<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; damico1</title>
	<atom:link href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/author/damico1/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 12 Nov 2011 07:45:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>DA ALEMANNO A LOTITO: TUTTI CE L’HANNO CON REPUBBLICA</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15661</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15661#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 19:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[glocal]]></category>
		<category><![CDATA[abbate]]></category>
		<category><![CDATA[alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[cerasa]]></category>
		<category><![CDATA[lotito]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15661</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Settimana non facile, quella appena conclusa, per il quotidiano La Repubblica. Difficile da digerire, oltre che da capire, il vedersi cacciare dalla conferenza stampa della S.S. Lazio un proprio giornalista per una domanda ritenuta “impertinente” dal presidente Lotito. Ancor più difficile è vedersi additati dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno come giornale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p>Settimana non facile, quella appena conclusa, per il quotidiano La Repubblica. Difficile da digerire, oltre che da capire, il vedersi cacciare dalla conferenza stampa della S.S. Lazio un proprio giornalista per una domanda ritenuta “impertinente” dal presidente Lotito. Ancor più difficile è vedersi additati dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno come giornale “di parte”, portatore di “menzogne” e per questo motivo tagliato fuori dai contatti istituzionale tra il Campidoglio e i mass media. Andiamo però per ordine.</p>
<p><strong>LOTITO VS ABBATE</strong> &#8211; Durante una conferenza stampa al centro sportivo di Formello, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha reagito alla domanda di Alberto Abbate, giornalista, collaboratore di Repubblica, inveendo nei suoi confronti, rivolgendogli frasi minacciose e facendolo accompagnare fuori dagli addetti alla sicurezza della squadra. Il motivo di tale reazione? Una semplice domanda sul bilancio biancazzurro ed in particolare a proposito delle sponsorizzazioni procurate dalla B&amp;G Consulting. Il patron della Lazio si è subito infervorato, additando Abbate come “provocatore” e urlandogli: “Lei non sa neanche cosa sia un bilancio. Lei non sa leggere. Deve andare fuori di qui e a Formello non entrerà mai più. È un maleducato. Dimentica che qui lei è un ospite. I giornali devono mandare dei professionisti, mandatelo fuori!”.<br />
Repubblica ha subito commentato, dopo aver ricevuto la solidarietà degli altri mezzi di informazione, dell’OdG e dell’USSI: “Non si può sminuire l&#8217;assoluta gravità dell&#8217;accaduto e del comportamento altamente lesivo del presidente nei confronti non solo di Abbate, ma di chiunque cerchi solo di fare il proprio lavoro. Cioè porre domande”. Problemi risolti per il giornale? Neanche morti</p>
<p><strong>ALEMANNO VS REPUBBLICA</strong> – Dopo il nubifragio che ha messo in ginocchio la città, dopo aver visto buona parte delle strade di Roma nord bloccate e intasate per ore a causa dell’inaugurazione di un supermercato di elettrodomestici, e soprattutto dopo aver ricevuto critiche per la gestione dei disordini del 15 ottobre, il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha deciso di “tagliare i ponti” con l’organo d’informazione che più di tutti l’ha infastidito. Indovinate quale? Ma sempre Repubblica. L’annuncio della “guerra fredda” è arrivato attraverso un videomessaggio caricato sul blog del Primo Cittadino, nel quale finiscono nel mirino tutti i giornalisti della cronaca di Roma. Poi su Facebook arriva l’attacco personale al giornalista Giuseppe Cerasa, responsabile della cronaca di Roma. Il Sindaco definisce “di incredibile violenza e volgarità” il suo commento sulle recenti gravi emergenze che si sono registrate nella capitale. Anche in questo caso arriva secca la risposta del quotidiano che ribadisce con forza, nonostante tutto, di voler continuare a raccontare con rigore e laicità tutto ciò che accade a Roma.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15661/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ASS 21 LUGLIO: IL COMUNE HA FALLITO IL PIANO DI SCOLARIZZAZIONE PER I ROM</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15657</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15657#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 19:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[alemanno]]></category>
