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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; Pietro Falco</title>
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		<title>AIAPP: IL PAESAGGIO CHE UNISCE, UNO STRUMENTO PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 20:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Falco</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[frecciarossa]]></category>
		<category><![CDATA[ministero del turismo]]></category>
		<category><![CDATA[ministero dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Falco Il viaggio dell&#8217;On. Peppone verso Roma cominciava proprio con lo sguardo fuori dal finestrino di un treno sulla Bassa Padana e durava solo il tempo di una fermata, a Boretto, dove Don Camillo/Fernandel lo convinceva a tornare dalla sua gente, in bici, verso Brescello tra i campi coltivati. In quell&#8217;ultima sequenza ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15287" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.ordinearchitetti.fi_.it_.jpg"><img class="size-medium wp-image-15287" title="www.ordinearchitetti.fi.it" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/www.ordinearchitetti.fi_.it_-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">www.ordinearchitetti.fi.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Pietro Falco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio dell&#8217;On. Peppone verso Roma cominciava proprio con lo sguardo fuori dal finestrino di un treno sulla Bassa Padana e durava solo il tempo di una fermata, a Boretto, dove Don Camillo/Fernandel lo convinceva a tornare dalla sua gente,  in bici, verso Brescello tra i campi coltivati. In quell&#8217;ultima sequenza ma del resto in tutta la saga del Guareschi, il paesaggio, rurale o urbano che fa da sfondo ai battibecchi di Sindaco e curato è in assoluto il terzo protagonista, silenzioso e discreto ma con una valenza tangibile, riscontrabile nell&#8217;interazione con l&#8217;uomo e il rispetto che l&#8217;uomo gli riservava.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il mio viaggio con tre degli autori de &#8220;<strong>Architettura del paesaggio in Italia</strong>&#8221; è durato solo il tempo di  una fermata, un viaggio ad alta velocità ospitati da <a href="http://www.emotiongroup.it/emotion/il-paesaggio-che-unisce/">Freccia Rossa</a>. La tratta Bologna/Firenze è stata sufficiente per comprendere le motivazioni che hanno spinto a quest&#8217;opera collettiva ed il perché si sia scelto un modo originale per presentarla.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.emotiongroup.it/emotion/il-paesaggio-che-unisce/">Il Passaggio che unisce</a> è il nome scelto per quest&#8217;evento itinerante da Milano a Napoli, voluto dai soci <a href="http://www.aiapp.net/">AIAPP</a> nell&#8217;anno del centenario della nascita di Pietro Porcinai, il più grande paesaggista italiano del &#8217;900 nonché occasione per la presentazione del volume fotografico e descrittivo che ha impegnato ben 300 autori contemporaneamente, architetti del paesaggio e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Esperti ma non solo appunto, perché l&#8217;impressione avuta durante la chiacchierata sulle poltrone del treno è stata quella d&#8217;esser di fronte ad un gruppo di persone che mescolano la propria professione alla passione per il territorio e di tutti i suoi aspetti.</p>
<p style="text-align: justify;">La discussione è partita con la provocazione per la scelta di un mezzo che in questi giorni è al centro di una querelle violenta: l&#8217;alta velocità. L&#8217;obiezione mossa era su come potessero intrecciarsi le riflessioni sui paesaggi italiani percorrendoli a bordo di un&#8217;infrastruttura fortemente impattante come appunto l&#8217;alta velocità ed è proprio da questo spunto che è arrivata la svolta per comprendere il messaggio, aggiungerei in nuce, che gli autori hanno intenzione di divulgare: il territorio ed il paesaggio vengono spesso percepiti come elementi da conservare ad ogni costo senza tener presente come l&#8217;uomo sia intervenuto, spesso in bene, trasformandoli ed adattandoli alle proprie esigenze; senza dubbio dagli argini dei campi alla cementificazione delle coste c&#8217;è un abisso ma con gli strumenti culturali di cui disponiamo e le tecnologie in materia di sostenibilità ci sono tutte le basi per poter invertire le dinamiche che hanno preso piede negli ultimi tempi sui due fronti contrapposti: spazi urbani guardati solo in ottica di sviluppo edilizio e quello contrario del <em>no</em> a tutto e a tutti i costi.</p>
<p style="text-align: justify;">I soci AIAPP hanno messo  in campo la loro professionalità reinventandosi per l&#8217;occasione anche fotografi, loro le immagini loro le descrizioni loro la volontà di imbarcarsi in un progetto certamente difficile ma non impossibile, supportati da una voglia comune di condividere passione e saperi che sicuramente darà una mano anche ad un profano come chi scrive di interpretare come soggetto agente ciò che ci circonda e non soltanto contemplarlo passivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">La sfida dunque è lanciata e si spera che il <a href="http://www.minambiente.it/home_it/index.html?lang=it">Ministero dell&#8217;Ambiente</a> e il <a href="http://www.italia.it/it/home.html">Ministero del Turismo</a> oltre al patrocinio della manifestazione scendano fattivamente al fianco dell&#8217;associazione ma anche, a questo punto, della popolazione italiana.</p>
