GELMINI, UNIVERSITA’ GRATIS PER I DIPLOMATI MIGLIORI
By redazione • ago 13th, 2009 • Category: giornalismo politico
di Sabrina Ferri
Povere generazioni passate che, ahimè, non hanno potuto beneficiare della “Rivoluzione Gelmini” pro studenti meritevoli. Dopo l’idea del ministro Fioroni di premiare l’eccellenza, con un assegno di mille euro ai superbravi che hanno ottenuto il 100 e lode, il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, si cimenta in una nuova iniziativa che, certamente, potrebbe gettare nello sconforto i malcapitati centisti degli anni trascorsi. Chi non avrebbe voluto vedersi pagate tutte le ingenti tasse universitarie, dall’immatricolazione alla laurea, come premio per i propri sforzi sui banchi di scuola? Per la Gelmini, come sancisce Corriere.it, il merito non può ritenersi soddisfatto in quel “bonus” da mille euro.
Occorre qualcosa di più, un sostegno in grado di finanziare il proseguimento degli studi. Meglio restringere il numero degli “eccellenti” ed aiutare quei pochi privilegiati nel raggiungere un concreto obiettivo di laurea senza problemi, piuttosto che distribuire mille euro tra circa 4000 ragazzi. Saranno mille i campioni scelti da un’apposita commissione ministeriale, che potranno beneficiare del premio, sulla base di una valutazione delle prime due prove scritte che hanno superato una scrematura a livello regionale. Ma molto probabilmente si dovrà tenere conto anche dei diversi indirizzi dell’esame di Stato, stabilendo per ciascuno delle quote. Inoltre anche la terza prova potrebbe acquisire un peso rilevante nella formazione della graduatoria se, a partire dal 2011, verrà introdotta la terza prova scritta gestita dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione.
Ovviamente, per ora, si tratta soltanto di un’idea che dovrà essere trasformata in direttiva. Eppure i punti fissati già ci sono, e questa potrebbe essere solo “la prima di una serie di iniziative che riguarderanno il merito e il diritto allo studio universitario”. Un’arma a doppio taglio, insomma, che potrebbe si, invogliare i giovani a varcare i confini del proprio comune o provincia per continuare gli studi, ma allo stesso tempo potrebbe generare anche invidie e scontenti.
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