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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; demilito1</title>
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		<title>ROMA. TORNANO I DRAGHI RIBELLI, BYE BYE GOVERNATORE</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 18:59:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>demilito1</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Pierfrancesco Demilito I “draghi ribelli” tornano in piazza e dopo gli incidenti dello scorso 15 ottobre a San Giovanni cercano di rianimare il movimento uscito ferito dall’ultima grande manifestazione. Domani, 26 ottobre, hanno deciso di sfidare i divieti di Alemanno e si ritroveranno in Piazza della Cancelleria, nel pieno centro di Roma, per salutare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Pierfrancesco Demilito</p>
<p style="text-align: justify;">I “draghi ribelli” tornano in piazza e dopo gli incidenti dello scorso 15 ottobre a San Giovanni cercano di rianimare il movimento uscito ferito dall’ultima grande manifestazione. Domani, 26 ottobre, hanno deciso di sfidare i divieti di Alemanno e si ritroveranno in Piazza della Cancelleria, nel pieno centro di Roma, per salutare Mario Draghi. Il Governatore di Bankitalia, infatti, domani terrà il suo ultimo discorso, prima di diventare Presidente della BCE, presso la sede dell’Acri (Associazione di fondazioni e di casse di risparmio).</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme a Draghi ci saranno il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e il Presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari. Quale occasione migliore per i “draghi ribelli” per tornare in piazza?</p>
<p style="text-align: justify;">Come scrivono sul loro sito, ora cercano un modo per “moltiplicare l’occupazione di spazi fisici e comunicativi”, vogliono tornare a capire “come lottare insieme per rendere permanente il movimento che non vuole pagare la crisi e il debito”.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa occasione presenteranno una lettera al prossimo presidente della BCE “per spiegare meglio, perché se il governatore sostiene che abbiamo ragione, forse non ci ha ascoltato bene”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Save school not banks” si leggeva su uno striscione degli studenti qualche giorno fa e il messaggio domani resterà lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">I ribelli, con questa iniziativa lanciata su internet e intitolata “Bye Bye Draghi #risparmiateci l’austerity! #risparmiateci i tagli!”, vogliono respingere, come avevano già cercato di fare durante l’occupazione di quattro giorni della scalinata del Palazzo delle Esposizioni, un debito causato dalla grande finanza che ora rischia di ricadere sulle spalle di cittadini e lavoratori sotto forma di tagli e misure di austerità.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme agli studenti, mercoledì scenderanno in piazza precari e artisti del Teatro Valle e del Cinema Palazzo; le loro richieste continuano a intrecciarsi e il loro legame risulta sempre più saldo. Insieme si candidano ad essere i veri protagonisti di questo autunno caldo.</p>
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		<title>Roma, il giorno dopo la violenza. Chi ha vinto e chi ha perso</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 16:31:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Pierfrancesco Demilito Chi è arrivato ieri a Piazzale Aldo Moro, a mezzogiorno, ha avuto subito l’impressione di partecipare ad una grandissima manifestazione, in una meravigliosa giornata di sole. Una grande partecipazione, tanto colore, tanto entusiasmo. Una volta arrivati a Piazza della Repubblica tutte le aspettative sono state confermate. Un muro immenso di persone, centinaia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Pierfrancesco Demilito</p>
