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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; ferri1</title>
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		<title>SEQUESTRO ROSSELLA URRO: IMPORTANTE NON DIMENTICARE</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 15:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[rapimento]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Urru]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri &#8220;L&#8217;attenzione su Rossella deve rimanere costante. Nei Tg, giornali, media, non se ne parla, nelle bacheche non si vede. Rossella è una di noi, sequestrata per avere deciso di dare il miglior senso possibile alla propria vita. Noi possiamo fare pressione perché la sua visibilità sia sempre al massimo&#8221;. Questo è soltanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15693" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/http-_www.lettera43.it_.jpg"><img class="size-full wp-image-15693" title="http-_www.lettera43.it" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/http-_www.lettera43.it_.jpg" alt="" width="280" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">www.lettera43.it</p></div>
<p><strong>di Sabrina Ferri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;attenzione su Rossella deve rimanere costante. Nei Tg, giornali, media, non se ne parla, nelle bacheche non si vede. Rossella è una di noi, sequestrata per avere deciso di dare il miglior senso possibile alla propria vita. Noi possiamo fare pressione perché la sua visibilità sia sempre al massimo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è soltanto uno dei toccanti messaggi pubblicati nel gruppo Facebook &#8220;Liberate Rossella Urru&#8221; e che rammenta quanto troppo spesso i casi di sequestri di persona all&#8217;estero siano facilmente passabili in secondo piano, soppiantati dalle cronache politiche, eclissati dai media, dimenticati o addirittura ignorati dall&#8217;opinione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche i familiari di <strong>Rossella</strong> hanno voluto ribadire, come scritto nel sito <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2011/10/25/607020-rossella_urru.shtml">Cronaca Live</a>, quanto sia importante &#8220;tenere viva l&#8217;attenzione&#8221; per non lasciare che questi casi, dopo la diffusione della notizia, possano finire nel &#8220;dimenticatoio&#8221;.   Eppure, a guardare le foto di Rossella Urru, <strong>rapita assieme a due volontari spagnoli tra il 22 e il 23 ottobre scorso nel campo profughi di Tindouf</strong>, nel sud dell&#8217;Algeria, sembrerebbe difficile poter dimenticare il suo volto. Occhi scuri e profondi, uno sguardo carico di umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Rossella, originaria di Oristano, non è soltanto una 29enne cooperante del Comitato Italiano per lo Sviluppo dei Popoli (Cisp), ong che dall&#8217;85 opera nei campi profughi algerini. Rossella è molto di più. È un tornado di emozioni e di energia, appassionata del suo lavoro e fortemente dedita alla solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si occupava di rifornimenti alimentari per i campi, controllava ciò che arrivava, predisponeva la distribuzione e aveva sempre un occhio vigile alle necessità di donne e bambini. La qualità che tutti le riconoscono è la grande competenza. Aveva a che fare con medici, con cooperatori, ma anche con esponenti politici e ministri. Era un vero punto di riferimento&#8221; <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2011/10/25/607020-rossella_urru.shtml">racconta</a> Salvatore Ricca Rosellini, presidente dell’Associazione forlivese per le Malattie del fegato onlus.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto nei giorni scorsi, secondo quanto sancito dal sito dell&#8217;<a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2011/10/25/607020-rossella_urru.shtml">Agi</a>, sarebbe giunta la notizia che Rossella e i colleghi spagnoli, tenuti nelle mani di Al Qaeda nel Maghreb Islamico, <strong>sarebbero vivi e in buone condizioni di salute </strong>mentre quattro persone sospettate di avere legami con la formazione terrorista, ritenuta responsabile del sequestro di Rossella Urru e degli altri due volontari spagnoli, sarebbero state arrestate dai servizi di sicurezza dell&#8217;esercito algerino.</p>
