PD, PREVALE LINEA BERSANI, EVITATA ROTTURA CON VELTRONI

By redazione • set 25th, 2010 • Category: giornalismo politico Stampa

di Lucia G. Varasano

Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello! Così antichi i versi di Dante Alighieri, eppure così attuali. Dal canto VI del Purgatorio, settecento anni dopo, si ritrovano a meglio descrivere la brodaglia della politica italiana.

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    Il partito arriva lacerato al giorno della sua Direzione nazionale, con Bersani che vuole lanciare il Nuovo Ulivo e il sistema di alleanze, e l’ex segretario Veltroni che giudicandolo senza appeal, incoraggia il ritorno allo spirito del Lingotto e quindi alla vocazione maggioritaria.

    Nel suo documento, sottoscritto da 76 parlamentari della minoranza dell’Area democratica, Veltroni definisce il partito  “senza bussola” ed il suo attivismo ha creato non pochi danni all’immagine del Pd che mai come in questo momento sarebbe dovuto apparire come una valida e salda alternativa di governo. L’iniziativa del documento dei 76 ha spaccato in due il partito: da una parte la maggioranza di Franceschini, Marini e Fassino e, dall’altra, i dissidenti guidati da Veltroni, Fioroni e Gentiloni, tanto che la richiesta di Bersani  di mettere al voto la sua relazione, era un passaggio quasi obbligatorio.

    La Direzione nazionale del Pd si è chiusa a favore di Bersani, e la sua relazione è stata votata a favore dai membri dell’area di Dario Franceschini e Piero Fassino. Su 206 partecipanti, ci sono state 32 astensioni da parte dei veltroniani, degli uomini di Fioroni e dei 22 componenti dell’area di Ignazio Marino, come riporta il Corriere.

    Ma nonostante l’approvazione della relazione, e le parole di ottimismo pronunciate da Bersani nel corso della conferenza stampa la spaccatura è insanabile e Veltroni sbagliando tempi e modi ha di fatto palesato le voci di una minoranza silenziosa che non condivide la mission del partito.

    Non siamo, allora, solo di fronte ad un irragionevole errore veltroniano. Le contraddizioni interne sono forti, e la questione del voto, del documento che non è stato portato in discussione ma è stato direttamente sottoscritto dai 76 parlamentari, le astensioni alla relazione di Bersani che forse avevano come intento quello di allargare l’area di minoranza, gettano una ventata d’incertezza su quale sia la vera “rotta del partito”.

    Affermare che la rotta c’è, è come affermare che una nave stia partendo, ma con già pronte le scialuppe di salvataggio. Le parole di Bersani che dichiara che il partito ne esce fortificato, che “la bussola c’è” assieme ad un “largo impegno unitario”, anche se ci sono “questioni da colmare sul piano politico, culturale, organizzativo”, assomigliano più ad una toppa cucita su un tessuto sgualcito e che suonano solo come la negazione di un regalo a Berlusconi.

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