		<category><![CDATA[associazione 21 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[piano nomadi]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[ROM]]></category>
		<category><![CDATA[scolarizzazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15657</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Continua la lunga battaglia dell’Associazione 21 luglio per la tutela dei diritti dei rom in Italia. Dopo un’estate passata sulla cresta dell’onda, quella delle battaglie e non del mare, e dopo aver sfornato ad inizio anno un accurato report sul “fallimento del post-Casilino 900” che analizzava eventuali miglioramenti dei cittadini nomadi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p>Continua la lunga battaglia dell’Associazione 21 luglio per la tutela dei diritti dei rom in Italia. Dopo un’estate passata sulla cresta dell’onda, quella delle battaglie e non del mare, e dopo aver sfornato ad inizio anno un accurato report sul “fallimento del post-Casilino 900” che analizzava eventuali miglioramenti dei cittadini nomadi e di quelli romani in seguito allo sgombero del maxi insediamento abusivo alle porte di Centocelle, è stato pubblicato solo pochi giorni fa un altro dettagliato dossier dal titolo &#8220;Linea 40. Lo scuolabus per soli bambini rom&#8221;.</p>
<p>Il rapporto, finanziato dall’Open Society Institute vuole verificare i risultati del progetto di scolarizzazione dei minori rom, previsto nel “Piano Nomadi”, monitorando il percorso scolastico di un gruppo di 55 bambini residenti del villaggio attrezzato di via di Salone. Un’indagine durata quasi un anno (dall’1 novembre 2010 al 19 luglio 2011) e basata sul caso-studio una delle sette linee di trasporto scolastico gestite dall’Atac, che ogni mattina accompagnano a scuola i minori del campo: la linea 40, appunto.</p>
<p>Il risultato a cui ha portato l’inchiesta è radicalmente opposto alle intenzioni della politica di scolarizzazione dei rom seguita dal Comune di Roma sin dal 1991. I 2.000 bambini oggetto di questo processo di apprendimento sono stati, nella maggior parte dei casi, vittime di un incremento della differenziazione con gli alunni non rom.</p>
<p>Accuse basate prevalentemente su sette elementi: in primo luogo il ritardo con cui i bambini arrivavano a scuola, data la distanza tra il campo di Salone e gli istituti scelti dal Comune (il più vicino era a 13 km). In secondo luogo il diverso livello di apprendimento. Gli insegnanti intervistati hanno infatti osservato che il lavoro in classe con i bambini rom è “particolarmente impegnativo”, a causa delle loro “lacune didattiche”. Il terzo elemento sono l’emarginazione e la distanza sociale di cui sono vittime questi bambini.<br />
In quarto luogo c’è la presenza, in alcuni istituti, di classi composte esclusivamente da rom per recuperare le lacune linguistiche. Il quinto elemento evidenziato dall’Associazione 21 Luglio è proprio lo scuolabus utilizzato per “prelevare” i bambini rom dal campo. Gli altri alunni non godono di tale “privilegio”. Sesto elemento la segregazione abitativa costituita dal campo rom e settimo, ed ultimo elemento, l’utilizzo di specifici indicatori della frequenza scolastica per gli alunni nomadi.</p>
<p>L’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, basandosi sui risultati di questo rapporto, ha deciso di avviare un’azione legale contro il Comune di Roma, ovvero l’ente affidatario del progetto di scolarizzazione, e gli altri soggetti eventualmente responsabili.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15657/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MUORE SIMONCELLI, SI RAGIONA SULLA SIUREZZA. MA NELLE STRADE CHE SUCCEDE?</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15630</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15630#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 13:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[corse]]></category>
		<category><![CDATA[incidente stradale]]></category>
		<category><![CDATA[moto gp]]></category>