<p style="text-align: justify;">Chi è arrivato ieri a Piazzale Aldo Moro, a mezzogiorno, ha avuto subito l’impressione di partecipare ad una grandissima manifestazione, in una meravigliosa giornata di sole. Una grande partecipazione, tanto colore, tanto entusiasmo. Una volta arrivati a Piazza della Repubblica tutte le aspettative sono state confermate. Un muro immenso di persone, centinaia di movimenti che si incontravano in una piazza tanto arrabbiata quanto festante. Chi ha preso parte allo spezzone degli studenti, degli artisti del teatro Valle e dell’ex cinema Palazzo, dei tanti movimenti nati intorno all’iniziativa del 15 ottobre, per poter vedere le scene di violenza avvenute durante il corteo di sabato ha dovuto attendere di rientrare a casa e accendere il televisore. Chi ha partecipato a quella parte del corteo ha dovuto intervallare le danze, animate dai carri che sparavano musica a tutto volume, con le telefonate preoccupate di chi da casa assisteva al racconto televisivo del corteo.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno marciato pacificamente fino a notte. Hanno attraversato quei quartieri che qualche ora prima erano stato teatro delle violenze, ricevendo gli applausi degli abitanti e hanno terminato il loro corteo lì dove era iniziato, a Piazzale Aldo Moro.</p>
<p style="text-align: justify;">A mente fredda e con le immagini di quanto avvenuto a Piazza San Giovanni ancora negli occhi, cerchiamo di tirare le somme di questa giornata di mobilitazione. Chi ha vinto e chi ha perso ieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno perso le forze dell’ordine che nella gestione dell’ordine pubblico hanno commesso degli errori evidenti. Troppo tempo è passato prima che la questura deviasse il corteo verso Circo Massimo e persino quando il corteo ha cambiato tragitto nessuno ha impedito ad altri manifestanti di proseguire verso Piazza San Giovanni. Questo errore ha fatto sì che molti manifestanti pacifici si trovassero nel cuore delle violenze e complicato non poco l’isolamento dei violenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno perso gli organizzatori del corteo che, dovendo far convivere numerose anime, hanno lasciato il corteo ad una sorta di autogestione. Si è sentita forte l’assenza di un servizio d’ordine che garantisse la sicurezza dei manifestanti e assicurasse lo svolgimento del corteo. Quando la polizia ha tentennato continuando a consentire ai manifestanti di raggiungere San Giovanni nonostante gli scontri, gli stessi manifestanti avrebbero dovuto chiudere l’accesso a via Labicana.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno vinto gli universitari, gli studenti medi, gli artisti del Teatro Valle e dell’ex Cinema Palazzo, i precari e gli attivisti che nonostante le violenze non sono tornati a casa e hanno continuato a sfilare pacificamente nella Capitale. Hanno vinto, anche se nei telegiornali del giorno dopo di loro non c’è traccia.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno perso quei telegiornali (tutti) che non hanno raccontato questa parte di manifestazione. Il Tg3 in un servizio dell’edizione di domenica alle 14:20, facendo la cronaca della giornata dice: “il corteo pacifico, una volta spezzato in due, è di fatto cancellato”. Non una parola, non un’immagine per quelle migliaia di persone che hanno continuato il corteo. Hanno perso perché si è mancata l’occasione di raccontare una bella storia, gli applausi dei residenti del quartiere San Giovanni alla loro sfilata, i draghi ribelli che senza violenza strappano ai violenti quelle strade. E hanno perso perché quei manifestanti tornando a casa avranno una legittima repulsione verso tutti i mezzi d’informazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Hanno perso tutti quegli opinionisti e quei giornalisti televisivi e della carta stampata che hanno detto e scritto che i violenti hanno rubato la scena al movimento. In realtà a scippare la parola al movimento sono stati proprio questi opinionisti e questi giornalisti che volutamente hanno deciso di dedicare tutto il loro spazio e il loro tempo al racconto della violenza (il sensazionalismo, si sa, paga di più dell’analisi), evitando i temi importanti lanciati dalla manifestazione del 15 ottobre. La tassazione delle rendite finanziarie, delle transazioni e dei patrimoni immobiliari e mobiliari, ad esempio, che è una delle proposte contenute nella lettera