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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; angiargiu1</title>
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		<title>MINORI, APPROVATA LA “CARTA DI ROMA” CONTRO GLI ABUSI ALL’INFANZIA</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 14:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angiargiu1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
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		<description><![CDATA[di Elena Angiargiu. Una nuova strategia d’intervento globale a tutela dei diritti fondamentali dell’infanzia. Questo l’obiettivo attorno al quale, il 3 novembre scorso, sono stati incentrati i lavori del Forum internazionale The World’s Children and the Abuse of Their Rights, promosso da SOS Il Telefono Azzurro Onlus e dall’International Centre for Missing &#38; Exploited Children [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di <strong>Elena Angiargiu.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una nuova strategia d’intervento globale a tutela dei diritti fondamentali dell’infanzia. Questo l’obiettivo attorno al quale, il 3 novembre scorso, sono stati incentrati i lavori del Forum internazionale <em>The World’s Children and the Abuse of Their Rights</em>, promosso da <a href="http://www.azzurro.it/index.php?act=news&amp;metatitle=Un_forum_per_fermare_la_violenza_sui_bambini&amp;id=8&amp;task=view&amp;idb=92&amp;area=150&amp;item=486">SOS Il Telefono Azzurro Onlus</a> e dall’International Centre for Missing &amp; Exploited Children (<a href="http://www.icmec.org/missingkids/servlet/NewsEventServlet?LanguageCountry=en_X1&amp;PageId=4575">ICMEC</a>) in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e la Mayo Clinic, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Rappresentanti di organizzazioni mondiali, esponenti delle istituzioni e della società civile hanno approvato la <strong>Carta di Roma</strong>, un documento operativo e condiviso per la tutela dell’infanzia che sarà adottato a livello internazionale da governi e autorità religiose. Tra le <a href="http://www.agenziaaise.it/italia/diritti-umani/97388-tutela-dei-minori-nasce-la-carta-di-roma-contro-gli-abusi.html">linee guida</a> del documento sottoscritto a Palazzo Madama, da segnalare il richiamo alla formazione del personale medico e di polizia per riconoscere tempestivamente gli abusi ed individuare le corrette terapie di supporto a favore dei minori vittime di abusi.</p>
<p style="text-align: justify;">A vent&#8217;anni dalla ratifica della <a href="http://www.minori.it/sites/default/files/Convenzione_ONU_20_novembre_1989.pdf">Convenzione sui diritti del Fanciullo</a>, la conferenza ha offerto l’opportunità di ribadire, ancora una volta, l’invito ad un impegno trasversale e costante per eliminare la piaga sociale degli abusi verso gli adolescenti, come hanno evidenziato le <a href="http://www.azzurro.it/index.php?act=news&amp;metatitle=Napolitano_e_Schifani_al_Forum_Internazionale&amp;id=8&amp;task=view&amp;idb=92&amp;area=150&amp;item=491">massime cariche dello Stato</a> Napolitano e Schifani nei loro interventi, cui ha fatto seguito <a href="http://www.azzurro.it/index.php?act=news&amp;metatitle=Un_appello_a_non_restare_indifferenti&amp;id=8&amp;task=view&amp;idb=92&amp;area=150&amp;item=490">l’appello dei promotori</a> dell’iniziativa a non restare indifferenti e a fermare la violenza.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta contro i reati nei confronti dei minori è stato il filo conduttore degli interventi dei ministri <a href="http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/primo-piano/2107-al-forum-per-un-qmondo-a-misura-di-bambinoq">Carfagna</a> e <a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_6_9.wp;jsessionid=98827FDA9DF6EF0FD6825B676B307985.ajpAL02?contentId=NOL683347">Nitto Palma</a>: “una priorità per tutti i Paesi Europei” a detta del Ministro per le Pari Opportunità, mentre il Ministro della Giustizia ha espresso pieno apprezzamento per la nuova <a href="http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/content/20111014FCS29306/10/html/Pedofilia-il-Parlamento-dispone-sanzioni-pi%C3%B9-severe-per-abusi">direttiva Ue</a> contro la pedopornografia, gli abusi e lo sfruttamento sessuale dei bambini approvata recentemente dal Parlamento europeo, come “strumento fondamentale contro la pedofilia <em>online</em>”. Entrambi gli esponenti di Governo hanno sottolineato il ruolo di primo piano dell’Italia nella difesa dei diritti dei fanciulli e nella repressione dei reati contro i minori.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della conferenza, inoltre, sono stati presentati gli ultimi dati sugli abusi e sullo sfruttamento sessuale dei minori, ma è stata anche richiamata l’attenzione sulle <a href="http://www.azzurro.it/materials/a6558f88bf9c7f60e4b6592272f0ead5/fck_files/file/Telefono%20Azzurro_Dossier%20Pedofilia_%202011.pdf">cifre allarmanti</a> relative ai minori scomparsi. Stando all’ultimo rapporto dell’ICMEC, illustrato dal suo presidente <a href="http://www.azzurro.it/materials/a6558f88bf9c7f60e4b6592272f0ead5/fck_files/file/Ac_67.pdf">Ernie Allen</a>, ogni anno scompaiono almeno 8 milioni di bambini e quasi 2 milioni sono vittime di sfruttamento sessuale. Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, ha invece posto l’accento sulla necessità di trovare “modalità nuove con sistemi di allerta più efficaci” per fronteggiare il fenomeno dei minori scomparsi offrendo sostegno e appoggio alle loro famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Le segnalazioni di bambini di cui si perdono le tracce crescono anche nel nostro Paese. Dal 2009 ad oggi, sono arrivate 235 segnalazioni di scomparsa, 153 di avvistamento e 50 di ritrovamento alla <a href="http://116-000.it/">linea telefonica</a> diretta per i minori scomparsi gestita dal ministero dell&#8217;Interno tramite l&#8217;associazione Telefono Azzurro. La maggior parte delle segnalazioni ha riguardato bambine e minori di età compresa tra zero e dieci anni.<strong> </strong>Altrettanto drammatici i dati sugli abusi: 191 segnalazioni, dal 2009 ad oggi, sono giunte a Telefono Azzurro e al 114 Emergenza Infanzia.</p>
<p style="text-align: justify;">Un serio campanello d’allarme è rappresentato dalle nuove tecnologie e dai potenziali pericoli della Rete: proliferano, infatti, i siti <em>web</em> contenenti materiale dannoso o potenzialmente pericoloso per i minori. Nell&#8217;ultimo biennio sono pervenute al Telefono Azzurro 5.768 segnalazioni: il 26% degli utenti ha rilevato come forma di abuso più frequente <em>online</em> la presenza di <a href="http://www.azzurro.it/materials/a6558f88bf9c7f60e4b6592272f0ead5/fck_files/file/Telefono%20Azzurro_Dossier%20Pedofilia_%202011.pdf">materiale pedopornografico</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La sfida quotidiana consiste nel sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica mondiale sui temi dei diritti dell’infanzia e sulla prevenzione degli abusi con l’obiettivo di intervenire in particolare sul fronte normativo, dal momento che – come ha sottolineato il presidente dell’ICMEC – molti Stati non hanno ancora una legislazione sufficiente per combattere il fenomeno della pornografia infantile.</p>
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		<title>MALASANITÀ: I DATI DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 10:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angiargiu1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[commissione d'inchiesta]]></category>
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		<description><![CDATA[di Elena Angiargiu Quasi 500 presunti casi di malasanità in poco più di due anni. Dall’aprile 2009 a fine settembre 2011, infatti, la Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali ha registrato 470 episodi di malasanità, riconducibili a errori, disservizi, carenze strutturali e altre inefficienze del Servizio sanitario nazionale, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/sanita.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15648" title="sanita" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/sanita.jpg" alt="" width="252" height="252" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">di <strong>Elena Angiargiu</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quasi <strong>500 presunti casi di malasanità</strong> in poco più di due anni. Dall’aprile 2009 a fine settembre 2011, infatti, la <a href="http://www.camera.it/436?shadow_organo_parlamentare=1628&amp;natura=M">Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari<strong> </strong>regionali</a> ha registrato 470 episodi di malasanità, riconducibili a errori, disservizi, carenze strutturali e altre inefficienze del Servizio sanitario nazionale, che avrebbero provocato la morte di 329 pazienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come anticipato da «<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Sanita-329-morti-per-presunti-errori-in-2-anni-di-lavoro-Commissione_312572192123.html">Adnkronos Salute</a>» lo scorso 24 ottobre, i dati – provenienti dall’archivio a cura del Nucleo della Guardia di Finanza – sono il frutto di un monitoraggio condotto dalla Commissione d’inchiesta, che riferirà con una relazione conclusiva alla Camera dei Deputati sugli esiti dell’indagine avviata più di due anni fa. Ma già le <a href="http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/rassegna_stampa/ocr/2011102520005891.txt">prime cifre</a> diffuse in questi giorni testimoniano la drammaticità della situazione del comparto sanitario che si è venuta a determinare soprattutto nell’ultimo anno: 228 fascicoli aperti e 166 morti sospette.