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	<title>Mediapolitika - Settimanale on line &#187; redazione</title>
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		<title>APPALTI ENAC, D&#8217;ALEMA INDAGATO A ROMA. LUI CHIARISCE MA I DUBBI RESTANO</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 07:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>

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		<description><![CDATA[di Emiliana De Santis La notizia è di venerdì, i fatti non conoscono tempo. Massimo D&#8217;Alema, leader del Partito Democratico e presidente del Comitato parlamentare per i servizi segreti (Copasir), è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma nell’ambito del filone d&#8217;inchiesta sugli appalti Enac.  I Pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Emiliana De Santis</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è di venerdì, i fatti non conoscono tempo. Massimo D&#8217;Alema, leader del Partito Democratico e presidente del Comitato parlamentare per i servizi segreti (Copasir), è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Roma nell’ambito del filone d&#8217;inchiesta sugli appalti Enac.  I Pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini vogliono vederci chiaro sui voli gratuiti di cui avrebbe beneficiato l’ex Premier. Lo stesso D’Alema, attraverso il suo legale, ha fatto sapere di aver fornito ai magistrati tutti i chiarimenti del caso una decina di giorni prima che la notizia venisse divulgata. Riportano la notizia le principali testate nazionali: Il Sole 24 Ore, La Stampa, Il Riformista. D’Alema sarebbe stato sentito da Ielo e Cascini il 10 ottobre e, durante l’interrogatorio, avrebbe detto di aver usufruito dei voli ma di non sapere che ci fosse qualcuno che li pagava per lui, convinto che gli fossero stati offerti “gratuitamente” dalla Rotkopf e da Morichini come favore personale.<em></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il capo del Copasir sperava di uscirne immune, non si aspettava nemmeno che il suo nome venisse accostato a quello tristemente noto di Gianpi Tarantini. Tuttavia lo zelo degli inquirenti e il clima avvelenato di tangentopoli bis non risparmiano nessuno, soprattutto chi &#8211; nascosto nelle fitte nebbie del gioco politico &#8211; intesserebbe una rete di contattigi così tentacolare da riuscire a congiungersi, probabilmente, con quella altrettanto fitta del nostro Presidente del Consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Di quest&#8217;ultimo si parla sempre, le sue intercettazioni finiscono su tutti i giornali; invece sul primo si vocifera, si spiattellano parole scomode solo su quotidiani politicamente troppo schierati per risultare credibili. Carta, anzi telefonata, canterebbe. D&#8217;Alema sembra conoscere Tarantini e sembra essere venuto a contatto con la fitta rete di contatti attorno a quest’ultimo. Ha sicuramente ammesso di aver usato il Cessna della Rotkopf per i cinque voli tra Roma, Foligno, Bari e Lamezia. A Bari, però, <em>Baffino</em> non è indagato, mentre lo è in Capitale, dove lo accusano dello stesso identico reato di Scajola, “finanziamento illecito a un parlamentare”. In politica, al pari della matematica, vale la proprietà commutativa: cambia il partito ma non mutano i reati&#8230; presunti, s’intende.</p>
<p style="text-align: justify;">Il collegamento tra le due inchieste sarebbe una barca, la <em>Ikarus</em>, proprietà condivisa tra D&#8217;Alema e Vincenzo Morichini, amico personale del leader democratico e <em>fundraiser</em> della Fondazione ItalianiEuropei, presieduta dallo stesso D&#8217;Alema. Su questa barca, sarebbe avvenuto l&#8217;incontro con Gianpaolo Tarantini, alla presenza di quel Morichini che insieme a Franco Pronzato deterrebbe alcune partecipazioni nella Rotkopf Aviation. La compagnia, gestita da Vincenzo e Viscardo Paganelli, voleva ottenere il certificato di volo aereo per partecipare all&#8217;appalto Enac sulla tratta Firenze-Pisa-Isola d&#8217;Elba ma sembra non avesse velivoli adeguati. Così Paganelli avrebbe versato a Pronzato 40 mila euro di mazzette, divise con Morichini, per facilitare tutta la pratica. Questa la ricostruzione dei quotidiani di cui sopra, secondo cui metà quota sarebbe andata al fedelissimo di D&#8217;Alema, l&#8217;altro cinquanta percento all&#8217;ex consigliere di Bersani al ministero dei Trasporti. Tangenti apparentemente <em>democratiche, </em>quindi.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato Gianpaolo a Tarantini a dichiarare: &#8220;A vent’anni ero in barca con D&#8217;Alema (la <em>Ikarus</em>), a trenta ero a cena da Berlusconi&#8221;. Su quella barca, il faccendiere barese, ci sarebbe stato davvero, anche se il capo del Copasir ha giurato di non avere con Tarantini un&#8217;approfondita conoscenza. Anzi, dalle indagini di Bari, sembra che Gianpi sapesse bene come districarsi sia a destra sia a sinistra: sarebbe stato  di fatti in contatto diretto con Walter Lavitola e, contemporaneamente, consulente di Enrico Intini, altro fedelissimo di D&#8217;Alema.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gran calderone insomma, in cui il colore politico sembra sfumare i contorni degli interessi economici e personali. Resta una grande differenza, che non qualifica i gesti né il valore degli uomini. Un semplice dato di fatto: qual è il motivo per cui le intercettazioni tra Lavitola e Berlusconi sono fruibili sul web mentre i verbali d&#8217;interrogatorio di D&#8217;Alema sono stati secretati dalla magistratura capitolina e quindi la notizia non si è diffusa fino a venerdì. Punto interrogativo. Si può obiettare che l&#8217;uno riveste una carica pubblica di primissimo piano mentre il secondo al momento non è se non uno dei big di un partito d&#8217;opposizione. Senza contare che nella voce &#8220;altro&#8221; potrebbero essere ricomprese alcune attività poco chiare. Il nome di D&#8217;Alema è spuntato, senza meglio definite e dirette responsabilità, anche sul caso della Milano Serravalle.</p>
<p style="text-align: justify;">A piazzale Clodio parlano comunque di vicina archiviazione. Paganelli, bilancio alla mano, ha sostenuto che non sono stati effettuati voli gratuiti con D&#8217;Alema passeggero. Le tratte aeree, pari a una somma di circa 7 mila euro, sarebbero state pagate: bisogna ancora capire da chi. L&#8217;ex Premier, avrebbe solo usufruito di un servizio offerto da un amico, senza sapere del giro di soldi che ci stava dietro. Pari pari al malpancista Scajola. Gli pagavano la casa a sua insaputa e lui accettava di buon grado?</p>
<p style="text-align: justify;">Solo che noi comuni mortali, a cui non rimborsano nemmeno il biglietto di Trenitalia dopo che il Freccia Rossa è arrivato con 3 ore di ritardo, non possiamo capire. Pronzato e Paganelli hanno patteggiato per ridurre la pena. Se, in questo caso, valesse la proprietà commutativa, pure D&#8217;Alema e Berlusconi dovrebbero farlo – se acclarate responsabilità inconfutabili &#8211; prima che sia il popolo sfigato a decretarne l&#8217;uscita di scena, senza patteggiamento.</p>