consegnata durante la scorsa settimana al Quirinale dai manifestanti. O la cancellazione di un debito causato dalla grande finanza che ora ricade sulle spalle dei cittadini, argomento ampiamente discusso durante le assemblee di Via Nazionale, in occasione dell’occupazione delle scalinate del palazzo delle Esposizioni di qualche giorno fa. Che si sia d’accordo o meno con queste proposte sarebbe il caso di parlarne, di discuterne anche in tv o sui giornali. E’ troppo comodo dire non possiamo parlarne perché ci sono stati cinquecento violenti che hanno rovinato tutto. Se ne parli nonostante quegli imbecilli, altrimenti alla fine a vincere saranno cinquecento violenti, ma con la collusione della maggior parte dei mezzi d’informazione.</p>
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		<title>Roma, tende al Palazzo delle Esposizioni. E&#8217; iniziata la protesta dei &#8220;draghi ribelli&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 12:13:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Pierfrancesco Demilito E’ iniziata con le manganellate di Bologna e si è conclusa con le tende piantate sulla scalinata del Palazzo delle Esposizioni a Roma la giornata di protesta contro la Banca d’Italia indetta dal movimento dei “draghi ribelli” per il 12 ottobre. I primi a scendere in piazza nella giornata di ieri sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Pierfrancesco Demilito</p>
<p style="text-align: justify;">E’ iniziata con le manganellate di Bologna e si è conclusa con le tende piantate sulla scalinata del Palazzo delle Esposizioni a Roma la giornata di protesta contro la Banca d’Italia indetta dal movimento dei “draghi ribelli” per il 12 ottobre.</p>
<p style="text-align: justify;">I primi a scendere in piazza nella giornata di ieri sono stati gli attivisti bolognesi. Si sono radunati intorno alle 11:00 di fronte al palazzo della Banca d’Italia, circondato da un cordone delle forze dell’ordine. Nonostante l’ingente dispiegamento di polizia, i manifestanti hanno cercato ugualmente di entrare nell’edificio e le forze dell’ordine hanno risposto con una carica. Successivamente gli attivisti si sono diretti in corteo verso il centro storico e durante il tragitto hanno dato vita ad una breve occupazione dell&#8217;Ufficio Pignoramenti del Tribunale.</p>
<p style="text-align: justify;">A Roma, invece, in più di mille si sono radunati su via Nazionale con l’intenzione di consegnare al Presidente Napolitano una lettera che rappresenti una sorta di risposta alla missiva indirizzata dalla BCE all’esecutivo italiano. Le forze dell’ordine hanno sbarrato la strada con i cellulari all’altezza del Palazzo delle Esposizioni e i “draghi ribelli” della Capitale hanno dato vita ad un sit-pacifico. In serata, tre ragazzi della Sapienza hanno consegnato personalmente la lettera al Quirinale e intorno alle 20 dal megafono è arrivato l’annuncio: “Abbiamo deciso che da qui non andremo via, resteremo fino alla manifestazione del 15 ottobre e anche oltre”. Così si è iniziato a montare le tende mentre si attendeva la musica di Elio Germano e della sua band, le Bestie rare.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo poche ore è iniziata una trattativa con la Questura di Roma che ha cercato di convincere i manifestanti ad abbandonare spontaneamente la strada, consentendo la riapertura del traffico su Via Nazionale. A mezzanotte, però, nei pressi di Palazzo Koch c’erano ancora trecento attivisti e una quindicina di tende e nessuno sembrava avere intenzione di liberare l’importante arteria della Capitale. Le forze dell’ordine, allora, hanno chiuso con i blindati sia via Nazionale che via Milano, circondando letteralmente i manifestanti. Ma neanche questo accerchiamento ha scoraggiato gli attivisti che hanno deciso di rispondere con una resistenza passiva. Dopo circa mezz’ora i poliziotti hanno dunque deciso di liberare la carreggiata spostando di peso gli attivisti, uno a uno, sulla scalinata del Palazzo delle Esposizioni, dove hanno passato tutta la notte.</p>