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto agli ultimi <a href="http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=4852">dati di aprile</a>, resi noti lo scorso luglio, sono pervenute<strong> 61 nuove segnalazioni</strong>. Si tratta di casi che arrivano sul tavolo della Commissione dopo l’avvio di inchieste giudiziarie, denunce dei cittadini sui giornali o esposti accompagnati da relazioni tecniche redatte dal medico o dal legale di fiducia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato5071329.JPG">classifica regionale</a>, quasi la metà dei presunti casi di malasanità si concentra in <strong>Calabria e Sicilia, rispettivamente con 97 e 91 casi</strong>, regioni che vantano anche il triste primato del numero totale di decessi:<strong> 78 in Calabria e 66 in Sicilia</strong>. Al terzo posto della graduatoria il<strong> Lazio con 51 casi</strong>, di cui ben 35 si sarebbero conclusi con la morte del paziente. Situazione allarmante anche in Puglia e Campania e, più in generale, nell’intero Mezzogiorno, fatta eccezione per Sardegna e Basilicata, che hanno fatto registrare appena 2 casi di morti sospette dovute a errori sanitari e altre criticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel panorama nazionale tra le poche note positive l’unico caso segnalato in Trentino Alto Adige, ma non mancano regioni virtuose al Centro-Sud. È il caso dell’Umbria con 4 segnalazioni, seguita da Marche e Basilicata (al Nord il Friuli-Venezia Giulia) con 3 casi di presunta malasanità e Molise e Sardegna, entrambe con due sole segnalazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Positivo <a href="http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/rassegna_stampa/ocr/2011102520005891.txt">il bilancio del lavoro della Commissione</a> tracciato dal presidente Leoluca Orlando (Idv). L’operato dell’organismo parlamentare, ha precisato Orlando, fa emergere il diritto-dovere alla tutela della salute, principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione, che riguarda tanto i cittadini quanto gli operatori sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel presentare i dati risultanti dall’attività di inchiesta della Commissione, Orlando ha criticato lo spoil system nelle aziende sanitarie, sottolineando come per gli ultimi casi segnalati “gli eventi si potevano e potrebbero evitare se gli operatori avessero provveduto o provvedessero a denunciare anomalie e disfunzioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo inefficienze dei medici o carenze strutturali. Nella casistica individuata dalla Commissione rientrano anche <a href="http://www.portal.federsanita.it/2011/10/25/commissione-parlamentare-dinchiesta-nuovi-dati-su-malasanita/">altre cause</a> cui imputare i presunti casi di malasanità: ‘mali legali’, i cui responsabili sono avvocati che non osservano le regole della deontologia professionale nell’assistere le vittime di errori sanitari, ‘mali malati’, quando gli errori sono strumentalizzati dai pazienti o ancora ‘mali assicuratori’, con riferimento ad inadempienze nel ruolo e negli obblighi per tempestività ed adeguatezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Viste le criticità della sanità italiana, la Commissione d’inchiesta ha ribadito l’invito e il monito ad un corretto funzionamento del sistema sanitario, che può attuarsi sia superando il clima di preoccupazioni e paure diffuso tra i professionisti del settore sia evitando di esempi controproducenti di difesa corporativa della professione.</p>
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		<title>XXVIII ASSEMBLEA ANCI, INDAGINE SUI COMUNI AL TEMPO DELLA CRISI</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angiargiu1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[anci]]></category>
		<category><![CDATA[Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Angiargiu La crisi economica e il suo impatto sui Comuni, il livello di fiducia nel ruolo degli amministratori locali, i costi della politica ai vari livelli di governo sono alcuni dei temi al centro dei lavori della XXVIII Assemblea annuale dell’Anci, che si è svolta dal 5 all’8 ottobre a Brindisi. Sindaci, amministratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Elena Angiargiu</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi economica e il suo impatto sui Comuni, il livello di fiducia nel ruolo degli amministratori locali, i costi della politica ai vari livelli di governo sono alcuni dei <a href="http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/XXVIII%20Assemblea5ott.pdf">temi</a> al centro dei lavori della XXVIII Assemblea annuale dell’Anci, che si è svolta dal 5 all’8 ottobre a Brindisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sindaci, amministratori locali, esponenti del mondo politico, accademico, culturale ed imprenditoriale hanno partecipato alle giornate di dibattito attorno al tema “La Repubblica dei Comuni. Autonomia per cambiare il Paese”. A precedere il dibattito assembleare, mercoledì 5 ottobre, è stata <a href="http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&amp;IdSez=810124&amp;IdDett=32371">l’elezione del nuovo presidente dell’Anci</a>, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, subentrato al presidente uscente Osvaldo Napoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle giornate successive, oltre agli interventi di ospiti e relatori, è stata presentata l’indagine «<strong><a href="http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/comuni%20e%20crisi.pdf">Il ruolo dei Comuni al tempo della crisi</a></strong>», che da un lato fotografa la situazione economica del Paese, dall’altro mira a sondare la percezione della crisi ed il contributo dei diversi livelli di governo per suo il superamento.