		<category><![CDATA[simoncelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15630</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Bravura, attenzione, destrezza, e sicurezza alcune volte non bastano. In certi casi la fatalità prende il sopravvento e non c’è precauzione che regga. Marco Simoncelli, campione ventiquattrenne della Moto Gp se ne è andato domenica 23 ottobre alle 10.56 (ora italiana) in seguito ad una brutta caduta sul circuito di Sepang, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15631" class="wp-caption alignnone" style="width: 290px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/marco_simoncelli.jpg"><img class="size-full wp-image-15631" title="marco_simoncelli" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/marco_simoncelli.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Simoncelli  Fonte foto: milantropia.blogosfere.it</p></div>
<p>di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p>Bravura, attenzione, destrezza, e sicurezza alcune volte non bastano. In certi casi la fatalità prende il sopravvento e non c’è precauzione che regga. Marco Simoncelli, campione ventiquattrenne della Moto Gp se ne è andato domenica 23 ottobre alle 10.56 (ora italiana) in seguito ad una brutta caduta sul circuito di Sepang, in Malesia, resa mortale dall’arrivo delle moto di Colin Edwards e Valentino Rossi che hanno investito il corpo di “Sic”, reso vulnerabile dalla perdita del casco.</p>
<p>Ieri a Coriano parenti, amici, compagni di gare, sportivi, tifosi e cittadini hanno dato l’estremo saluto ad un campione che brillava per simpatia, bravura tecnica e cattiveria agonistica. Sempre oltre, sempre al limite, pronto a tutto pur di vivere della sua passione più grande, le moto.</p>
<p>Il mondo dello sport, l’Italia intera, lo piangono ancora e continueranno a piangerlo a lungo. Lui che con quel capello indomabile aveva sconfinato nel mondo della televisione e della radio, ha posto nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica una domanda forse da troppo tempo ignorata: è giusto morire per uno sport? Sicurezza, norme, regole e precauzioni saranno mai sufficienti?</p>
<p>La risposta, stando ai fatti, sembra scontata. Vero è che la scomparsa di Sic arriva a pochissimi giorni da quella di Dan Wheldon, pilota di Indy Car morto in seguito ad un incidente sull’ovale di Las Vegas. Solo 13 mesi fa se ne andava un altro pilota di moto, stavolta di Moto 2, Shoya Tomizawa che ha perso la vita correndo il Gran Premio di San Marino a Misano.</p>
<p>Tornando ancora indietro nel tempo, ma quelli erano tempi in cui ancora esistevano i muretti e le barriere lungo la pista, arriviamo al 2003. Il 19 aprile, dopo 13 giorni di coma, se ne andava Daijiro Kato, pilota giapponese del Team Gresini finito brutalmente contro un muro di cemento.</p>
<p>Prima di quella tragedia l’ultimo incidente mortale in un motomondiale risaliva ad 11 anni prima. Nel 1992, durante il GP di Spagna, Noboyuki Wakai moriva per evitare uno spettatore nella corsia box. La mente degli appassionati di moto, quando giunge notizia di simili tragedie, corre però al lontano 1973. Era l’epoca del grande Giacomo Agostini e proprio due suoi grandi rivali, il finlandese Jarno Saarinen e il riminese Renzo Pasolini, restarono coinvolti in una caduta seguita da una carambola di moto e persero la vita.</p>
<p>Lo stesso Agostini, dopo la morte di Simoncelli, ha dichiarato: <em>“Penso ai miei tempi. Correvamo con il casco a scodella in mezzo ai guard-rail. Quella di Marco è una tragica fatalità, non possiamo cercare colpe”.</em></p>
<p>Chi invece  uscito vivo per miracolo da un incidente di questo calibro è Franco Uncini che nel 1983 ad Assen, durante una corsa di 500, cadde e fu investito dalla moto. <em>“Penso che sia stato fatto molto per la sicurezza – ha dichiarato proprio Uncini, oggi responsabile della Commissione Sicurezza dell’Irta – purtroppo non abbiamo il potere di cambiare la fatalità. Siamo inermi di fronte ad un evento del genere”.</em></p>
<p>Per un modo di centauri che piange ce n’è uno che di certo non ride, anzi, rivendica più attenzione. I numeri che riguardano gli incidenti mortali su strada, che coinvolgono esclusivamente motociclisti, fanno davvero rabbrividire. Secondo le stime dell’Asaps (l’Associazione sostenitori amici Polizia Stradale) in dieci anni (dal 1998 al 2008) sono morti 14.293 centauri e 860.530 sono rimasti feriti. Nel 2009 il numero di vittime è di 1.249 e solo nei week end del 2011 si contano già 370 incidenti mortali.</p>
