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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; Laura Guadalupi</title>
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		<title>DOSSIER CARITAS/MIGRANTES. OLTRE LA CRISI, INSIEME</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 12:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas diocesana di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier Statistico Immigrazione 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Migrantes]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi Nello stagno della crisi non siamo soli. Assieme agli italiani stanno annaspando nella melma delle difficoltà economiche ed occupazionali anche tutti quegli immigrati che nell’Italia vedevano un posto al sole dove poter vivere dignitosamente. Peccato che quel sole stia tramontando sulle loro teste e al pari di molti italiani un crescente numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15747" class="wp-caption alignnone" style="width: 221px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/dossier-2011.jpg"><img class="size-medium wp-image-15747" title="dossier 2011" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/dossier-2011-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: valigiedicartone.blogspot.com</p></div>
<p><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nello stagno della crisi non siamo soli. Assieme agli italiani stanno annaspando nella melma delle difficoltà economiche ed occupazionali anche tutti quegli immigrati che nell’Italia vedevano un posto al sole dove poter vivere dignitosamente. Peccato che quel sole stia tramontando sulle loro teste e al pari di molti italiani un crescente numero di giovani immigrati sia intenzionato a volgere lo sguardo altrove, in cerca di un nuovo sole al di fuori dai confini nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">È questo uno dei dati contenuti nel <strong><a href="http://www.caritasitaliana.it/home_page/pubblicazioni/00002486_Dossier_Statistico_Immigrazione_Caritas_Migrantes_2011.html">Dossier Statistico Immigrazione 2011</a></strong>, il rapporto annuale che la Caritas Italiana pubblica dal 1991 insieme alla Fondazione Migrantes e alla Caritas diocesana di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure un modo per uscire dallo stagno c’è, ed è concentrato in una parola di sette lettere: insieme. <strong><em>Oltre la crisi, insieme</em></strong> è infatti la frase scelta per sintetizzare il significato del ventunesimo rapporto Caritas/Migrantes.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati delle indagini sullo stato dell’immigrazione in Italia sono accompagnati da prospettive per interpretare il fenomeno migratorio alla luce dello spirito cristiano e della storia del nostro Paese. Per la Caritas e la Fondazione Migrantes il cristiano autentico riconosce le migrazioni come “un segno dei tempi”, un’opportunità per superare la crisi e costruire il futuro senza dimenticare i propri trascorsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da paese di emigrazione qual è stata in passato, l’Italia è oggi un paese di immigrazione, con una presenza regolare di cittadini stranieri che al 31 dicembre 2010 si aggirava intorno ai <strong>5 milioni</strong>, pari a un’incidenza sulla popolazione residente del 7,5%. Ai regolari va poi sommata la stima di circa <strong>mezzo milione</strong> di persone in posizione irregolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque milioni di stranieri significa che il loro numero è incrementato di 50 volte rispetto al 1861, quando si contavano solo 88.639 unità per un&#8217;incidenza dello 0,4%. Il crescendo si è avuto in particolare nell’ultimo decennio, in cui anche gli <strong>indicatori sociali di inserimento</strong> si sono rafforzati, a dimostrazione che l’insediamento degli immigrati si fa sempre più stabile e strutturale, sebbene la crisi e il protrarsi dello stato di disoccupazione pregiudichino il rinnovo dei permessi di soggiorno costringendo molti non comunitari al rimpatrio o alla permanenza irregolare. Solo nell’ultimo anno sono scaduti senza essere stati rinnovati quasi 700mila permessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante ciò, le famiglie con almeno un componente straniero sono già due milioni, le seconde generazioni hanno superato le 600mila unità, mentre sono quasi un milione i minori figli di immigrati, cifra che ogni anno aumenta di oltre 100mila presenze tra nati in Italia e figli ricongiunti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2010-2011 sono stati poco più di 700mila. Dato incoraggiante, se si considera che l’ambiente formativo è il luogo deputato a coltivare un’integrazione sociale che non può prescindere dall’<strong>apprendimento dell’italiano</strong>, strumento indispensabile per poter comunicare, interagire, affermarsi nel nostro paese. L’acquisizione dell’italiano L2 è indispensabile, tanto che il rilascio del permesso di soggiorno CE ai lungo soggiornanti è condizionato dal superamento di un test di lingua.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli immigrati, si legge nel dossier, mostrano un sincero interesse a sentirsi parte attiva del Paese, ad essere riconosciuti come nuovi cittadini. In effetti il loro apporto non soltanto non è più trascurabile, ma risulta addirittura determinante in diversi settori, che spaziano dalla <strong>demografia</strong> al <strong>lavoro</strong>, sia esso di tipo assistenziale, imprenditoriale o agricolo. Gli stranieri, la cui età media è di 32 anni, sono un rimedio al continuo processo di invecchiamento della popolazione italiana e il loro contributo incide positivamente tanto sull’equilibrio demografico, quanto sul sistema pensionistico, che si regge anche grazie agli oltre 7 miliardi annui di contribuiti pagati dagli immigrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia il rapporto Caritas/Migrantes auspica una politica migratoria che, memore del nostro passato di emigranti, adotti una prospettiva di <strong>integrazione</strong> che vada a sostituire l’inquadramento emergenziale del fenomeno migratorio.</p>