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		<title>FRANCIA, PRIMARIE SOCIALISTE: SARÀ HOLLANDE A SFIDARE SARKOZY</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo politico]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo Chiamato per la seconda volta alle urne, ieri, l’elettorato di sinistra francese, ha scelto chi, tra François Hollande e Martine Aubry, sfiderà alle presidenziali del maggio 2012 l’attuale presidente Nicolas Sarkozy. Come da pronostico a vincere è stato François Hollande, favorito già la scorsa domenica, con il  39% dei voti, ieri si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15529" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/hollande-vainqueur-2012.jpg"><img class="size-medium wp-image-15529" title="hollande-vainqueur-2012" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/hollande-vainqueur-2012-300x112.jpg" alt="" width="300" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">populaires.fr</p></div>
<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/archives/15432">Chiamato per la seconda volta alle urne</a>, ieri, l’elettorato di sinistra francese, ha scelto chi, tra <strong>François Hollande </strong>e <strong>Martine Aubry</strong>, sfiderà alle<strong> presidenziali del maggio 2012 </strong>l’attuale presidente <strong>Nicolas Sarkozy</strong>.</p>
<p>Come da pronostico a vincere è stato François Hollande, favorito già la scorsa domenica, con il  39% dei voti, ieri si è riconfermato con il <strong>56.81%</strong>, battendo il sindaco di Lille, Martine Aubry, che si è fermata intorno al <strong>43.19% </strong>delle preferenze. Lo scorso fine settimana, i 2 milioni e mezzo di francesi che si erano recati alle urne avevano superato qualsiasi aspettativa del Partito Socialista, ieri, il numero dei votanti ha sfiorato i 3 milioni.</p>
<p>Che la partecipazione a questa ultima tornata elettorale sarebbe stata alta, era prevedibile già dal numero di spettatori che durante la settimana hanno seguito gli accesi dibattiti televisivi tra i due sfidanti: un picco di 6 milioni è stato raggiunto nel dibattito del mercoledì sera. Tra i due candidati i toni si sono sempre tenuti molto accesi: “<em>guache molle</em>” -sinistra debole- così, la Aubry ha definito le posizioni di Hollande, molto più agguerrita nell’ultimo scontro diretto, consapevole di non poter contare né sul 7% dei voti di <strong> Ségolène</strong> <strong>Royale</strong>, che da subito ha dichiarato la sua preferenza per l’ex marito, né del 17% di quelli di <strong>Arnaud Montebourg</strong>.</p>
<p>Il risultato sembra aver premiato la concretezza dei numeri di Hollande, che non ha avuto remore a pronosticare cifre ed assicurare successi, sul più scottante tema dell’attualità francese: l’Educazione nazionale. La strategia della Aubry, invece, è stata sempre quella dimantenersi su un profilo basso, senza mettere il “carro davanti ai buoi”, aspettando dati certi, prima di sbilanciarsi su futuri programmi elettorali.</p>
<p>“La Francia per il vero cambiamento ha bisogno di una donna.” In molti credevano in questa frase, ma ora la sinistra francese dovrà far affidamento sul carisma e sul programma del sostituto di <strong>Dominique Strauss-Kahn</strong> se vorrà conquistare l’Eliseo; in primis sul suo cavallo di battaglia: la promessa di assunzione di 60 mila nuovi docenti in cinque anni.</p>
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		<title>FRANCIA, PRESIDENZIALI 2012:OGGI SI VOTA PER LE PRIMARIE DEL PARTITO SOCIALISTA</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 14:10:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo Oggi, l’elettorato della sinistra francese è chiamato alle urne per scegliere chi sfiderà, alle prossime elezioni presidenziali, l’attuale presidente Nicolas Sarkozy. Alle primarie si affrontano: François Hollande, Martine Aubry, Ségolène Royal, Arnaud Montebourg, Manuel Valls, Jean-Michel Baylet. Primarie che sono state precedute da settimane di accesi e seguitissimi dibattiti televisivi, lo stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p>Oggi, l’elettorato della sinistra francese è chiamato alle urne per scegliere chi sfiderà, alle prossime elezioni presidenziali, l’attuale presidente Nicolas Sarkozy. Alle primarie si affrontano: François Hollande, Martine Aubry, Ségolène Royal, Arnaud Montebourg, Manuel Valls, Jean-Michel Baylet.</p>
<p>Primarie che sono state precedute da settimane di accesi e seguitissimi dibattiti televisivi, lo stesso primo ministro <strong>François Fillon</strong> non ha esitato a definirle: “Uno dei maggiori eventi riguardanti il futuro del nostro paese”.“Osservatori a distanza”, il Fronte di sinistra, Europa Ecologista e Verdi; che hanno cortesemente declinato l’invito a partecipare dei socialisti: “può essere che per i prossimi 15 anni riusciremo ad organizzarle insieme”, hanno risposto i Verdi.</p>
<p>Al voto sono chiamati tutti i cittadini francesi iscritti alle liste elettorali, quindi non solo gli iscritti al Partito Socialista. Si vota presso i 9.600 seggi sparsi per tutta la Francia, a partire dalle 9 di questa mattina. I francesi all’estero potranno votare presso i 32 seggi che sono stati messi a disposizione nelle maggiori capitali mondiali.</p>
<p>Per ora l’affluenza ai seggi sembra aver superato le aspettative degli stessi organizzatori. A mezzogiorno il sito internet del Partito Socialista ha avuto qualche problema di malfunzionamento a causa “del successo e dell’enorme affluenza dei francesi che cercavano il loro seggio elettorale.”</p>
<p>Il favoritissimo per ora sembra essere <strong>François Hollande</strong>, 57 anni, ex marito di Ségolène Royal, matrimonio terminato dopo la sconfitta della Dame Blanche alle presidenziali, è stato chiamato in sostituzione di <strong>Dominique Strauss–Kahn</strong>, travolto dal &#8220;finto&#8221; scandalo sessuale. Non ha mai ricoperto una carica governativa, ma è un volto notissimo alla politica francese. Attivo politicamente fin da giovane: da studente iscritto ai partiti vicino all’area comunista, è entrato poi definitivamente a far parte delle fila del partito socialista.<strong> </strong></p>
<p>Seconda a preferenze<strong> Martine Aubry</strong>: 58 anni, figlia d’arte: suo padre <strong>Jacques Delors</strong> fu ministro durante il governo Mitterand, nonché presidente della Commissione europea. Ha ricoperto la carica di ministro del Lavoro e dell’Impiego e della solidarietà, lanciando la legge sulle 35 ore lavorative settimanali.<br />
<strong><br />
</strong>Solo al terzo posto, la ex-favoritissima<strong> Ségolène Royal</strong><strong>,</strong> 58 anni; lei che nel 2006 vinse le primarie con il 60% dei consensi; lei che sfidò alle ultime presidenziali Sarkozy, e che ne uscì sconfitta con un dignitoso 47% di voti.</p>
<p>Compete per il terzo posto anche <strong>Arnaud Montebourg</strong>, 49 anni, di origine algerine, avvocato di successo, figlio di un semplice impiegato della Borgogna. Il leit motiv dei suoi comizi è la parola <em>démondialisation</em>: un noglobal istituzionalizzato, un antieuropeista di sinistra.</p>
<p>Con la possibilità di prendere solo il 5% delle preferenze, al quarto posto si posizione<strong> Manuel Valls</strong>, 49 anni, a differenza degli altri, non è passato per le grandi scuole, come la <em>Science Po</em> di Parigi, produttrice dell&#8217;alta <em>dirighenzia </em>francese, ma ha imparato a fare politica dalle piazze, tra la gente. Rappresentate dell’ala “destra” del partito socialista, acerrimo rivale dell’altra candidata, Aubry, con la quale è entrato in asprissima polemica sulla legge delle 35 ore lavorative settimanali. Il suo modello ispiratore è la socialdemocrazia tedesca.</p>