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indagine condotta da <a href="http://www.cittalia.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3495:le-conseguenze-della-crisi-sulla-vita-degli-italiani-cittalia-presenta-a-brindisi-il-ruolo-dei-comuni-al-tempo-della-crisi&amp;catid=1:documenti-cittalia">Cittalia &#8211; Anci Ricerche</a> in collaborazione con <a href="http://www.postpoll.it/articolo/indagine-swg-%E2%80%93-anci-cittalia-aumentano-i-non-occupati">SWG</a> – i cui risultati sono stati anticipati in una conferenza stampa il 30 settembre scorso – mette a confronto la crisi economico-finanziaria in atto con quella del 2009, periodo iniziale della crisi. Per delineare la situazione del Paese e indagare le ragioni della crisi, lo studio prende in esame tre indicatori: occupazione, turnover delle imprese per regione e sofferenze bancarie delle famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">A risentire più pesantemente degli effetti della crisi è soprattutto il Nord Italia. Sul fronte dell’occupazione, tra il 2008 e il 2010 il tasso di disoccupazione è raddoppiato in buona parte del Veneto, in Emilia Romagna e in Friuli-Venezia Giulia, con Udine che risulta essere la provincia più colpita (+264,6%). I dati sul tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) mostrano una situazione allarmante su tutto il territorio nazionale: il Mezzogiorno ha avuto un incremento superiore al 30%, ma anche Veneto, Emilia Romagna e Toscana hanno registrato un considerevole aumento dei giovani disoccupati. Eclatante è il caso di Livorno, dove la quota dei giovani senza lavoro ha toccato il record di +522,5%, dall’8,3% del 2008 al 51,8% del 2010. Critica anche la situazione della disoccupazione giovanile femminile: 47 province su 110 risultano avere valori al di sopra della media nazionale (30,4%).</p>
<p style="text-align: justify;">In aumento anche il numero di aziende che dal 2001 al 2009 a causa della crisi hanno dovuto chiudere i battenti soprattutto nel Nord-Est (Friuli, Veneto ed Emilia Romagna) e nel Sud (Campania e Calabria). Per il sistema produttivo un altro campanello d’allarme è rappresentato dai crediti a rischio insolvenza, cresciuti a ritmi preoccupanti in alcune province lombarde, venete ed emiliano romagnole, che hanno registrato un aumento record delle sofferenze del 150% dal 2007 al primo semestre di quest’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall’indagine emerge un quadro di diffusa incertezza e forte pessimismo verso il futuro. Infatti, il 91% degli intervistati è convinto che la crisi avrà effetti duraturi e l’85% ha dichiarato che “il peggio deve ancora venire”. Rispetto al 2009, nessuno guarda al futuro con serenità. Inoltre, la crisi è sempre più percepita come vicina e tangibile: ben il 66% del campione (contro il 59% del 2009), soprattutto al Sud e nelle Isole, conosce direttamente una persona che nella propria cerchia relazionale ha perso il lavoro nel corso dell’ultimo anno. Cresce la percentuale di chi ha dovuto ridurre gli acquisti per far fronte alla crisi, con difficoltà a sostenere le spese mediche (40%) e addirittura ad acquistare i generi alimentari (25%).</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato del lavoro è l’ambito verso cui indirizzare in modo prioritario misure anti-crisi. Per il 77% degli intervistati (+10% rispetto al 2009) dovrebbe essere il Governo ad attuare interventi in tale settore: un’assunzione di responsabilità accompagnata però da un calo di fiducia nei confronti di questa istituzione. Infatti, solo il 30% del campione ritiene il Governo capace di affrontare efficacemente la crisi e soltanto il 19% lo considera il livello di governo più indicato per investire le risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">È il Comune l’istituzione più idonea a spendere le risorse per fronteggiare la crisi secondo il 27%  degli intervistati (+5% rispetto al 2009), con punte del 33% al Nord e del 36% nei piccoli Comuni. La crisi penalizza la capacità di spesa: per il 43% degli intervistati i “tagli” colpiscono prevalentemente gli Enti locali attraverso la riduzione dei trasferimenti statali. Aumenta il numero di coloro che si percepisce come “povero”: l’80% dichiara che le situazioni di povertà sono in aumento nelle grandi città.</p>