<p style="text-align: justify;">E quella appena trascorsa, nelle intenzioni dei draghi ribelli, non sarà l’unica notte in via Nazionale: la volontà è quella di rimanere in piazza fino al corteo del 15 ottobre, anzi, di proseguire l’occupazione anche dopo la grande manifestazione di sabato.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto, per la giornata di oggi sono previste assemblee, conferenze stampa, un workshop sui social media e in serata musica e spettacoli improvvisati da alcuni artisti che arriveranno sulla scalinata del Palazzo delle Esposizioni per portare la loro solidarietà ai manifestanti.</p>
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		<title>&#8220;DRAGHI RIBELLI&#8221; CONTRO BANCA D&#8217;ITALIA. IL 12 OTTOBRE INIZIA LA MOBILITAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 13:26:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Pierfrancesco Demilito Studenti, precari, attivisti, artisti, cittadini, sono loro i &#8220;draghi ribelli&#8221;, un movimento nato nelle assemblee degli ultimi mesi e che si appresta a diventare il protagonista di questo nuovo autunno caldo italiano. Ieri cercarono di ottenere il ritiro della legge 133 e oggi hanno un obiettivo più grande: “mettere in discussione il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Pierfrancesco Demilito</p>
<p style="text-align: justify;">Studenti, precari, attivisti, artisti, cittadini, sono loro i &#8220;draghi ribelli&#8221;, un movimento nato nelle assemblee degli ultimi mesi e che si appresta a diventare il protagonista di questo nuovo autunno caldo italiano. Ieri cercarono di ottenere il ritiro della legge 133 e oggi hanno un obiettivo più grande: “mettere in discussione il ricatto del debito, far emergere l’urgenza della redistribuzione delle ricchezze – scrivono in un loro comunicato – per difendere i diritti di chi lavora e per un nuovo welfare universale che contrasti la precarietà e l’intermittenza di reddito”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo 15 ottobre scenderanno in piazza, insieme ai giovani di tutta Europa, contro le politiche di austerità imposte dalla Banca Centrale Europea, ma in Italia le manifestazioni inizieranno qualche giorno prima. Mercoledì 12 ottobre si sono dati appuntamento  a Palazzo Koch, sede della Banca d&#8217;Italia, considerata dagli attivisti una dei responsabili dell’attacco allo stato sociale, al welfare e ai diritti. Da qui l&#8217;idea di lanciare sul web l&#8217;iniziativa <a href="http://occupiamobankitalia.wordpress.com/">occupiamobankitalia</a> e la scelta della data non è casuale. Il 12 ottobre, infatti, nel palazzo di Via Nazionale a Roma, si terrà il convegno internazionale “L’Italia e l’economia mondiale, 1861-2011”, incontro al quale parteciperà oltre al Governatore della Banca d’Italia (futuro Presidente della BCE) Mario Draghi, anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E proprio al Presidente Napolitano, che in passato aveva dimostrato una certa comprensione nei confronti del movimento studentesco ricevendo alcuni rappresentati dell&#8217;Onda, i &#8220;draghi ribelli&#8221; intendono consegnare una lettera aperta che rappresenti una sorta di risposta alle  &#8220;raccomandazioni riservate&#8221; inviate nelle scorse settimane all&#8217;esecutivo italiano dalla Banca Centrale Europea. I “draghi ribelli” chiedono a Napolitano di dare una risposta alla “domanda diffusa di un nuovo sistema di garanzie che non metta le generazioni l’una contro l’altra” e propongono di uscire dalla crisi attraverso “la tassazione delle rendite fiscale, delle transazioni e dei patrimoni immobiliari e mobiliari”.</p>
