a guardare” e per mezzo di una lettera ha chiesto che la proposta sia ritirata “senza condizioni”. Il ministro ha poi sottolineato che: “pur essendo vero che quando si concludono accordi vengono risolte anche forme di contenzioso”, il caso specifico risulta essere diverso: “è una materia così sensibile -ha detto- che non posso non accompagnare i lavoratori con forme di protezione del reddito”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte dichiarazioni: La Repubblica Torino</p>
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