<p>Al quinto posto e fuori dal coro, c’è<strong> Jean-Michel Baylet</strong><strong>,</strong> 65 anni, presidente del Partito radicale della sinistra, ministro durante il governo Mitterrand, segue una linea molto più a destra: convinto sostenitore sia del liberalismo economico, che delle politiche europee.</p>
<p>I seggi chiuderanno alle ore 19, ma per avere il risultato definitivo bisognerà attendere domenica prossima, 16 ottobre, con l’ultima chiamata alle urne.</p>
<p><a href="http://www.liberation.fr/politiques/01012364585-primaire-socialiste-le-jour-j">liberation.fr</a></p>
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		<title>DDL INTERCETTAZIONI: L&#8217;EFFETTO WIKIPEDIA</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 12:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[nonciclopedia]]></category>
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		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo È stato tradotto in 26 lingue il messaggio apparso, lo scorso 4 ottobre, sulla homepage della Wikipedia italiana, ha valicato anche i confini europei con il persiano e il cinese: Cara lettrice, caro lettore, in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/20111004_wikipedia-oscurata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15384" title="20111004_wikipedia-oscurata" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/20111004_wikipedia-oscurata-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p>È stato tradotto in 26 lingue il<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011"> messaggio apparso, lo scorso 4 ottobre, sulla homepage della Wikipedia italiana</a>, ha valicato anche i confini europei con il persiano e il cinese:</p>
<blockquote><p>Cara lettrice, caro lettore,</p>
<p>in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c&#8217;è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.</p></blockquote>
<p>La possibile chiusura di Wikipedia, uno dei siti più consultati, negli ultimi dieci anni, dai <em>navigatori</em> italiani, è collegata alla lettera<strong> <em>a</em></strong> del <strong>comma 29 </strong>del famoso e controverso <a href="http://www.camera.it/Camera/view/doc_viewer_full?url=http%3A//www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0038530.pdf&amp;back_to=http%3A//www.camera.it/126%3FPDL%3D1415-B%26leg%3D16%26tab%3D2%26stralcio%3D%26navette%3D"><strong>DDL intercettazioni</strong>:</a></p>
<blockquote><p>Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.</p></blockquote>
<p>In sostanza chiunque possa sentirsi diffamato da una qualsiasi informazioni presente sul sito, può richiederne la rettifica, a prescindere dalla veridicità della notizia, senza che il sito possa opporsi o appellarsi a un giudice terzo e neutrale. Se la rettifica non arriverà entro 48 ore, il sito verrà oscurato.</p>
<p>Forse, come esempio degli <em>effetti </em>che porterebbe l’entrata in vigore della legge, possiamo prendere quello che parallelamente è successo, negli ultimi giorni, tra <strong>Vasco Rossi</strong> e <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pagina_principale">Nonciclopedia</a>, definibile come la versione umoristica di Wikipedia. Il cantante italiano, trovando offensive alcune informazioni presenti sul sito, riguardanti la sua carriera, ha deciso di querelarlo. Il sito è rimasto bloccato per alcuni giorni e solo dopo la “calorosa” mobilitazione degli utenti della rete, finalmente oggi, sulla homepage di Nonciclopedia possiamo leggere:</p>
<blockquote><p>Ci scusiamo se i contenuti della pagina di Vasco Rossi siano sembrati diffamatori, ma non c&#8217;è mai stata l&#8217;intenzione di offendere il cantante. Aggiungiamo che non abbiamo responsabilità su alcuni stralci della pagina di Vasco Rossi che circolano in rete (e che sono stati diffusi da alcuni TG) poiché non corretti, in quanto non sono mai stati presenti sul nostro sito. Da entrambe le parti c&#8217;è una volontà di garantire umorismo di qualità, pertanto non escludiamo la possibilità futura che un giorno su Nonciclopedia tornerà ad esistere un articolo su Vasco Rossi che faccia ridere tutti quanti.Tania Sachs, la portavoce ufficiale del rocker, ha assicurato che ritirerà la querela contro Nonciclopedia.</p></blockquote>
<p>Proprio<strong> in mattinata il DDL intercettazioni</strong> è stato discusso in Parlamento, la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati ha deciso che l&#8217;obbligo di rettifica entro 48 ore, previsto dal disegno di legge, non è più applicabile a tutti i siti informatici, ma solo alle testate giornalistiche registrate. Se tale modifica venisse approvata, per Wikipedia e affini, il problema sembrerebbe essersi risolto; ma la lotta contro la <em>legge bavaglio</em>, continua per tutte le altre testate d’informazione italiane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MINISTERI AL NORD? NO, SONO &#8220;SOLO SEDI DI RAPPRESENTANZA&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 11:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo Per settimane la notizia del trasferimento dei ministeri al Nord era sembrata più importante di tutte le notizie che giungevano sulla crisi economica, sulla critica situazione politica italiana, sulle inchieste giudiziarie che assalivano il Presidente del Consiglio… Il trasferimento dei ministeri al Nord, calorosamente acclamato dal Carroccio, sembrava un’impellenza fisiologica, scoppiata all’improvviso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15365" class="wp-caption alignleft" style="width: 304px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/bossi-calderoli-ansa-324x230-294x208.jpg"><img class="size-full wp-image-15365" title="bossi-calderoli-ansa-324x230-294x208" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/bossi-calderoli-ansa-324x230-294x208.jpg" alt="" width="294" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">newnotizie.it</p></div>
<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p>Per settimane la notizia del <strong>trasferimento dei ministeri al Nord</strong> era sembrata più importante di tutte le notizie che giungevano sulla crisi economica, sulla critica situazione politica italiana, sulle inchieste giudiziarie che assalivano il Presidente del Consiglio… Il trasferimento dei ministeri al Nord, calorosamente acclamato dal Carroccio, sembrava un’impellenza fisiologica, scoppiata all’improvviso, un dovere nei confronti degli italiani (ovviamente quelli dall&#8217;Emilia in su), che sembravano aver votato Lega solo per veder realizzato questo sogno: vedere il ministro della Semplificazione normativa, Calderoli, lavorare a Monza.</p>
<p>Nessun altro punto del programma politico della maggioranza era stato voluto con così tanta enfasi, velocità e decisione: lo scorso giugno, una raccolta firme era stata lanciata durante il <strong>raduno di Pontida</strong>, leghisti armati di calcolatrici già contavano quanto sarebbe potuto costare l’imballaggio delle scrivanie e dei computer. <strong>Alemanno</strong> tuonava dal Campidoglio, mentre alla Villa Reale di Monza,<strong> Bossi</strong>, Calderoli, Tremonti e Brambilla, già brindavano alla futura apertura, dando appuntamento al primo settembre per i festeggiamenti ufficiali.</p>
