BIN LADEN E IL PROBLEMA AMBIENTALE: COLPA DELL’AMERICA
By redazione • Feb 5th, 2010 • Category: comunicazione politica
di Cristiano Checchi
Osama Bin Laden è tornato a farsi sentire. Il leader di Al Qaeda ha diffuso un nuovo messaggio contro, ovviamente, l’America e l’occidente industrializzato. Nel messaggio, trasmesso da Al Jazeera, Bin Laden accusa gli Stati Uniti di essere la causa dei mutamenti climatici e dei relativi problemi ambientali.
Repubblica.it ha riportato alcune frasi del messaggio audio del leader islamista: “George Bush è colpevole per non aver aderito al protocollo di Kyoto e aver invece preferito accontentare le multinazionali che speculano a scapito dei deboli”. È quindi questo il nuovo messaggio di Bin Laden trasmesso ai suoi fedeli. Aggiungendo anche che: “Il pianeta non è solo un’idea, ma una realtà”.
L’America non sarebbe solo responsabile dei problemi ambientali. Bin Laden ha, infatti, dato anche direttive strettamente economiche: “Bisogna evitare di utilizzare il dollaro e tentare di sbarazzarsi di tale valuta il più presto possibile”. (Fonte: Corriere.it)
Nella nuova veste di ambientalista convinto Bin Laden ha citato Noam Chomsky, teorico della comunicazione statunitense. Come riporta il Corriere, infatti, secondo il terrorista Chomsky: “Aveva ragione quando aveva paragonato la politica americana a quella della mafia”. Non è mancata la risposta dal mondo politico americano. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Philip Crowley, ha cosi commentato, attraverso l’ironia, l’ennesimo messaggio di Bin Laden: “Allora sembra che noi, gli Stati Uniti, non siamo più il grande Satana ma i grandi inquinatori”. (Fonte: Corriere.it)
È il secondo messaggio, in quest’ultimo periodo, del terrorista più ricercato del mondo. Bin Laden aveva, infatti, fatto sentire la sua voce già per rivendicare l’attentato sul volo Amsterdam-Detroit di Natale e per avvertire l’occidente di nuovi attacchi. Non stupisce quindi questo nuovo audio-messaggio teso a colpire il suo grande nemico, anche se stavolta non sono arrivate minacce d’imminenti esplosioni, bensì un avvertimento di tutela dell’ambiente… come se non ce ne fossero già nelle normali politiche governative internazionali.
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