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		<title>TERREMOTO TURCHIA: MORTE E CROLLI A VAN ED ERCIS</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 19:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[1976]]></category>
		<category><![CDATA[Ankara]]></category>
		<category><![CDATA[Ercis]]></category>
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		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>
		<category><![CDATA[Van]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri La Terra torna a tremare e ancora una volta la paura, il dolore, la devastazione di un popolo si fanno reali, tangibili, concreti. Van, località turca al confine con l&#8217;Iran, ed il vicino paese di Ercis, sono distrutte. Ogni sorriso è stato spento, annientato dal violento terremoto di magnitudo 7.2 della scala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Sabrina Ferri</p>
<p>La Terra torna a tremare e ancora una volta la paura, il dolore, la devastazione di un popolo si fanno reali, tangibili, concreti. Van, località turca al confine con l&#8217;Iran, ed il vicino paese di Ercis, sono distrutte. Ogni sorriso è stato spento, annientato dal violento terremoto di magnitudo 7.2 della scala Richter che domenica 23 ottobre ha colpito l&#8217;est della Turchia.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal sito <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE79N00J20111024">Reuters Italia</a> sarebbero almeno 264 i morti sinora accertati, oltre mille i feriti, diverse centinaia i dispersi. Un bilancio destinato a crescere di ora in ora e che potrebbe raggiungere, secondo alcuni esperti dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, addirittura le 10.000 vittime.</p>
<p>Eppure, nonostante tutto, nonostante gli edifici crollati e i corpi senza vita estratti dalle macerie, si continua a scavare. Si è alla ricerca incessante di una voce, di un mugolio, di un pianto soffocato. La speranza reprime la rabbia. Non c&#8217;è tempo per piangere le proprie vittime, la propria casa, il proprio passato. Occorre salvare chi è ancora intrappolato.</p>
<p>Ad offrire il loro aiuto ci sono Nato, Cina, Giappone, ma anche Israele che forse, per qualche istante, ha voluto dimenticare la crisi diplomatico-militare che la contrappone ad Ankara, capitale della Turchia. Il presidente turco, Abdullah Gul, avrebbe però, secondo quanto scritto nel sito <a href="http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=73433">La Voce</a>,  rifiutato ogni tipo di aiuto mentre il ministro degli Esteri avrebbe fatto notare di non aver avanzato richieste di assistenza internazionale.</p>
<p>Intanto ulteriori scosse di assestamento avrebbero colpito la zona provocando altri crolli.</p>
<p>Nonostante la Turchia sia fortemente soggetta ai terremoti quello dei giorni scorsi potrebbe, però, essere il sisma più devastante dopo quello del 1976 che, nella provincia di Van, causò oltre <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=167462">3.800</a> morti.</p>
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		<title>AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA: ABUSI E TORTURE CONTRO I SOLDATI DI GHEDDAFI</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 12:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri Torture, abusi, violenza, incarcerazioni immotivate. Nella Libia deturpata dalla guerra non c&#8217;è più spazio per il rispetto, il perdono, la libertà. Ci si dimentica persino di essere uomini prima ancora che soldati, tutto diventa un subdolo gioco fatto di inganni e brutalità, dove non ci sono né vincitori né vinti, dove non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15550" class="wp-caption alignnone" style="width: 245px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/455454-amnesty_international.jpg"><img class="size-full wp-image-15550" title="455454-amnesty_international" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/455454-amnesty_international.jpg" alt="" width="235" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: rbcasting.com</p></div>
