IN EUROPA AVANZA LA DESTRA. I SOCIALISTI FRENANO. E IN ITALIA QUALCOSA CAMBIA …
By redazione • giu 11th, 2009 • Category: in archivio
di Luigi Mazza
Il Parlamento europeo dopo le elezioni del 6 e 7 giugno si delinea come qualcosa di assolutamente eterogeneo. Lieve la flessione del Ppe, in cui confluirà anche il Pdl di Berlusconi, che passa dal 36,7 al 36%; flessione, quasi insignificante, dovuta all’abbandono dei Conservatori inglesi e degli euroscettici cechi di Topolanek. Per il Pse le cose invece vanno malissimo, la flessione è di oltre cinque punti percentuali: dal 27,6 al 22%; qualche speranza di alzare la quota di parlamentari per il Pse è rimandata alla eventuale confluenza del Pd italiano. Ma si tratterebbe comunque di una magrissima consolazione. L’ estrema sinistra, arriva lacerata dai dissidi interni, e perde quasi un punto registrando una flessione dal 5,8 al 4,6%. I comunisti italiani si confermano “extraparlamentari” anche in Europa.
L’estrema destra fa il pieno in molte nazioni: in Inghilterra per esempio il Bnp (British National party) raggiunge il 6,2% dell’elettorato grazie alla campagna razzista che galoppa con la crisi economica. Nel nord dell’Inghilterra la campagna anti-italiana è stata esemplare. La destra estrema tiene, o guadagna, in tutti i paesi europei: in Italia la Lega supera il 10% e manderà otto parlamentari a Strasburgo.
Il paradosso di queste elezioni per il Parlamento europeo potrebbe essere proprio una crescita della destra anti-europea. La lieve flessione che la vede scendere dal 5,6 al 4,8% infatti è solo apparente perché il 12% di formazioni varie e di conservatori, che ancora non hanno scelto dove collocarsi, potrebbe andare a sistemarsi proprio al suo interno.
Vincono gli ecologisti Verdi soprattutto con l’exploit francese, ma non solo. Salgono tantissimo anche in Belgio, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia e Romania. In totale i parlamentari ecologisti in Europa saranno 53. I Verdi italiani? “Extraparlamentari”, incastrati tra Ferrero e Vendola.
Altra novità importante la conquista di un seggio da parte del “Pirat partiet” svedese, partito dei “pirati del web” che si battono per legalizzare lo scambio di file in rete.
Con un forte astensionismo che le ha caratterizzate le elezioni europee si confermano essere più un sondaggio per testare la stabilità di partiti e governi europei, che non una chiamata elettorale per farsi rappresentare nell’Unione europea.
In Italia il sondaggio è servito a smentire altri sondaggi. Quelli del Presidente del Consiglio per esempio che lo davano tra il 40 e il 45%: in realtà Berlusconi ha raggiunto il 35%, manderà in Europa 29 parlamentari e sarà meno influente nel Ppe di quanto auspicasse. La Lega cresce alimentandosi di populismo, strappa voti agli alleati. Si può scommettere che tale risultato modificherà gli equilibri del governo italiano. In Sicilia, storico pozzo di voti per Berlusconi, Lombardo (Mpa) raggiunge il 17% e apre una piccola crisi interna alla maggioranza.
Il Pd, che quest’anno ha pensato bene di non invitare al famoso “voto utile”, perde rispetto al 2008, ma sostanzialmente tiene fermo l’elettorato al 26%. Cresce e raddoppia invece l’Idv che si porta all’8%. Più che stabile l’Udc al 6,5%. Soddisfatti, ma non basta, i Radicali che si attestano al 2,5%.
Solite note dolenti per la sinistra. Gli elettori che quest’anno non si sono fatti ingannare dal “voto utile” richiesto dal Pd le hanno dato fiducia. Sinistra e libertà di Vendola e Prc-Pdci di Ferrero insieme hanno ottenuto un ottimo 6,5%. Ma non è bastato. Perché, divisi dopo il Congresso di Chianciano, con rispettivamente il 3,1 e il 3,4% non hanno raggiunto lo sbarramento per entrare in Europa. Due milioni di voti dispersi e nessuna rappresentanza al Parlamento europeo, oltre che in quello italiano.
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IN EUROPE THE RIGHT ADVANCES. SOCIALISTS STOP THEIR RACE. AND IN ITALY SOMETHING IS CHANGING…
English Translation by Francesco Preziosa
In Italy the poll was used to deny other polls. Those of the president of the Council, for example, rank him between 40% and 45%. Berlusconi actually reached 35%, will send 29 parliamentarians to Europe and will be less striking than what he hoped. The Northern League advances fuelled by populism, wrests votes to his political partners. Such a result is said to change the stability of the Italian government. In Sicily, a region that is supposed to be an historical source of votes for Berlusconi, Lombardo (Mpa) picked up 17% and triggered a little internal crisis in the majority.
The Pd, that this year has decided not to adopt the famous “useful vote”, loses votes by comparison with 2008, but keeps stopping its electorate on 26%. On the other hand, Idv increases and even doubles its votes thus garnering 8%. UDC is more than stable on 6.5%. The Radicals are satisfied hanging on 2.5%.
The Left is tackling a crucial situation. Indeed the electors, who this year have not been deceived by the “useful vote” required by the Pd, just trusted it. The Vendola’s Left and Freedom and the Ferrero’s Prc-Pdci received together exceptional 6.5%. But it was not enough as, after they were separated at the Congress in Chianciano with respectively 3.1% and 3.4% they were not be able to enter Europe. It implies 2 million votes lost and lack of representation at the European Parliament, as well as at the Italian one.
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l’avanzata di forze cosiddette euro-scettiche indica il malessere verso istituzioni europee viste come parassitarie, iperburocratiche e sostanzialmente inutili.
il parlamento è schiacciato da commissione europea e banca centrale, organi non eletti detengono troppi poteri e c’è una abissale distanza tra il cittadino e l’autorità europea.
insomma, l’Europa è la strada giusta e ineludibile, ma se andiamo avanti così rischia di essere una strada che finisce in un precipizio