Intervista con Serena Carpentieri, responsabile della campagna “Treno Verde” di Legambiente
By redazione • mar 2nd, 2010 • Category: in archivio
di Laura Guadalupi
Ha da poco preso il via “Treno Verde”, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato che attraverserà lo stivale. Si è partiti da Roma per monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico di nove città italiane: Messina, Crotone, Potenza, Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza, Milano e infine Genova. Obiettivo dell’iniziativa è triplice: il monitoraggio scientifico di 72 ore per tappa, ad opera del laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini sulle tematiche ambientali.
Vediamo meglio di cosa si tratta con Serena Carpentieri, responsabile della campagna Treno Verde. Il Treno Verde è arrivato alla sua ventesima edizione. Sono state organizzate delle iniziative speciali per festeggiare i vent’anni di attività?
Sì, ai bambini sarà data una cartolina con il ritaglio di un trenino. Sul retro, i piccoli visitatori potranno scrivere un pensiero su ciò che sognano per la propria città. Per gli adulti è invece previsto un concorso fotografico intitolato “Obiettivo Città”, realizzato in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, partner della campagna. Il soggetto delle foto dovrà riguardare il meglio e il peggio dei nostri centri urbani, ossia i migliori esempi di eco-sostenibilità cittadina, e i casi in cui questa viene infranta.
Per saperne di più, basta andare sul sito: http://www.legambiente.eu/documenti/2010/0210_obiettivoCitta/index.php
Quali sono le principali differenze fra il Treno Verde di vent’anni fa e quello di oggi?
La differenza principale riguarda l’allestimento. I convogli di oggi sono molto più moderni. Grazie all’impiego delle nuove tecnologie, modellini, giochi interattivi e plastici forniscono dimostrazioni pratiche e tangibili delle varie soluzioni pensate per risolvere i problemi legati all’inquinamento e al risparmio energetico. In particolare, è stato creato il modello di una casa ecologica in cui tutti gli elettrodomestici “dialogano” fra loro per mezzo di green@home, un software che consente di quantificare, ad esempio, il consumo di energia di una lavatrice in particolari fasce orarie. La demo del software, realizzato da Telecom Italia, mostra al visitatore le opportunità di un risparmio che è reale sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista delle risorse energetiche. Uno sviluppo sostenibile, quindi, è possibile, basta solo applicarlo avendo le informazioni e gli strumenti adatti.
Può descriverci brevemente la mostra?
Certo. Il convoglio è una mostra itinerante strutturata in tre carrozze, ciascuna dedicata a uno specifico tema ambientale, con annesse le relative problematiche e le possibili soluzioni. Nella prima vettura si parla di mobilità sostenibile, e a tal proposito ricordo il tradizionale Trofeo Tartaruga, gara a cronometro fra i diversi mezzi di trasporto, che nelle ultime edizioni ha visto la vittoria della bicicletta quale mezzo cittadino meno inquinante e più veloce. In base all’ottica “dal pensare globale all’agire locale”, avremo poi nella seconda vettura i cambiamenti climatici e le fonti di energia rinnovabile, mentre nella terza si passerà al risparmio energetico ed idrico che ciascuno di noi può mettere in pratica nella propria quotidianità usando delle semplici accortezze. È qui che troviamo il modello di casa ecologica, con il calcolo informatizzato del consumo domestico di un’abitazione-tipo.
Passiamo a uno dei temi maggiormente discussi in questi giorni: lo smog. Sono già scattate in alcuni comuni le norme volte a riportare i livelli di polveri sottili presenti nell’aria entro i limiti consentiti. Quali altre soluzioni pensa si possano applicare per migliorare la qualità dell’aria?
Sicuramente il blocco delle auto o la circolazione a targhe alterne sono delle soluzioni “tampone”, nel senso che sono utili nell’immediato. Per ottenere degli effetti a lungo termine sarebbe preferibile optare per una mobilità sostenibile, cioè che punti sul trasporto pubblico, da incentivare, e sui mezzi a ferro piuttosto che su quelli a gomma, o ancora su soluzioni quali il car sharing e l’ampliamento delle ztl.
Quale trend di inquinamento atmosferico ed acustico avete riscontrato nel corso degli anni?
Per ciò che riguarda l’inquinamento atmosferico, possiamo dire che in passato la situazione era peggiore. Un primo miglioramento si è avuto con l’introduzione delle marmitte catalitiche, poi, via via, con la circolazione di autovetture sempre meno inquinanti. Di sicuro Legambiente ha contribuito a informare e a sensibilizzare l’opinione pubblica, non sono poche le battaglie vinte. Un discorso del tutto diverso spetta, purtroppo, all’inquinamento acustico. Nonostante si cerchi di portare all’attenzione collettiva la necessità che specifiche aree, quali scuole e ospedali, debbano essere “protette” dai rumori urbani, non è cambiato molto rispetto al passato. Anzi, potremmo dire che tutto resta immutato.
Per concludere, in base ai rilevamenti effettuati nella scorsa edizione, quale città è risultata essere la più inquinata dal punto di vista atmosferico ed acustico?
Il laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) ha monitorato nel 2009 gli inquinanti ambientali tra cui Pm10, biossido di zolfo e monossido di carbonio di sette città italiane: Napoli, Taranto, Pescara, Verona, Alessandria, La Spezia e Firenze. Di queste, il primato negativo per la qualità dell’aria spetta ad Alessandria, dove le analisi di hanno rilevato addirittura 173 μg/m3 e 121 μg/m3 su un limite massimo consentito di 50μg/m3. Seguono Napoli e Taranto.
Il monitoraggio dell’inquinamento acustico ha fatto emergere condizioni fuori dalla norma in tutte e sette le città, con dei picchi di rumorosità oltre i 10 decibel a Pescara e a Napoli.
FONTE:
Intervista telefonica (il 25/02/2010) con Serena Carpentieri, responsabile della campagna Treno Verde
www.legambiente.it
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