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		<title>UN POETA PER L’ISOLA DI &#8220;SMERALDO&#8221;. MICHAEL D. HIGGINS E’ IL NUOVO PRESIDENTE DELL’IRLANDA</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>
		<category><![CDATA[Martin McGuinness]]></category>
		<category><![CDATA[Mary McAleese]]></category>
		<category><![CDATA[Michael D. Higgins]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica d'Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Gallagher]]></category>
		<category><![CDATA[The Saw Doctors]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi  Il Presidente che ci renderà orgogliosi. Questo lo slogan elettorale con cui  Michael D. Higgins è divenuto il nono Presidente della Repubblica d’Irlanda. Settant’anni, laburista, ex Ministro della Cultura. Higgins succede a quattordici anni di presidenza di Mary McAleese con una vittoria tanto schiacciante quanto inattesa. Oltre un milione di voti. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><em><a href="http://www.michaeldhiggins.ie/">Il Presidente che ci renderà orgogliosi</a></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo lo slogan elettorale con cui  Michael D. Higgins è divenuto il nono Presidente della Repubblica d’Irlanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Settant’anni, laburista, ex Ministro della Cultura. Higgins succede a quattordici anni di presidenza di Mary McAleese con una vittoria tanto schiacciante quanto inattesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre un milione di voti. Con un colpo di spugna sono stati spazzati via sondaggi e favoriti, primo fra tutti il candidato che fino a poche settimane prima era dato vincente: la star televisiva Sean Gallagher. L’indipendentista si è dovuto accontentare di arrivare secondo, così come si è aggiudicato solo il terzo posto Martin McGuinness, ex-comandante dell’Ira e attuale vice-primo ministro dell’Ulster.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sarò il presidente di tutti”, <a href="http://www.irishtimes.com/newspaper/breaking/2011/1029/breaking2.html">ha dichiarato il neoeletto</a>, e il suo pensiero va anche a coloro che non hanno votato. Higgins afferma che si impegnerà al massimo per restituire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, e parla della necessità di rispondere in maniera collettiva, cooperativa e sostenibile ai problemi comuni del Paese, quali la disoccupazione e la crisi del mercato immobiliare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nato a Limerick, laureato in Lettere e Filosofia, Higgins è anche sociologo e poeta, pacifista e difensore dei diritti umani. A dispetto dello stereotipo di un’Irlanda bigotta e conservatrice, il popolo dell’Isola di Smeraldo ha promosso a capo dello Stato un settantenne tutt’altro che convenzionale, sostenitore del divorzio e amante del rock. Non è un caso che il gruppo irlandese <strong><a href="http://sawdoctors.com/">The Saw Doctors</a></strong> gli abbia dedicato la canzone <em>Michalel D. rocking in the dàil</em> contenuta nell’album <em>Play It Again Sham!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da “uomo di principi” quale si è presentato in campagna elettorale, Higgins è conosciuto anche per essere un apprezzato documentarista e uno strenuo difensore della lingua irlandese, tanto che quando era ministro della Cultura ha fondato un nuovo <a href="http://www.guardian.co.uk/world/feedarticle/9920700">canale televisivo </a>per la promozione del gaelico.</p>
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		<title>CGIL, A SETTEMBRE LA CASSA INTEGRAZIONE AUMENTA DEL 50%</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Cig]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi A settembre riparte la corsa della cassa integrazione, con una richiesta di ore di Cig aumentata di circa il 50% rispetto al mese precedente. È quanto dichiara la Cgil in uno studio a cura dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori Produttivi sui dati Inps nel rapporto di settembre. Sono 470mila i lavoratori in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15547" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/cassa_integrazione1.jpg"><img class="size-medium wp-image-15547" title="Inps" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/cassa_integrazione1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: corriereinformazione.it</p></div>
