Andrea Romano ci presenta la Fondazione “Italia futura”: idee concrete per il nostro Paese
By redazione • Nov 12th, 2009 • Category: interviste&video
Intervista di Eloisa De Felice; riprese: Ilaria Bortot
Siamo qui con Andrea Romano, in una nuova intervista, che questa volta, però, non lo vede più solo come Professore di “Storia Contemporanea” e “Storia della Gran Bretagna” presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, ma anche come Direttore di una nuova realtà del nostro Paese quale “Italia Futura”.
Professore, cos’è “Italia Futura”?
È un’associazione civile che intende promuove campagne di mobilitazione civile e prende le mosse da una domanda di fondo: “Come sarà l’Italia da qui a cinque anni?” La convinzione da cui ci siamo mossi è che la nostra politica è troppo incentrata sul giorno per giorno. Serve costruire un luogo in cui si pensi a risolvere i problemi. Noi abbiamo scelti alcuni temi, tra cui: L’ascensore sociale, la mobilità sociale, i maestri elementari, la sanità, l’industria culturale…temi solo apparentemente distanti tra loro. Come lavoriamo? Chiediamo a delle persone che sanno di cosa parlano di preparare studi concreti e poi li lanciamo nella discussione pubblica, sperando che la politica e la società li recepiscano.
Se dovesse descriverla in tre parole?
“Italia Futura” è un incubatore per il futuro del Paese.
Qual’é stata la causa che ha fatto traboccare il vaso, dire basta e creare “Italia Futura”?
“Italia Futura” nasce da un gruppo di persone…non è solo una mia creatura! Commentavamo l’Italia! Nel mio caso: Basta criticare, cerchiamo di far qualcosa!
Illustri personaggi stanno prendendo parte a questo progetto, come li ha convinti?
Ci siamo un po’ convinti a vicenda. Abbiamo deciso di sostenerci a vicenda in questo progetto. Lei si riferirà a imprenditori quali Luca Cordero Di Montezemolo. Gli imprenditori sono figure della società civile, come tutte le altre, che promuovono iniziative non solo con i fondi, ma che promuovono pure temi su cui lavorare.
Di che colore è il futuro di “Italia Futura”?
È un colore chiaro, speranzoso, un colore non tanto politico, in senso stretto, ma alla base c’è la convinzione che bisogna pensare in modo positivo al futuro del Paese. Bisogna lavorare per ribaltare l’idea che l’Italia è un Paese che va male.
Un’ipotesi: nelle prossime elezioni gli italiani troveranno anche “Italia Futura” tra i votabili. Alle scorse elezioni Berlusconi per conquistar voti disse: “Tolgo l’ICI”, voi cosa potreste dire?
“Italia Futura” non è un partito. Non so per cosa voteremo alle prossime elezioni. Non so quale sarà l’offerta politica. Varie figure da una parte e dall’altra s’apprestano ad andare in pensione e, perciò, è probabile che l’offerta politica cambi. “Italia Futura” per come è adesso non fa proposte politiche, ma proposte sociali per la mobilità, soprattutto prese dall’estero, per esempio dalla Spagna o dall’Inghilterra. Dalla Spagna, ad esempio, abbiamo preso l’idea di un contributo statale che aiuti i giovani ad uscir di casa e rendersi indipendenti.
Si ringrazia Andrea Romano per essersi prestato così cordialmente a questa nuova intervista ed Ilaria Bortot per le riprese della stessa.
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