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		<title>MANOVRA. LA CAMERA APPROVA IL TESTO DEFINITIVO MA NON MANCANO LE POLEMICHE</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Falco</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[manovra ferragosto]]></category>
		<category><![CDATA[Marcegaglia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Falco La settimana decisiva per il “what’s after?” italiano è appena cominciata con il voto della Camera sulla Manovra di Ferragosto, una maggioranza risicata ha approvato il maxiemendamento profondamente stravolto che porta in dote circa 54 miliardi di euro per raggiungere nel 2013 la dead line del pareggio di bilancio. Com’era prevedibile le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Pietro Falco</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La settimana decisiva per il “what’s after?” italiano è appena cominciata con il voto della Camera sulla Manovra di Ferragosto,  una maggioranza risicata ha approvato il maxiemendamento profondamente  stravolto che porta in dote circa 54 miliardi di euro per raggiungere  nel 2013 la dead line del pareggio di bilancio.<br />
Com’era  prevedibile le nuove misure sono figlie di un calcolo politico  fortemente sbilanciato sulla conservazione dello status quo elettorale  (Berlusconi stesso scartò la patrimoniale considerandola una maniera per  metter le mani in tasca al suo elettorato) e le critiche seppur non in  questa direzione, si sono alzate immediatamente, sia dai seggi  parlamentari di Pd, IdV, FlI e tutto il fronte del no alla fiducia, sia  dalla presidente Confindustria Marcegaglia “ è una manovra tutte tasse e  non strutturale. Depressiva”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  Parlamento ha dato il via libera ad una serie di misure incentrate su  entrate e tagli, si parte dalla voce più consistente l’ aumento Iva di  un punto percentuale che avrà effetti già dal week end spostando al  rialzo i prezzi di beni di uso comune come carburanti detersivi ed  alimenti andando così a gravare sulle famiglie.<br />
Ancora, nel capitolo entrate, il contributo di solidarietà rimaneggiato  e corretto: se in un primo momento interessava i contribuenti Irpef con  redditi da 90 mila e 150 mila euro, con due aliquote differenti, ora  andranno a versare questo balzello solo i redditi superiori ai 300 mila  euro con un’aliquota del 3%.<br />
Sempre  in ambito Irpef via libera a Comuni e Regioni per l’innalzamento  dell’imposta fino al 1,4%, la direzione intrapresa è volta a ridurre il  taglio agli enti locali che con la prima bozza di manovra erano ancor  più penalizzati (i sindaci sono ugualmente scesi in piazza a protestare  contro una riduzione di circa 7 miliardi di euro di finaziamenti senza i  quali dichiarano, non ci sarà margine per i servizi essenziali); il  cuscinetto per gli enti locali però arriva anche da una quota della Robin Hood tax che passa da un’ addizionale Ires per le imprese energetiche di 6,5% al 10,5%.</p>
<p style="text-align: justify;">Analizzando  le altre voci del testo si passa dalla tassazione del 2% sui  trasferimenti di danaro all’estero (molto colpiti saranno gli immigrati)   il cosiddetto bollo money transfer, alla tracciabilità del contante ( scende a 2.500 euro la soglia per i pagamenti con liquidi).<br />
I controlli sull’evasione  saranno più serrati, i Comuni saranno in prima fila nella lotta  trattenendo il 100% degli incassi derivati dalle sanzioni e l’Agenzia  delle Entrate potrà mettere sotto controllo conti correnti e  movimentazioni bancarie, società di comodo ed i beni in uso a soci e  familiari.<br />
Anche  le pensioni, il fortino che il Carroccio voleva difendere, verranno  toccate, è previsto  l’innalzamento del limite d’età a 65 anni per le  donne del settore privato adeguandolo così  alle lavoratrici del  pubblico e scatterà dal 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane fuori dal testo l’ abolizione delle Province,  i tagli invece riguarderanno i Ministeri per circa 6 miliardi e le  indennità dei parlamentari che percepiscono ulteriore reddito dalla  propria professione.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei punti cruciali rimane quello delle contrattazioni nazionali ,  le imprese potranno stipulare accordi con i sindacati di riferimento in  deroga ai contratti nazionali in materia di licenziamento ed è su  questo fronte che si riallacciano i rapporti tra Cgil e Cisl, pronti a  discutere ad un tavolo comune il da farsi. Sarà forse stata la massiccia  presenza dei lavoratori Cisl al corteo del 6 Settembre ad ammorbidire  la linea di Bonanni? Per ora l’appello a non toccare l’art. 18 dovrebbe  rimanere una priorità condivisa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad  esser contenti in questa seconda metà di Settembre sono davvero in  pochi, si moltiplicano le manifestazioni di dissenso e cresce l’adesione  alla mobilitazione del <a href="https://www.facebook.com/15OTTOBRE">15 ottobre</a> organizzata dagli indignati italiani. Gli imperativi dovrebbero essere  altri, come una vera stagione di riforme e non l’ abolizione di feste  patronali o il taglio degli aiuti alle cooperative, piccoli rifugi per  giovani in cerca di stabilità e indipendenza.</p>
