BERLUSCONI: PER SCONFIGGERE LE MAFIE MENO IMMIGRATI E PIU’ RISORSE
By redazione • feb 5th, 2010 • Category: comunicazione politica e istituzionale
di Francesco Varasano
Il consiglio dei ministri si è riunito, qualche giorno fa a Reggio Calabria, per discutere e trovare contromisure adeguate contro le mafie. Il piano sembra prevedere dieci punti, per l’Agenzia nazionale che gestirà i beni sequestrati alla criminalità organizzata è stata scelta la strada del decreto legge. Il resto delle misure è invece contenuto in un ddl.
Tra le nuove misure che prevede il disegno di legge c’é l’istituzione di un codice antimafia, un testo unico che raccoglie e razionalizza tutte le leggi approvate in materia; la creazione di una mappa nazionale delle organizzazioni criminali; la realizzazione di un sistema di informazione sulle cosche attraverso un desk interforze; interventi contro le infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti.
Terminata la riunione il premier, Silvio Berlusconi ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Rispetto a quello che avevamo annunciato il piano antimafia in 10 punti contiene qualcosa di più. E cioè un codice di leggi antimafia che potrà essere utilizzato da tutte le forze dell’ordine che si occupano di combatterla”. Il nuovo piano sembra puntare molto alla lotta contro gli immigrati per sconfiggere le mafie. Il premier sempre nella conferenza tenuta alla fine della riunione ha dichiarato che: “Riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali” e ha poi continuato con un appello all’Unione europea, che secondo il premier dovrebbe farsi carico delle spese che alcuni paesi “come la Libia” sostengono per vigilare le coste contro i clandestini provenienti dall’Africa.
“Tutto questo lavoro – ha spiegato Berlusconi – ha dei costi che devono essere supportati da tutta la Ue. Si stanno nominando i nuovi commissari e da febbraio mi occuperò di questo problema mirando ad ottenere che l’Europa si incarichi di rimborsare i costi ai Paesi rivieraschi”.
Nella conferenza stampa è intervenuto anche il Ministro dell’interno Roberto Maroni, il quale, è sembrato molto ottimista sulla realizzazione dell’Agenzia che si occuperà di gestire i beni confiscati alle mafie. “La prima cosa che l’Agenzia dovrà fare è proprio il censimento di tutti i beni sequestrati e confiscati in modo da avere per ogni bene una scheda. Sarà una grande mappa”, ha detto il ministro Maroni che poi ha aggiunto: “Il sequestro dei beni è uno strumento fondamentale per contrastare le organizzazioni criminali”.
Nel consiglio dei ministri c’è stato anche il via libera al piano straordinario Sacconi contro il lavoro “nero” in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. L’operazione vedrà coinvolti 550 ispettori che effettueranno controlli in 20 mila aziende. Nel mirino ci sono, in particolare, i settori dell’agricoltura e dell’edilizia. La task force che sarà incaricata di effettuare i controlli sarà formata da ispettori del Lavoro, Inps e militari dell’Arma dei Carabinieri.
Soddisfazione anche da parte del ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha dichiarato: “Siamo intervenuti per introdurre nella legislazione italiana la parola ‘ndrangheta che prima non figurava. La modifica andrà inserita nel decreto in vigore”. “Con questa operazione si daranno maggiori strumenti ai magistrati” ha detto il ministro.
Sul nuovo piano non mancano le polemiche dell’opposizione che si schiera contro le parole di Berlusconi inerenti agli immigrati. Il governo non può accendere fuochi, dicono dal Pd. “Il governo non può andare a Reggio Calabria a fare propaganda. Non si può da una parte, espungere l’articolo 48 della legge Comunitaria che prevedeva l’attuazione di una direttiva europea per l’emersione del lavoro nero con sanzioni per i datori di lavoro che impiegavano cittadini extra comunitari irregolari e dall’altro varare un piano contro la criminalità che, per ciò che riguarda l’immigrazione, e’ solo di natura punitiva e securitaria”. Lo ha detto Anna Finocchiaro concludendo il Convegno organizzato dalla Fondazione Cloe su “Immigrazione e Agricoltura” che si è svolto a Roma.
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