CONVEGNO: “UN’EUROPA. MOLTE LINGUE. NUOVE OPPORTUNITÀ”

By defelice1 • ott 26th, 2011 • Category: cultura & società Stampa

di Eloisa De Felice

Goethe scriveva: “comunicare è natura. Accogliere ciò che comunicano gli altri così come è dato, è cultura”. La comunicazione come chiave di volta per capire l’altro, per non ignorare la sua cultura e la sua persona, per diventare amici e magari lavorare, in modo costruttivo, insieme? Tutto ciò, però, non si può fare se due persone non parlano la stessa lingua, se non hanno modo, insomma, di mettersi in contatto. Il destino ha voluto che proprio nell’istituto di lingua tedesca a lui dedicato, in Roma, si sia svolto, in occasione della decima edizione della giornata europea delle lingue, l’evento dal titolo: “un’Europa. Molte lingue. Molte opportunità”.

La diversità linguistica europea non può essere vissuta come una Torre di Babele, un aspetto negativo, che deve allontanare tra loro le persone, ma come un’opportunità, per tutti. A livello individuale, come in ambiente lavorativo, così come Paesi che fanno parte dello stesso continente, confrontarsi con gli altri è un importantissimo momento di crescita, soprattutto in tempi di crisi come quelli attuali. Così in apertura dei lavori, la padrona di casa Susanne Höhn, Direttrice del Goethe-Institut, visivamente emozionata, ci tiene a dire: “come gestire il presente, la crisi, il futuro e il passato? Ci può essere una matrice culturale comune che ci aiuti e multi-linguistica?”

Ricchissimo il paniere dei relatori presenti, tra gli altri: Raphael Gallus, della Direzione generale della traduzione, della Commissione europea; Filip Majcen, Direttore servizi linguistici trasversali, della Direzione generale della traduzione, sempre della Commissione europea; Marcello Limina del MIUR e Cornel Baicu, Direttore Programmi, Accademia di Romania in Roma. Parola d’ordine condivisa: educare i giovani alla diversità, al plurilinguismo, a casa come a scuola, tramite corsi di lingua che non siano presi come un dovere, ma come un piacere di potersi aprire all’altro, alla sua identità, alla sua esperienza e alla sua vita.

Certo i dati raccolti nel 2008 non sono poi così positivi: in Italia, alle scuole superiori, nel 71% di esse, si studia solo una lingua, quella inglese, e con risultati decisamente inferiori rispetto alla media dei giovani europei. Almeno, però, a livello di consapevolezza dell’importanza della conoscenza linguistica, per l’equità sociale, il lavoro e le professioni, gli italiani, per il 63%, dicono che la nostra lingua più almeno altre due sono necessarie, mentre i cugini francesi danno la stessa risposta per solo il 34%.

Parlare più lingue, perciò, apre nuovi orizzonti, non solo a livello lavorativo, ma anche interpersonale. É un bagaglio di cultura, oltre ad essere un fattore che innalza il valore reale nazionale. In ambito delle imprese, poi, apre scenari nuovi e consente di innalzare le vendite in modo esponenziale. Dice Umberto Eco, in modo colorito: “la lingua dell’Europa è la traduzione”, ma quanto sarebbe bello se questa non servisse e se tutti fossimo in grado di pensare, parlare e sognare, pienamente, in almeno tre lingue, così proprio come dice il progetto dell’Europa multilinguistica?

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  1. [...] CONVEGNO: “UN’EUROPA. MOLTE LINGUE. NUOVE OPPORTUNITÀ” (Mediapolitika) — saw this thanks to Ivan Turatti — interesting Umberto Eco quote, “The language of Europe is translation.” [...]

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