DEPUTATI PDL: “PRESENTI” IN ITALIA, “ASSENTI” IN EUROPA
By redazione • gen 22nd, 2009 • Category: in archivio
di Valentina Verdini
Iniziamo il nuovo anno con un po’ di dati, lettura un po’ noiosa ma molto utile: quale metodo migliore dei numeri può dare un quadro globale della presenza dei nostri deputati alla Camera a partire dall’inizio dell’odierna Legislatura fino al novembre 2008? Nostra fonte il sito di Montecitorio che propone nella sua banca dati tali statistiche. Per quanto riguarda le presenze reali dei ministri bisogna precisare che esse sono da sommare alle missioni che i membri del Governo sono chiamati a ricoprire durante il loro mandato; quindi se a prima vista il capo del Governo risulta essere il più assente, se si considerano solo le sue votazioni a cui effettivamente ha partecipato (pari allo 0,5%), in realtà Silvio Berlusconi è il più presente grazie al 99,12% degli impegni istituzionali che egli è chiamato a svolgere all’esterno.
Ai primi posti fra i più presenti si pone il Pdl che tranne qualche caso isolato (Mirko Tremaglia con il 93% di assenze, seguito da Roberto Antonione con il 69% e da Niccolò Ghedini con il 60%) è il partito con il minor numero di parlamentari assenti durante le sedute; il giro di “tornello” del ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta nei confronti dei fannulloni degli uffici pubblici, è stato utile anche per i membri del suo partito. In realtà il deputato a cui dovrebbe essere riservata una bella medaglia d’oro per la sua immancabile presenza pari al 100% durante tutti i lavori parlamentari è Rosy Bindi; l’onorevole rappresenta quasi una pecora nera nel Pd, visto che quest’ultimo non può essere considerato un partito “ombra” per la sua opposizione stretta e ferrata all’attuale Governo, ma più per il fatto che in Parlamento ci sta poco, tanto da essere diventato “un partito ombra”. Il leader del Pd Walter Veltroni ha una percentuale di assenze pari al 79%, seguito da Massimo D’Alema con il 69% e da Piero Fassino con il 67%. Va meglio invece la Lega Nord che con Umberto Bossi e Roberto Maroni rispettivamente con il 3,83% e lo 0,64% di assenze si posizionano dietro al Pdl; agli ultimi posti invece troviamo l’Unione di Centro il cui leader Pierferdinando Casini conta il 22% di assenze posizionandosi un gradino indietro rispetto al suo compagno di partito Savino Pezzotta che con il 36,7% è uno dei meno presenti. Anche Italia dei Valori segue le orme del Pd che con il 69% delle assenze di Antonio Di Pietro e l’80% di Carlo Costantini risulta essere uno dei partiti meno presenti.
Se il Pdl rappresenta il partito che ha fatto propria la lotta all’assenteismo dei dipendenti della pubblica amministrazione, e i cui deputati sono tra i più “devoti” al proprio lavoro, risulta essere poco coerente con questo tipo di politica il NO proveniente dal Pdl su una risoluzione approvata a schiacciante maggioranza, che obbliga il Parlamento Europeo a pubblicare online le presenze degli eurodeputati per smascherare gli assenteisti. Forse perché non sarebbe una furbizia rendere note le alte percentuali delle assenze dei nostri rappresentai italiani al Parlamento Europeo, nonostante i cospicui stipendi che essi percepiscono, (150 000 € l’anno da sommare ad indennità di viaggio, spese generali e benefit) superiori di dieci volte una busta paga di un parlamentare ungherese. Gli ultimi dati resi pubblici da un’inchiesta dell’Espresso risalgono al 2001 e riportavano come su «87 europarlamentari italiani, 26 hanno partecipato a meno di metà delle centouno sessioni plenarie, 15 non hanno mai preso la parola in aula, 27 hanno partecipato a meno del 20% delle sedute della propria commissione, 13 non hanno mai presentato un’ interrogazione». Da allora è risultato sempre più difficile venire a conoscenza di tabelle riguardanti le presenze dei parlamentari europei dal momento che non esiste nessun regolamento che obblighi a rispondere a questo tipo di richiesta; è chiaro quindi, il motivo per cui i deputati del Pdl si sono opposti in maniera così compatta ad un tipo di soluzione che risultava del tutto attinente a quella che è la lotta all’assenteismo tanto sbandierata in Italia.
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