<p>Ma lo scorso mese, di ricchi premi e cotillon nemmeno l’ombra. Da quanto si legge dalle pagine del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/04/monza-ministeri-al-nord-calderoli-li-declassa-sono-solo-sedi-di-rappresentanza/161966/">Fatto Quotidiano</a>, ad inauguare le nuove sedi c&#8217;era un agguerritissimo gruppo di operatori del terziario della <strong>Ascom di Padova</strong>, in protesta contro le misure previste della manovra finanziaria: “Nessuno ha mai parlato del primo di settembre”, ha affermato Maurizio Bosatra, capo di gabinetto di Calderoli.</p>
<p>Però a Villa Reale qualcosa si è mosso, ed è stato il 12 settembre: c’è stata una riunione tra Bossi, Calderoli e i presidenti di alcune province del nord, esclusivamente leghisti, tutti preoccupati dal taglio delle teste che porterebbe l’abolizione delle province. “Per il gap di rappresentanza che si verrebbe a creare per alcuni territori, dove i piccoli comuni sarebbero schiacciati dalle regioni, troppo grandi e lontane per ascoltare le loro istanze”, afferma la presidente della provincia di Venezia Francesca Zaccariotto (Lega), la quale ci regala anche un’altra perla: “considerando che sono previste dalla Costituzione”…le province.</p>
<p>La riunione leghista dello scorso 12 settembre, aveva dunque cominciato a far emergere sospetti sulla vera natura dei tanto agognati ministeri al nord, la verità viene finalmente alla luce ieri, dopo l’incontro tra Calderoli e alcuni esponenti del Partito democratico. A fine riunione Domenico Guerriero, consigliere provinciale Pd, ha riferito le parole di Calderoli in merito ai fantomatici ministeri: “sono sedi di rappresentanza e non decentrate.” L’ennesimo sogno infranto per noi cittadini italiani.</p>
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		<title>UNIVERSITÀ DI TOR VERGATA, FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA: A RISCHIO L&#8217;INIZIO DEI CORSI</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 18:44:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo Neanche di una settimana fa, il nostro articolo sull’inizio di un nuovo difficile anno accademico per la Seconda università romana. Alla vigilia del rientro degli studenti in aula, le notizie che giungono dall’Ateneo di Tor Vergata non fanno che peggiorare. Da una nota del rappresentante degli studenti del corso di laurea magistrale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15338" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/non_paghiamo_noi.jpg"><img class="size-medium wp-image-15338" title="non_paghiamo_noi" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/non_paghiamo_noi-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">calabria.indymedia.org</p></div>
<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p>Neanche di una settimana fa, <a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/archives/15152">il nostro articolo sull’inizio di un nuovo difficile anno accademico per la Seconda università romana</a>. Alla vigilia del rientro degli studenti in aula,<strong> le notizie che giungono dall’Ateneo di Tor Vergata non fanno che peggiorare</strong>. Da una nota del rappresentante degli studenti del corso di laurea magistrale in<em> Scienze dell&#8217;Informazione, della Comunicazione e dell&#8217;Editoria </em>si apprende:</p>
<blockquote><p>Un mix micidiale fatto di tagli ai fondi destinati all&#8217;Università pubblica e di nuove norme, sia ministeriali che prettamente inerenti allo statuto recentemente approvato dal senato accademico di Tor Vergata, rischiano di compromettere l&#8217;inizio del nuovo anno accademico per molti corsi, prevedendo un drastico abbattimento del numero dei contratti e degli affidamenti (interni ed esterni) grazie ai quali la nostra facoltà era in grado di garantire una valida e variegata offerta formativa.</p></blockquote>
<p>In sostanza la<strong> facoltà di Lettere e Filosofia</strong> è in grado di garantire un contratto lavorativo solo a dieci professori, sugli oltre 60 che sarebbero necessari per far partire “dignitosamente” i 14 corsi di laurea offerti dalla Facoltà. La note prosegue: “Alcuni contratti non risultano garantiti, per altri si prospetta vagamente un rinvio nel secondo semestre (senza alcuna garanzia), ad altri ancora l&#8217;attuale calendario dei corsi pubblicato non accenna minimamente.”</p>
<p>Ovviamente la mancata partenza dei corsi corrisponde alla totale paralisi degli studenti, ai quali è stato permesso di iscriversi, di <a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/archives/15152">pagare una rata maggiorata</a>, nonostante non gli venga garantita la basilare possibilità di poter seguire le lezioni, sostenere esami, quindi di laurearsi.</p>
<blockquote><p>Oggi, dopo che il turn-over è stato radicalmente abbattuto e i ricercatori sono stati ulteriormente precarizzati, si chiede che anche chi è disposto a mandare avanti l&#8217;Università pubblica gratuitamente, o a pochi euro, se ne resti a casa.</p></blockquote>
<p>Già nel 2009, lo stesso corso di laurea, al tempo<em> Informazione e sistemi editoriali</em>, si era trovato ad affrontare la stessa difficoltà, nonostante il corso portasse e porti tutt&#8217;ora, nelle casse dell’Ateneo, circa 300 mila euro annui (anche grazie a quei docenti che rinnovano annualmente contratti a 1 euro), e una media di 70 nuovi iscritti; solo la mobilitazione degli studenti riuscì ad evitarne la chiusura. Dopo due anni, la storia si ripete e gli studenti vengono invitati a partecipare il 4 ottobre ad un’assemblea straordinaria che spiegherà gli eventuali rischi a cui gli iscritti vanno incontro. Ma la loro posizione sembra essere una e chiara: “O CI GARANTISCONO IL NOSTRO CORSO O CI RIDANNO I NOSTRI SOLDI.”</p>
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		<title>Caporalato. La Sicilia degli immigrati senza diritti</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 11:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Carmen Vogani Pachino (Siracusa) &#8211; Da Siracusa a Ragusa. E’ la Sicilia patrimonio dell’Unesco, dove in agricoltura si producono quarantotto tipi di eccellenze. Qualcuna però, è facile che abbia il retrogusto della vergogna. Perché la terra siciliana, opulenta e maledetta, ha infangato il sacrificio dei padri e ha riversato liquame nelle campagne. Così sulla [...]]]></description>
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</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Carmen Vogani</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pachino (Siracusa) &#8211; Da Siracusa a Ragusa. E’ la Sicilia patrimonio dell’Unesco, dove in agricoltura si producono quarantotto tipi di eccellenze. Qualcuna però, è facile che abbia il retrogusto della vergogna. Perché la terra siciliana, opulenta e maledetta, ha infangato il sacrificio dei padri e ha riversato liquame nelle campagne. Così sulla pelle dei braccianti, si consuma una nuova forma di schiavitù: il caporalato.</p>