<p style="text-align: justify;">Come risulta anche dall’indagine sui <em>C</em><em>osti della politica</em> presentata durante i lavori assembleari, in uno scenario di evidente criticità per gli Enti locali cresce la fiducia nei sindaci, la figura politica considerata più “<a href="http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&amp;IdSez=810124&amp;IdDett=32501">utile</a>” e meno “<a href="http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&amp;IdSez=810124&amp;IdDett=32503">privilegiata</a>” rispetto ad altre cariche pubbliche a livello nazionale o regionale.</p>
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		<title>FIGURINE PANINI, IN MOSTRA 50 ANNI DI STORIA ITALIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 20:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angiargiu1</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[figurine Panini]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Angiargiu Un viaggio nei ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. La tradizione delle figurine Panini rivive nella mostra “Panini 1961 – 2011. Una storia italiana”, allestita a Roma nelle sale di Palazzo Incontro. Fino al 23 ottobre è possibile visitare la mostra curata da Paolo Battaglia e patrocinata dalla Provincia di Roma. Promossa dalla Panini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_15362" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/www.eurtorrinolive.it_.jpg"><img class="size-medium wp-image-15362" title="www.eurtorrinolive.it" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/www.eurtorrinolive.it_-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></a><p class="wp-caption-text">www.eurtorrinolive.it</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Elena Angiargiu</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un viaggio nei ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. La tradizione delle figurine Panini rivive nella mostra <strong>“Panini 1961 – 2011. Una storia italiana”</strong>, allestita a Roma nelle sale di Palazzo Incontro. Fino al 23 ottobre è possibile visitare la mostra<strong> </strong>curata da Paolo Battaglia e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.roma.it/provinz/eventi/22015">Provincia di Roma</a>. Promossa dalla <a href="http://www.paninionline.com/collectibles/institutional/it/it/">Panini Spa</a> con gli eredi dei quattro fondatori, la mostra è organizzata da <a href="http://www.civita.it/servizio/sala_stampa/panini_1961_2011_una_storia_italiana">Civita</a> con il contributo di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Camera di Commercio di Modena, Confindustria Modena, ConfApi Modena e Immobiliare Montecarlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Una storia italiana</em>, come recita il sottotitolo della mostra, che nasce nel secondo dopoguerra dall’idea di una famiglia modenese di umili origini. L’avventura delle figurine Panini ha inizio negli anni ‘40 con l’apertura di un’edicola a conduzione familiare. Nel 1955 Giuseppe e Benito fondano l’<em>Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini</em>. Sono le prime esperienze in campo editoriale che, di lì a poco, porteranno all’avvio del progetto imprenditoriale. L’intuizione vincente è del 1960: i fratelli Panini acquistano dalla casa editrice milanese Nannina un lotto di figurine invendute formato “gigante” e iniziano a stamparle ed imbustarle. È il primo successo commerciale che porterà nel 1961 alla “Grande Raccolta Figurine Calciatori”, la prima collezione <em>Calciatori </em>e nel 1963-64 all’esordio del primo logo, l’inconfondibile rovesciata impressa sulle bustine che diventano un “cult” per le generazioni di ieri e di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Autentica fucina di una capacità imprenditoriale basata sulla solidità della rete familiare è il “Villaggio Artigiano” di Modena. La fabbrica delle figurine nasce e si sviluppa grazie alla passione e al talento di quattro fratelli. Giuseppe è l’ideatore, Umberto l’inventore di famiglia, cui si deve la “Fifimatic”, l’imbustatrice automatica che rivoluziona il processo lavorativo e sostituisce il badile utilizzato per mescolare le prime figurine. Successivamente si uniscono all’attività gli altri due fratelli: Benito, che gestisce la spedizione e la distribuzione e Franco Cosimo, che si occupa dell’amministrazione e dell’espansione all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ’60 e ’70 l’azienda cresce e la produzione si diversifica con le raccolte “Aerei e Missili”, “Animali di tutto il mondo”, “Cantanti” ed altre produzioni didattiche e di entertainment su cartoni animati e sceneggiati televisivi, come le celebri figurine di <em>Sandokan</em> e <em>Pinocchio</em>, <em>Heidi</em> e <em>Remì</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni ’70 le figurine diventano adesive e l’azienda inizia l’espansione all’estero: oggi le figurine Panini vengono distribuite in oltre 100 Paesi. Il primo album dotato di didascalia plurilingue e commercializzato a livello internazionale è quello realizzato per i Mondiali di Calcio di “Mexico ’70”. Due anni dopo, debutta il primo album dedicato ad una grande manifestazione sportiva non calcistica, le “Olimpiadi di Monaco” del 1972.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul finire degli anni ’80 l’azienda passa in mani straniere per tornare di proprietà italiana nel decennio successivo. Sono gli anni del consolidamento all’estero e dell’avvento delle nuove tecnologie, del passaggio da azienda di famiglia a multinazionale. Nasce la Panini New Media, divisione aziendale che coordina le attività di marketing digitale e lo sviluppo di prodotti multimediali.</p>
