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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; varasano2</title>
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		<title>MAFIA: ARRESTATO DOPO 18 ANNI IL BOSS GIOVANNI ARENA</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 15:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>varasano2</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Varasano Il latitante Giovanni Arena, è stato arrestato, nei giorni scorsi, dalla squadra mobile di Catania. Arena, 56 anni, è ritenuto un esponente di spicco di Cosa nostra e a capo dell&#8217;omonima famiglia mafiosa, legatissimo alla “famiglia”, era inserito nell&#8217;elenco del ministero dell&#8217;interno dei 30 latitanti più pericolosi d&#8217;Italia. Latitante da 18 anni: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15695" class="wp-caption alignleft" style="width: 249px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/www.gds_.iT_.jpg"><img class="size-full wp-image-15695" title="www.gds.iT" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/www.gds_.iT_.jpg" alt="" width="239" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.gds.it</p></div>
<p><strong>di Francesco Varasano</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/polizia/Latitante_Arena_Giovanni.html">Il latitante Giovanni Arena, è stato arrestato</a>, nei giorni scorsi, dalla squadra mobile di Catania. Arena, 56 anni, è ritenuto un esponente di spicco di Cosa nostra e a capo dell&#8217;omonima famiglia mafiosa, legatissimo alla “famiglia”, era inserito <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/ministero/dipartimenti/dip_pubblica_sicurezza/direzione_centrale_della_polizia_criminale/scheda_16056.html">nell&#8217;elenco del ministero dell&#8217;interno dei 30 latitanti più pericolosi d&#8217;Italia</a>. Latitante da 18 anni: da quando nel 1993 riuscì a sfuggire alla cattura durante l&#8217;operazione denominata “Orsa Maggiore”, contro la cosca Santapaola. Giovanni Arena è stato condannato in contumacia all&#8217;ergastolo il 28 maggio del 2003 nel processo “Orione 5”, per l&#8217;uccisione di Maurizio Romeo, esponente della cosca dei Ferrera noti anche come “Cavaduzzu”, omicidio avvenuto il 31 ottobre del 1989 ad  Aci Castello. Arena, come riportato anche <a href="http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-e779fb1a-76a2-408b-a8df-98927649c40b.html?refresh_ce">dal sito del Tg1</a>, è stato anche accusato, ma in seguito prosciolto, di avere avuto un ruolo nell&#8217;attentato che il 18 gennaio del 1990 distrusse la Standa nella centralissima via Etnea a Catania, giorno in cui arrivò la commissione antimafia in città. Tra le altre accuse, Arena era anche ricercato per associazione mafiosa, detenzione di armi e spaccio. Il blitz è scattato in un appartamento del rione Librino: alle 2 di notte gli uomini della sezione Catturandi della squadra mobile hanno fatto irruzione. Arena, secondo quanto si è appreso, era nascosto in una sorta di cassapanca all&#8217;interno di un armadio ed aveva con sé una pistola calibro 9  con il colpo in canna ma che non ha utilizzato. </span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Al momento della cattura il boss, come riportato anche <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/mafia-arrestato-a-catania-il-boss-giovanni-arena-era-latitante-da-18-anni/166425/">dal sito de ilfattoquotidiano</a>, ha detto: </span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><em>&#8220;Questa volta siete stati bravi… da vent’anni sono in questa casa…&#8221;. </em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">La sua famiglia, secondo l&#8217;accusa, avrebbe adesso una gestione &#8216;autonoma&#8217;, con il controllo del mercato dello spaccio di stupefacenti nel rione librino, e in particolare del famigerato &#8220;palazzo di cemento&#8221; dello stesso quartiere che produrrebbe, come sottolineato dalla polizia più volte, un vertiginoso giro d&#8217;affari illecito. Infatti in passato sono finiti in manette, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/26/mafia-arrestato-a-catania-il-boss-giovanni-arena-era-latitante-da-18-anni/166425/">come riporta il sito de ilfattoquotidiano</a>, anche la moglie, Loredana Agata Avitabile, 55 anni considerata la “zarina” del “palazzo di cemento&#8221; di Catania, ritenuto uno dei principali centri dello spaccio di droga, e quattro dei suoi figli Maurizio, Agatino Assunto, Antonino e Massimiliano con altri capi d&#8217;imputazione.</span></p>
