ALFANO: LA MAFIA E’ IN GINOCCHIO, MA I MAGISTRATI STIANO PIU’ IN PROCURA E MENO IN TV
By redazione • dic 11th, 2009 • Category: giornalismo politico
di Alessandra Fatone
Roma, 9 dicembre. La mafia “si può combattere senza andare in tv o a fare convegni”. Si rivolge ai magistrati il Guardasigilli Angelino Alfano, in conferenza stampa al Senato con il ministro dell’Interno Roberto Maroni e i leader del Pdl per illustrare i risultati del governo Berlusconi nella lotta alla criminalità organizzata.
Nel ringraziare il procuratore capo di Palermo Messineo per il tris degli arrestati Raccuglia, Nicchi e Fidanzati, il ministro della Giustizia ha però mosso una critica, sollecitando i magistrati a stare lontani dalla ribalta dei mezzi di informazione. “Lavorando di più in procura e senza le luci delle telecamere – ha sottolineato Alfano – si arresta qualche latitante in più, quindi con qualche convegno in meno e qualche latitante in più si fa il bene del Paese”.
L’Associazione nazionale magistrati in risposta al ministro Alfano: “Ci permettiamo di ricordare che la relazione introduttiva al Congresso Anm affermava chiaramente che la cultura della giurisdizione, la professionalità e la legittimazione del magistrato – dicono il presidente Luca Palamara e il segretario Giuseppe Cascini – si misurano nelle aule giudiziarie, nei provvedimenti giurisdizionali adottati, nei processi e con le sentenze definitive”.
Nel suo discorso il ministro della Giustizia ha più volte elogiato e ringraziato il procuratore capo di Palermo, Messineo, per “il tris di arresti, Raccuglia, Nicchi e Fidanzati, che ha consentito la decapitazione della mafia”: “Mai, mai, mai – ha aggiunto – si era sentito dire finora che non si riesce a capire chi comanda in Cosa Nostra a Palermo, chi governa la mafia, perché tutti i capi sono stati arrestati”.
Il ministro Alfano ha anche tracciato un bilancio del 41 bis: “Al 6 dicembre i detenuti al 41 bis erano 644: con quello che firmerò immediatamente per Nicchi, diventeranno 645, record storico di detenuti mafiosi al carcere duro. Quello precedente risaliva alla fine del 2001″.
Al Guardasigilli fa eco il ministro dell’Interno Robero Maroni. “Vogliamo sconfiggere la mafia, abbiamo la straordinaria ambizione di voler mettere fine a questo capitolo orribile della storia italiana e col piano straordinario di contrasto in dieci punti che approveremo nel prossimo gennaio faremo l’affondo definitivo” ha detto il titolare del Viminale. Il ministro Maroni ha inoltre avanzato una proposta: “Una vera e propria agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati che possa valorizzare quelli sequestrati fino a che non arrivi il provvedimento di confisca e possa utilizzare al meglio i beni confiscati, anche vendendoli”.
La proposta di dar vita a un’agenzia nazionale per i beni sequestrati e registrati, per poter meglio valorizzare l’utilizzo di questo immenso patrimonio valutato in miliardi di euro, avanzata da Maroni, farà parte del piano nazionale antimafia in 10 punti che verrà presentato dal governo.
(Fonte dichiarazioni: www.corriere.it)
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