<p>Giordani Biserni, presidente dell’Asaps, ha invitato gli italiani a non cadere nell’inganno: <em>“La pista rimane comunque il posto più sicuro per un motociclista. I soccorsi arrivano in 20-30 secondi e non 20-30 minuti e soprattutto ci sono delle regole che vengono rispettate. Serve una riflessione sulla pericolosità complessiva delle due ruote ma nelle strade c’è bisogno di interventi più mirati che nelle piste”. </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15630/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL POST STEVE JOBS TRA RECORD, TITOLI IN BORSA E OPPORTUNISMO “ALL’ITALIANA”</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15560</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15560#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 22:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[iphone 4s]]></category>
		<category><![CDATA[nichi vendola]]></category>
		<category><![CDATA[sel]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15560</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D’Amico Steve Jobs, padre della Apple e traghettatore di generazioni dall’era pre informatica a quella dell’hi-tech, ha lasciato un ultimo grande regalo (in realtà sono tre) a tutti coloro che vedono nella mela morsicata il simbolo di una civiltà in continua evoluzione. L’iPhone 4S, iOS 5 e iCloud sono stati i primi tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/manifesto-sel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15562" title="manifesto sel" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/manifesto-sel.jpg" alt="" width="320" height="215" /></a></p>
<p>di Roberto D’Amico</p>
<p>Steve Jobs, padre della Apple e traghettatore di generazioni dall’era pre informatica a quella dell’hi-tech, ha lasciato un ultimo grande regalo (in realtà sono tre) a tutti coloro che vedono nella mela morsicata il simbolo di una civiltà in continua evoluzione. L’iPhone 4S, iOS 5 e iCloud sono stati i primi tre prodotti presentati dopo le dimissioni da CEO di Jobs e i primissimi ad <strong>essere commercializzati dopo la sua morte</strong>. Il lutto del colosso di Cupertino ha senza dubbio amplificato il valore affettivo ed emotivo dei suoi prodotti, ma i numeri in questo caso non lasciano spazio ad inutili polemiche: oltre <strong>4 milioni di iPhone 4S</strong> venduti in soli tre giorni tra Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito, oltre <strong>25 milioni di utenti che utilizzano iOS 5</strong> <strong>e altri 20 che si sono iscritti ad iCloud.</strong></p>
<p>Numeri da capogiro, record stracciati, alla faccia di tutti coloro che vedevano nella morte di Jobs la fine dell’era-Apple, dell’estetica al servizio della tecnologia, del perfetto binomio tra software e hardware. Ma non basta, il miracolo Apple ha resistito anche nella fredda e spietata borsa internazionale. Il titolo Apple Inc., che secondo molti sarebbe crollato dopo le dimissioni di Jobs, ha retto benissimo lo scossone mediatico ed ha fatto registrare il 20 settembre scorso sul listino Nasdaq un <strong>valore per azione pari a 411,63 dollari.</strong> Inoltre la notizia della nomina di Tim Cook come nuovo CEO dell’azienda ha fatto registrare <strong>un positivo di sette punti percentuali. </strong>Stesso discorso nei giorni successivi alla tragica scomparsa di Jobs: titolo che regge botta e previsioni per il futuro più che rosee. Miracolo o fortuna? Secondo molti analisti finanziari è frutto della <strong>sottovalutazione con la quale viene spesso trattata la società</strong> e di un prodotto ormai solido e <strong>rodato da anni di grandi successi. </strong>A questo <a href="http://http://www.apple.com/quicktime/qtv/earningsq411/">link</a> è disponibile lo streaming live della conference call sui risultati finanziari del quarto trimestre dell’anno fiscale 2011 di Apple, presentati da pochissime ore.</p>
<p>Non essendo questa una favola, manca il lieto fine. Milioni di fan ancora piangono un mentore che il 5 ottobre scorso li ha lasciati e ben 7 giorni dopo (colpa del fuso orario) la città di Roma si sveglia invasa da manifesti neri con la mela della Apple colorata con il simbolo di Sinistra Ecologia e Libertà. Sotto la scritta “Ciao Steve”. Gesto tardivo ma comunque apprezzabile se non fosse che l’area politica che lo ha ideato è da sempre contraria, nemica ed ostile a tutto ciò che la Apple (incarnata nel suo “creatore” Steve Jobs) ha rappresentato fino ad oggi e continuerà a rappresentare in futuro. Nell’era di Internet scatta la protesta via Social Network. Si legge su <strong>twitter</strong>: “Ma come compagni? Celebrate <strong>il guru del turbo capitalismo? L’oligarchico detentore del potere informatico?