<p>di Sabrina Ferri</p>
<p>Torture, abusi, violenza, incarcerazioni immotivate. Nella Libia deturpata dalla guerra non c&#8217;è più spazio per il rispetto, il perdono, la libertà. Ci si dimentica persino di essere uomini prima ancora che soldati, tutto diventa un subdolo gioco fatto di inganni e brutalità, dove non ci sono né vincitori né vinti, dove non esistono né buoni né cattivi.</p>
<p>Oggi a vestire i panni degli aguzzini sembrerebbero esserci i ribelli, i nemici del regime, coloro che fino a poco tempo fa erano soltanto delle vittime. Percosse e maltrattamenti di ogni genere sarebbero stati inflitti ai tanti soldati dell&#8217;esercito pro &#8211; Gheddafi attualmente prigionieri in diversi centri di detenzione compresi, soprattutto, tra Tripoli ed al-Zawiya.</p>
<p>A far emergere la sconcertante realtà l&#8217;ultimo <a href="http://www.amnesty.it/su-nuova-libia-macchia-abusi-su-detenuti">rapporto</a> di Amnesty International che sarebbe riuscito a mettere in luce un grave quadro di abusi sui detenuti. Delle circa 2500 persone imprigionate ed arrestate dalla fine di agosto dalle milizie armate almeno 300 sarebbero state portate via dalle loro abitazioni da persone non identificate e a caccia di presunti combattenti e lealisti di Gheddafi.</p>
<p>Per Amnesty la maggior parte degli arresti e delle incarcerazioni sarebbe avvenuta in assenza di un mandato di cattura, senza quindi un evidente motivo, su decisione non dell&#8217;autorità giudiziaria bensì dei consigli locali civili o militari o delle brigate armate.</p>
<p>Strumenti di tortura sarebbero, inoltre, stati rinvenuti in un centro di detenzione mentre in un altro i delegati dell&#8217;organizzazione per i diritti umani avrebbero udito le urla strazianti e il sibilo delle frustate provenienti da una cella.</p>
<p>Detenuti e guardie avrebbero quindi ammesso i maltrattamenti, spesso utilizzati per ottenere confessioni più rapidamente.</p>
<p>Dinanzi a gravi e persistenti violazioni dei diritti umani Amnesty avrebbe chiesto a rappresentanti del Cnt di impegnarsi per evitare che possano esservi ancora detenzioni in assenza di un ordine di custodia del procuratore generale, per sottoporre ogni centro di detenzione al controllo del ministero della Giustizia e soprattutto per dare la possibilità ad ogni detenuto di presentare ricorso contro la legittimità della sua detenzione. Perché forse la violenza è sempre l&#8217;arma sbagliata. Perché forse con la violenza si è tutti perdenti.</p>
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		<title>CASO MEREDITH: TORNANO A CASA AMANDA E RAFFAELE</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 08:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[amanda knox]]></category>
		<category><![CDATA[Meredith Kercher]]></category>
		<category><![CDATA[OMICIDIO]]></category>
		<category><![CDATA[perugia]]></category>
		<category><![CDATA[raffaele sollecito]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri Sono da poco trascorse le 21,30 di lunedì 3 ottobre, gli occhi di America, Inghilterra e Italia sono puntati alla Corte di Assise di Perugia, irrequieti osservano i corpi in piedi di Amanda Knox e Raffaele Sollecito che, tramortiti dalla paura ma allo stesso tempo pronti a tutto, attendono spasmodicamente le parole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15404" class="wp-caption alignnone" style="width: 250px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/http-_www.direttanews.it_.jpg"><img class="size-full wp-image-15404" title="http-_www.direttanews.it" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/http-_www.direttanews.it_.jpg" alt="" width="240" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.direttanews.it</p></div>
