In Abruzzo la terra continua a tremare. Continuano le gare di solidarietà e si programma la ricostruzione
By redazione • apr 22nd, 2009 • Category: copertina
di Beatrice Fiaschi
La notte tra Domenica 5 e Lunedì 6 Aprile la terra d’Abruzzo ha tremato: i sismografi hanno registrato una lunga scossa di 5,8 gradi della scala Richter che ha raso al suolo L’Aquila e gran parte delle frazioni del capoluogo. Ad oggi il numero delle vittime accertate è di 294 ma ci sono ancora dispersi. E uno sciame sismico che non accenna a cessare. Questo il nero bilancio di una tragedia che ha colpito l’Italia in questi giorni e che l’ha costretta ad impiegare tutte le forze disponibili per gestire una difficile emergenza.
Da ogni parte del nostro Paese sono giunti aiuti economici così come di primaria necessità, dai generi alimentari al vestiario, dai medicinali ai volontari che a mani nude hanno scavato tra le macerie e hanno assistito gli sfollati nelle tendopoli.
In questa prima fase di tamponamento immediato dell’emergenza, Silvio Berlusconi ha fermamente rifiutato ogni tipo d’aiuto dall’estero, dichiarando che l’Italia in situazioni del genere basta a se stessa e riesce a tirar fuori il meglio di sé. L’atteggiamento fiero di Berlusconi nel rifiutare gli aiuti, secondo il segretario del Partito Democratico Dario Franceschini, sarebbe solo un tentativo da parte del governo di non far trasparire le reali difficoltà del Paese. Ma in questi giorni il Presidente del Senato Renato Schifani ha richiamato all’ordine maggioranza e opposizione, sconfessando divisioni che in tragedie come questa non hanno ragion d’essere.
Proseguono nelle zone colpite i sopralluoghi da parte della Protezione Civile e, nella pesante stima dei danni, ci si chiede di chi siano le fatali responsabilità. Un sisma di questo tipo, anche se seguito da altre scosse che hanno probabilmente inferto un colpo letale a edifici già compromessi, in una zona densamente popolata del Giappone, probabilmente non avrebbe procurato alcuna vittima. Sarà condotta quindi un’inchiesta per accertare se siano state rispettate le norme antisismiche, soprattutto per quanto riguarda gli edifici di più recente costruzione.
Intanto si inizia a parlare di ricostruzione e delle modalità con le quali dovrà avvenire: una valutazione approssimativa da parte del ministero dei Beni Culturali afferma che si necessiterà di almeno 10 milioni di Euro solo per la messa in sicurezza delle chiese. Da tutto il mondo arriva comunque una confortante solidarietà: dalla Russia, Dmitry Medvedev è stato tra i primi a offrire il sostegno materiale e morale da parte del suo Paese, così come lo hanno fatto il Re di Spagna Juan Carlos e il presidente libanese Sleiman. Messaggi di cordoglio anche da parte del presidente serbo Boris Tadic, dal Re di Svezia, dal presidente della Turchia Abdullah Gul e solidarietà concreta promessa da Grecia, Francia, Portogallo, Austria, Germania, Bulgaria, Israele, Irlanda, Finlandia, Ungheria, Svizzera, Polonia, Estonia, Paesi Bassi e Malta.
Inoltre la Commissione Europea è pronta a smobilitare i fondi per legge destinati ai disastri naturali.
Le proposte forse più sentite sono però state mosse dall’America, dove si trovano numerose comunità abruzzesi all’estero. Barack Obama si dice pronto a supportare economicamente la ricostruzione, evitando che, non appena le telecamere si spegneranno, chi ha bisogno venga dimenticato come spesso succede in casi di questo tipo. Nello specifico, Obama si è proposto di partecipare alla messa in sicurezza dei beni culturali particolarmente colpiti o, in alternativa, di ricostruire interamente un quartiere dell’Aquila o una delle tante frazioni che sono state completamente ridotte in frantumi: in special modo si parla di Onna, l’emblema del disastro.
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