</strong>”. Qualcun altro inventa dei “SELcrologi” con protagonisti Bin Laden, Mike Bongiorni, Gesù Cristo e chi più ne ha più ne metta. Dalla federazione romana del partito non arrivano ammissioni di colpe o commenti e così il “leader maximo” <strong>Nichi Vendola</strong> è costretto a smentire prima sul suo profilo di Facebook e poi attraverso una nota ufficiale sul sito del partito che recita: <em>“Il genio di Steve Jobs ha cambiato in modo radicale, con le sue invenzioni, il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Tuttavia fare del simbolo della sua azienda multinazionale – per noi che ci battiamo per il free software – una icona della sinistra, mi pare frutto di un abbaglio. Penso che il manifesto della federazione romana di SEL, al netto del cordoglio per la scomparsa di un protagonista del nostro tempo, sia davvero un incidente di percorso. Incidente tanto più increscioso in quanto proprio in questi giorni nella mia regione stiamo per approvare una legge che, favorendo lo sviluppo e l’utilizzo del free software segna in modo netto la nostra scelta”.</em></p>
<p>Senza commentare o ritornare sul significato politico di questa nota basta citare un commento apparso sulla rete. E’ di @TroubledManf e recita: <strong>“Simpatici i militanti di SEL che criticano Steve Jobs da &#8216;twitter per iPhone&#8217;”.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15560/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MARINES LAZIO E AMA: QUANDO LO SPORT INCONTRA L&#8217;AMBIENTE</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15300</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15300#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 18:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[Ama]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[football americano]]></category>
		<category><![CDATA[marines lazio]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15300</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Siamo ormai abituati ad associare lo sport al lato peggiore dell&#8217;essere umano: droga, doping, scommesse illegali, vite sfarzose, stipendi da capogiro, mafia&#8230; L&#8217;elenco potrebbe essere infinito . Esistono però delle eccezioni, mai sotto gli occhi dei riflettori, di persone che vivono lo sport  come passione, come amore verso una disciplina che ripaga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/240964_10150179083229070_635764069_6474347_982973_o1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15303" title="240964_10150179083229070_635764069_6474347_982973_o" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/240964_10150179083229070_635764069_6474347_982973_o1.jpg" alt="" width="491" height="326" /></a></p>
<p>di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p>Siamo ormai abituati ad associare lo sport al lato peggiore dell&#8217;essere umano: droga, doping, scommesse illegali, vite sfarzose, stipendi da capogiro, mafia&#8230; L&#8217;elenco potrebbe essere infinito . Esistono però delle eccezioni, mai sotto gli occhi dei riflettori, di persone che vivono lo sport  come passione, come amore verso una disciplina che ripaga non tanto col denaro quanto con la soddisfazione e l&#8217;affetto dei tifosi. Esempi di sportivi e discipline &#8220;virtuose&#8221; che si battono anche in campagne sociali e ambientali.</p>
<p>L&#8217;ultimo esempio di questo ideale connubio tra sport e civiltà arriva da una disciplina che tutti conoscono &#8220;per sentito dire&#8221; ma che in pochi sanno anche esistere in Italia: il Football Americano. I Marines Lazio, 33^ società affiliata alla Polisportiva Lazio e unica realtà regionale a partecipare al campionato di Serie A, ha di recente intrapreso una collaborazione con l&#8217;Ama. L’Azienda Municipale Ambiente provvederà ad allestire all’interno dello stadio Giannattasio (ex Stella Polare) di Ostia, che ospita le partite casalinghe del club, degli ecobox di colore bianco per il conferimento di carta e cartone, e di colore blu per il conferimento del multimateriale (contenitori in vetro, plastica e metallo). La collaborazione, che punta a sensibilizzare i cittadini sulle corrette modalità per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti, prevede anche la fornitura del materiale informativo Ama sulla differenziazione dei rifiuti e la tutela dell’ambiente, che verrà distribuito in occasione degli appuntamenti sportivi.</p>
<p>Grande soddisfazione è stata espressa da Fabio Pacelli, Presidente dei Marines, in occasione della conferenza stampa di presentazione dei campionati giovanili: <em>&#8220;Questo accordo rappresenta l’ennesima conferma dell’importanza che la nostra società attribuisce a tematiche parallele allo sport come l’ambiente e il sociale. Il football deve essere prima di tutto una palestra di vita e civiltà per i ragazzi che lo praticano. Crediamo che un progetto di questo tipo possa essere un bel passo avanti in questa direzione&#8221;.</em></p>
