In Iran test missilistici e nucleari: provocazione all’occidente?
By redazione • set 29th, 2009 • Category: in archivio
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di Eloisa De Felice
Commentando le esercitazioni che l’Iran stava effettuando, il comandante delle forze aeree dei Pasdaran, i “Guardiani della rivoluzione”, Hossein Salami, ha sostenuto che principale obiettivo era quello di “valutare i progressi tecnici recentemente realizzati con i missili terra-terra”, ma l’Occidente guarda con occhi estremamente preoccupati lo sviluppo degli eventi. Franco Frattini in una nota diffusa dalla Farnesina, ha commentato: “L’Iran deve fermare i test missilistici. Deve dimostrare in questo modo alla comunità internazionale, alla vigilia del negoziato di Ginevra, la propria buona fede e la propria volontà di dialogo e collaborazione. Non è attraverso la minaccia missilistica o nucleare che Teheran vedrà riconosciuto il suo ruolo nella regione e nella comunità internazionale e potrà garantire la prosperità della sua popolazione”.
L’Amministrazione Usa, invece, ha duramente definito “un altro atto di natura provocatoria” gli ultimi test missilistici e chiesto all’Iran di consentire accesso “senza limiti e senza restrizioni” all’impianto nucleare clandestino di Qom.
Durante le manovre, denominate “Grande Profeta 4″, sono stati lanciati missili a corto, medio e a lungo raggio. In particolare gli Shahab-3 e i Sejil, che, con una gittata dichiarata fino a duemila chilometri, sarebbero in grado, secondo gli analisti della difesa, di raggiungere il territorio israeliano e le basi Usa nella regione del Golfo.
I Guardiani della Rivoluzione hanno confermato di aver portato a termine con successo due giorni di esercitazioni militari: “le esercitazioni balistiche iniziate si sono concluse raggiungendo tutti i loro obiettivi”. Anche il canale televisivo iraniano in lingua inglese Press TV ha riferito che i Guardiani della rivoluzione hanno sperimentato con successo 2 nuovi missili a corto raggio del tipo Tondar e Fateh 110 e le versioni aggiornate dei missili a medio raggio Shahab-3 e Sajjil. Il Sajjil 2 è un missile terra-terra a 2 stadi, bimotore, alimentato interamente con combustibile solido, mentre il più vecchio Shahab 3 funziona con una combinazione di combustibile liquido e solido nella sua forma più avanzata, conosciuta anche come Qadr-F1. Il combustibile solido è considerato una svolta per qualsiasi sistema missilistico, perché aumenta la precisione dei missili.
Data la situazione gli Stati Uniti vorrebbero sanzioni più dure contro l’Iran, e sperano di convincere i paesi occidentali a seguire questa linea, anche per compensare l’approccio più ambiguo di Russia e Cina, ma la strada per fare pressioni davvero efficaci sul regime degli ayatollah è tutta in salita: così scrive il New York Times, in un articolo che mette a nudo le difficoltà nella partita strategica che si sta per aprire con Teheran da giovedì prossimo, quando gli iraniani torneranno al tavolo dei negoziati a Ginevra con il ’5+1′ (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania), dopo 14 mesi di sospensione. Le sanzioni sarebbero ancora più importanti adesso che Teheran ha testato i suddetti missili a corto e medio-lungo raggio, lanciando un nuovo guanto di sfida alle potenze occidentali. Le fonti del Times ritengono, però, che gli Stati Uniti non riusciranno a ottenere appoggi sufficienti per far passare un embargo alle esportazioni di benzina e prodotti petroliferi raffinati verso l’Iran. A sostenere la necessità di “sanzioni soffocanti” resta certamente Israele, ma la Casa Bianca sa che la Russia e la Cina, pur con differenze nei toni, non giocano dalla sua parte. Teheran deciderà di collaborare? Chi farà la mossa vincente in questo nuovo scacchiere internazionale che assume sempre più i tratti di una “guerra fredda” versione nuovo millennio?
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Falsificazioni di Brevetti di Invenzione
scritto da Romano De Simone, 29 settembre, 2009
E’ un vero peccato che il mio brevetto SPALIC, che tanto interessava ISRAELE, non si sa perché, sia stato fatto falsificare da gente che si vanta di essere amica di Israele.
La colpa sarà sicuramente di altri e non certo dell’onnipotente stato di Israele.
Cosa ha fatto Israele di positivo, per evitare questa vergogna, ed altre della stessa specie ?
NIENTE !
Dove prende Israele, le sue tecnologìe e le sue invenzioni ?
Per quanto mi riguarda io sono stato totalmente derubato, ma non si sa da chi.
E’ per caso la gente amica di Israele che blocca le indagini ?
Israele, con la sua potenza, le sblocchi e chiarisca al mondo che la colpa non è sua.
Romano De Simone