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		<title>BELGIO: DOPO 18 MESI, APPARE ORMAI VICINA LA NASCITA DEL NUOVO GOVERNO</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>varasano2</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[belgio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Varasano Sembra che finalmente in Belgio, dopo circa un anno e mezzo di attesa, stia nascendo un nuovo governo. Il Belgio, guidato ad oggi da un governo “per gli affari correnti”, dopo aver stabilito il record mondiale per la durata di una crisi di governo, sembra essere arrivato ad una svolta. Da quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15552" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/bruxelles-belgio-110720215226_medium.jpg"><img class="size-medium wp-image-15552" title="bruxelles-belgio-110720215226_medium" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/bruxelles-belgio-110720215226_medium-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: lettera43.it</p></div>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">di Francesco Varasano</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Sembra che finalmente in Belgio, dopo circa un anno e mezzo di attesa, stia nascendo un nuovo governo. Il Belgio, guidato ad oggi da un governo “per gli affari correnti”, dopo aver stabilito il record mondiale per la durata di una crisi di governo, sembra essere arrivato ad una svolta. Da quanto si apprende, anche <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_08/belgio-nuovo-governo_bb8bcb1e-f187-11e0-8be4-a71b6e0dfe47.shtml">dal sito del Corriere della sera</a>, gli otto partiti nazionali sembrano aver trovato un accordo su un pacchetto di riforme istituzionali che spianerebbe la strada ad un nuovo esecutivo. Gli ultimi tre tasselli che mancavano per arrivare ad un accordo, durata della legislatura federale, autonomia regionale e sicurezza sociale, sembrano risolti. La strada per il nuovo governo appare molto più vicina o almeno spianata rispetto ai mesi precedenti. Il leader socialista, Elio Di Rupo, di origini italiane, pare essere uno degli artefici di questo compromesso. I partiti francofoni e fiamminghi dopo molti contrasti sembrano aver trovato finalmente un intesa che prevederebbe per le regioni maggiori poteri. Come riportato <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_08/belgio-nuovo-governo_bb8bcb1e-f187-11e0-8be4-a71b6e0dfe47.shtml">dal sito de il velino</a> tra le altre riforme ci sarebbe anche quella che porterebbe al rafforzamento delle tre regioni: Fiandre, Vallonia e Bruxelles, a livello fiscale e sanitario, ma non per quanto riguarda protezione civile e pompieri, come avevano chiesto i fiamminghi. Altra modifica riguarderà la legislatura federale che passerà da 4 a 5 anni, in linea con quelle regionali. Resta da decidere e trovare un accordo sul bilancio del 2012 e sulla politica socio-economica, decisioni non facile viste le divergenze che ci sono tra Vallonia e Fiandre. Il presidente del Partito liberale francofono Charles Michel, come riportato anche <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/1023828/belgio-ok-intesa-per-nuovo-governo.shtml">dal sito del tgcom</a>, ha dichiarato che la riforma istituzionale,la sesta del paese, “la più importante dalla Seconda Guerra Mondiale”.</span></span></p>
