SE I GIORNALISTI USANO TWITTER…

By redazione • ago 2nd, 2009 • Category: in archivio Stampa

di Pietro Battistella

LA NOTIZIA 2.0 – Un’evoluzione della classica notizia giornalistica, chiamiamola pure la notizia 2.0, corre sempre più su Twitter. Istantanea, tra la sua costruzione mentale e la pubblicazione possono passare pochissimi secondi; Sintetica, 160 caratteri per dire cosa succede; Accessibile gratuitamente a tutti coloro dotati di una connessione internet. Sicuramente in Italia il fenomeno non ha ancora raggiunto una grandissima diffusione, ma negli Stati Uniti e in Inghilterra decisamente sì. Sempre più numerosi, sempre più motivati e aperti alle nuove tecnologie, i giornalisti twittano alla velocità della luce, grazie all’estrema riduzione ai 160 caratteri, alla fulminea pubblicazione del contenuto, la notizia arriva quasi in diretta. Una news sicuramente diversa dalla notizia classica. Semplificata al massimo, spesso di sole tre parole essenziali: who did what. Chi ha fatto cosa. Il quando è quasi inutile, perchè sottinteso: adesso, pochissimi minuti fa.

Un uomo viene fermato con un presunto pacco bomba all’aeroporto La Guardia di New York? Tac, 120 secondi dopo su Twitter c’è la notizia, che suonerebbe più o meno così: “LaGuardia, NYC. Uomo con presunto pacco-bomba fermato.”. Un rapidissimo lancio d’agenzia, a cui nei prossimi minuti seguiranno altri dettagli, magari di un reporter già presente per caso lì sul posto: “Mi trovo a LaGuardia. Falso allarme, uomo arrestato”. Insomma, Twitter sta veramente modificando modalità e contenuto della notizia giornalistica, ma spesso ci si chiede come si possano seguire i giornalisti che sono su Twitter, evitando magari i reporter-blogger improvvisati, senza scervellarsi a cercarli sul sito del cinguettio.

MUCKRACK - Vengono in aiuto siti come MuckRack.com, un aggregatore di notizie-twitter di giornalisti per professione. Centinaia di reporter professionisti che fanno muckracking – “rastrellano nella melma” per scovare le notizie più intriganti – per le migliori redazioni d’America, che puoi seguire contemporaneamente sullo stesso sito. Il giornalista che scrive anche su Twitter, si registra al sito, dove dopo una serie di controlli sulla sua autenticità, viene aggiunto con nickname, nome e cognome, testata per la quale lavoro, argomenti che predilige coprire, e diventa così facilmente trovabile, da tutti i suoi fans, su MuckRack.com. Per la stragrande maggioranza la lingua inglese e i giornalisti sono americani ed inglesi, ma chissà, magari in qualche mese il tutto si diffonderà capillarmente anche nel nostro Paese.

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One Response »

  1. E’ un processo che era inevitabile. Del resto l’evoluzione tecnlogica porta questo con se: cambiamento

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