<p><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A settembre riparte la corsa della cassa integrazione, con una richiesta di ore di Cig aumentata di circa il <strong>50%</strong> rispetto al mese precedente. È quanto dichiara la Cgil in uno <a href="http://host.ufficiostampa.cgil.it//Documenti//private/Cgil_OsservatorioCig_RapportoSettembre2011.pdf">studio </a>a cura dell’Osservatorio Cig del dipartimento Settori Produttivi sui dati Inps nel rapporto di settembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono <strong>470mila i lavoratori </strong>in cig a zero ore che hanno perso nel loro reddito quasi 3miliardi di euro, vale a dire all’incirca 6mila euro a testa. Aumenti sul versante congiunturale si rilevano per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga (cigd), dove si registra una crescita delle ore richieste di quasi il 20% (<strong>+19,84%</strong>) rispetto ad agosto, e pure la cassa integrazione ordinaria (cigo) aumenta a settembre sul mese precedente del <strong>+193,17%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il numero di aziende in cassa integrazione straordinaria è cresciuto anch’esso di un tasso pari all’<strong>8%</strong> da inizio mese sui primi nove mesi dello scorso anno, “per motivi legati strettamente alla crisi economica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi il 60% delle aziende che fanno ricorso a decreti di cassa integrazione straordinaria motivano la richiesta per “crisi aziendale”. Dall’inizio dell’anno fino a settembre i decreti sono stati già più di 5mila. Crescono le domande di ricorso al fallimento e quelle di ricorso al concordato preventivo, mentre restano esigue le richieste di ristrutturazione aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">La quasi totalità dei decreti si concentra nel <strong>Nord Italia</strong>, con in testa la Lombardia (1.583 decreti), il Veneto (626) e l’Emilia Romagna (623). Spetta invece alla Sardegna il primato per il maggior incremento percentuale, 72 decreti con una crescita del +80%, seguita a breve distanza dalla Toscana (325 decreti con un +72,87%).</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre nelle regioni settentrionali si segnala il maggiore ricorso alla cassa integrazione dall’inizio dell’anno. Prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore troviamo al primo posto ancora una volta la Lombardia e i suoi 105.936 lavoratori. Seguono il Piemonte (74.478 lavoratori) e il Veneto (41.167), mentre nel Mezzogiorno il primato spetta alla Campania (31.921).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio della Cgil evidenzia infine che i settori più colpiti dalla cassa integrazione sono la <strong>meccanica</strong>, seguita dal <strong>commercio</strong> e dall’<strong>edilizia</strong>.</p>
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		<title>Usa, l’indignazione degli “Ordinary Joe” a Wall Street</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 16:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste&video]]></category>
		<category><![CDATA[Occupy Wall Street]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

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		<description><![CDATA[dal canale youtube di RTAmerica di Laura Guadalupi E&#8217; giunta anche a New York la protesta degli indignados contro gli effetti della crisi economica. Occupy Wall Street è il nome che hanno scelto di dare al loro movimento. Sono persone di tutte le età, varia estrazione sociale, differente colore politico, diversa occupazione. Diversi, eppure uguali. Sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dal canale youtube di <a href="http://www.youtube.com/user/RTAmerica">RTAmerica</a></p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/fZq0COSsc64&#038;fs=1" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fZq0COSsc64&#038;fs=1" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"/><param name="wmode" value="transparent"/></object></p>
<p><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; giunta anche a New York la protesta degli <em>indignados</em> contro gli effetti della crisi economica. <em><a href="http://occupywallst.org/">Occupy Wall Street</a> </em>è il nome che hanno scelto di dare al loro movimento. Sono persone di tutte le età, varia estrazione sociale, differente colore politico, diversa occupazione. Diversi, eppure uguali. Sono quelli che negli Stati Uniti vengono chiamati <em>Ordinary Joe</em>, americani medi, gli stessi che con lo scoppio della bolla finanziaria hanno visto evaporare i propri risparmi, e che ora sono accomunati da un unico sentire: l’avversione per le ingiustizie sociali. Affermano di essere il <a href="http://wearethe99percent.tumblr.com/">99%</a> che non tollera più l’avidità e la corruzione dell’1%.</p>