<p><strong>di Sabrina Ferri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono da poco trascorse le 21,30 di lunedì 3 ottobre, gli occhi di America, Inghilterra e Italia sono puntati alla Corte di Assise di Perugia, irrequieti osservano i corpi in piedi di Amanda Knox e Raffaele Sollecito che, tramortiti dalla paura ma allo stesso tempo pronti a tutto, attendono spasmodicamente le parole del giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrano attimi interminabili quelli che precedono la sentenza, per diversi istanti il terrore contamina la speranza. Poi, improvvisamente, come un gettito d&#8217;acqua fredda eccola arrivare. <em>Assolti</em>. Amanda, comunque condannata per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (pena già scontata), scoppia in un pianto liberatorio tra le braccia della sorella. Raffaele, racconterà poi il suo avvocato Giulia Bongiorno in un&#8217;intervista concessa al programma tv <em>Quarto Grado</em>, non fa altro che ringraziare ripetutamente il suo legale con aria frastornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i due ragazzi, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di reclusione, è la fine di un incubo. Dopo quattro anni di detenzione potranno tornare a casa ed assaporare di nuovo la libertà perché per la Corte &#8220;il fatto non sussiste&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la folla non ci sta. Scoppia la rabbia di chi avrebbe voluto vedere i due ex-fidanzatini dietro le sbarre. Immediatamente si parla, come scritto nel sito del <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/umbria/articoli/1023485/delitto-meredith-il-giudicecaso-insoluto-solo-rudy-guede-conosce-la-verita.shtml">Tg Com</a>, di una presunta influenza sulla Corte da parte dei media smentita, però, subito dopo dal presidente del Collegio che ha assolto Amanda e Raffaele, Claudio Pratillo Helmann. &#8220;Noi abbiamo pronunciato la sentenza in nome del popolo italiano. L&#8217;omicidio Meredith &#8211; avrebbe dichiarato il presidente &#8211; resterà una verità insoluta. Nessuno può dire come sono andati i fatti. L&#8217;unico è Rudy Guede&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Già Rudy, forse l&#8217;unico punto fermo in questa storia controversa. Rudy, giovane ivoriano, che è il solo ad aver ricevuto una sentenza definitiva con condanna a 16 anni di carcere per concorso in omicidio. Ma con chi? Resta da capire come si possa parlare di concorso in omicidio se i due unici presunti complici sono stati scagionati. Proprio per questo motivo, secondo quanto sancito dal free press <em>Metro</em>, i legali di Guede non escluderebbero la possibilità di un nuovo processo visto che i suoi complici &#8220;non ci sono più&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">E infine, in tutto questo, dove finisce Meredith? Mez, giovane studentessa inglese che in una notte del novembre 2007 ha perduto per sempre ogni sogno, gioia, sorriso. Mez che non crescerà, Mez che non potrà più studiare, Mez che non c&#8217;è più. Persino il suo ricordo sembra sfumare dietro i volti di Amanda e Raffaele, quei volti che negli anni abbiamo imparato a conoscere e che forse sono diventati i veri protagonisti di questa favola dell&#8217;orrore.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto mentre Amanda e Raffaele si accingono a ricostruire le loro vite, la famiglia di Meredith si dichiara delusa ma pronta a combattere per ottenere la verità, oltre che fiduciosa nella giustizia italiana. Giustizia che, forse, un giorno, potrebbe dare un nome e un volto a chi, in una notte di qualche anno fa, decise di stroncare per sempre la vita di Mez.</p>
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		<title>SVOLTA STORICA IN ARABIA SAUDITA. ABDULLAH ANNUNCIA DIRITTO DI VOTO ALLE DONNE</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 10:22:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[donne arabe]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri È uno dei paesi nei quali la dottrina dei diritti umani sembrerebbe continuare ad essere, perlomeno nello standard occidentale, una realtà sfuggevole, evanescente, quasi impercettibile. Nel perpetuare pena di morte, torture, oppressione verso minoranze religiose e politiche, ma soprattutto nell&#8217;adozione di atteggiamenti ostili nei confronti di donne, omosessuali e stranieri, l&#8217;Arabia Saudita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Sabrina Ferri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È uno dei paesi nei quali la dottrina dei diritti umani sembrerebbe continuare ad