LA SAPIENZA SVOLTA A DESTRA
By redazione • dic 4th, 2008 • Category: giornalismo politico
di Mauro Barone
Il centro destra è protagonista nel più grande ateneo d’Europa, La Sapienza di Roma. Alle elezioni del l 25 e 26 novembre espugna la roccaforte degli anti-Gelmini. L’impresa sembrava impossibile perché l’università romana è il centro delle contestazioni dell’Onda e punto di riferimento per gli altri atenei in agitazione; inoltre la sinistra era largamente maggioritaria negli organi uscenti (la destra non aveva nessun rappresentante). Ma la “maggioranza silenziosa” c’è ed erige una diga marginando l’Onda, mostrando in piena coscienza la sua volontà. Quest’ultima, rovesciando ogni previsione, affida alle liste indipendenti legate al centro destra ben quattro seggi su cinque del Consiglio di Amministrazione e ben quattro seggi su sei nel Senato Accademico. C’è da dire però che, come sempre, data la poca importanza conferita alle elezioni universitarie, sono andati a votare solamente il 10,6% degli aventi diritto (2% in meno rispetto alle ultime consultazioni).
Piaccia o non piaccia i dati sono chiari: al Senato Accademico, Vento di Cambiamento (movimento interno alla facoltà di medicina e sostenuta dai giovani di Forza Italia) ha conseguito due seggi con il 24,35% , Mondo Sapienza/Lista Aperta (legata al mondo cattolico) un seggio con il 16,90%, Azione Universitaria (vicina ad Alleanza Nazionale) un seggio con il 14,85% . Sull’altro fronte, invece, Sapienza in Movimento (cattolici del Pd) hanno conquistato un seggio con il 13,97% dei consensi, i Collettivi – fra i protagonisti più attivi delle proteste – un seggio con il 10,24% , Studenti Democratici il 9,31%, Unione degli Universitari (vicina al Pd) l’8,97%. In coda, i Corvi con l’1,40%.
Al Consiglio di Amministrazione, Vento di Cambiamento ha conseguito due seggi con il 25,42% , Mondo Sapienza/Lista Aperta un seggio con il 16,66%, Azione Universitaria un seggio con il 14,21% , Sapienza in Movimento un seggio con il 13,42%, Collettivi il 10,92%, Studenti Democratici il 9,35%, Unione degli Universitari l’8,63%, i Corvi l’1,39%.
Da questi dati emergerebbe che gli studenti della Sapienza sostengono la politica riformatrice del Governo e, nonostante le forze di sinistra portino ancora in piazza qualche migliaio di studenti nelle manifestazioni organizzate, esse poi non trovano seguito all’interno della facoltà stessa e non riescono a concretizzare le loro rivendicazioni.
Piaccia o non piaccia i dati sono chiari: al Senato Accademico, Vento di Cambiamento (movimento interno alla facoltà di medicina e sostenuta dai giovani di Forza Italia) ha conseguito due seggi con il 24,35% , Mondo Sapienza/Lista Aperta (legata al mondo cattolico) un seggio con il 16,90%, Azione Universitaria (vicina ad Alleanza Nazionale) un seggio con il 14,85% . Sull’altro fronte, invece, Sapienza in Movimento (cattolici del Pd) hanno conquistato un seggio con il 13,97% dei consensi, i Collettivi – fra i protagonisti più attivi delle proteste – un seggio con il 10,24% , Studenti Democratici il 9,31%, Unione degli Universitari (vicina al Pd) l’8,97%. In coda, i Corvi con l’1,40%.
Al Consiglio di Amministrazione, Vento di Cambiamento ha conseguito due seggi con il 25,42% , Mondo Sapienza/Lista Aperta un seggio con il 16,66%, Azione Universitaria un seggio con il 14,21% , Sapienza in Movimento un seggio con il 13,42%, Collettivi il 10,92%, Studenti Democratici il 9,35%, Unione degli Universitari l’8,63%, i Corvi l’1,39%.
Da questi dati emergerebbe che gli studenti della Sapienza sostengono la politica riformatrice del Governo e, nonostante le forze di sinistra portino ancora in piazza qualche migliaio di studenti nelle manifestazioni organizzate, esse poi non trovano seguito all’interno della facoltà stessa e non riescono a concretizzare le loro rivendicazioni.
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Certo che dal titolo sembra tutta altra cosa…
Dire che la sapienza svolta a “Destra” è una grandissima fesseria!!!
Visto che solo il 10,6% è andato a votare e ,come dichiarato dal redattore, si dia poca importanza alle elezioni, è FORSE MEGLIO METTERE DEI TITOLI MENO “ACCATIVANT”I DI QUESTO. Non bastano delle “elezioni locali” per determinare l’onda politica dell’università.
E CERCHIAMO DI ESSERE MENO DI PARTE QUANDO SCRIVIAMO GLI ARTICOLI; PER UN GIORNALISMO SERIO E CONCRETO CI VUOLE OBIETTIVITA’!!!
Purtroppo è la realtà dei fatti. Le elzioni, importanti o meno che si considerino, sono state vinte dalla destra, ciò che abbiamo fatto è stato riportare i dati numericamente, affinchè non emergesse nessuna preferenza politica. Il nostro intento è proprio quello di proporre un giornalismo serio e concreto, cercando di rimanere neutrali e onesti. Accettiamo ogni consiglio, ogni critica costruttiva, ogni proposta di miglioramento e ogni opinione; ma non le sentenze sparate e prive di senso.
seguendo il tuo stesso ragionamento possiamo dire ke l onda riguarda una piccola parte degli studenti xkè quando essa è scesa in piazza senza sigle sindacali gli studenti erano poco piu di diecimila, piu o meno l’ equivalente del 10,6% dei votanti alla Sapienza.
Caro Davide il titolo in un articolo giornalistico deve richiamare l attenzione del lettore quindi se tu ti sei soffermato a leggere il mio articolo deve aver funzionato!!!:-)
Il giornalista offre una visione della realtà e naturalmente la offre dal suo punto di vista cercando di rimanere il quanto più possibile obbiettivo ed è ciò che ho fatto io.
La sapienza svolta a destra non è una fesseria è la realtà dei fatti ci piaccia o nn ci piaccia….
beh..è un pò azzardato dire che la Sapienza svolti a destra dal momento che sono andati a votare un così esiguo 10% di studenti..ci si dovrebbe chiedere il motivo per cui l’altro 90% non ha votato.
cmq le elezioni universitarie sono veramente poco indicative della situazione politica dentro l’università. che ormai è una situazione di nicchia, nel senso che la stragrande maggioranza degli studenti se ne strafrega delle questioni politiche nell’univerisità (e anche fuori, a dir la verità). quindi se il risultato è stato a favore delle liste del centrodestra, è però da tener presente che dentro le facoltà (della sapienza) la presenza/penetrazione politica è ancora sbilanciatissima sulla sinistra radicale, che esercita secondo me ancora una molto forte egemonia. con o senza i seggi nei vari consigli studenteschi.
Il problema è ke tutti se ne fregano nessuno si interessa nessuno si informa nessuno partecipa allla vita accademica ma poi tutti pronti a lamentarsi e a protestare.
Vero quello ke dici che cmq sia la sinistra è ben radicata all interno della facoltà ma se dopo dieci anni di assenza la destra torna a occupare posti qualcosa vorra dire….