<p style="text-align: justify;">Tamburi, cartelloni e palloncini colorati sono le armi con cui portano avanti una contestazione pacifica che ha il suo quartier generale a Zuccotti Park, situato tra Broadway e Ground Zero. C’è un vero e proprio accampamento, a Liberty Plaza, attivo 24 ore su 24 con tanto di sacchi a pelo all’ombra dei grattacieli. Hanno deciso di stanziarsi lì, questi indignati a stelle e strisce, distanti solo pochi metri dalla Borsa di New York, per sfidare da vicino il simbolo della finanza internazionale, l’imputato numero uno delle loro accuse. Settecento dimostranti sono stati arrestati con l’accusa di aver bloccato il traffico sul <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204226204576605400999423790.html">Ponte di Brooklyn</a>. Molti sono stati rilasciati dopo poche ore, altri sono stati trattenuti in attesa dell’udienza davanti al giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dichiarato degli occupanti innescare negli Stati Uniti una protesta seguendo la strategia adottata nei paesi arabi, e infatti c’è chi parla di <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/collection/photostory_primopiano/10/03/visualizza_new.html_695631859.html?idPhoto=14">Primavera Araba dei giovani americani</a>. Come allora fu determinante l’apporto delle nuove tecnologie, così anche a Manhattan, parte dell’organizzazione passa per le vie telematiche, con aggiornamenti in streaming. Tra i cinguettii del web e l’inchiostro del <em><a href="http://www.breakingcopy.com/occupied-wall-street-journal-pdf">The Occupied Wall Street Journal</a>,</em> i manifestanti raccolgono consensi  in altre città degli Stati Uniti: Los Angeles, Chicago e Boston.</p>
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		<title>ROMA. AL COMPLESSO DEL VITTORIANO L’ARMONIA PERFETTA DI PIET MONDRIAN</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 11:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[Astrattismo]]></category>
		<category><![CDATA[Complesso del Vittoriano]]></category>
		<category><![CDATA[De Stijl]]></category>
		<category><![CDATA[L'armonia perfetta]]></category>
		<category><![CDATA[Neoplasticismo]]></category>
		<category><![CDATA[Piet Mondrian]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Theo van Doesburg]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi Un artista in continua evoluzione. Questo è stato Piet Mondrian, che ha dedicato l’intera vita alla ricerca dell’armonia perfetta, dell’arte universale. Con la sicurezza di chi ha fiducia nel futuro, ha saputo rimescolare le carte quando nessuno lo avrebbe fatto. Da affermato paesaggista qual era, Mondrian non si è accontentato di limitare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.newscinema.it/wp-content/uploads/2011/09/Locandina_Mostra_Mondrian_al_Vittoriano.jpg" alt="" width="403" height="207" /></p>
<p><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p>Un artista in continua evoluzione. Questo è stato Piet Mondrian, che ha dedicato l’intera vita alla ricerca dell’armonia perfetta, dell’arte universale. Con la sicurezza di chi ha fiducia nel futuro, ha saputo rimescolare le carte quando nessuno lo avrebbe fatto. Da affermato paesaggista qual era, Mondrian non si è accontentato di limitare la propria arte al realismo in voga nell’Olanda di fine ‘800. L’influenza della Scuola dell’Aja era forte, ma di più lo era la tensione verso una pittura spirituale, che prescindesse dalla semplice rappresentazione figurativa e giungesse all’equilibrio perfetto tra colori e non colori, tra linee e piani, tra orizzontale e verticale. Ha perseguito con costanza e coerenza l’obiettivo di un’arte astratta, fino a diventarne uno dei maestri.</p>
<p>Oggi questo cammino artistico può essere ripercorso nella mostra <em>Mondrian. L’armonia perfetta</em>, <strong>dall’8 ottobre 2011 al 29 gennaio 2012</strong> al Complesso del Vittoriano di Roma. L’esposizione è curata da Benno Tempel, direttore del  <strong>Gemeentemuseum de L’Aia</strong>, museo da cui provengono molti capolavori, in gran parte concessi eccezionalmente. La retrospettiva consiste di circa <strong>70 olii e disegni</strong> del pittore olandese, e oltre<strong> 40 opere</strong> di artisti che ne hanno influenzato l’evoluzione. Perché di questo si è trattato: evoluzione di una mente aperta ai cambiamenti, perseguiti come ossigeno di crescita umana e pittorica.</p>
<p>Amsterdam, Parigi, New York. I luoghi fisici in cui Mondrian ha vissuto sono emblematici delle svolte impresse alla propria arte, scivolata dal realismo verso il simbolismo, passando per il cubismo, e arrivando infine all’astrattismo, a concepire quelle idee che prenderanno consistenza nel Neoplasticismo, fondato assieme a Theo van Doesburg, e che troveranno voce sulle pagine della rivista d’avanguardia <em>De Stijl</em>. Se le influenze del mondo esterno, in particolare della vita metropolitana e del jazz, hanno significato molto per Mondrian, altrettanto importanti sono stati quei luoghi mentali dove il suo io ascetico si è nutrito. <em>In primis</em> la teosofia, dottrina in bilico tra filosofia, religione e scienza. Così come la teosofia partiva dalle forze che agiscono tra uomo e donna, anche Mondrian conferisce un’importanza centrale alla relazione tra l’elemento femminile e quello maschile, rappresentati rispettivamente dalla linea orizzontale e da quella verticale. La ricerca dell’armonia nella relazione tra orizzontale (femminile) e verticale (maschile) è il fulcro della sua evoluzione artistica.</p>
<p>Il misticismo dei quadri maturi è frutto di una <em>strutturazione per riduzione</em>, per dirla con Tempel. Eliminare il superfluo, gli stimoli individuali e le particolarità dell’oggetto fino alla sua stilizzazione estrema: la linea. Per Mondrian la vita è pura attività interiore, quindi tanto più il mondo oggettivo viene distrutto nell’arte, privato dei suoi connotati individualistici, tanto più l’arte può avvicinarsi alla verità della coscienza interiore. Massimo rigore e totale elementarizzazione di linee. Uso dei colori primari e dei non-colori bianco, nero e grigio. Scevra di elementi caratterizzanti, l’opera d’arte può così rivolgersi a tutti gli uomini, e tendere al ripristino dell’equilibrio perduto tra universale e individuale. Un’armonia perfetta ma non statica, dinamica come le linee che sembrano voler fuggire dalle tele per inserirsi nell’ambiente architettonico circostante e diventare parte del tutto.</p>
