MAESTRE FANTASMA: IN 27 TRUFFANO LO STATO GRAZIE A CERTIFICATI FALSI
By redazione • apr 28th, 2009 • Category: giornalismo politico
di Cristiano Checchi
Truffare lo Stato si può! È quello che 27 maestre hanno fatto per ben tre anni. Le docenti, ormai ribattezzate “maestre fantasma”, sono tutte originarie della provincia di Reggio Calabria e Agrigento.
Le insegnanti per tornare nelle loro città e lasciare cosi le loro occupazioni di Milano hanno costruito un giro di certificati falsi, nei quali si diagnosticavano patologie che implicano l’immediato trasferimento a casa. I problemi di salute delle maestre, come il diabete mellito o dolori cronici alla schiena, al momento opportuno, una volta ottenuto il trasferimento, sparivano.
Se per adesso si conoscono casi riguardanti docenti trasferiti nelle provincie di Reggio Calabria e Agrigento, La Repubblica ha riportato l’esistenza di segnalazioni di casi simili anche nel Casertano. Il lavoro delle maestre, con la collaborazione di medici compiacenti, ha portato gravissimi problemi alla regione Lombardia, che si è trovata costretta a sostituire moltissimi insegnati con supplenze in molti casi costose.
Come può accadere questo? Com’è possibile che basti un certificato per mettere in crisi il sistema scolastico? A permettere ciò ci sono alcune falle della legge 104, quella che disciplina l’handicap e quella sulla mobilità degli insegnati. Presentando un semplice certificato d’invalidità provvisorio, fatto da un medico della Asl di residenza, si può ottenere il trasferimento. La legge prevede che entro 90 giorni dopo il trasferimento l’Asl rilasci un secondo certificato di conferma, ma nei casi arrivati alla Procura il risultato del secondo certificato è sorprendente: nessuna forma di handicap.
Succede però che a causa delle inefficienze delle varie Aziende Sanitarie Locali tra la prima visita, con risultati che non sono resi pubblici, e la seconda visita, dopo la quale invece vengono rivelati i risultati, possono passare anche 3 anni, dando la possibilità alle pazienti di percepire regolare stipendio senza lavorare.
Come ha riportato La Repubblica, anche i sindacati non hanno potuto che distaccarsi dall’operato dei colleghi per voce di Pippo Frisone, responsabile vertenze della Flc-Cgil a Milano: “La responsabilità, specie quella penale, è personale e non bisogna generalizzare – e lo stesso ha aggiunto – se in mezza Italia i tempi di attesa della certificazione Asl vanno oltre i novanta giorni previsti, si lascia il campo libero anche agli abusi”. Frisone ha concluso: “Siano rese più rigide le norme contrattuali e chiusi tutti i varchi che favoriscono gli abusi e il malaffare”.
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