LA CINA DI LI KEQIANG AL WORLD ECONOMIC FORUM 2010

By redazione • feb 5th, 2010 • Category: comunicazione politica e istituzionale Stampa
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di Sabrina Ferri

Torna in scena il World Economic Forum che, come consuetudine dal 1971 (anno della sua fondazione), riunisce nella stazione sciistica di Davos, in Svizzera, alcune delle personalità più ricche e potenti del mondo. Una sorta di grande dialogo, nel quale poter discutere apertamente dei problemi connessi al mondo della politica e degli affari pubblici e per rispondere alle esigenze di una crescente globalizzazione.

Per questa edizione, un ruolo determinante lo ha avuto il vicepremier cinese Li Keqiang il quale, proprio durante lo svolgimento della manifestazione, ha parlato della Cina, come il faro del mondo per eccellenza.

Ad “alleggerire” gli effetti devastanti della recessione infatti, afferma Repubblica.it, sarebbe stata, secondo Li, proprio la Cina; una grande potenza che in futuro potrebbe addirittura erigersi a principale mercato di sbocco. Ma affinché un tale obiettivo possa effettivamente raggiungersi, fondamentale sarebbe riuscire ad incrementare il flusso di scambi internazionali, abbracciando dunque una forma di liberoscambismo.

Il vicepremier cinese invita dunque l’Occidente, sancisce ancora Repubblica.it, a non cedere a politiche di protezionismo. Il tutto per evitare che si possano commettere nuovamente gli errori che portarono alla Grande Depressione degli anni Trenta. Contestualmente elogia i risultati ottenuti dalla Cina nell’ultimo anno.

Se nel 2009 si poteva prevedere una crescita del Pil pari all’8%, ad oggi i fatti mostrano una crescita effettiva dell’8,7%. Ma per crescere ancora, sostiene il leader cinese, occorrerebbe: “abbandonare i settori manifatturieri arretrati, puntando invece sull’innovazione e le attività produttive più avanzate”, perché la Cina resta pur sempre un Paese emergente”.

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