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		<title>CATANIA: SCARCERATI NOVE PRESUNTI BOSS PERCHE&#8217; LA SENTENZA NON VIENE DEPOSITATA</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 21:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>varasano2</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Francesco Varasano. Nove presunti membri della cosca Scalisi, collegata allo storico clan Laudati, sono stati scarcerati, nei giorni scorsi, per decorrenza dei termini. Nel giugno 2010 vennero condannati in primo grado, con rito abbreviato, per mafia, estorsione e detenzione di armi, le pene inflitte andavano da 3 anni e 4 mesi a 8 anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Di Francesco Varasano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Nove presunti membri della cosca Scalisi, collegata allo storico clan Laudati, sono stati scarcerati, nei giorni scorsi, per decorrenza dei termini. Nel giugno 2010  vennero condannati in primo grado, con rito abbreviato, per mafia, estorsione e detenzione di armi, le pene inflitte andavano da 3 anni e 4 mesi a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Sembrerebbe che gli imputati stassero tentando di farsi spazio ad Adrano (Ct), come riportato anche dal sito de <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/10/08/news/la_sentenza_non_arriva_scarcerati_nove_boss-22891813/?rss">La Repubblica</a>, ipotizzando un presunto attentato con un&#8217;autobomba nella piazza principale per colpire il clan rivale. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il clan era stato sgominato grazie alle intercettazioni, ma i nove imputati sono stati scarcerati perchè il Gup Edoardo Gari non ha depositato le motivazioni. Per Francesco Coco, 34 anni e considerato l&#8217;aspirante nuovo capo, Antonio Scarvaglieri, Carmela Scalisi, Roberto Zitello, Giuseppe Santangelo, Giuseppe Chiaramonte, Salvatore Chiaramonte, Pietro Severino e Antonino Sanfilippo si sono quindi aperte le porte del carcere.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Gari, 70 anni, presidente aggiunto dell&#8217;ufficio gip di Catania, non si dà pace per l&#8217;errore e dalle pagine di <a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/10/08/news/la_disperazione_del_giudice_gari_l_unico_errore_in_40_anni_di_carriera-22891935/">La Repubblica edizione di Palermo</a>, si sfoga ammettendo il suo errore e denunciando anche un problema di sostenibilità di lavoro. &#8220;Miracoli non ne possiamo fare, ma è stata una mia défaillance, la prima in 40 anni di onorata carriera”, dichiara il Gup, il quale aggiunge che c&#8217;è anche un problema di organico, in quanto il gip è ormai ridotto all&#8217;osso. “Tra un po&#8217; andrò in pensione &#8211; continua Gari- e in 40 anni di carriera non ho mai avuto alcun incidente e, come mi riconoscono pm e avvocati, sono sempre stato una garanzia di terzietà”.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">La situazione secondo Gari resta comunque sotto controllo perché, come lui stesso dichiara, “ho firmato provvedimenti di libertà vigilata su richiesta della Procura&#8221;. Il guardasigilli Nitto Palma ha comunque avviato le procedure per inviare gli ispettori del ministero della Giustizia presso la Corte di Appello di Catania per far luce sulla vicenda.</span></span></p>
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		<title>ITALIANI &#8220;SEQUESTRATI&#8221; IN AEROPORTO</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 16:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>varasano2</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Varasano. Si è disputata venerdì 7 ottobre la partita di qualificazione agli europei 2012 tra Serbia e Italia, finita con il risultato di 1-1. Molti gli italiani che hanno visto la partita, alcuni da casa, mentre altri si sono recati in Serbia e l&#8217;hanno vista allo stadio. Altri invece si sono recati in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">di Francesco Varasano.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Si è disputata venerdì 7 ottobre la partita di qualificazione agli europei 2012 tra Serbia e Italia, finita con il risultato di 1-1. Molti gli italiani che hanno visto la partita, alcuni da casa, mentre altri si sono recati in Serbia e l&#8217;hanno vista allo stadio. Altri invece si sono recati in Serbia e non l&#8217;hanno né vista né sentita, perché appena arrivati a Belgrado sono stati fermati all&#8217;aeroporto e costretti a rimanerci per ben 26 ore. Infatti, come riportato anche <a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2011/10/08/news/tre_italiani_sequestrati_in_aeroporto_nessuna_spiegazione_al_nostro_console-22893939/?rss">dal sito di La Repubblica</a>, tre tifosi italiani tutti originari di Milano, (Nunzio Tragni di 40 anni, il fratello Gerardo di 39, ed un loro amico, Soccorso De Angelis di 42 anni), sono stati fermati dalla polizia aeroportuale serba appena scesi dall&#8217;aereo.