essere, perlomeno nello standard occidentale, una realtà sfuggevole, evanescente, quasi impercettibile. Nel perpetuare pena di morte, torture, oppressione verso minoranze religiose e politiche, ma soprattutto nell&#8217;adozione di atteggiamenti ostili nei confronti di donne, omosessuali e stranieri, l&#8217;Arabia Saudita ha spesso convogliato verso di sé ingenti preoccupazioni sulla condizione dei diritti umani espresse dal mondo occidentale e dalle più grandi organizzazioni internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per anni si è guardato con indignazione a quel mondo così diverso e lontano dal nostro, lontano da quel fondamento che è il rispetto della dignità umana, lontano dal principio di una sana eguaglianza. Eguaglianza che, specialmente tra i sessi, è sempre apparsa come pura chimera, nonostante i passi da gigante fatti per rendere meno rigorose le leggi sul vestire e per dare alle donne la possibilità di studiare e di trovare un impiego (dietro però autorizzazione dei maschi).</p>
<p style="text-align: justify;">Già, perché alle donne è ancora vietato guidare autoveicoli, così come non è loro concesso salire su di una bicicletta. E il voto? Anche quello un diritto espressamente proibito, almeno fino a pochi giorni fa quando il re Abdullah ha annunciato quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione storica.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto riportato ne <a href="http://www.ilpost.it/2011/09/26/il-voto-alle-donne-in-arabia-saudita/">Il Post</a> le donne potrebbero ottenere diritto di voto nei prossimi anni ed entrare a far parte delle amministrazioni a fronte delle parole di Abdullah che avrebbe parlato di un &#8220;rifiuto a marginalizzare le donne&#8221;. Già dal 2013, scrive <a href="http://it.euronews.net/2011/09/26/diritto-di-voto-alle-donne-saudite-un-primo-passo/">Euro news</a>, le donne saudite potrebbero entrare nello shura, un&#8217;assemblea consultiva eletta dal re, per poi nel 2015 arrivare a partecipare alle elezioni municipali.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, però, bisognerà attendere ancora altri quattro anni per vedere le donne saudite in fila ai seggi. Soltanto allora si potrà davvero parlare di svolta, cambiamento, rivoluzione, in un paese dove le donne sono ancora tra le più discriminate al mondo. Si potrà infine intravedere uno spiraglio affinché realtà come quella dell&#8217;Arabia Saudita possano aprirsi ai diritti, alla dignità e ad una non più utopica parità.</p>
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		<title>TEHRAN, VA A RUBA DVD CON LEZIONI DI SESSO PER COPPIE</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 20:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri Venduto rigorosamente nelle farmacie, ma reperibile anche in mercatini e videoteche, il dvd sull&#8217;educazione sessuale dal titolo &#8220;Amato compagno&#8221; ed approdato per le vie di Tehran sembrerebbe già essere andato a ruba. Il filmato-documentario, ideato per essere una guida alla salute sessuale e coniugale, costituirebbe una novità importante in un paese dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Sabrina Ferri</strong></p>
<p>Venduto rigorosamente nelle farmacie, ma reperibile anche in mercatini e videoteche, il dvd sull&#8217;educazione sessuale dal titolo &#8220;Amato compagno&#8221; ed approdato per le vie di Tehran sembrerebbe già essere andato a ruba. Il filmato-documentario, ideato per essere una guida alla salute sessuale e coniugale, costituirebbe una novità importante in un paese dove il sesso è tabù e la donna è ancora costretta a muoversi sotto il fardello dello chador.</p>
<p>Eppure  il video destinato inequivocabilmente ad un pubblico adulto, pur con i suoi espliciti riferimenti al come ottenere un rapporto sessuale soddisfacente, riprodurrebbe immagini tutt&#8217;altro che scabrose e che, anzi, agli occhi di noi occidentali potrebbero addirittura far sorridere.</p>