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		<title>FIRENZE-ROMA. TORNA DIPLOMACY, IL FESTIVAL DELLA DIPLOMAZIA</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Diplomacy]]></category>
		<category><![CDATA[Festival della Diplomazia 2011]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi Dal 7 al 14 ottobre 2011 si terrà la seconda edizione di Diplomacy, il Festival della Diplomazia, dal titolo La diplomazia oltre Wikileaks. Sono in programma oltre 30 eventi con 180 relatori, un nutrito numero di presenze per un festival che quest’anno ha una doppia location: Firenze, dal 7 al 9 ottobre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15411" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/www.europarl.it_.jpg"><img class="size-medium wp-image-15411" title="www.europarl.it" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/www.europarl.it_-300x85.jpg" alt="" width="300" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">www.europarl.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>7 al 14 ottobre 2011</strong> si terrà la seconda edizione di <em><strong>Diplomacy</strong></em><em>,</em> il <em><strong>Festival della Diplomazia</strong></em>, dal titolo <strong><em>La diplomazia oltre Wikileaks</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono in programma oltre 30 eventi con 180 relatori, un nutrito numero di presenze per un festival che quest’anno ha una doppia location: Firenze, dal 7 al 9 ottobre, e Roma, dal 10 al 14. La scelta non è casuale. Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia si è voluto in questo modo rendere omaggio alla storia e all’identità nazionale collegando la Capitale passata del regno con quella che è adesso la Capitale della Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Le questioni che verranno dibattute spazieranno dai cambiamenti climatici al terrorismo, dai diritti umani al rapporto tra diplomazia e media, volgendo lo sguardo anche ai giovani e alle opportunità lavorative nelle relazioni internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il festival si aprirà a Firenze, venerdì 7 ottobre alle ore 11, con il seminario <em>E-Diplomacy – ICT and International </em>Relations, per proseguire con altri appuntamenti tra cui quello di sabato a Palazzo Vecchio dal titolo <em>Dalla Diplomazia della Convenienza alla Diplomazia della Convivenza,</em> realizzato in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, il Parlamento Europeo, la Comunità di S. Egidio e il Comune di Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;">La staffetta passa a Roma ed esordisce lunedì alle 9 nella Sala delle conferenze della Camera dei Deputati. Titolo dell’incontro: <em>Estero-vestizione e doppia Fiscalità: interpretare le Convenzioni,</em> in collaborazione con l’Ordine dei Commercialisti di Roma e la Commissione Anagrafe Tributaria della Camera dei Deputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma è ampio, e può essere consultato integralmente sul <a href="http://www.festivaldelladiplomazia.it/index.php?lang=it">sito del Festival</a>. Alcuni eventi da segnalare:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>-       Lunedì 10 ore 15</strong> &#8211; “<em>Donne, Diplomazia e Conflitti</em>” nella Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica alla Facoltà di Lettere de La Sapienza a Roma</p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Martedì 11 ore 18.30</strong> – “<em>Europa e India: competere o collaborare</em>” sulla Terrazza dell’Hotel Flora in Via Veneto 191 a Roma</p>
<p style="text-align: justify;">-       <strong>Giovedì 13 ore 9.30</strong> – “<em>La Diplomazia dello Sport</em>” in Campidoglio nella Sala Pietro da Cortona a Roma</p>
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		<title>ARTISTI: NESSUNA INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 09:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[inps]]></category>
		<category><![CDATA[teatro valle]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi I lavoratori dello spettacolo possono dire addio all’indennità di disoccupazione. Lo sancisce l’INPS, che con la circolare n. 105 del 5/08/2011 intende risolvere una volta per tutte alcune incertezze sorte in seguito alla sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 12355 del 20 maggio 2010. Per meglio comprendere il quadro normativo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I lavoratori dello spettacolo possono dire <strong>addio all’indennità di disoccupazione</strong>. Lo sancisce l’INPS, che con la <strong><a href="http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.aspx?svirtualurl=%2Fcircolari%2Fcircolare%20numero%20105%20del%2005-08-2011.htm">circolare n. 105 del 5/08/2011</a></strong> intende risolvere una volta per tutte alcune incertezze sorte in seguito alla <strong>sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 12355 del 20 maggio 2010</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per meglio comprendere il quadro normativo in cui si inserisce