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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; lfontana</title>
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		<title>NIELSEN 2011: LO STATO DELL’ARTE DEI SOCIAL MEDIA</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 11:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lfontana</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Laura Fontana Quali saranno gli effetti a lungo termine dell&#8217;uso intensivo dei social network? Le opinioni, ancora una volta, si dividono tra apocalittici e integrati (di umbertechiana memoria): i primi sottolineano l&#8217;irresponsabilità nell&#8217;affidare alla rete informazioni strettamente personali (date in pasto alle multinazionali che le richiedono), la creazioni di “rapporti sociali” falsati rispetto a [...]]]></description>
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<p><strong>di Laura Fontana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quali saranno gli effetti a lungo termine dell&#8217;uso intensivo dei social network? Le opinioni, ancora una volta, si dividono tra <em>apocalittici</em> e <em>integrati </em>(di<em> umbertechiana </em>memoria): i primi sottolineano l&#8217;irresponsabilità nell&#8217;affidare alla rete informazioni strettamente personali (date in pasto alle multinazionali che le richiedono), la creazioni di “rapporti sociali” falsati rispetto a quello reali, l&#8217;effettivo “tempo perso” speso a commentare, postare, followare e mettere like; azioni che poi nella realtà “non spostano un voto”. I secondi, invece, che con tutta probabilità sono gli stessi che alla notizia della morte di <strong>Steve Jobs</strong> hanno aggiornato i loro status con il motto “<em>Stay hun</em><em>gry, Stay foolish</em>”, pensano che i social network abbiamo già radicalmente cambiato lo stato delle cose e in questo cambiamento vedono e apprezzano le cose positive: dall&#8217;essere sempre aggiornati su quello che avviene, non solo nel mondo, ma in ogni gruppo sociale frequentato, trovare lavoro in rete, conoscere nuovi amici, trovare l&#8217;amore vero, avere a disposizione un potenzialmente infinito serbatoio di informazioni. Il discorso poi, potrebbe essere esteso dalla singola persona alle aziende, che investono, con volumi monetari sempre maggiori, nel web.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Non è possibile prevedere il futuro (o forse è prerogativa di persone straordinarie come Steve Jobs, appunto), però si possono prendere i dati oggettivi e analizzarli. Prima di andare a vedere “i numeri”, ci siamo già resi conto che persone di ogni fascia d&#8217;età, di ogni categoria sociale ed economica &#8211; di cui la maggior parte per niente o poco esperta in <strong>New Media</strong> &#8211; sono finite su <strong>Facebook</strong> (che non è Internet ma vorrebbe assomigliargli), che i telegiornali sempre più spesso impostano i propri servizi su “<em>quello che ha fatto il popolo della rete</em>” e “<em>quello che ha detto il popolo della rete</em>”, e che qualsiasi libro o film o trasmissione televisiva rimanda ad un sito web, ad una pagina Facebook “dove potrai esprimere la tua opinione, condividere, mettere like”. Non stupisce più che due persone si conoscano in chat e poi mettano su famiglia, non stupisce più che una band “lanciata dal web” diventi poi famosissima a livello mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>I dati</strong>: l&#8217;istituto <strong>Nielsen</strong> ha pubblicato a fine settembre un <strong>rapporto relativo all&#8217;evoluzione dei Social Media in Usa alla fine del 2011</strong>, aggiungendo dati e valutazioni di interesse mondiale. Il primo dato riguardo l&#8217;effettivo tempo speso su Internet: al primo posto vi sono inequivocabilmente i <strong>social network e i blog con il 22,5% del tempo totale trascorso online</strong>. Subito dopo vengono i giochi online (9,8%) e le email (7,6%). La piattaforma più usata &#8211; e questo non stupisce nessuno &#8211; è Facebook, seguito da Twitter. Un altro dato importante è che per accedere ai social network non c&#8217;è più bisogno di stare in casa davanti al pc:<strong> 2 </strong><em><strong>social addicted</strong></em><strong> su 5 accede dal suo smartphone</strong>. Vi è, infine, da fare una distinzione di genere: le più assidue frequentatrici di social e blog sono le donne (ad eccezione di Linkedin dove prevalgono gli uomini). Social Network emergente è <strong>Tumblr</strong> che, almeno negli Stati uniti, è diventato l&#8217;ottavo sito di social networking per numero di iscritti e condivisione di contenuti. I numeri dicono abbastanza chiaramente verso dove stiamo andando a prescindere dalle opinioni degli apocalittici e degli integrati. Finora Internet è stato il luogo dove si è realizzato il sogno della condivisione mondiale e della comunicazione orizzontale. Riuscirà a mantenere il suo <em>Geist </em>nonostante l&#8217;ingerenza dell&#8217;economia capitalistica e della politica? Infine, non bisogna mai dimenticare che una larghissima parte della popolazione mondiale non ha nessun mezzo per accedere al web. Si riuscirà a superare i <em>Digital Divide</em>? Non possiamo saperlo, nel frattempo stiamo pure <em>hungry</em>, stiamo pure <em>foolish</em>, ma soprattutto <em>stiamoci accort&#8217;</em>.</p>
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