<p style="text-align: justify;">In cinquant’anni la figurina cambia la sua “vocazione”: da premio delle “buste sorpresa” a “gadget” delle scatole di formaggini, prodotti dolciari e detersivi, da strumento promozionale a prodotto editoriale-commerciale su scala internazionale, fino alla sperimentazione di nuovi modi di scambio e collezionismo. Al tempo di Internet, infatti, è possibile creare figurine personalizzate con la propria fotografia, gestire il proprio album online e rimanere in contatto con altri collezionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra di Palazzo Incontro racconta mezzo secolo di figurine attraverso le vicende familiari e imprenditoriali, testimoni di una creatività e di un ingegno che diventano business. È anche un’occasione per svelare <a href="http://www.calciatoripanini.it/2010-11/storia/">curiosità</a> di ieri e di oggi: dalla prima figurina stampata alla più “introvabile”, dal debutto delle figurine di Calcio Femminile ai “<a href="http://www.calciatoripanini.it/2010-11/frammenti-di-storia/">Frammenti di storia</a>” contenuti nell’album del cinquantenario: una narrazione per immagini che attraversa i decenni, cogliendone i cambiamenti ma lasciando immutata la passione di un tempo.</p>
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		<title>Ambiente, al via la 19esima edizione di “Puliamo il Mondo”</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 16:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angiargiu1</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste&video]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[puliamo il mondo]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Angiargiu Dal 16 al 24 settembre torna l’appuntamento con “Puliamo il Mondo”, la campagna di volontariato organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai. Due weekend per ripulire strade, piazze, giardini, parchi e fiumi grazie al contributo di migliaia di volontari in azione contro il degrado ambientale. “Puliamo il Mondo” è la versione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/logo-puliamo-il-mondo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-15073" title="logo puliamo il mondo" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/logo-puliamo-il-mondo.jpg" alt="" width="206" height="206" /></a></p>
<p><strong>di Elena Angiargiu</strong></p>
<p>Dal 16 al 24 settembre torna l’appuntamento con “<a href="http://www.puliamoilmondo.it/2011/">Puliamo il Mondo</a>”, la campagna di volontariato organizzata da Legambiente in collaborazione con la Rai. Due weekend per ripulire strade, piazze, giardini, parchi e fiumi grazie al contributo di migliaia di volontari in azione contro il degrado ambientale.</p>
<p>“Puliamo il Mondo” è la versione italiana del progetto internazionale <a href="http://www.cleanuptheworld.org/en/">Clean Up the World</a>, nato a Sidney nel 1989, che coinvolge ogni anno 35 milioni di volontari in 130 Paesi. L’iniziativa, portata in Italia nel 1993 da Legambiente, vede l’adesione di <a href="http://adesioni2011.puliamoilmondo.it/">enti, aziende, scuole, associazioni e circoli Legambiente</a>, che da Nord a Sud organizzano la pulizia di aree verdi e spazi urbani muniti di rastrello, guanti e ramazza per “rendere più belle e vivibili le nostre città”.</p>
<p>Centinaia di iniziative per un’agenda ricca di appuntamenti. Dalla rimozione dei rifiuti alla riqualificazione di spazi abbandonati e discariche abusive: queste le “missioni” dei “volontari dell’ambiente” tanto nei piccoli centri quanto nelle grandi città. Tra queste <a href="http://www.legambiente.campania.it/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1">Napoli</a>, <a href="http://www.legambientelazio.it/stampa/dossier20110916pim.pdf">Roma</a> e <a href="http://www.puliamoilmondo.it/2011/news_dettaglio?t=puliamo-il-mondo-2011-a-milano">Milano</a>, protagoniste dello Speciale Ambiente Italia in diretta tv su Rai Tre. Tutte le Municipalità partenopee hanno aderito con entusiasmo, in particolare quelle di Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia. Nella Capitale è caccia ai rifiuti sparsi lungo gli itinerari preferiti dai turisti, da Villa Ada alla Passeggiata del Gianicolo. Allarmante la situazione degli argini del Tevere, del Parco di Casa Calda e del Parco di Centocelle. Il quartiere Santa Giulia a Milano è stato al centro di un “flash mob”, un’azione di riappropriazione del verde e degli spazi collettivi da parte dei cittadini e dei comitati di quartiere, che attendono la bonifica dei terreni inquinati posti sotto sequestro.</p>