la circolare n. 105, bisogna risalire alla fonte dei principi affermati nella sentenza del 2010, e cioè fare un salto temporale di quasi ottant’anni ed arrivare al <strong>Regio Decreto 1827 del 1935</strong>. La circolare stessa afferma che l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria “è disciplinata, quanto all’individuazione degli assicurati, dalle disposizioni recate dal R.D.L. 4 ottobre  1935 n. 1827, convertito, con modificazioni, nella legge 6 aprile 1936, n. 1155, nonché dal Regolamento di cui al R.D. 7 dicembre 1924 n. 2270”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, chi sarebbero gli assicurati? Secondo il Regio Decreto, tutti i lavoratori subordinati, ovvero tutti coloro che prestano lavoro retribuito alle dipendenze di terzi. Peccato che sia così solo in via teorica, perché nell’articolo 40 dello stesso decreto vengono escluse dall’obbligatorietà dell’assicurazione alcune categorie di lavoratori subordinati. Per la precisione, si afferma che “<em>Non sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria: (…) 5) il personale artistico, teatrale e cinematografico</em>”. E chi sarebbe, ora, il personale artistico? Sappiamo chi <strong>non</strong> è considerato appartenente a tale categoria, e cioè “<em>tutti coloro</em> <em>che al teatro o al cinematografo prestano opera la quale non richieda una preparazione tecnica, culturale o artistica</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica il sussidio viene riconosciuto alle sole categorie tecniche e amministrative, mentre restano escluse dall’obbligo assicurativo contro la disoccupazione involontaria sia con riferimento all’indennità di disoccupazione a <strong>requisiti normali</strong>, che con riferimento all’indennità di disoccupazione a <strong>requisiti ridotti</strong>, tutta una serie di figure artistiche quali registi, attori, ballerini, sceneggiatori. In allegato alla circolare è possibile visionare <a href="http://www.inps.it/CircolariZIP/Circolare%20numero%20105%20del%2005-08-2011_Allegato%20n%201.pdf">l’elenco completo </a>delle categorie escluse, a cui la sentenza del 2010 faceva cenno senza, però, chiarire le specifiche professioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Le reazioni da parte del mondo dell’arte e dello spettacolo non si sono fatte attendere, con la richiesta di una <a href="http://www.petizionionline.it/petizione/per-lo-stato-gli-artisti-non-sono-lavoratori-ripristiniamo-lindennita-di-disoccupazione/4937">petizione on line </a>per il ripristino dell’indennità. Si stanno mobilitando anche gli artisti che dal 14 giugno occupano il <a href="http://www.teatrovalleoccupato.it/addio-al-sussidio-di-disoccupazione-per-gli-artisti-firma-la-petizione">Teatro Valle</a> di Roma. Per discutere dell’argomento si sono riuniti in Assemblea Pubblica già <a href="http://www.teatrovalleoccupato.it/report-ii-assemblea-sul-sussidio-di-disoccupazione-negato-agli-artisti">due volte</a>. Si domandano come mai dei lavoratori dipendenti siano esclusi dall’indennità di disoccupazione a cui tutti i lavoratori dipendenti dovrebbero aver diritto. Emerge chiaro lo sconcerto di vedere colpite in questo modo proprio quelle categorie per natura caratterizzate da intermittenza lavorativa.</p>
<p style="text-align: justify;">A voler trovare un riferimento letterario, si dovrebbe riprendere in mano <strong>George Orwell</strong> e la sua <em>Animal Farm</em>, la Fattoria degli Animali in cui alla fine della storia vige un unico comandamento: “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. Nel nostro caso sarebbe più corretto dire che <em>alcuni sono meno uguali degli altri</em>.</p>
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		<title>ROMA. SI APRE IL XIX CONVEGNO DI PONTIGNANO SU “DEMOCRAZIA E MALCONTENTO”</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 10:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pontignano]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi Democrazia e malcontento è il titolo scelto per la XIX edizione del Convegno di Pontignano, il più prestigioso appuntamento italo-britannico in Italia, che si terrà a Roma presso la residenza dell’Ambasciatore britannico, Villa Wolkonsky, dal 23 al 25 settembre. Presieduto dal Rettore dell’Università di Oxford, Chris Patten, e dal Professor Giuliano Amato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15145" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/democrazia.jpg"><img class="size-medium wp-image-15145" title="democrazia" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/democrazia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: risklover.wordpress.com</p></div>
<p>di Laura Guadalupi</p>
<p><em>Democrazia e malcontento</em> è il titolo scelto per la <strong>XIX</strong> edizione del <strong>Convegno di Pontignano</strong>, il più prestigioso appuntamento italo-britannico in Italia, che si terrà a Roma presso la residenza dell’Ambasciatore britannico, Villa Wolkonsky, <strong>dal 23 al 25 settembre</strong>.</p>
<p>Presieduto dal Rettore dell’Università di Oxford, Chris Patten, e dal Professor Giuliano Amato, il convegno è organizzato dal British Council e dall’Ambasciata Britannica a Roma, in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Londra, l’Università di Siena e il St Anthony’s College di Oxford. L’evento è a porte chiuse e si svolge nel rispetto della <em>Chatham House Rule</em>, cioè i partecipanti sono liberi di usare le informazioni ricevute, ma non di rivelare l’identità di chi le ha fornite.</p>