<p>Sulla stessa linea di pensiero anche Piergiorgio Benvenuti, Presidente dell&#8217;Ama: <em>&#8220;</em><em>Grazie a questa iniziativa</em> <em>sarà possibile diffondere tra gli atleti e i tifosi di Lazio Marines le pratiche più avanzate per effettuare un’efficace raccolta differenziata dei rifiuti. Trovo particolarmente significativo il connubio tra i valori dello sport e quelli della tutela dell’ambiente, che promuovono stili di vita virtuosi basati sul rispetto di sé e degli altri. Voglio ringraziare per questo il club che ha voluto intraprendere con la nostra azienda un percorso virtuoso su una tematica di fondamentale importanza per tutti noi&#8221;.</em></p>
<p>I Marines non sono nuovi ad attività di questo tipo: negli anni passati hanno partecipato a diverse iniziative in ambito ambientale, come ad esempio &#8220;Puliamo il Mondo&#8221; di Legambiente, o in ambito sociale come una partecipazione di massa alle giornate per la donazione di sangue promosse dall&#8217;Avis.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15300/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MALPENSA: A VERGIATE SI RAGIONA SUL FUTURO</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15298</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15298#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[glocal]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[malpensa]]></category>
		<category><![CDATA[varese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15298</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Quale futuro attende l’Aeroporto di Malpensa? Dopo anni di litigi, dibattiti e proteste, non si è ancora arrivati ad una risposta. L’argomento sarà tema del dibattito che oggi pomeriggio, alle ore 15.00, infiammerà la sala polivalente di Largo Lazzari a Vergiate, in provincia di Varese. Ad organizzare il convegno pubblico è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p>Quale futuro attende l’Aeroporto di Malpensa? Dopo anni di litigi, dibattiti e proteste, non si è ancora arrivati ad una risposta. L’argomento sarà tema del dibattito che oggi pomeriggio, alle ore 15.00, infiammerà la sala polivalente di Largo Lazzari a Vergiate, in provincia di Varese. Ad organizzare il convegno pubblico è stato il coordinamento provinciale dei circoli di Legambiente. Parteciperanno Sindaci del territorio, rappresentanti di istituzioni nazionali e locali, di associazioni e comitati, tutti uniti nel discutere del futuro di Malpensa.</p>
<p>Al centro della polemica c’è il pantano nel quale l’”Aeroporto della Brughiera” versa ormai da troppi anni. “Uno scalo nato con grandi sogni di gloria infilati nel posto sbagliato. – secondo gli organizzatori &#8211; Troppo lontano da Milano per essere un city airport, troppo vicino ai grandi hub continentali per reggerne la competizione, troppo avviluppato dalla metropoli per evitare i conflitti con l&#8217;urbanizzazione, troppo costoso per le compagnie low cost”.</p>
<p>Nonostante ciò Malpensa sembra essere “soffocato dall’abbraccio della politica” che, per porre rimedio alle gravi tare progettuali con cui l&#8217;aeroporto è nato e si è sviluppato, ha per ora pensato solo al costoso e invadente ampliamento dello scalo con annessa costruzione di una terza pista.</p>
<p>Le polemiche però lasciano il tempo che trovano: è il momento delle proposte, della riqualificazione, del rilancio. “Pensiamo – sottolineano gli organizzatori &#8211; che solo una rete territoriale può orientare il futuro di Malpensa puntando su qualità e standard di servizio, rendendo più efficiente e integrato l&#8217;intero sistema aeroportuale lombardo, invece di vivere nella chimera di generosi finanziamenti e nella sconsiderata certezza di grandi devastazioni sulle ultime aree naturali del Parco del Ticino”.</p>
<p>Interverranno come relatori Isabella Dall&#8217;Orto e Fulvio Caronni, del Parco Lombardo della Valle del Ticino, Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente Lombardia e Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia.</p>
<p>Attesi inoltre numerosi interventi, tra cui quelli di: Roberto Della Seta, Senatore del Pd, Osvaldo Gammino, portavoce delle Compagnie aeree Europee a Malpensa, Maurizio Leorato, Sindaco di Vergiate e Luigi Parachini, Sindaco di Varallo e Presidente del Coordinamento Sindaci Piemontesi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15298/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>AREAMAG: IL VOLTO MUSICALE EMERGENTE DI AMNESTY INTERNATIONAL</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15108</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15108#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 18:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[glocal]]></category>
