PARTE IL TOTO-LEADER NEL PD: BERSANI, FRANCESCHINI O … ZINGARETTI?
By redazione • mag 20th, 2009 • Category: comunicazione politica e istituzionale
di Eloisa De Felice
“Tra Bersani e Franceschini? E perché dovrei scegliere solo tra loro? A me, per esempio, piacerebbe che si candidasse D’Alema”. Così dice Arturo Parisi, passeggiando per il cortile della Camera. Una provocazione in cui si mescolano la sfida e la canzonatura. Ufficialmente, al momento l’unica candidatura sul tavolo è quella di Pierluigi Bersani, che ha annunciato da tempo la sua intenzione di correre per la guida del PD e che la sua discesa in campo sarà a prescindere dall’esito del voto alle amministrative e europee. Candidatura sostenuta da Massimo D’Alema e non sgradita all’area di sinistra del PD, così come a molti ex diessini, ma temuta dall’area popolare del partito, che vede il rischio di “una deriva socialdemocratica” del PD.
Dario Franceschini, finora ha sempre negato, ma tutti, o quasi, sperano che si candiderà. Per Franceschini, spiegano fonti PD: “l’obiettivo prioritario è portare il partito alle elezioni di giugno e ottenere un buon risultato. Dario sta lavorando a questo a testa bassa, perchè il fallimento del progetto del PD sarebbe anche un suo fallimento”. Quanto alla sua candidatura, viene sottolineato, è una possibilità plausibile solo se si ripresentassero le stesse condizioni che lo hanno portato a guidare il partito dopo le dimissioni di Veltroni, ma se ci sono diversi candidati in campo, come appare scontato, Franceschini non parteciperebbe alla sfida. Del resto, spiega la stessa fonte: “se i risultati elettorali dovessero premiare il PD, Franceschini avrebbe raggiunto il suo obiettivo e un uomo politico che ha ottenuto ciò a cui puntava e, quindi, è soddisfatto del risultato, potrebbe anche non aver bisogno di un nuovo incarico”.
Come si sa spesso “tra i due litiganti il terzo gode” e, così, spunta l’ipotesi “terzo uomo”, da contrapporre sia a Bersani che a Franceschini. Dietro all’operazione ci sarebbe l’ex braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, e il nome del papabile sfidante sarebbe quello di Nicola Zingaretti. Fonti del PD del Lazio osservano che il “terzo” che Bettini lancerebbe “è un’interpretazione sbagliata delle parole di Goffredo. Non è stato fatto alcun nome e, se ci sarà un terzo uomo, lo sapremo solo dopo le europee e amministrative”. Ovvero quando, all’indomani di un eventuale risultato non positivo per il PD, si potrebbe aprire il dibattito sulla leadership futura del partito. Un parlamentare del PD ha dichiarato: “La posizione del terzo incomodo è in realtà la più comoda e redditizia di tutte, ma a patto che non ci sia un quarto. Altrimenti, quel bacino fisiologico di indipendenti, scontenti e tagliati fuori si disperde, o rientra nei ranghi”.
Qualcuno allora azzarda che il “terzo uomo” sia, in realtà, una “terza donna”, cioè Anna Finocchiaro. Il timore è che lo scontro Bersani-Franceschini, ancora solo virtuale, nel partito, però, stia già producendo i suoi effetti, con il ritorno a DS contro Margherita. Da questo possibile duello sembra, insomma, restare fuori un’ampia area, ampia, troppo ampia! La situazione, in definitiva, non è del tutto delineata e solo dopo le Europee, forse, il quadro sarà leggermente più chiaro…questa almeno la speranza che, si sa, è sempre l’ultima a morire.
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