<p>Dal 1993 ad oggi politici, imprenditori, accademici, opinion maker e giornalisti d’Italia e del Regno Unito si riuniscono per dibattere su argomenti cruciali per i due Paesi e per il resto d’Europa. In passato si è discusso ad esempio degli effetti dei cambiamenti climatici e della crisi economica globale. Quest’anno l’attenzione verterà sulla democrazia in rapporto ai mutamenti economico-finanziari, demografici e sociali in corso. Quattro sono i temi principali che altrettanti gruppi di lavoro metteranno sotto la lente d’ingrandimento: 1) <strong>debito pubblico e crescita privata</strong>; 2)<strong> il ruolo dei vecchi e dei nuovi media</strong>; 3)<strong> l’Europa della prossima generazione</strong>; 4) <strong>oltre lo Stato Nazione? </strong></p>
<p>Queste le macroaree di analisi, molti di più gli interrogativi che ne scaturiscono. Ad esempio ci si chiederà in che modo la democrazia stia affrontando la crisi del debito pubblico, e quali riforme Italia e Regno Unito debbano mettere in atto non soltanto per l’austerità, ma anche per creare nuove occasioni di crescita per essere più competitive sul mercato internazionale.</p>
<p>Ancora, è necessario interrogarsi sull’impatto della nascente democrazia digitale sui governi tradizionali, e cercare di capire se questi ultimi possono sfruttare il potere dei nuovi media per coinvolgere in maniera più credibile i giovani. Come scrive <strong>John Peet</strong>, dell’<em>Economist</em> di Londra, in un <a href="http://ukinitaly.fco.gov.uk/it/about-us/working-with-italy/pontignano-conference/">documento allegato </a>ai materiali sul convegno, è chiaro che i media digitali hanno assunto oggi un ruolo decisivo sia nella diffusione di informazioni, sia nell’organizzazione delle proteste, mentre stando a quanto si osserva nella maggior parte dei paesi, i vecchi mezzi di comunicazione sembrano destinati al declino.</p>
<p>Al gruppo di lavoro sui rapporti tra democrazia, Europa e prossima generazione il compito di riflettere su un tasto dolente, quello della disoccupazione giovanile. L’Europa può ancora soddisfare i bisogni di una generazione senza lavoro, nel migliore dei casi stretta fra lavori non gratificanti e salari bassi? Cosa rispondere al popolo di giovani “derubati” delle prospettive di acquistare una casa e di avere una pensione?</p>
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		<title>ROMA. PRESENTATA LA NUOVA STAGIONE DELLA IUC, L’ISTITUZIONE UNIVERSITARIA DEI CONCERTI</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 13:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[IUC]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[nuova stagione]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[di Laura Guadalupi Il 13 settembre si è svolta presso il Rettorato della Sapienza Università di Roma la conferenza stampa di presentazione della stagione 2011-2012 della IUC, Istituzione Universitaria dei Concerti. La nuova stagione verrà inaugurata sabato 22 ottobre con le Sinfonie n.5 e n.7 di Ludwig Van Beethoven interpretate da Philippe Herreweghe, direttore dell&#8217;Orchestre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15016" class="wp-caption alignnone" style="width: 210px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.info_.roma_.it_.jpg"><img class="size-full wp-image-15016" title="www.info.roma.it" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.info_.roma_.it_.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">www.info.roma.it</p></div>
<p><strong>di Laura Guadalupi</strong></p>
<p>Il 13 settembre si è svolta presso il Rettorato della Sapienza Università di Roma la conferenza stampa di presentazione della stagione 2011-2012 della IUC, Istituzione Universitaria dei Concerti.</p>
<p>La nuova stagione verrà inaugurata sabato 22 ottobre con le <em>Sinfonie n.</em>5 e <em>n.7</em> di Ludwig Van Beethoven interpretate da <strong>Philippe Herreweghe</strong>, direttore dell&#8217;<em>Orchestre des Champs Elysées</em>, da lui fondata vent’anni fa. La programmazione prevede un totale di trentacinque appuntamenti spalmati nell’arco di otto mesi fino all’ultima data del 12 giugno. Se l’apertura del cartellone è stata affidata alla musica classica, per l’evento conclusivo si è pensato invece a un genere completamente diverso, con la <em>Compagnia di danza Buenos Aires Tango</em>,<em> </em>che porterà nell’Aula Magna della Sapienza <em>Tierra mia querida</em>, uno spettacolo con colori e suoni dall’Argentina. Fra passi di tango e vals creoli ci sarà anche la partecipazione straordinaria di <strong>Miguel Angel Zotto</strong>, eletto in Argentina uno dei tre migliori ballerini di tango del secolo.</p>
<p>Si inizia con Beethoven, si finisce con il tango, e nel mezzo tanto spazio ai protagonisti della scena concertistica. Sono molti i solisti affermati in programma, come <strong>Ramin Bahrami</strong>, pianista iraniano tra i più stimati interpreti di Johann Sebastian Bach, e il turco <strong>Fazil Say</strong>, star mondiale che interpreterà una delle sublimi ultime Sonate di Schubert. Chi ama le contaminazioni estrose non potrà perdere il concerto, a febbraio, di <strong>Antonio Ballista</strong>, che attraverso accostamenti insoliti e commenti bizzarri sa passare con disinvoltura da Schubert a Branduardi, da Mahler a Elio e le Storie Tese.</p>