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Non molto chiari ancora i motivi del fermo dei tre che erano decisi a passare un tranquillo week-end a Belgrado in concomitanza con il match che si disputava in quei giorni tra la nazionale italiana e quella serba. Importante ricordare che i rapporti, almeno quelli calcistici, tra Italia e Serbia non sono proprio idilliaci, a seguito degli scontri che ci sono stati il <a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/archives/10006">12 ottobre 2010</a>, allo stadio &#8220;Ferraris&#8221; di Genova, scontri e disordini creati dai <em>supporters</em> di Belgrado, tra cui spiccava Ivan Bogdanov, che insieme ad altri gruppi era riuscito a far sospendere la partita. Anche in quell&#8217;occasione ci fu un rimpallo di responsabilità tra le due nazioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;">Secondo una prima ricostruzione, sembrerebbe che a far scattare il fermo in aeroporto dei tre sarebbero state le loro dichiarazioni alla frontiera: infatti tra i motivi del viaggio c&#8217;era quello di &#8220;voler andare a vedere la partita&#8221;. I ragazzi, pur non avendo né precedenti penali né daspo, si sono sentiti trattati “come criminali”, senza una vera motivazione. Il console italiano a Belgrado, Andrea Arnaldo, ha spiegato, sempre dalle pagine di La Repubblica, che “si è trattato di un respingimento doganale in piena regola”. Il console ha aggiunto anche che esiste un accordo tra le due Federcalcio, secondo il quale era stabilito che chiunque avesse tentato di entrare nel Paese per vedere la partita senza biglietto sarebbe stato respinto. Ad entrare quindi sarebbero stati solo quei 130 che avevano il tagliando, come in effetti è successo. I tre però si chiedono perchè non sia stato permesso loro di entrare a partita finita, per quale motivo siano stati lasciati per ben 26 ore in aeroporto senza cibo e acqua, con solo tre sacchetti di patatine e due succhi di frutta.</span></p>
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		<title>GIOVANNI IMPASTATO: &#8220;SALVIAMO IL CASOLARE DOVE FU UCCISO PEPPINO&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 16:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>varasano2</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Varasano “Salviamo il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato”, questo l&#8217;appello lanciato, da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, nei giorni scorsi attraverso il sito di LaRepubblica.it. Peppino Impastato venne ucciso dalla mafia, a Cinisi in contrada Feudo, nella notte tra l&#8217; 8 e il 9 maggio del 1978, portato nel casolare fu picchiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Francesco Varasano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“<span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Salviamo il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato”, questo l&#8217;appello lanciato, da Giovanni Impastato, fratello di Peppino, nei giorni scorsi attraverso il sito di LaRepubblica.it. Peppino Impastato venne ucciso dalla mafia, a Cinisi in contrada Feudo, nella notte tra l&#8217; 8 e il 9 maggio del 1978, portato nel casolare fu picchiato selvaggiamente e preso a sassate prima di essere portato sui binari e fatto saltare in area, ucciso perché ha cercato di combattere la mafia. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Giovanni non riesce a credere che il luogo dove suo fratello venne ucciso brutalmente sia ormai trasformato in una discarica, il luogo è ormai ridotto in condizioni pietose, gli amministratori fanno sapere che per sistemare il luogo mancano i soldi, quello che chiede Giovanni è un luogo dove poter mantenere il ricordo di Peppino una sorta di museo all&#8217;aperto per non dimenticare. Nel piano regolatore il casolare sembra essere registrato come “Bene di Interesse Storico-culturale” come è possibile leggere anche dal sito: <a href="http://www.peppinoimpastato.com">peppinoimpastato.com</a>, il problema rimane perché il terreno attorno al casolare è di proprietà privata e l&#8217;amministrazione locale non ha i soldi necessari all&#8217;acquisizione del terreno. In molti si sono uniti all&#8217;appello di giovanni Impastato, su Facebook è stato cerato un gruppo “Salviamo il casolare dove fu ucciso Peppino Impastato”, attraverso il sito giuliocavalli.net è possibile firmare una petizione “Pulite la memoria di Peppino Impastato”. Molte altre le associazioni che hanno aderito all&#8217;appello come: Libera, Radio 100 Passi, Acmos, Valigia Blu, Articolo 21 e molti altri. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;appello è stato accolto anche dal senatore del Pd e componente della commissione antimafia Giuseppe Lumia,  che dal sito de LaRepubblica dichiara: Si parla di lotta alla mafia e poi un luogo come quello dove perse la vita Peppino Impastato viene abbandonato all&#8217; incuria. Il Pd ha poi lanciato un appello chiedendo alle istituzioni di trovare i soldi necessari per pulire e riportare alla dignità il casolare simbolo della lotta alla mafia.</span></span></p>
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		<title>VILLABATE: STRADA INTITOLATA AL GENERALE TEDESCO ROMMEL</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 10:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>varasano2</dc:creator>
				<category><![CDATA[glocal]]></category>
		<category><![CDATA[campo di concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[hitler]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
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		<category><![CDATA[villabate]]></category>

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		<description><![CDATA[di Francesco Varasano Polemiche per la decisione presa del Sindaco di Villabate, paese nella provincia di Palermo, e della sua giunta, che nei giorni scorsi hanno deciso con una delibera di dedicare una strada al generale nazista Erwin Rommel, generale tedesco durante la seconda guerra mondiale anche conosciuto come “la volpe del deserto” e un&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15018" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.fpp_.co_.uk_.jpg"><img class="size-medium wp-image-15018" title="www.fpp.co.uk" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.fpp_.co_.uk_-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">www.fpp.co.uk</p></div>
<p><strong>di Francesco Varasano</strong></p>
<p>Polemiche per la decisione presa del Sindaco di Villabate, paese nella provincia di Palermo, e della sua giunta, che nei giorni scorsi hanno deciso con una delibera di dedicare una strada al generale nazista Erwin Rommel, generale tedesco durante la seconda guerra mondiale anche conosciuto come “la volpe del deserto” e un&#8217;altra a Manfred von Richthofen, aviatore tedesco della prima guerra mondiale, noto anche con il soprannome di “ barone rosso”. La decisione del sindaco di Villabate, Gaetano Di Chiara, sembra non essere piaciuta a tutti, in particolare ad Antonio Retaggio, consigliere comunale d&#8217;opposizione che, in un intervista rilasciata al sito de <em>La Repubblica</em>, ha ribadito la sua perplessità per questo gesto e ha sottolineato come avrebbe preferito vedere intitolata una via a Giovanni Militello, cittadino di Villabate catturato sul fronte russo e deportato nel campo di concentramento di Altengrabow.</p>
<p>Il sindaco sembra essere deciso a portare avanti la sua decisione e, stando a quanto riportato dal sito de <em>Il Giornale</em>, la motiva dichiarando che Rommel è una figura meritevole di essere ricordata nella toponomastica cittadina, non per essere uno dei gerarchi nazisti, ma per essere morto suicida in seguito ai pesanti sospetti della sua implicazione con i cospiratori del complotto contro Hitler. Secondo Di Chiara la dedica della via sarebbe quindi per il suo tentativo di fermare il Fuhrer. Il ruolo di Rommel nella cospirazione non è molto chiaro, quello che si sa è che il generale tedesco si suicidò con il cianuro il 14 ottobre del 1944 e venne seppellito con tutti gli onori e con funerali di Stato. Secondo alcuni la decisione del Sindaco ha a che fare con il suo passato nei movimenti giovanili di Alleanza Nazionale. La polemica all’interno del comune monta ma il Sindaco sembra rimanere fermo sulle sue decisioni.</p>
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