FACEBOOK: SONO MOLTI I LATI OSCURI

By redazione • mag 22nd, 2009 • Category: comunicazione politica e istituzionale Stampa
www.ibapalermo.altervista.org

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di Cristiano Checchi

Dal suo arrivo nel mondo dei social network Facebook ha sbaragliato la concorrenza sotto tutti gli aspetti. Se ormai da una parte non si fa che parlare delle qualità del portale, dall’altra stanno venendo fuori le innumerevoli negatività che questo un “fenomeno” di portata così vasta e poco controllabile può comportare.

Negli ultimi mesi sono sempre di più i casi di denuncie nei riguardi del social network. I motivi possono essere dai più sciocchi ai più seri. La facilità nel poter usare Facebook e la difficoltà anche per la polizia postale di controllare tutto il mondo del web ha permesso la messa in pratica di azioni quanto mai dannose. Come nel caso di un docente, che si è visto creare dagli studenti un profilo con informazioni personali, tipo l’orientamento sessuale e le credenze politiche, rigorosamente inventate. Ovviamente è scattata la denuncia e un indagine per diffamazione.

Usando male il sito si corre il rischio, a volte involontario, di violare la privacy degli utenti. Come nel caso di un infermiera di Udine che ha pubblicato delle foto di colleghi e pazienti senza autorizzazione. Il caso, che era stato riportato dal Corriere della Sera, ha fatto scalpore e gettato ombre su Facebook stesso.

Sono inoltre in aumento le denuncie per appropriazione di identità. È quello che negli ultimi mesi è successo al calciatore del Napoli Francesco Montervino. Il giocatore del Napoli non è l’unico caso nel mondo dello sport: Aronica e Pier Paolo Marino, difensore e direttore sportivo sempre del Napoli, sono stati colpiti dalla stessa sorte. Sorte che non ha risparmiato neanche il motociclista Manuel Poggiali. Questi non sono altro che casi isolati, i quali fanno però pensare sull’affidabilità di Facebook.

È opportuno riflettere anche sul come sia facile impossessarsi di dati e materiale pubblicati sul sito, materiale che – va ricordato – una volta pubblicato diventa di proprietà del sito stesso. Ciò che inoltre non è chiaro che tipo di controlli vengano fatti su quello che viene scritto.

In merito a ciò, infatti, Facebook è stato denunciato dall’AIDAA, Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, per la presenza di gruppi che incitano ai combattimenti tra cani. Questi tipi di gruppi fanno il paio con quelli inneggianti alla mafia.

Ad ampliare la serie di punti interrogatavi che circondano Facebook c’è la chiusura senza motivazione apparente dei contatti. Molti sono operatori della comunicazione che ricevono queste spiacevoli sorprese. Il blogger di Repubblica Vittorio Zambardino ad esempio non ha accettato la chiusura del suo contatto senza un valido motivo. Come riportato nel suo blog, Zambardino ha fatto della battaglia una “questione di trasparenza e libertà negate”. Attraverso la denuncia il giornalista ha ottenuto, senza altrettante chiare motivazioni, la riapertura del contatto. Il giornalista aveva più volte, sullo stesso Facebook, espresso dubbi su come funzionasse la gestione del materiale e su quanto sia difficile mettersi in contatto con i gestori. Questo può essere forse il motivo della chiusura del contatto, ma a noi, nè allo stesso Zambardino, è dato saperlo.

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