<p>Partecipazione e cambiamento sono le <a href="http://upload.legambiente.org/puliamoilmondo.it/document/manualeadulti.pdf">parole chiave</a> scelte da Legambiente per l’edizione 2011, dedicata in modo particolare alla <a href="http://www.puliamoilmondo.it/2011/news_dettaglio?t=rai-e-legambiente-insieme-per-puliamo-il-mondo-2011">promozione dell’uso consapevole dell’acqua</a>, tema strettamente connesso alla produzione, al trasporto e allo smaltimento delle bottiglie di plastica, fortemente impattanti a livello ambientale.</p>
<p>L’Italia, sottolinea Legambiente, vanta il poco invidiabile record mondiale di paese con il consumo più elevato di acqua imbottigliata: 12 miliardi di litri all’anno. Con evidenti conseguenze negative: tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera sia in fase di produzione che di trasporto e smaltimento del PET, il materiale più utilizzato per l’imbottigliamento. Per limitare il più possibile gli effetti sull’ambiente, “Puliamo il Mondo” promuove iniziative tese ad incentivare la raccolta differenziata e la riduzione dei consumi energetici.</p>
<p>A supporto della mobilitazione civile sono stati realizzati spot video e radio, locandine e materiale informativo di vario tipo con l’obiettivo di sensibilizzare non solo i volontari, ma anche le istituzioni e l’opinione pubblica.<em> <a href="http://www.puliamoilmondo.it/2011/comunicazione">Certi mostri fanno davvero paura</a> </em>è il claim della campagna di comunicazione scelta da Legambiente per l’edizione 2011. Un messaggio breve ma efficace per ribadire che il degrado ambientale, l’incuria e la sporcizia sono i veri mostri, ben più spaventosi e terrificanti dei mostri di fantasia.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/8Mx-SgnCJac&#038;fs=1" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8Mx-SgnCJac&#038;fs=1" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"/><param name="wmode" value="transparent"/></object></p>
<p><em> </em></p>
<p>Obiettivo di Legambiente è un’azione di sensibilizzazione che non si esaurisca nei due fine settimana di settembre. Da quest’anno, infatti, in collaborazione con <a href="http://www.raeeporter.it/index.aspx">RAEEporter</a> e <a href="http://www.ecodom.it/index.aspx">Ecodom</a> (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio elettrodomestici), è stata lanciata l’iniziativa “Puliamo il Mondo anche dai RAEE”, per promuovere la corretta gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (frigoriferi, computer, lavatrici e televisori). Tutti possono diventare reporter per un giorno segnalando, attraverso foto e video, rifiuti abbandonati in tutta Italia. Per ogni segnalazione ricevuta, Ecodom inoltrerà la richiesta di rimozione all’ente competente, che provvederà al recupero e al corretto smaltimento.</p>
<p>Il <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/il-successo-del-primo-fine-settimana-di-puliamo-il-mondo">primo weekend</a> è stato un successo in termini di partecipazione e di risultati: 400.000 persone in 1.600 Comuni. Ripulite dai rifiuti 4.500 località, raccolti 40.000 sacchi di rifiuti e riempiti 200 container.<strong> </strong>Si replica il prossimo weekend con le iniziative dedicate alle scuole.</p>
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		<title>DIGITALE TERRESTRE, IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA L’ORDINE DEI CANALI FISSATO DALL’AGCOM</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 11:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angiargiu1</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[telecomando]]></category>
		<category><![CDATA[tv digitale terrestre]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Angiargiu Invariata la lista dei canali del telecomando per la TV digitale terrestre in chiaro e a pagamento. Il Consiglio di Stato, con un’ordinanza depositata il 30 agosto scorso, ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar del Lazio, che aveva annullato la delibera dell’Agcom relativa al piano di numerazione automatica dei canali (LCN). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Elena Angiargiu</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Invariata la lista dei canali del telecomando per la TV digitale terrestre in chiaro e a pagamento. Il Consiglio di Stato, con un’<a href="http://www.oppic.it/index2.php?option=com_docman&amp;task=doc_view&amp;gid=391&amp;Itemid=60">ordinanza</a> depositata il 30 agosto scorso, ha sospeso l’esecutività della sentenza del <a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%203T/2010/201009280/Provvedimenti/201106814_01.XML">Tar del Lazio</a>, che aveva annullato la delibera dell’Agcom relativa al piano di numerazione automatica dei canali (LCN).</p>