<p>Fiori che danzando vorticosamente e si intrecciano simulando un rapporto sessuale completo appaiono dinanzi allo schermo accompagnati dalle noti inconfondibili del &#8220;Così parlò Zarathustra&#8221; di Strauss, già colonna del celebre film &#8220;2001 Odissea nello spazio&#8221;. E poi ecco apparire milioni di spermatozoi in viaggio verso l&#8217;ovulo, la fecondazione, il feto, la nascita. Una pellicola che sembrerebbe ricordare quasi un cartone animato, ma che con maestria sarebbe riuscita a spiegare la sessualità in chiave semplice ed armonica.</p>
<p>Il tutto, stando a quanto riportato nel sito dell&#8217;<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/09/13/visualizza_new.html_703974386.html">Ansa</a>, a fronte dell&#8217;alto numero di divorzi che si sta registrando in Iran e che, proprio negli ultimi decenni, avrebbe subito una grave impennata.</p>
<p>Ad acquistare il dvd, però, sarebbero non soltanto le giovani coppie in crisi, ma target letteralmente diversificati tra loro. Uomini e donne semplicemente curiosi di apprendere un nuovo approccio alla sessualità e di vedere svelato quell&#8217;universo che, forse, per troppo tempo, è stato loro occultato.</p>
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		<title>ARRIVA IL GAME SHOW CON I CLANDESTINI. MA IN OLANDA E&#8217; GIA&#8217; POLEMICA</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 12:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ferri1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[game show]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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		<description><![CDATA[di Sabrina Ferri Si chiama &#8220;Weg van Nederland&#8221; ed apparentemente potrebbe sembrare un normalissimo game show con i suoi quiz a premi e concorrenti velleitari di trionfo. Peccato, però, che &#8220;Fuori dall&#8217;Olanda&#8221;, questo il nome tradotto, partito sul network &#8220;Vpro&#8221;, sia tutt&#8217;altro che un comune gioco a quiz. Secondo quanto riportato nel sito Tg Com [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14930" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.theworld.org_.jpg"><img class="size-full wp-image-14930" title="www.theworld.org" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.theworld.org_.jpg" alt="" width="300" height="223" /></a><p class="wp-caption-text">www.theworld.org/</p></div>
<p><strong>di Sabrina Ferri</strong></p>
<p>Si chiama &#8220;<strong>Weg van Nederland</strong><strong>&#8221; </strong>ed apparentemente potrebbe sembrare un normalissimo game show con i suoi quiz a premi e concorrenti velleitari di trionfo. Peccato, però, che &#8220;Fuori dall&#8217;Olanda&#8221;, questo il nome tradotto, partito sul network &#8220;Vpro&#8221;, sia tutt&#8217;altro che un comune gioco a quiz.</p>
<p>Secondo quanto riportato nel sito <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/articoli/1020571/quiz-a-premi-per-i-clandestini-olanda-shock.shtml">Tg Com</a> a sfidarsi a colpi di domande sulla storia e sulla cultura dell&#8217;Olanda sarebbero, infatti, immigrati ai quali è stato negato il permesso di soggiorno e prossimi all&#8217;espulsione. Espulsione che, però, potrebbe tradursi in un ritorno a casa ben diverso da quello immaginato da qualsiasi altro clandestino.</p>
<p>Non la paura, non la sofferenza, non la povertà. A solcare il volto del vincitore di &#8220;Weg Van Nederland&#8221; potrebbero esserci speranza, gioia, voglia di ricominciare. Perchè i 4000 euro che il programma ha stabilito come primo premio dovrebbero servire proprio a questo: dare la possibilità di costruire una nuova vita nel paese d&#8217;origine.</p>
<p>Ma per i critici, come lanciato dal sito del <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_settembre_04/tortora-clandestini-game-show_520220dc-d731-11e0-8117-f5a7da88e267.shtml">Corriere</a>, i clandestini sarebbero soltanto le vittime di un game show capace di speculare sulle loro vite e tragedie, un gioco a più riprese definito cinico.</p>
<p>Non così per gli autori del programma che, invece, avrebbero parlato di un &#8220;evento sarcastico capace di offrire un&#8217;ottima opportunità&#8221;. Per la prima volta i clandestini apparirebbero non come protagonisti di storie tragiche ma come uomini e donne &#8220;perfettamente integrati nella società olandese&#8221;.</p>
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