RIFORMA GELMINI: CAMBIA IL VOLTO DELLA SCUOLA SUPERIORE
By redazione • feb 12th, 2010 • Category: comunicazione politica e istituzionale
di Alessandra Fatone
Nella mattinata del 4 febbraio scorso il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok all’avvio della riforma della scuola di istruzione secondaria di II grado. Sono stati approvati i 3 decreti presidenziali che riordinano licei, istituti tecnici e professionali. È una “riforma epocale”, ha detto il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che “non ha impronta ideologica, che non è viziata da pregiudizi di sorta”.
I licei diventeranno 6: classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale-coreutico e delle scienze umane, questi ultimi due vere novità. All’ultimo anno, si potrà studiare una materia in inglese o in una seconda lingua comunitaria. Nei tecnici, ci saranno 2 ambiti di studio (economico e tecnologico), suddivisi in 11 indirizzi, con meno ore da passare tra i banchi e più laboratori. Nei professionali (due settori per un totale di sei indirizzi) saranno rafforzate le materie specifiche del corso di studi e ci sarà una maggiore flessibilità dell’offerta formativa. Si partirà per cominciare dalle prime classi, ma ci saranno meno indirizzi e meno ore, per assicurare, comunque, i tagli di spesa previsti dalla manovra imposta dalla legge 133 del 2008.
L’orario settimanale prevederà 32 ore di lezione, al contrario delle attuali 36 che hanno però una durata di 50 minuti. Dal punto di vista del personale docenti e Ata, saranno estese, anche, al prossimo anno scolastico gli effetti del decreto, approvato in autunno, che, come si sa, garantisce uno stipendio (sotto forma di indennità di disoccupazione) a docenti e personale amministrativo rimasto senza supplenze per via dei tagli al personale della scuola. Lo speciale “paracadute”, che ha visto chiudere le domande di inserimento nelle liste prioritarie lo scorso 14 gennaio, secondo recenti dati diffusi, nei giorni scorsi, dalla Uil Scuola, ha interessato, quest’anno, circa 21mila precari.
Dure le reazioni dell’opposizione. Per Pierluigi Bersani “il riordino della scuola superiore da parte del governo non è una riforma, ma un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che – invece di avvicinarci come riferito dal premier – ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese”.
Immediate le prese di posizione di alcune rappresentanze studentesche: il Consiglio nazionale dei presidenti delle Consulte studentesche, l’assemblea che riunisce i 107 presidenti che rappresentano gli studenti delle province italiane, ha bocciato (con 56 voti contro 36) un documento che approvava le politiche ministeriali sulla scuola e il riordino delle superiori, chiedendo invece “più investimenti per le nostre scuole e non tagli indiscriminati”. “Si cancellano o si immiseriscono materie importanti di studio, si tagliano ore di insegnamento cruciali (in media 4 ore settimanali in meno), si sopprimono laboratori e esperienze pratiche professionalizzanti, si cacciano decine di migliaia di precari, eliminandone il posto di lavoro, soltanto in nome del Dio Risparmio”, ha detto il portavoce dei Cobas Piero Bernocchi in una nota. Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri alla riforma delle superiori i Cobas confermano lo sciopero per il prossimo 12 marzo.
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