<p style="text-align: justify;">È nelle piazze che si recluta forza lavoro. I caporali italiani arrivano con i camioncini, quelli extracomunitari guidano i Suv. E ogni giorno fanno la spesa al banco degli immigrati. Alle cinque del mattino, a Pachino (Siracusa) la strada è costeggiata da una ventina di nord africani. Quasi tutti giovanissimi. Sabcurbenhalì ha ventuno anni ma ha vissuto più di una vita. È sbarcato a Lampedusa sei mesi fa, e l’Italia l’ha già vista quasi tutta. Che siano le zucchine di Pachino o le arance di Rosarno, poco cambia. Dieci ore di lavoro senza prendere mai respiro. Vale quaranta euro la schiena spezzata di Sabcurbenhalì, assai meno di quella di un italiano. Non è che gli manchi il coraggio di denunciare, a Sabcurbenhalì è scaduto il permesso di soggiorno e non ha scelta. È un clandestino: “Se denuncio io vado in carcere, il padrone torna a casa e domani trova un altro come me”. Amaramohamed ne ha 25 di anni e sorride solo quando parla della Francia: “Compro il biglietto e vado via, dove non c’è mafia”. Conosce appena la lingua italiana, ma ha fatto presto a prendere le misure degli insulti che gli piovono addosso: “Io sto zitto e lavoro. Poi Francia, Francia”. Amaramohamed si tocca le ginocchia schiacciate dall’umidità: “L’acqua arriva qua. Fa dolore. Lavora dice il padrone, non è vero”. Però poi quando per tornare a casa deve fare due kilometri a piedi, l’acqua la sente fino al cervello. E deve sperare di arrivarci vivo a casa. Perché gli immigrati muoiono nelle ombre della notte, invisibili anche per gli automobilisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esercito di riserva, intercambiabile alla velocità della luce. E c’è chi si accontenta di venti euro per dieci ore di lavoro. Una lotta tra disperati che riempie la pancia dei “padroni”. Pater familias che restano in campagna la sera per sollazzarsi con le giovani braccianti immigrate. Nell’ultimo anno a Vittoria, in provincia di Ragusa, sono nati  otto “figli di nessuno”. Non si contano invece gli aborti. Ricatti, minacce, aggressioni fisiche. E due colpi di pistola in aria tanto perché non si facciano accarezzare da strane idee di libertà e giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindacato di strada. Storie come quelle di Sabcurbenhalì e Amaramohamed sono comuni. Ma le chiamano “normali”. E c’è una bella differenza. La Flai Cgil ha dichiarato guerra  al caporalato perché non si dica che sia “normale” la morte dei diritti “in tempi di crisi economica”. Così dopo la Campania e la Puglia, quest’anno ha puntato sulla Sicilia. Ispica, Rosolini e Pachino. Poi Vittoria, Santa Croce Camerina, Scoglitti e Acate. In Sicilia, la Flai è arrivata da tutta l’italia. Dal 28 al 30 settembre, è stata tre giorni in strada con i braccianti per spezzare la corda dell’isolamento forzato. Per dire che si possono cambiare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge contro il caporalato è un bel passo avanti, ma non basta. La Flai fa proposte strutturali, fuori dalla nauseante logica dell’emergenza: “Bisogna pensare a uffici di collocamento pubblici” suggerisce Stefania Crogi segretaria generale della Flai Cgil, che si sostituiscano alle piazze del reclutamento selvaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">“Colpire le aziende che operano nell’illegalità e premiare quelle virtuose” aggiunge da Scoglitti la senatrice Pd Colomba Mongiello (che nell’ultima manovra di Governo ha fatto inserire la legge sul reato di caporalato),  perché “non dobbiamo dimenticare che l’agricoltura è vitale per la sopravvivenza del nostro Paese”. Niente di più vero. Esportiamo prodotti per 230milioni di euro l’anno e il made in italy è in controtendenza con la crisi mondiale: il settore dell’agroalimentare è cresciuto del 3%.</p>
<p style="text-align: justify;">Le eccellenze devono essere tutelate. Anche da una filiera farraginosa che sul mercato si traduce in prezzi inaccessibili per i più. Vanno difese soprattutto dai caporali, dagli imprenditori senza scrupoli, e da una “giustizia” che funziona a singhiozzo. Peppe Scifo, segretario della Camera di Lavoro a Vittoria, mostra una denuncia vecchia di sei mesi: “Nessuno è andato a fare i controlli nell’azienda”. “È ora di smetterla”, dice Peppe che non nasconde l’emozione. Bella a vedersi, nell’epoca del “tutto è normale”. Peppe lo fa per la sua terra. Perché Sabcurbenhalì non debba spogliarsi della sua dignità a 21 anni. Perché Amaramohamed non debba scappare fino in Francia per sentirsi un uomo.</p>
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		<title>ACQUA BENE COMUNE, NAPOLI: LA NUOVA AZIENDA IDRICA PARTENOPEA</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo È Napoli il primo comune italiano a rendere effettivo il risultato del referendum sull’acqua pubblica. Il sindaco partenopeo, Luigi De Magistris, con delibera della giunta comunale ha disposto che l’ARIN, la società che fino ad oggi ha avuto in gestione la rete idrica napoletana, cambi da società per azioni ad azienda di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Al</strong><strong>essandra Vitullo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È Napoli il primo comune italiano a rendere effettivo il risultato del referendum sull’acqua pubblica. Il sindaco partenopeo,<strong> Luigi De Magistris</strong>, con delibera della giunta comunale ha disposto che l’<em>ARIN</em>, la società che fino ad oggi ha avuto in gestione la rete idrica napoletana, cambi da società per azioni ad azienda di diritto pubblico, partecipata dai suoi stessi lavoratori e dai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azienda cambierà il suo nome in <em>Abc</em> (<strong>Acqua Bene Comune Napoli</strong>) e, come spiega la giunta comunale, i suoi obiettivi saranno “il pareggio di bilancio attraverso l&#8217;attuazione dei principi di efficacia, trasparenza ed economicità”, oltreché la riformulazione delle tariffe idriche, che si baseranno sia sui livelli di consumo che sul reddito delle famiglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente rimpasti nella nuova azienda: il consiglio di amministrazione dell&#8217;<em>Abc</em> sarà costituito oltre che da un tecnico, una figura giuridica e una manageriale, anche da due cittadini, scelti tra le associazioni ambientaliste e nominati dal sindaco. Il consiglio di amministrazione verrà, inoltre, affiancato da un comitato di controllo composto dai lavoratori dell&#8217;azienda, dagli ambientalisti e dai consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">La reazioni dei comitati di quartiere non potevano che essere positive: “Ormai è chiaro: in Italia le privatizzazioni, almeno nel settore dell’acqua, hanno sin qui generato incrementi delle tariffe e riduzioni degli investimenti. Con l’azienda speciale, che per natura non persegue profitto, potremo contenere le tariffe e soprattutto differenziarle in base a criteri sociali ed ecologici.”</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo corso della giunta comunale verrà simbolicamente inaugurato dall’installazione di nuove fontane a Palazzo San Giacomo, a l&#8217;aeroporto Capodichino, alla stazione e allo scalo portuale. Il sindaco ha fatto inoltre, cenno a una possibilità “di internazionalizzare questa esperienza e di avviare un gemellaggio col Comune di Parigi, eventualità di cui ho discusso l&#8217;altro pomeriggio con Lionel Jospin, l&#8217;ex primo ministro francese”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo mese, un’altra vittoria è stata raggiunta dal neosindaco: lo scorso 21 settembre, è stata depositata in Cassazione la sentenza che annulla la decisione del 2007 della procura di Catanzaro che aveva sottratto l’inchiesta<em> Why Not </em>all’ex magistrato, per una “presunta incompatibilità”. Quattro anni dopo, la Suprema Corte riconosce l’esistenza di quell’associazione per delinquere, fortemente sostenuta da De Magistris, di cui facevano parte politici, amministratori, imprenditori (più di 150 persone), e rinvia gli atti, per nuovo giudizio, ad un altro giudice del tribunale di Catanzaro.</p>