<p style="text-align: justify;">Accogliendo il <a href="http://www.tvdigitaldivide.it/2011/08/01/digitale-terrestre-il-tar-annulla-la-delibera-agcom-sullordinamento-automatico-dei-canali/">ricorso d&#8217;urgenza</a> presentato dall’Agcom e dal Ministero dello Sviluppo economico, i giudici di Palazzo Spada hanno confermato il proprio <a href="/www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%206/2011/201106650/Provvedimenti/201103539_16.XML">decreto del 2 agosto</a>: resta in vigore la <a href="http://www.agcom.it/Default.aspx?message=visualizzadocument&amp;DocID=4719">delibera 366/10/CONS</a> adottata il 15 luglio dall&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel definire l’attuale LCN, nell’ambito dei principi fissati dal “<a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/10044dl.htm">Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici</a>”, l’Authority si era attenuta ai criteri della “semplicità d’uso” e della “valenza nazionale” nel “rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti”. A partire da tali criteri, aveva stilato una graduatoria del posizionamento dei canali televisivi sul telecomando individuando un range di numerazione per canali generalisti nazionali, emittenti locali, canali a diffusione nazionale suddivisi per genere di programmazione, canali a pagamento e nuovi servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">A creare malumore tra gli operatori è stato soprattutto il meccanismo di attribuzione delle numerazioni spettanti alle emittenti locali. Infatti, mentre ai canali generalisti nazionali ex analogici sono stati assegnati numeri da 1 a 9 e almeno il numero 20 del primo arco di numerazione per le emittenti non comprese nel primo intervallo, alle emittenti locali sono stati riservati numeri da 10 a 19 e da 71 a 99 del primo arco di numerazione, secondo le graduatorie approvate dai Comitati regionali delle comunicazioni (<a href="http://www.agcom.it/Default.aspx?message=downloaddocument&amp;DocID=4604">Co.Re.Com</a>) ai sensi del <a href="http://www.aeranti.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=912:decreto-ministeriale-n-292-del-5-novembre-2004-recante-qregolamento-recante-nuove-norme-per-la-concessione-alle-emittenti-televisive-locali-dei-benefici-previsti-dallarticolo-45-comma-3">Decreto del Ministro delle comunicazioni n. 292 del 5 novembre 2004</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <a href="http://www.digiterrestre.com/digitale-terrestre-numerazione-automatica/899/">Tar</a> ha contestato all’Agcom sia la violazione del termine minimo di trenta giorni per l’informativa all’utenza del nuovo posizionamento sia la procedura utilizzata per l’assegnazione delle graduatorie. A detta dei giudici di primo grado, “gli elementi presi in considerazione per l’attribuzione dei punteggi nulla hanno a che fare con il rispetto delle abitudini e preferenze degli utenti, che possono ben prescindere dal fatturato triennale e dal numero dei giornalisti”, ravvisando, nell&#8217;adozione di tali parametri, elementi “in contrasto con il disposto della legge che, invece, imponeva di misurare in concreto l’ascolto maggiore o minore che le singole emittenti locali hanno realizzato sul territorio […], e non consentiva di utilizzare strumenti indiretti che avrebbero potuto falsare il dato oggettivo e tradire la volontà del legislatore delegato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Motivazioni non condivise in appello dai giudici amministrativi di secondo grado. La Sesta Sezione del Consiglio di Stato, sospesa l’esecutività della sentenza emessa dal Tar a fine luglio, ha ritenuto di dover ripristinare l’efficacia della delibera in quanto “persegue fini di rilievo pubblico prevalenti su singole posizioni delle emittenti locali che si assumono lese dalla numerazione assegnata, prevenendo situazioni di generale incertezza”. Una decisione accolta con soddisfazione dalla <a href="http://www.frt.it/index.php?q=node/1&amp;id=1764&amp;home=true">FRT</a> e da <a href="http://www.aeranticorallo.it/Comunicati-Stampa.htm">Aeranti-Corallo</a>: scongiurato il rischio di una deregolamentazione in materia con ripercussioni positive in ambito locale. Secondo il presidente di Aeranti-Corallo, infatti, “le tv locali continuano ad avere una rilevante presenza nel mercato televisivo, utilizzando 39 numerazioni tra le prime cento, di cui 10 tra le prime 20.”</p>
<p style="text-align: justify;">Per altre associazioni, invece, la graduatoria penalizzerebbe proprio le emittenti locali, per la maggior parte confinate su posizioni oltre il 70° numero del telecomando. Tra queste, il <a href="http://www.nuoveantenne.it/">CO.N.N.A. &#8211; Coordinamento nazionale Nuove Antenne</a>, che ammonendo sul rischio che possa attuarsi una “mercificazione dei numeri assegnati in automatico”, spera in un diverso orientamento del Consiglio di Stato in sede di pronunciamento definitivo, che riconosca al “cittadino consumatore la libertà di memorizzare a suo piacimento le stazioni che preferisce, come avveniva per la ricezione analogica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Associazioni di categoria del settore radiotelevisivo e singole emittenti promettono battaglia. La questione resta ancora aperta in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul merito.</p>
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