GIANFRANCO FINI PALADINO DI LAICITA’ SUL “FINE-VITA”
By redazione • set 1st, 2009 • Category: giornalismo politico
di Sabrina Ferri
Ospite della festa del Pd a Genova, Gianfranco Fini, presidente alla Camera, inscena un’oratoria sofisticata e, da buon retore, riscuote battimani convinti e calorosi di un pubblico che accoglie anche elettori del Pdl, pur essendo a larghissima maggioranza democratica. Nell’aria aleggia ben presto una nota di riflessione e di estrema attualità: si torna a discutere su di un tema delicato e controverso, si torna a parlare di biotestamento.
Come sancisce Repubblica.it, sulla questione: “credo che non si tratti di favorire la morte ma di prendere atto dell’impossibilità di impedirla, affidando all’affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione.” Per questo ribadisce che si farà: “il possibile per correggere alla Camera un testo che difetta nel rispetto di questo principio”. Fini sottolinea il suo assoluto rispetto per i cattolici ma chi dice che a decidere è: “la Chiesa e non il Parlamento per me è un clericale. Per me spetta al Parlamento decidere.” Conclude in un articolo web della testata La Repubblica.
Se ne desume che il vero scontro non sia quindi quello tra laici e cattolici ma bensì tra laici e clericali. Per antitesi il ministro Maurizio Sacconi auspica una velocizzazione nell’approvazione della cosiddetta “leggina” emanata per Eluana Englaro, la quale “riconosce il diritto inalienabile all’alimentazione e all’idratazione” e deve invece essere rinviata “la riflessione più ponderata su tutta la disciplina sulla dichiarazione anticipata del trattamento”.
Nel frattempo il terreno politico si fa sempre più conflittuale. Il presidente del Senato, Renato Schifani, afferma ne il Messaggero.it che è impensabile l’idea di: “affidare in esclusiva alla scienza e alla tecnica l’ultima parola su quello che si può e non si può fare.” Sul testamento biologico, inoltre,: “i deputati non vanno condizionati”.
Uniforme l’ondata di polemiche dal Pdl il quale accetta miglioramenti del testo di legge ma non accetta che: “ai senatori del Pdl vengano impartite lezioni di laicità”. Eppure anche nel Pdl si ravvisano scorci carichi di positivismo nei confronti di Fini. E’ il caso del vicepresidente dei deputati, Italo Bocchino, che interviene a difendere il presidente alla Camera. C’è poi la voce di Franceschini dal Pd che evidenzia la priorità di un lavoro comune tra laici e cattolici sul fronte bioetico. Infine, scende in campo Lei, la protagonista assoluta: la Chiesa. E sceglie di parlare, come riporta Asca.it, per bocca dell’arcivescovo Rino Fisichella secondo il quale: “Il testo può essere suscettibile a miglioramenti, ma non ne capirei uno stravolgimento”.
Intanto il testo è ancora lì, in bilico su un filo tanto sottile quanto tagliente, sospeso tra una sponda che lo vorrebbe tra le sue braccia e una che si divertirebbe a vederlo perire.
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