ROMENA STUPRATA DA TUNISINI. CLOCHARD ALLE FIAMME. ALEMANNO: “NO A RITORSIONI XENOFOBE”

By redazione • feb 6th, 2009 • Category: giornalismo politico Stampa

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di Bruna Kukaleshi

Ennesimo caso di violenza. E’ il tragico destino di un’altra ragazza di soli 24 anni e di suo marito di 26 anni. Stessa procedura di pochi giorni fa a Guidonia: lui rapinato e lei violentata a turno. L’aggressione è avvenuta la notte del 1 febbraio a Ragusa. I due sono stati fermati da tre tunisini a pochi passi dal locale dove avevano trascorso la serata. I tre malviventi, armati di pistole, si sono fatti consegnare denaro e telefonini, hanno bloccato il ragazzo e come se non bastasse hanno preso la ragazza e l’hanno portata in un casolare per abusare di lei. L’allarme alla polizia è stato lanciato dal giovane romeno qualche minuto dopo il suo sequestro da uno dei malviventi, il tempo necessario a far sì  che gli altri due portassero via la ragazza.

Il giorno successivo, i carabinieri di Nettuno hanno fermato tre persone perché ritenute responsabili di aver aggredito e poi bruciato un immigrato indiano. I tre, tra i quali un minorenne, sono stati accusati di tentato omicidio. Secondo gli elementi raccolti dai carabinieri della stazione di Nettuno il ragazzo minorenne ed i suoi amici di 19 e 28 anni,incensurati, e con famiglie alle spalle, avevano trascorso una notte “brava” tra alcol e droga al termine della quale hanno voluto fare,come hanno detto durante l’interrogatorio, un gesto “eclatante per provare una forte emozione”.  Secondo la ricostruzione dei carabinieri avrebbero insultato e aggredito il senzatetto che dormiva nell’atrio della stazione. Poi si sono allontanati e mentre erano al distributore hanno avuto l’idea di fare “uno scherzo al barbone”, così come loro stessi hanno detto agli investigatori. Tornati nella stazione hanno dato fuoco all’immigrato e non riuscendo più a spegnere le fiamme sono scappati. Il cittadino indiano è in prognosi riservata: ha subito ustioni sul 40% del corpo,in particolare sulle gambe,sulle braccia e sul collo. Secondo quanto detto dal generale Vittorio Tomasone, comandante provinciale dei carabinieri di Roma, “quanto avvenuto non sembra avere uno sfondo razziale ma con una conseguenza ancor più agghiacciante, visto che secondo quanto accertato i tre volevano chiudere la notte, dopo uno sballo di alcol e droga, con un gesto fortemente eclatante”. Secondo il generale Tomasone  l’uso smodato di droghe ed alcol a cui si sottopongono condiziona il loro comportamento.

Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha espresso solidarietà alla vittima e indignazione per la natura particolarmente vile dell’aggressione. Secondo Fini, “questo episodio è un sintomo allarmante della presenza all’interno della società italiana,in particolare in alcuni settori giovanili,di un senso di disprezzo per la vita umana e della dignità per le persone più deboli”.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è augurato che la Giustizia punisca severamente i responsabili. Inoltre lo stesso ha affermato che  i recenti fatti di violenza (Guidonia e Ragusa, sopra tutti) che hanno visto come presunti colpevoli delle persone immigrate non devono essere un alibi per inaccettabili ritorsioni xenofobe.

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