<p>La IUC affianca alla rosa di nomi dalla fama ormai consolidata anche i concerti di giovani musicisti. Si esibiranno per la prima volta a Roma i tre vincitori del prestigioso Concorso &#8220;Čajkovskij&#8221; di Mosca 2011, e poi ancora talenti che nel giro di pochi anni hanno già calcato con successo i palcoscenici internazionali: <strong>Francesca Dego</strong>, violinista in duo con la pianista <strong>Francesca Leonardi</strong>, e <strong>Roberto Plano</strong>, pianista osannato dal <em>New York Times</em> e più famoso all’estero che in Italia.</p>
<p>L’ampia offerta contempla inoltre quartetti strumentali, gruppi barocchi, lirica, di cui va ricordata l’esibizione del soprano <strong>Anna Caterina Antonacci</strong>. Tra i compositori contemporanei citiamo un nome fra tutti, il premio Oscar <strong>Nicola Piovani</strong>, che l’8 novembre presenterà la sua recente composizione, <em>Viaggi d’Ulisse</em>, “concerto mitologico” su testi di Konstantinos Kavafis, Omero, James Joyce, Torquato Tasso, Pindaro e Umberto Saba, accompagnati dalla proiezione di disegni realizzati per l’occasione da Milo Manara.</p>
<p>Non potevano mancare sconfinamenti nel jazz e nel cinema. Il 15 novembre La Sapienza ospiterà l’unica data italiana del tour europeo della <strong>The Duke Ellington Orchestra</strong>. Bisognerà attendere invece fino a marzo per la visione del film di Charlie Chaplin, <em>La febbre dell&#8217;oro</em>, per la prima volta a Roma con la musica originale composta dallo stesso Chaplin ed eseguita dall&#8217;<em>Orchestra Italiana del Cinema </em>diretta da <strong>Timothy Brock</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> Programma completo</strong> della IUC 2011-2012: <a href="http://www.concertiiuc.it/Utente/concerto?operazione=elenco">http://www.concertiiuc.it/Utente/concerto?operazione=elenco</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Informazioni per il pubblico</strong></p>
<p>tel: 063610051/2</p>
<p>email: botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it</p>
<p>www.concertiiuc.it</p>
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		<title>&#8220;LA PUGLIA SUONA BENE&#8221; CON LA FONDAZIONE MUSICA PER ROMA</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 18:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Guadalupi</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Laura Guadalupi La stagione della Fondazione Musica per Roma riapre i battenti al ritmo di La Puglia suona bene, rassegna di tre giorni realizzata in collaborazione con Puglia Sounds. Dall’8 al 10 settembre l’Auditorium Parco della Musica sarà il palcoscenico di sonorità uniche, come unica è la regione che le ha partorite, la Puglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="https://mail.google.com/mail/?ui=2&amp;ik=cc1204844c&amp;view=att&amp;th=1323ef5ebefb0f7c&amp;attid=0.2&amp;disp=inline&amp;zw" alt="" width="222" height="192" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Laura Guadalupi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La stagione della Fondazione Musica per Roma riapre i battenti al ritmo di <em>La Puglia suona bene</em>, rassegna di tre giorni realizzata in collaborazione con Puglia Sounds. Dall’8 al 10 settembre l’Auditorium Parco della Musica sarà il palcoscenico di sonorità uniche, come unica è la regione che le ha partorite, la Puglia, terra di contaminazioni culturali, con i suoi porti rivolti a Oriente e i secolari uliveti, radicati nel terreno come le tradizioni popolari che si tramandano di generazione in generazione. Ed è dal passato che un ballo folkloristico come la taranta arriva sino ai giorni nostri grazie a musicisti che ne ripropongono l’antico repertorio e ad altri che invece lo ibridano con le tendenze contemporanee.</p>
<p style="text-align: justify;">Spazio quindi alle esibizioni dei più influenti artisti della scena musicale pugliese: dagli <strong>Officina Zoè</strong>, che dai primi anni Novanta hanno iniziato un percorso di riscoperta della Pizzica, ai <strong>Nidi D’Arac</strong>, che deformano gli originali spartiti della pizzica con i ritmi trance dell’elettronica, così da creare una sorta di rave etnico.</p>
<p style="text-align: justify;">La Puglia non è solo taranta, bensì crocevia di influenze che spaziano dalla reggae music, come per i <strong>Boom Da Bash</strong> e <strong>Mama</strong> <strong>Marjas</strong>, alle commistioni multietniche dei <strong>Radiodervish</strong>. Nella tre giorni si  esibiranno anche gli <strong>Après La Classe</strong> e la cantautrice <strong>Erica Mou</strong>, recentemente premiata dal MEI come miglior talento dell’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci penseranno poi i <strong>Salentini Generali </strong>capitanati da Andrea Mariano dei Negramaro a riprodurre con le loro creazioni multimediali le atmosfere magiche di una notte nel Salento. Gran finale della manifestazione con il concerto di <strong>Caparezza</strong>, la sera del 10 settembre in Sala Santa Cecilia.</p>
<p style="text-align: justify;">PER ULTERIORI INFORMAZIONI: <a href="http://www.auditorium.com/eventi/rassegne/5031046">http://www.auditorium.com/eventi/rassegne/5031046</a></p>
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