In Abruzzo la terra trema: storie di dolore e di speranza
By redazione • apr 8th, 2009 • Category: in archivio
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di Cristiano Checchi
La terra continua a tremare. Come se non fosse bastata la prima scossa delle 3 e 30 della notte fra domenica e lunedì; la natura si sta accanendo contro il cuore dell’Italia che è sempre più in difficoltà. Le vittime accertate sono circa 260, i dispersi circa 11 e circa 25 mila gli sfollati. Sono crollati la casa dello studente a L’Aquila, centinaia di abitazioni e interi paesi come Onna, Castelnuovo e Pianola sono diventati dei veri e propri paesi fantasma; l’ospedale, la struttura che dovrebbe garantire sicurezza e efficienza anche nei momenti più difficili è stato subito evacuato: migliaia i cittadini che vengono sistemati all’esterno dell’edificio. La situazione è drammatica, gli abitanti sono costretti anche a subire l’ignobile azione degli sciacalli, che secondo la protezione civile locale provengono da tutta Italia.
La terra si è mossa e ha creato morte e distruzione, ma dai momenti subito successivi alla tragedia si è attivata anche l’enorme macchina degli aiuti. L’emergenza sangue è stata subito sanata con un quantitativo enorme di sacche che hanno raggiunto l’Abruzzo. Le autorità hanno, infatti, fatto sapere che adesso l’emergenza è l’assenza di fondi e dei beni di prima necessità.
In tutta Italia sono nati centri di raccolta da mandare in Abruzzo. Le reti televisive, le maggiori testate giornalistiche e tanti siti internet hanno immediatamente aperto conti per la raccolta fondi.
Sono partite squadre di soccorso da tutto il Paese, tant’è che è arrivato l’avviso di Bertolaso di non recarsi a L’Aquila da soli ma di partire con le organizzazioni e le associazioni, per evitare di essere d’intralcio ai lavori.
La cronaca dall’Abruzzo ci racconta di una terra che non vuole saperne di smettere di tremare: nella giornata di ieri un altro terremoto di intensità 5.3, quasi pari a quella di domenica notte ha causato altre morti e distruzioni. Nella notte altre scosse di magnitudo 3.6 hanno colpito la zona.
Sono centinaia le storie che si intrecciano tra le macerie. Storie di giovani studenti che hanno perso la vita, storie di famiglie distrutte che hanno perso affetti e abitazioni. Storie, fortunatamente, di salvataggi miracolosi: come Francesca la ragazza rimasta sotto le macerie per 23 ore, o come Eleonora estratta dall’inferno dopo ben 43 ore di sofferenza. Di forte speranza è il caso di nonna Maria salvata dopo 30 ore.
Tra le giovani vite spezzate quelle di tanti bambini. Tra le testimonianze shoccanti c’è quella di un medico, riportata dal Corriere.it: “Ho tentato con i rianimatori di salvare quattro bambini: uno di dodici o tredici anni, altri di quattro o cinque ma non c’è stato nulla da fare perché sono arrivati in ospedale praticamente soffocati da calcinacci e polvere”. Più il tempo passa più si perdono le speranze per i dispersi: Lorenzo Sebastini, 20 anni, promessa del rugby italiano è uno degli undici dispersi, per il quale ormai si teme il peggio.
La situazione è in continuo divenire; anche il mondo politico si sta dando da fare. Berlusconi ha annunciato che provvederà a seguire personalmente le opere di ricostruzione. Ricostruzione che dovrà essere fatta per bene, rispettando, questa volta, le normative anti-sismiche previste per la zona, perché, va ricordato, sono venute giù case che non sarebbero dovute crollare. Dall’estero sono arrivati messaggi di cordoglio e proposte di aiuti. Per il momento l’esecutivo ha declinato le offerte, ma non si esclude che in futuro verranno accettati contributi soprattutto per le opere di restauro dei beni culturali. Venerdì sono previsti i funerali di Stato delle vittime.
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