		<category><![CDATA[amnesty international]]></category>
		<category><![CDATA[areamag]]></category>
		<category><![CDATA[the place]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15108</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Lo storico locale romano “The Place”, in via Alberigo II, ospiterà il 12 ottobre un concerto per festeggiare i cinquant’anni di Amnesty International. Artista di punta della serata sarà Areamag, vincitore nel luglio scorso del Premio Amnesty International 2011 per cantanti emergenti grazie a “Tana Libera Tutte”, brano incentrato sulla tragedia dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Areamag.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15109" title="Areamag" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Areamag.jpg" alt="" width="400" height="266" /></a></p>
<p>di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p>Lo storico locale romano “The Place”, in via Alberigo II, ospiterà il 12 ottobre un concerto per festeggiare i cinquant’anni di Amnesty International. Artista di punta della serata sarà Areamag, vincitore nel luglio scorso del Premio Amnesty International 2011 per cantanti emergenti grazie a “Tana Libera Tutte”, brano incentrato sulla tragedia dello sfruttamento vissuta dalle prostitute minorenni dell&#8217;Europa dell&#8217;Est. Nel corso della serata, alla quale prenderanno parte diversi rappresentanti istituzionali dell’organizzazione, si esibiranno anche altre artisti provenienti da tutta Italia: Piji, Elisa Rossi, Alessandro Orlando Graziano, Valentina Tramacere e Mirko Dettori.</p>
<p>L’ARTISTA – Vediamo chi è l’artista eletto da Amnesty International Italia come miglior cantante emergente: Areamag, alias Gabriele Ortenzi, è un cantautore “europeo” facilmente incline al teatro canzone. Forte di una lunga gavetta dietro i tamburi, dal liscio ai progetti di rock progressive, attraversando i generi musicali nel tempo e nello spazio, dalla musica etnica, alle danze del &#8217;400/&#8217;500, decide di ricomincia a studiare, con nuove consapevolezze e progetti nella mente: la musica elettronica, la voce, il theremin e altre diavolerie regalate dal secolo scorso. Da diversi anni si esibisce in tutta Italia, partendo dai concerti come artista di strada, fino ad arrivare a palchi e contesti prestigiosi quali le finali di Musicultura ed Arezzo Wave, l’Auditorium Parco della Musica, il The Place di Roma. Nel 2009 vince il concorso “Suona la Poesia”, promosso dal MEI e dal “Festival Internazionale della Poesia” di Genova ed infine, nel luglio 2011, vince il premio Amnesty International Italia per la categoria emergenti. Affianca diversi artisti in qualità di polistrumentista. Compone colonne sonore per il cinema e il teatro, è arrangiatore e filibustiere. Fra le numerose collaborazioni, la più consolidata è con Simone Cristicchi, in qualità di musicista nei suoi live, di autore di brani e di compositore della colonna sonora del suo ultimo spettacolo teatrale “Li Romani in Russia” per la regia di Alessandro Benvenuti. E&#8217; senza dubbio tra i talenti più creativi, interessanti ed originali della nuova scena cantautorale romana, grazie alla capacità innata di raccogliere i mostri conosciuti nel corso della vita e gli dargli un volto di parole e suoni. Nel 2011 è uscito il suo primo disco ufficiale: “Si salvi chi può”. I suoi brani narrano il grottesco mondo popolato dalla dappocaggine delle persone ordinarie, tra ironia, denuncia ed apocalittica visione delle cose. Protagonista è “l&#8217;Omino”, figura archetipica dell&#8217;essere umano che non ha completato la propria evoluzione da animale a uomo, mantenendo i segni della sua precedente condizione e portando con sé qualcosa di buio e di scuro da indossare nella propria quotidianità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15108/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>MOVING PLANET: ROMA IN CAMPO PER L&#8217;AMBIENTE GRAZIE AI SOCIAL NETWORK</title>
		<link>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15105</link>
		<comments>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15105#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>damico1</dc:creator>
				<category><![CDATA[glocal]]></category>