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		<title>L&#8217;EUROPA PREME SULL&#8217;ITALIA E CHIEDE L&#8217;APPROVAZIONE IN TEMPI RAPIDI DELLA MANOVRA ECONOMICA.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 11:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro Falco</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[manovra economica]]></category>

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		<description><![CDATA[di Pietro Falco Ci sono voluti il Quirinale, la Bce, lo spread tra i nostri titoli di Stato decennali e i Bund tedeschi che si allarga sempre più, la Grecia non ancora a riparo dal default e le borse in calo ad ogni levar del sole per ottenere una repentina manovra finanziaria che risanasse la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15012" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/crisi.jpg"><img class="size-medium wp-image-15012" title="crisi" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/crisi-300x151.jpg" alt="" width="300" height="151" /></a><p class="wp-caption-text">fonte: tradingonlinefree.it</p></div>
<p>di Pietro Falco</p>
<p>Ci  sono voluti il Quirinale, la Bce, lo spread tra i nostri titoli di  Stato decennali e i Bund tedeschi che si allarga sempre più, la Grecia  non ancora a riparo dal default e le borse in calo ad ogni levar del  sole per ottenere una repentina manovra finanziaria che risanasse la  situazione italiana, il problema è che forse non s’era ancora capito  dov’ era necessaria la velocità, se nell’ approvazione della manovra o  nei suoi capovolgimenti e stravolgimenti durati ben due mesi.<br />
Il  governo ha scelto la seconda opzione e questo è il sesto capitolo della  saga dei conti italiani; probabilmente mercoledì passerà alla Camera il  testo definitivo con quella meta che il Ministro dell’Economia  auspicava al G7 economico di Marsiglia: il pareggio di bilancio;  all’autunno invece sarà rimandato il processo relativo alla crescita,  per ora assente.<br />
La  commissione Bilancio della Camera ha dato il suo ok senza cambiamenti  alla manovra e questo fa pensare che si è vicini all’ approvazione  finale, finalmente scremata da tutti quei disegni di legge ed  emendamenti un po’ <em>naïf</em> come l’accorpamento delle festività alle  domeniche; nel quadro invece dei tagli alla spesa pubblica rimane  l’abolizione, o meglio l’accorpamento per le funzioni amministrative,  dei Comuni sotto i mille abitanti che sostanzialmente prevede un  risparmio complessivo irrisorio rispetto a quanto serve all’Italia per  uscire dalla crisi, ottenibile piuttosto con il serio dimezzamento del  numero dei parlamentari, un disegno di legge per ora passato solo da  Palazzo Chigi ma con un iter avanti a sé macchinoso e lungo.<br />
Il  Tremonti/Guzzanti alle prese coi pallottolieri e le slot machine è  forse l’immagine più azzeccata per descrivere l’impressione che si ha  oggi mentre si scorrono in rassegna tutte le proposte saltate fuori da  agosto e poi accantonate.</p>
<p>L’Italia  è da tempo una banderuola alla mercè dei mercati internazionali,  da un  lato i detentori del nostro debito pubblico affamati di garanzie sul  futuro e dall’altro l’Europa che ha già fatto sapere che i provvedimenti  potrebbero non bastare se dovessero sorgere problemi nei ritocchi alla  spesa, in poche parole il messaggio è agire subito e senza  tentennamenti.<br />
Le  inquietudini dei mercati internazionali si possono percepire anche  dall’allerta di Francia e Germania per la situazione greca e di tutta  l’eurozona, la volontà è quella di contenere i possibili crack di Spagna  e Italia come anche Obama ha tenuto a precisare nelle ultime ore; un  richiamo di spessore quello della Casa Bianca, complice forse anche  l’interesse di Pechino nell’acquisto di quote<a href="http://www.eni.com/it_IT/home.html"> Eni</a>,  maggior competitor della Cina in Africa che sposterebbe ancora per una  volta l’asticella dell’economia mondiale verso il paese del dragone. Una  preoccupazione in più per gli Usa sulla via delle elezioni  presidenziali.</p>
<p>Il  carattere globale che sta assumendo la vicenda economica italiana  soffre purtroppo degli intrecci con le vicende giudiziarie del Premier,  di una maggioranza che non trova la quadra attorno alle pensioni e della  conseguente percezione d’instabilità che stiamo offrendo alla vetrina  internazionale. A condire tuttoci si mette anche la spinta critica dei  frondisti capitanati da Beppe Pisanu, ex ministro e fondatore di Forza  Italia, secondo il quale Berlusconi dovrà fare quanto prima un passo  indietro lasciando il campo ad un governo dalle larghe intese, l’unico  strumento attualmente spendibile contro la crisi.<br />
Tremonti, per continuare con la metafora automobilistica che tanto piace al superministro, pare essere ancora al volante tuttavia c’è da sperare che dopo aver fatto “benzina” e “tagliando” a qualcuno non venga in mente di farci l’alcool test visti tutti questi cambi di direzione.</p>
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