GAY PRIDE ROMA. ANCORA UTILE QUESTA MANIFESTAZIONE AI DIRITTI OMOSESSUALI?

By redazione • giu 18th, 2009 • Category: giornalismo politico Stampa

di Beatrice Fiaschi

Sabato 13 Giugno per le vie della capitale ha sfilato, da Piazza della Repubblica a Piazza Navona, il corteo dell’orgoglio omosessuale, come sempre con forti, e spesso eccessive, sfumature polemiche. In 250 mila sono scesi in strada secondo gli organizzatori (molti di meno, secondo la Questura), la maggior parte facenti parte della comunità Glbt (gay, lesbiche, bisexual e transgender), ma anche molte famiglie con bambini al seguito, sotto la comune bandiera del “Liberi tutti, libere tutte”.

Erano stati lanciati diversi inviti da parte del presidente dell’Arcigay Aurelio Mancuso per una partecipazione di massa all’evento, per rivendicare le pari opportunità. Il presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori Antonio Marziale si è però mostrato particolarmente contrario alla presenza di bambini nel corteo, non certo il miglior metodo pedagogico per spiegar loro una tematica tanto importante quanto delicata come la differenza di genere.

Come prevedibile, molti sono stati i carri allegorici contro il premier, soprattutto ammiccanti all’ormai tormentone-Noemi. Tuttavia neanche l’opposizione è stata risparmiata dalle polemiche: presenti nel corteo 14 bandiere del Pd, un modo provocatorio per far pressione sul segretario del partito Dario Franceschini, reo di non prendere una posizione chiara e netta   rispetto ai diritti degli omosessuali, soprattutto relativamente a problematiche chiave quali l’adozione e il matrimonio. In particolare, la deputata del Pd Paola Concia, dopo aver atteso la conclusione delle elezioni europee per non creare discordanze e divisioni all’interno del Pd, ha chiesto delle risposte precise a Franceschini e dei gesti forti, come l’adesione al Pride nazionale di Genova del prossimo 27 giugno.

Il resto delle provocazioni sono state rivolte alla Chiesa e al Papa, con l’intento di rivendicare la parità di diritto in uno stato che sente sempre maggiormente il bisogno di essere considerato laico. Ma anche in questo caso ci si chiede se i carri allegorici non siano finiti con l’essere blasfemi, specialmente uno con a bordo Gesù, Madonna e centurione in stile “vagamente” sadomaso e certamente dissacrante.

Il ruolo di questa manifestazione insomma è certamente quello di far parlare di sé, di creare disaccordo e, in ogni caso, generare un tam tam mediatico. Senz’altro manifestare è un diritto e scoraggiare comportamenti omofobici è un dovere, ma ci si chiede se eventi di questo tipo non siano poi lame a doppio taglio, che finiscono col ghettizzare proprio coloro che richiedono e necessitano di pari diritti. Forse nel 2009 una sfilata non basta più.

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