		<category><![CDATA[350.org]]></category>
		<category><![CDATA[Bill McKibben]]></category>
		<category><![CDATA[moving planet 2011]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mediapolitika.com/wordpress/?p=15105</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto D&#8217;Amico Il 24 settembre la città di Roma ospiterà Moving Planet 2011, il suo primo evento globale di mobilitazione per l’ambiente organizzato via social network. Un appuntamento internazionale, realizzato contemporaneamente in tante altre metropoli sparse su tutti e 5 i continenti, che nasce sotto l’egida e per ispirazione di 350.org, l’associazione di Bill [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">di Roberto D&#8217;Amico</p>
<p style="text-align: left;">Il 24 settembre la città di Roma ospiterà <strong>Moving Planet 2011</strong>, il suo <strong>primo evento globale di mobilitazione per l’ambiente organizzato via social network</strong>. Un appuntamento internazionale, realizzato contemporaneamente in tante altre metropoli sparse su tutti e 5 i continenti, che nasce <strong>sotto l’egida e per ispirazione di </strong><a href="http://350.org/"><strong>350.org</strong></a><strong>, l’associazione di Bill McKibben </strong>sbarcata in Italia nel 2011 a Roma e Milano grazie al supporto del&#8217;Italian Climate Network, un team di ambientalisti, climatologi, biologi e giovani creativi. Lo scopo dell&#8217;evento è diffondere consapevolezza sulla necessità di affrancarci dai combustibili fossili, promuovendo il movimento sostenibile nelle città intasate dal traffico e dallo smog e diventare protagonisti della lotta al cambiamento climatico.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Le iniziative -</strong> Tanti gli appuntamenti in programma: si aprirà con la <strong>Ciclofficina all&#8217;aperto</strong>, uno spazio dove i ciclisti della Ciclofficina Centrale di via Baccina forniranno gratuitamente un aiuto per riparare o recuperare biciclette. Per gli ampanti dello sport ad &#8220;impatto zoro&#8221; ci sarà un incontro di <strong>Bikepolo</strong>, il polo in bicicletta, variante del più celebre gioco a cavallo nato alla fine dell’ ‘800 in India per far allenare le truppe inglesi prima delle classiche sfide equine, riscoperta negli States nei primi anni del 2000 arrivata in Italia solo di recente.</p>
<p style="text-align: left;">La giornata romana proseguirà poi con la presentazione al pubblico del film-documentario “<strong>The Age of Stupid”</strong>, la pellicola shock del 2009 firmata dal regista Franny Armstrong e promossa dal WWF. Il protagonista è un uomo rimasto solo su un Pianeta che ha subito i cambiamenti previsti dagli scienziati. Si trova nel 2055 e il mondo “as we know it” è solo un ricordo da ammirare in fotografia mentre ci si chiede “perché non abbiamo fatto niente quando eravamo ancora in tempo?”.<br />
Ci sarà una <strong>conferenza sulla mobilità sostenibile</strong>, con la presentazione di progetti concreti per ridurre l&#8217;impatto sul clima dei nostri spostamenti. Alle 20 un <strong>aperitivo rigorosamente biologico e solidale</strong> preparato dal bar della Città dell&#8217;Altra Economia, seguito da <strong>musica</strong> dal vivo. Come se ciò non bastasse emissioni di CO2 associate all&#8217;evento saranno compensate con un progetto di energia rinnovabile.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La necessità -</strong> Il verdetto del City Ranking Project riguardante la classifica delle città europee più virtuose in fatto di clima e qualità dell’aria ha visto Roma e Milano arrivare ultime tra le metropoli europee quanto a politiche concrete per ridurre i livelli di inquinamento. Quella del 24 settembre potrebbe essere quindi una giornata di outing collettivo sul pericoloso silenzio che circonda il cambiamento climatico nella capitale. Moving Planet promette di essere una ventata di aria fresca dopo anni di stasi e di rassegnazione nel dibattito pubblico sul surriscaldamento della Terra, nonostante i continui allarmi della comunità scientifica. A livello globale, il 24 settembre assisteremo ad una “invasione” delle strade delle principali città del Pianeta per dire basta all’investimento culturale, emotivo, economico ed energetico sui combustibili fossili. Si tratterà insomma di una mobilitazione collettiva <strong>per</strong> il futuro <strong>e in nome</strong> del futuro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mediapolitika.com/wordpress/archivio/archives/15105/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