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		<title>Servizio Civile, pubblicati i bandi per il 2011-2012</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 20:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Ufficio Nazionale per il Servizio Civile sulla pubblicazione dei bandi di selezione per i progetti 2011-2012 (v.a.) Sono complessivamente 20.123 i posti di volontari da impiegare nei progetti di servizio civile nazionale previsti dai bandi di selezione pubblicati sul sito internet dell&#8217; Ufficio nazionale per il Servizio Civile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/Lxwn3ggZ_nM&#038;fs=1" width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Lxwn3ggZ_nM&#038;fs=1" /><param name="FlashVars" value="playerMode=embedded"/><param name="wmode" value="transparent"/></object></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Ufficio Nazionale per il Servizio Civile sulla pubblicazione dei bandi di selezione per i progetti 2011-2012 (v.a.) </em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono complessivamente 20.123 i posti di volontari da impiegare nei progetti di servizio civile nazionale previsti dai bandi di selezione pubblicati sul sito internet dell&#8217; Ufficio nazionale per il Servizio Civile ( <a href="http://www.serviziocivile.gov.it/">www.serviziocivile.gov.it</a><span style="text-decoration: underline;"> )</span> e dalla &#8220;Gazzetta Ufficiale&#8221; n. 75 del 20 settembre 2011 &#8211; 4°serie speciale &#8211; concorsi ed esami).</p>
<p style="text-align: justify;">I 20.123 volontari saranno impegnati a realizzare progetti di Servizio Civile nazionale presentati dagli Enti iscritti nell’albo nazionale, in Italia 10.019 e all’estero 462 mentre 9.642 saranno impiegati in progetti di servizio civile presentati dagli Enti iscritti negli Albi regionali</p>
<p style="text-align: justify;">Alla selezione possono partecipare ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni interessati ad un&#8217;esperienza di cittadinanza attiva nei settori dell&#8217;assistenza, della protezione civile e dell&#8217;ambiente, del patrimonio artistico e culturale, dell&#8217;educazione e promozione culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">La scadenza per la presentazione della domanda di selezione, che dovrà essere presentata direttamente agli Enti che propongono i progetti, è prevista entro le ore 14.00 del 21.10.2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricorda che è possibile presentare <strong>una sola domanda di partecipazione per un unico progetto </strong>di Servizio Civile Nazionale, da scegliere tra quelli inseriti nel bando nazionale o nei bandi regionali e delle Provincie autonome, pena l&#8217;esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Informazioni possono essere richieste al <strong>call-center</strong> 848-800715 e all’<strong>URP</strong> 0649224470 – 0649224202 – Via Sicilia, 194 – 00187 Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Info<br />
Servizio comunicazione<br />
dott. Roberto Andreani tel. 06.49224314 – randreani@serviziocivile.gov.it<br />
Antonio Falanga tel. 0649224229 afalanga@serviziocivile.gov.it</p>
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		<title>UNIVERSITÀ DI TOR VERGATA: SENZA LIBRI, SENZA PROFESSORI, MA LA RATA AUMENTA</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 07:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[glocal]]></category>
		<category><![CDATA[aumento]]></category>
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		<category><![CDATA[tor vergata]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo Si avvisano gli studenti che dall&#8217;anno accademico 2011/2012, contestualmente al pagamento della prima rata, dovrà essere corrisposto un anticipo della seconda rata, se dovuta. Con questa mail del Coordinamento generale delle Segreterie Studenti, inizia il nuovo anno accademico degli studenti di Tor Vergata. Al pagamento della prima rata universitaria, salita a 433 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_15154" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/ricercatori1.jpg"><img class="size-medium wp-image-15154" title="ricercatori1" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/ricercatori1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">csp-csu.org</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<blockquote><p>Si avvisano gli studenti che dall&#8217;anno accademico 2011/2012, contestualmente al pagamento della prima rata, dovrà essere corrisposto un anticipo della seconda rata, se dovuta.</p></blockquote>
<p>Con questa mail del Coordinamento generale delle Segreterie Studenti, inizia<strong> il nuovo anno accademico degli studenti di Tor Vergata</strong>. Al pagamento della prima rata universitaria, salita a 433 euro, cifra che aumenta costante ogni anno, gli studenti dovranno aggiungere una percentuale, calcolata in base al reddito proveniente dalla retta del secondo semestre.</p>
<p>L’inizio di un nuovo anno accademico a Tor Vergata è assicurato solamente dall’ennesimo sacrificio richiesto agli studenti e alle loro famiglie. Le casse della seconda università romana sono, infatti, ormai dissipate dai continui tagli messi in atto dalla riforma gelminiana del sistema universitario, entrata definitivamente in vigore lo scorso gennaio. Presidi e Rettore avevano già provato, nel passato semestre, a raccogliere un po’ di soldi, nel tentativo di riparare almeno qualche proiettore, affittando gli spazi dedicati agli studenti, ad aziende private per fare dei casting televisivi o per girare scene di qualche ignota telenovela. Ma a quanto sembra a nulla è servito trasformare la facoltà di Lettere in uno studios di Cinecittà:</p>
<blockquote><p>Egregi Professori,<br />
a causa delle note difficoltà finanziarie, La Biblioteca non potrà procedere all’acquisto dei testi in adozione per gli esami previsti per l’a.a. 2011/12. Chiedo di valutare la possibilità, laddove sia possibile e nell’interesse degli studenti, di fornire alla Biblioteca una copia dei testi d’esame.</p></blockquote>
<p>Stavolta in particolare, e soprattutto paradossalmente, è la<strong> biblioteca della facoltà di Lettere e Filosofia</strong> a chiedere lo straordinario contributo, che ormai assume i toni dell&#8217;elemosina. Ovviamente sul mancato rinnovo degli abbonamenti (sempre per insufficienza di fondi) a riviste scientifiche, la cui consultazione è indispensabile per chi effettua ricerca o anche più banalmente studia in una università, è calato un pietoso silenzio, del resto di questi tempi sembrerebbe un lusso superfluo.</p>
