EUROPA, D’ALEMA PERDE GLI ESTERI. PER COLPA DI CHI?
By redazione • nov 25th, 2009 • Category: giornalismo politico
L’Ue si rinnova. Con la ratifica del trattato di Lisbona da parte del presidente ceco Václav Klaus, decade l’ultimo ostacolo all’approvazione del testo per la sostituzione della Costituzione Europea che era stata bocciata da Francia e Olanda nel corso del 2005. La firma di Klaus arriva proprio nel momento in cui la Corte Costituzionale ceca, sancisce Corriere.it, dichiara il Trattato conforme alla Costituzione Repubblicana.
E subito ecco spuntare nomi e volti ideali per i due Alti posti dell’Unione creati dal nuovo trattato: il presidente dell’Ue ed il ministro degli Esteri europeo che tornerà a chiamarsi alto rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza Comune.
Due sembrano i candidati quasi scontati. Secondo Corriere.it, accanto all’ormai certo premier belga Hermann Van Rompuy alla carica di presidenza stabile del Consiglio Europeo, fa capolino la figura di Massimo D’Alema che, appoggiato dal Pse, viene dato proprio come candidato più forte per ottenere il posto di ministro degli Esteri.
Ma qualcosa va storto e D’Alema finisce in uno “scantinato”, vedendosi improvvisamente scalzato dalla britannica laburista Catherine Asthon. Detto, fatto. Arriva l’accordo sulle nomine e, fa sapere Ansa.it, spuntano fuori i nomi di Rompuy e della Asthon che hanno il privilegio di ricevere anche le congratulazioni del presidente Usa Barack Obama. Il Trattato di Lisbona “rafforzerà l’Ue e le permetterà di essere un patner ancora più forte degli Stati Uniti”.
Pur conservando, infatti, gran parte delle innovazioni istituite nella Costituzione Europea, esso ripristina i vecchi trattati, definisce meglio le competenze dell’Ue e degli Stati membri, aumenta i poteri dei Parlamenti nazionali, istituisce il sistema della doppia maggioranza, conferisce all’Ue personalità giuridica in forza della quale potrà firmare trattati internazionali.
Intanto attorno alla “questione D’Alema” sopraggiunge un alone interminabile di polemiche. Il ministro Franco Frattini si scaglia contro il Partito Socialista europeo accusandolo di aver tradito D’Alema, prima appoggiando la sua candidatura e poi cambiando rotta. Ma per contro i socialisti non la pensano così, ed invece puntano il dito accusatorio contro il Governo italiano. In un’intervista a Repubblica Martin Schulz, esponente dei socialisti al Parlamento europeo, afferma che il governo italiano: “non ha mai ufficialmente proposto il nome di D’Alema. E questo è un fatto”, anzi “mi risulta che Berlusconi abbia contattato alcuni primi ministri conservatori per chiedere di far cadere la candidatura di Massimo dicendo: non mettetemi in condizione di dire di si a D’Alema. Mi risulta – aggiunge Schulz – che si sia espresso così anche alla cena a Berlino, in occasione dell’anniversario della caduta del muro”.
Nel frattempo si pensa alla composizione del nuovo esecutivo comunitario. Il premier Silvio Berlusconi porta avanti Antonio Tajani, già commissario europeo nei trasporti e a lungo, sancisce il Corriere, suo portavoce.
redazione is
Contattaci | All posts by redazione
