<p style="text-align: justify;">E quella del 12 potrebbe essere una giornata molto lunga che probabilmente si prolungherà fino al prossimo 15 ottobre. I manifestanti vogliono far partire, proprio da Palazzo Koch, una protesta prolungata. Come dichiarano gli stessi organizzatori, vuole avere “formule modulabili”, vuole insinuarsi dove non è attesa, esplorare strade inedite che coinvolgano sempre più persone con il passare dei giorni,  vuole essere stanziale e mobile.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è escluso dunque che tanto il 12 quanto il 15 ottobre le manifestazioni possano concludersi con l&#8217;occupazione di più di una delle piazze romane, magari nel centro della Capitale e a pochi passi dai palazzi del potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabato 15 a Roma arriveranno da tutta l&#8217;Italia, e anche nelle altre città italiane la mobilitazione inizierà qualche giorno prima. Sit in e azioni presso le sedi della Banca d&#8217;Italia sono programmati, sempre per mercoledì 12, oltre che nella Capitale, anche a Napoli e a Bologna. Lo stesso giorno nel capoluogo emiliano, inoltre, si terrà presso la facoltà di Scienze Politiche un’assemblea di preparazione alla giornata del 15 ottobre. Il 13 ottobre invece, è programmato un laboratorio su wellfare e beni comuni e il 14 sarà proiettato il film-documentario  “Debitocrazia”.</p>
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		<title>GOOD NEWS IS NEWS, TARANTO RIPULITA DAI RAGAZZI</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 18:43:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Pierfrancesco Demilito “Good news is no news”. A questo paradigma sembrano rifarsi molti dei media nazionali e locali, ma oggi MEDIAPOLITIKA vuole raccontare una buona notizia. Vuole raccontare l’iniziativa di alcuni ragazzi tarantini, che convinti che oltre le denunce servano i fatti, si sono armati di ramazze, rastrelli e buona volontà e hanno iniziato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Pierfrancesco Demilito</p>
<p style="text-align: justify;">“Good news is no news”. A questo paradigma sembrano rifarsi molti dei media nazionali e locali, ma oggi MEDIAPOLITIKA vuole raccontare una buona notizia. Vuole raccontare l’iniziativa di alcuni ragazzi tarantini, che convinti che oltre le denunce servano i fatti, si sono armati di ramazze, rastrelli e buona volontà e hanno iniziato a ripulire alcune delle piazze degradate del capoluogo ionico.</p>
<p style="text-align: justify;">Per descrivere correttamente questa iniziativa dobbiamo tornare un po’ indietro nel tempo. A Taranto, infatti, non è la prima volta che dei giovani decidono di impegnarsi in prima persona per risollevare le sorti della città. Nell’estate dello scorso anno i ragazzi del centro sociale “Clororosso”, denunciando l’assenza di un cartellone estivo organizzato dal Comune, decisero di andare oltre la denuncia e coinvolgendo un considerevole numero di associazioni e artisti riuscirono a organizzare numerosi eventi, rendendo più piacevole l’estate dei tarantini rimasti in città.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’estate invece, gli stessi ragazzi hanno deciso di rianimare alcune piazze cittadine e dopo averle ripulite le hanno rese teatri di cene e serate. Un modo nuovo per restituire alla città e ai cittadini uno spazio pubblico degradato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa esperienza è nata “Ammazza che piazza”, ovvero gruppi di under 30 che dedicano i loro pomeriggi alla pulizia di alcuni angoli della città. L’iniziativa è nata in sordina ma <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CxAapjwNvAM">un video postato su youtube</a> l’ha trasformata in un fenomeno che poco a poco ha infettato la città. Attualmente la pagina su Facebook di <a href="http://www.facebook.com/groups/147819355308959/">“Amazza che piazza”</a> conta circa duemila iscritti e sul social network i ragazzi si danno appuntamento, scelgono le nuove piazze da recuperare, pubblicano le foto delle loro iniziative, ricevono complimenti e incoraggiamenti. Ma questi giovani non si fermano alla pulizia, così le piazze vengono decorate con murales che chiedono il rispetto della città, tanto della sua storia quanto del suo presente. Nelle aiuole ripulite, vengono installati dei cartelli che chiedono ai cittadini di mantenere pulito quello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">E così nella città più inquinata e inquinante d’Italia e d’Europa è nato un nuovo attivismo. Un attivismo spontaneo e disposto letteralmente a sporcarsi le mani. Speriamo che questa buona pratica varchi i confini cittadini. Perché le denunce servono, ma i fatti spesso sono più utili.</p>
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