<p>Ma a cadere sotto i colpi della riforma è anche la didattica: numerosi corsi di laurea non avendo i <strong>fondi sufficienti per rinnovare tutti i contratti dei docenti</strong>, hanno deciso di confermarne alcuni solo ad anno accademico inoltrato, in particolare tutti quelli dei docenti a contratto. A pagarne le conseguenze, oltre i professori, ai quali non viene garantito il loro posto di lavoro, sono soprattutto gli studenti, i quali, nonostante abbiamo pagato una salata e per giunta maggiorata retta universitaria, nonostante abbiano un preciso curriculum universitario da rispettare per non finire l’anno fuori corso, ancora <strong>non sanno se gli verrà assicurato lo svolgimento delle materie presenti sul loro piano di studi</strong>, magari quelle stesse materie che quest’anno hanno convinto altre migliaia di matricole ad iscriversi.</p>
<p>Nelle facoltà scientifiche, invece, oltre all’aumento della rata, c’è la <strong>manutenzione straordinaria autofinanziata delle strutture</strong>: gli studenti versano dai 50 ai 100 euro per avere almeno dei laboratori dove si possa usufruire della corrente elettrica.</p>
<p>Un merito va però riconosciuto all’Università di Tor Vergata: quello di avere il coraggio. Il coraggio di andare avanti senza docenti e senza libri, ma continuando a chiedere sempre più soldi ai suoi studenti.</p>
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		<title>DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE: TRE PROGETTI PER IL SERVIZIO CIVILE 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 07:41:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura & società]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>
		<category><![CDATA[servizio civile]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandra Fatone Anche quest’anno il Dipartimento della Protezione Civile ha promosso tre progetti di servizio civile. Rivolti a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni. Quattordici i posti disponibili per questi progetti che partiranno nel 2012 e avranno una durata di 12 mesi. Il bando dell&#8217;Ufficio Nazionale per il Servizio Civile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di Alessandra Fatone</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno il Dipartimento della Protezione Civile ha promosso tre progetti di servizio civile. Rivolti a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni. Quattordici i posti disponibili per questi progetti che partiranno nel 2012 e avranno una durata di 12 mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bando dell&#8217;<a href="http://www.serviziocivile.gov.it/">Ufficio Nazionale per il Servizio Civile</a> dà indicazioni sui requisiti dei candidati , le modalità di presentazione della domanda e i motivi di esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Requisiti e condizioni di ammissione<br />
</strong>Possono fare domanda i cittadini italiani tra i 18 e i 28 anni (28 anni e 364 giorni) fisicamente idonei allo svolgimento delle attività previste dal progetto scelto e che non hanno condanne penali. È possibile presentare una sola domanda di partecipazione scegliendo un unico progetto di servizio civile nazionale tra quelli promossi dal bando dell’Unsc.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possono presentare domanda:<br />
•	gli appartenenti ai corpi militari o alle forze di polizia;<br />
•	i volontari già impegnati nella realizzazione di progetti di servizio civile (non è possibile cioè interrompere il servizio in corso per partecipare alle selezioni per un nuovo progetto), o che abbiano già svolto il predetto servizio, ovvero che abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;<br />
•	i giovani che abbiano in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione a qualunque titolo, ovvero che abbiano avuto tali rapporti nell’anno precedente di durata superiore a tre mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I progetti del Dipartimento della Protezione Civile<br />
</strong><a href="http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_new.wp;jsessionid=9EF969B4CF3BDB9B856178CA01F3AEF6?contentId=NEW27860">Come riporta il sito del Dipartimento della Protezione Civile</a>, i progetti verranno realizzati nelle sedi di Roma del Dipartimento della Protezione Civile e riguarderanno: la comunicazione e le relazioni con il pubblico, la conoscenza dei rischi sismico e vulcanico e la prevenzione dei rischi idrogeologici ed antropici.</p>
<p><em><a href="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/La_Protezione_Civile_tra_memoria_e_multimedialita.pdf">Il progetto “La Protezione Civile tra memoria e multimedialità”</a></em> avvicinerà i giovani al mondo della comunicazione pubblica e istituzionale, coinvolgendoli nelle attività dell’ Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione, con particolare riferimento agli aspetti relativi alla grafica, al web e alla documentazione video – fotografica. I posti disponibili per il progetto sono quattro.</p>
<p><a href="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/RIDRISV.pdf"><em>Il progetto “RIDRISV (La RIDuzione del RIschio Sismico e Vulcanico in Italia)”</em> </a>prevede l’inserimento dei volontari nell’attuale programma di lavoro del Dipartimento della Protezione Civile, finalizzato al potenziamento delle attività di prevenzione del rischio sismico e vulcanico in Italia e ideato per rispondere ai compiti di coordinamento e indirizzo del Dipartimento nei confronti delle Regioni coinvolte nelle azioni di riduzione degli effetti del terremoto. I volontari coinvolti saranno quattro.</p>
<p><em><a href="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/La_prevenzione_dei_rischi_idrogeologici_ed_antropici_strumenti_di_programmazione_indirizzo.pdf">Il progetto “La prevenzione dei rischi idrogeologici ed antropici: strumenti di programmazione ed indirizzo”</a></em> si svolgerà nell’ambito dell’Ufficio Rischi Idrogeologici ed antropici del Dipartimento e si pone la finalità di sviluppare e migliorare il sistema di comunicazione e di scambio dati e informazioni tra tutte le componenti del Sistema Nazionale di protezione civile nelle attività specifiche finalizzate alla previsione e al monitoraggio delle situazioni di rischio. Sono sei i ragazzi che collaboreranno a queste attività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Presentazione della domanda</strong> – La domanda, che consiste nell&#8217;<a title="il collegamento apre una nuova finestra" rel="external" href="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/allegato_2.pdf">allegato 2</a><img src="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/plugins/jpiconstype/application-pdf.png" alt="" />(137 Kb) e <a title="il collegamento apre una nuova finestra" rel="external" href="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/allegato_3.pdf">nell’allegato 3</a><img src="http://www.protezionecivile.gov.it/resources/plugins/jpiconstype/application-pdf.png" alt="" />(144 Kb) del bando opportunamente compilati, deve pervenire al Dipartimento entro il 21 ottobre 2011 alle ore 14.00, firmata e accompagnata dalla copia di un documento di identità. Le domande che arriveranno oltre questa scadenza, quelle non firmate o a cui non è stata allegata la copia di un documento di identità, non verranno prese in considerazione. Alla domanda vanno allegati il Curriculum Vitae e tutti i titoli che si ritengono utili ai fini della selezione. In questa fase del procedimento non deve essere presentato alcun certificato medico.</p>
<p>Si consiglia, quindi, di non aspettare gli ultimi giorni per inviare la domanda, così da essere certi dell’arrivo al Dipartimento nei tempi stabiliti anche in considerazione di possibili ritardi postali che potrebbero verificarsi.</p>
<p>La domanda può essere inviata per raccomandata postale o tramite posta elettronica certificata (PEC), ovvero consegnata a mano. Tutto secondo le seguenti modalità:</p>
<p>1.	raccomandata a/r al seguente indirizzo:</p>
<p style="text-align: justify;">Dipartimento della Protezione Civile – Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione &#8211; Servizio Diffusione della conoscenza della protezione civile, c/o Presidenza del Consiglio dei Ministri, Via dell’Impresa 9 &#8211; 00186, Roma.<br />
All’esterno della busta occorre indicare necessariamente “domanda di partecipazione progetti servizio civile – bando 2011”.  Non farà fede il timbro postale riferito alla data dell’invio ma l’orario di ricezione della raccomandata da parte del Dipartimento.</p>
<p style="text-align: justify;">2.	posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo: protezionecivile@pec.governo.it</p>
<p style="text-align: justify;">3.	a mano: presso gli Uffici del Dipartimento della Protezione Civile – Settore protocollo – in Via Ulpiano, 11 – Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Non saranno accettate domande inviate via fax o tramite e-mail non certificata.</p>
<p><strong>Info:<br />
</strong> Dipartimento della Protezione Civile - Servizio diffusione della conoscenza della protezione civile<br />
tel 06-6820 4443 &#8211; 2885 (orari: 10,00 &#8211; 13,00 e 15,00 &#8211; 17,30)<br />
Contact Center 800 840 840<br />
Indirizzo di posta elettronica: serviziocivile@protezionecivile.it<br />
Sito internet: <a href="http://www.protezionecivile.gov.it">www.protezionecivile.gov.it</a></p>
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		<title>LIBIA: GHEDDAFI IN FUGA SU JEEP FRANCESE, MA SARKOZY GIÀ PENSA AGLI INVESTIMENTI PER LA RICOSTRUZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione politica e istituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[colonnello]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[fuga]]></category>
		<category><![CDATA[gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[LIBIA]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[sarkozy]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandra Vitullo Imbarazzo all’Eliseo nel dover inseguire il dittatore Gheddafi in fuga a bordo di un suv, gentile cadeau del governo francese. Sarko liquida la stampa con un secco “no comment”, ma dalle informazioni che si leggono dal giornale online Mediapart, sembra che fu proprio Sarkozy, nel 2007, in veste di ministro degli Interni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15090" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/800_sarkozy_cameron_libya3_ap_1109151.jpg"><img class="size-medium wp-image-15090" title="800_sarkozy_cameron_libya3_ap_110915" src="http://www.mediapolitika.com/wordpress/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/800_sarkozy_cameron_libya3_ap_1109151-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">iljournal.it</p></div>
<p>di <strong>Alessandra Vitullo</strong></p>
<p>Imbarazzo all’Eliseo nel dover inseguire il <strong>dittatore Gheddafi in fuga a bordo di un suv</strong>, gentile cadeau del governo francese. Sarko liquida la stampa con un secco “no comment”, ma dalle informazioni che si leggono dal giornale online <a href="http://www.mediapart.fr/">Mediapart</a>, sembra che fu proprio Sarkozy, nel 2007, in veste di ministro degli Interni, a fornire l’ultratecnologico 4&#215;4 al Raïs. Il veicolo, infatti, faceva parte del piano di sicurezza <em>Homeland Security</em>, col quale la Francia forniva la Libia di ben 26.5 milioni di euro di attrezzature per proteggere il regime di Gheddafi. Schermato dalla gabbia di Faraday il veicolo non può essere individuato da nessun dispositivo elettronico nel raggio di 100 metri, e così in tranquillità il Colonnello può continuare il suo viaggio offerto dal <em>Ministère de l&#8217;Intérieur.</em></p>
<p>Ma questo è solo l’ultimo dei tanti paradossi a cui ci ha abituati la guerra in Libia, infatti, non era solo tradizione del governo italiano quella di ospitare con onorificenze la tenda del Raïs nel cuore di Roma, ma anche gli Champs-Élysées sono stati teatro del divertente e insolito siparietto. Poi, cos’è accaduto: l’idillio si è drammaticamente interrotto. Interessante l’analisi di<a href="http://temi.repubblica.it/limes/controrivoluzioni-in-corso/24997"> Kamir Mezran nel numero di luglio della rivista di geopolitica Limes</a>:</p>
<blockquote><p>È chiaro a tutti come la rapidità con la quale Sarkozy lo ha deferito (Gheddafi) alla Corte penale internazionale servisse in realtà soltanto ad impedire qualunque azione di mediazione, soprattutto da parte della diplomazia italiana. Dietro a una tale mossa si celerebbe una realtà molto più complessa. Secondo un’ipotesi molto discussa ciò che è successo in Libia sarebbe attribuibile a un tentato colpo di stato organizzato da alcuni congiurati libici in accordo con la Francia, e forse anche con l’Inghilterra, al fine di rovesciare con un colpo di mano il regime di Gheddafi e insediare un governo più simpatetico con gli interessi economici di queste due potenze e  meno sensibile al rapporto privilegiato che con l’Italia aveva il colonnello. Lo scoppio spontaneo della rivolta in Cirenaica sull’onda delle rivolte in Tunisia ed Egitto  avrebbe colto di sorpresa gli organizzatori del complotto costringendoli a far scattare anzitempo i meccanismi del golpe.</p></blockquote>
<p>Di circa una settimana fa, il trionfale ingresso del <strong>presidente Sarkozy e del premier britannico David Cameron a Tripoli</strong>. Hanno voluto varcare per primi la soglia della terra liberata, aprendo le danze della <strong>“ricostruzione”, stimata intorno ai 200 miliardi di dollari</strong>. Ma la Francia già da lungo tempo era pronta alla Libia post Gheddafi: da come si legge dalle pagine del<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/15/visita-di-sarkozy-in-libia-obiettivo-sfruttare-la-ricostruzione-e-battere-litalia/157569/"> Fatto Quotidiano</a>, la Total, antagonista francese dell’Eni, già da inizio luglio era in trattativa coi ribelli; a Parigi, la Confidustria francese Medef, ha dedicato convegni sulle possibilità economiche che si stanno aprendo in Libia; l’imprenditore, produttore televisivo, nonché l’amico stretto di Sarkozy, Vincent Bolloré, a fine 2010 aveva già in mano un contratto per la gestione del porto di Misurata.</p>
<p>A meno di otto mesi dalle elezioni presidenziali, l’intervento in Libia fa scendere il consenso del presidente Sarkozy di un punto, al 32%, perdita tuttavia sopportabile.</p>
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